"Mercati" (1 Viewer)

giomf

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Ora Gipa ha da fare con la pupa . . .a chi posso chiedere ?

Considerate che ci sia un segnale long sull' oro . . ?

. .oppure vanno meglio i titoli dei preziosi ?
 

nicknever73

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Beh, io non ci capisco 'na mazza,
però mi sembra che dalle parti di 602-607$ ci siano un pò troppe resistenze... :rolleyes:
 

GIANNI 113

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Qualcuno mi sa segnalare un sito dove posso trovare o scaricare le serie storiche dei fondi comuni di investimento?
Grazie
Gianni 113
 

quicksilver

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Quando a decidere è il computer

Morningstar - 19/10/2006 09:28:00



Non sempre dietro un fondo c'è un gestore; al contrario è in espansione l'uso di metodologie quantitative. E i software si evolvono rapidamente. Daniele Bernardi, amministratore delegato di Diaman, società di consulenza finanziaria a investitori istituzionali, specializzata nel settore, spiega quali sono le direttrici dell'innovazione. Al tema è dedicato un convegno il 20 ottobre a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa italiana. Per quale motivo le metodologie quantitative sono sempre più diffuse nel risparmio gestito?

I modelli matematici presentano diversi vantaggi rispetto alle tecniche di gestione tradizionali, in quanto permettono di quantificare ogni singolo errore, verificare quale sia la fonte dei rendimenti (performance attribution) e, soprattutto, eliminano gli effetti negativi dell'emotività, che porta spesso il gestore a compiere errori. In sostanza, tali metodologie permettono di analizzare il mercato in modo asettico.

E' possibile stimare quanto incidono i sistemi automatizzati sulle transazioni di Borsa?

Non è un dato facile da rilevare; tuttavia, in base alle statistiche del New York stock exchange (Nyse) possiamo dire che il 40% delle operazioni effettuate ogni settimana sul mercato americano sono automatiche, ossia senza l'intervento umano. Esistono sistemi che analizzano l'andamento dei prezzi, i volumi e la volatilità di un titolo e successivamente danno ordini di acquisto o vendita.

I sistemi automatici, però, funzionano dove ci sono grandi volumi.

E' vero, il mercato americano è particolarmente adatto a questo tipo di transazioni perché liquido e con grandi volumi. Ma tali modelli funzionano anche in Europa: noi consideriamo un universo di 1.700 titoli e operiamo effettivamente su 420.

A parità di patrimonio disponibile, le metodologie quantitative sono più adatte alla costruzione di portafogli con molti o pochi titoli?

Non è detto che un portafoglio debba essere grande. Il modello matematico deve essere studiato in modo che le performance del fondo siano migliori di quelle del mercato e la scelta di pochi titoli "buoni" è la chiave per creare valore aggiunto rispetto al benchmark.

Quali sono le opportunità nell'ambito delle gestioni total return?

I modelli matematici accrescono l'efficienza della gestione e creano decorrelazione dai mercati nel senso che le performance sono imputabili, in positivo e in negativo, al programma informatico utilizzato, che determina le decisioni di acquisto e vendita in base a parametri predeterminati.

Può fare qualche esempio?

Prendiamo tre casi concreti di metodologie sottostanti i comparti di Damian Sicav da poco autorizzati in Lussemburgo e per i quali stiamo preparando l'istruttoria Consob per distribuirli in Italia.

Il primo Mathematics gestisce in modo flessibile il portafoglio, per cui la componente azionaria può variare da 0 a 100 e utilizza gli strumenti di copertura del rischio in funzione dinamica, secondo le condizioni di mercato. Il secondo, Asymmetric return è focalizzato al 100% sulle Borse e impiega le opzioni per creare un'asimmetria tra i rendimenti positivi e negativi con l'obiettivo di contenere le perdite nelle fasi ribassiste, mentre in quelle rialziste i guadagni saranno inferiori rispetto al listino di riferimento. Infine, sull'obbligazionario il modello consente di allungare la duration o accorciala attraverso i tassi swap (uno swap di tasso di interesse è un contratto con il quale le parti si scambiano un flusso netto di tassi di interessi, ndr).

Si parla anche di metodologie basate sulla forza relativa. In che cosa consistono?

A secondo delle condizioni di mercato, tali modelli consentono di acquistare titoli che generano Alfa rispetto all'indice, ossia vanno meglio, o quelli Beta, che al contrario ne seguono l'andamento. I primi sono comprati quando le Borse scendono; i secondi quando salgono.

Pensa che tali modelli debbano essere applicati in modo rigoroso senza possibilità di intervento umano o che richiedano un minimo di flessibilità?

E' necessario rigore nell'applicazione di tali metodologie; altrimenti si rischia di compromettere i risultati. I software sono testati anche su situazioni estreme, ma, è bene ricordarlo, non danno la sicurezza assoluta di guadagnare sempre.
 

quicksilver

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Alcune statistiche:
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Piazza Affari fa felici gli investitori
ma resta piccola e rischiosa

MILANO - La Borsa Italiana soddisfa gli investitori per andamento dei corsi e dividendi ma rimane piccola e appare più rischiosa. "Indici e dati relativi ad investimenti quotati (2006)" a cura di Mediobanca, alla sessantesima edizione, segnala che, per capitalizzazione, tra i listini maggiori, il mercato italiano è penultimo, superando solo le borse scandinave (Omx). Il rapporto rispetto al Pil (49% contro 70% del 2000) è basso mentre il flottante ridotto (58%) determina pressione della domanda e scambi elevati con un indice di turn-over di 1,45 volte, il più alto dopo Nasdaq e Spagna.
Le soddisfazioni, tuttavia, non mancano: nell'ultimo decennio l'indice progredisce del 192,6%, terzo risultato dopo Spagna (+291,4%) e Svezia (+209,5%). Solo tra l'inizio del 2005 e la metà del 2006, compreso il reinvestimento delle cedole, il mercato registra un aumento dell'indice total return del 28,5%, con un ulteriore passo avanti dell'8,8% tra fine giugno e oggi. Le blue chip rendono molto più dei titoli di stato (21 punti in più nel 2005 e 2,6 punti nei primi sei mesi dell'anno in corso) e i dividendi sono ai massimi storici (28 miliardi). Aumenta però il rischio: senza considerare le cedole, in 18 mesi 260 titoli hanno fatto guadagnare ma 130 azioni, il 33%, hanno fatto perdere, con un'inversione della netta tendenza al calo degli ultimi 5 anni. In più aumentano le cancellazioni per fallimenti e liquidazioni, per lo più retaggio del nuovo mercato. In teoria l'indice dei titoli del listino chiuso a settembre 2005 registra oggi un crollo dell'84% dai massimi del 2000.

Il listino di Piazza Affari ha visto la cancellazione di sei titoli nel 2004 (Cirio, Cto, Gandalf, Gaicomelli, Stayer, Tc Sistema), cinque nel 2005 (Arquati, Finmatica, Olcese, Parmalat, Tecnodiffusione) e due nel 2006 (Finpart e Algol). e.Biscom, (oggi Fastweb, mai in utile con perdite per 886 milioni tra il 2001 e il 2005), ha visto ridursi la capitalizzazione da 5 miliardi del 2000 a 2,7 miliardi di fine giugno 2006, Tiscali (mai in utile, 2,64 milioni di perdite) è scesa da 5,6 miliardi a 925 milioni, Finmatica era valutata 1,8 miliardi e oggi è fallita. Ci sono però le soddisfazioni di lungo termine: se un risparmiatore avesse investito una lira in un titolo all'inizio del 1938, i migliori rendimenti sarebbero venuti da Aedes (18,9% il rendimento medio annuo, 7,5% senza inflazione), Generali (17,7%), Ras (16,3%) e Italcementi (16%). Al di là di gratificazioni e delusioni di medio e lungo termine, la borsa ha intanto chiesto al mercato lo scorso anno 12,76 miliardi, cifra inferiore solo a quella del 1999 (16,86). La quota di comando (il non flottante) scende al 43%, uno dei livelli più bassi degli ultimi 10 anni, dopo che dal 1996 in avanti è variata tra il 40% e il 54%. Intanto le banche italiane si fanno largo tra le grandi in Europa per capitalizzazione: dopo la fusione con Hvb, Unicredit balza al quinto posto, preceduta solo da Hsbc, Royal Bank Of Scotland, Bsch e Ubs. Ipotizzando la somma delle due capitalizzazioni, la nuova entità che nasce in questi mesi sanpaolo intesa sarebbe entrata in classifica al decimo posto. Tra le assicurative generali si conferma protagonista nel vecchio continente al quarto posto dopo Ing, Allianz e Axa. Nella classifica delle imprese industriali quotate figurano Eni (nona), Enel (24esima) e Telecom Italia (30esima). Sul fronte delle società mercato, borsa spa si conferma tra le più redditizie dopo Londra e Nasdaq ma rimane l'unica con custodia titoli e compensazione-liquidazione come principali fonti di ricavi operativi.

http://finanza.repubblica.it/script...news.tpl&del=20061019&fonte=LFN&codnews=41361
 

alan1

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Aspettando le elezioni USA non ci sono particolari aggiornamenti da fare,

dopo il cluster di metà ottobre il mercato sembra essersi fermato a meditare, producendo un provvisorio laterale.

L'unico segnale interessante lo ha dato il dollaro, infatti tutto il movimento al rialzo dei mesi passati non è stato sostenuto con ampiezza, ed ora ci sono divergenze che indicano debolezza.
 

gipa69

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Per finire questo fine settimana ricco di report e commenti affrontiamo l'ultimo market mover macro dei mercati certamente più conosciuto del carry ma comunque sempre di difficile lettura:
l'inflazione e i possibili legami con i mercati.

Recentemente ho letto un commento di Weldon (uno dei grandi della macro-analisi) sull'argomento che farà da ispirazione a questo commento:

Weldon suggerisce che sul versante macro è in corso una gara tra diversi elementi:
1)Inflazione/disinflazione dei prezzi (chiamata da alcuni analisti biflazione in considerazione dell'aumento del prezzo dei beni/servizi non replicabili e della diminuzione dei prezzi dei beni manufatti)
2)Reflazione degli asset
3)Disinflazione monetaria
4)Deflazione immobiliare
Sulla linea di arrivo è posizionata la Fed con una pistola in mano pronta ad essere usata se all'arrivo si presenterà prima l'inflazione.

In realtà lo scenario ideale della FED è una moderazione dei prezzi che porti ad una moderazione della crescita e quindi ad uno scenario che non costringa ad usare la leva monetaria nè in un senso nè nell'altro.
Ma è praticamente espresso negli ultimi comunicati della FED che in caso di ulteriore crescita o comunque di stabilità sopra l'obiettivo target dell'inflazione anno su anno core la FED sarà costretta ad agire sui tassi per non perdere la credibilità operativa.
Ora il prossimo dato sarà comunicato il 16 novembre e per seguirne l'andamento è interessante seguirne i fattori stagionali e l'andamento dei componenti.
Dal punto di vista stagionale non si può non notare che a ottobre del 2005 l'indice CPI effettuò uno spike rialzista e poi corresse per due mesi.
Se non avverrà lo stesso fenomeno il CPI potrebbe salire pur rimanendo stabile in termini assoluti.
Ad esso si aggiunge il comparto energy che sebbene abbia corretto è ancora sopra i livelli di fine 2005 e necessiterebbe di una ulteriore correzione per dare un'influenza positiva al CPI.
Ad esso si associano prezzi dei beni alimentari molto elevati
Tutto questo spiega i toni particolarmente aggressivi della FED sui tassi dell'ultimo periodo.
Tra parentesi la variazione dei prezzi a 5 anni (più strutturali) del CPI oscillano ormai da molti anni dentro una banda di oscillazione ben definita e solo in questi ultimi tempi sembrano aver brekkato al rialzo la variazione ponendo una seria minaccia alla credibilità della Banca Centrale.

Tutto questo si innesta però in uno scenario in cui i prezzi degli immobili stanno scendendo a buona velocità e non sembrano al momento voler rallentare.

Rischio del rialzo dell'inflazione core contro rischio di deflazione del settore immobiliare.
Se la FED abbassa i tassi c'è il rischio che l'inflazione core esploda
Se la FED rialza i tassi c'è il rischio che comprometta in maniera seria il settore immobiliare e quindi i consumatori USA.
Solo la stabilità è la soluzione vincente....

A questo punto occorre osservare con grande attenzione l'andamento del dollaro e dell'oro:

Se il dollaro si indebolisce e l'oro sale (vedi ultime sedute) c'è il rischio che la credibilità della FED sia messa in discussione
Se il dollaro si rafforza e l'oro si indebolisce c'è il rischio che il settore consumer USA patisca più del previsto la deflazione immobiliare.

La stabilità dei due valori oscillanti in un trading range suggerirebbero la stabilità dei prezzi e l'avvenuto soft landing.
 

giomf

Forumer storico
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Scusate l' ignoranza . . il 07.11 prossimo che tipo di elezioni ci sarebbero in USA
. . ?

Le vere elezioni non si avranno nel nov. 2008 . . ?
 

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