Mal di budget e la consulenza indipendente

Discussione in 'Banche e Brokers - prodotti banking, TOL, piatte e' iniziata da Consulenza, 16 Luglio 2009.

    16 Luglio 2009
  1. Consulenza

    Consulenza New Member

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    Vorrei porre l’accento su due articoli pubblicati su “PLUS24”, inserto de “Il Sole 24 Ore”.

    Il primo è datato 27 giugno 2009. L’incipit è questo: “Sono un direttore di banca e ho letto con grande piacere il risultato della ricerca pubblicata su “Plus24” del 30 maggio scorso, che a mio avviso può sintetizzarsi così: la vendita di prodotti è fatta soltanto ed esclusivamente in funzione delle commissioni di upfront che gli stessi generano. E questo alla faccia del soddisfare le esigenze del cliente, della Mifid e così via dicendo.”

    L’articolo prosegue con la descrizione dell’inquietudine che questo direttore di banca vive. Si trova infatti di fronte ad una doppia strada: seguire le indicazioni della banca, pensando “soltanto ai budget” e non curandosi “del domani e del rispetto del cliente”, o “consigliare ogni cliente con la giusta interpretazione delle sue esigenze”, senza dover pagare “un prezzo altissimo in termini di serenità personale e qualità della giornata lavorativa” per aver fatto “acquistare un Cct al posto di una polizza index linked”, sicuramente non remunerativo per l’istituto come la seconda!

    Il secondo articolo, pubblicato in data 11 luglio 2009, non è altro che la risposta al primo da parte di un “vecchio bancario” – così si firma l’autore dello stesso e recita così:
    “Caro bancario in crisi, … , sono un tuo collega con più capelli bianchi di te e quindi mi ritengo nella posizione di dare una risposta abbastanza certa al tuo angosciante interrogativo: ovverosia se il lavoro del bancario deve essere soltanto quello di venditore oppure se potrà mai assurgere al ruolo più nobile di consulente. Ebbene caro giovane collega, non farti illusione alcuna: il tuo ruolo sarà sempre e soltanto quello di venditore di prodotti della tua banca e su questa capacità sarai valutato.

    Già alla metà degli anni ‘80, in piena era dei “Bot people”, noi sportellisti eravamo spronati dalla direzione a far sottoscrivere ai clienti i libretti della casa, meno vantaggiosi, piuttosto che i famigerati, ma molto redditizi titoli di Stato. E per riuscire nella difficile impresa si usavano tutte le armi: addirittura dovevamo lasciar intendere che lo Stato italiano sarebbe fallito di li a poco mentre le banche e i loro depositi avrebbero prosperato in tutta sicurezza.
    Come vedi già molti anni fa in banca si raccontavano molte cose nelle quali si credeva veramente.

    D’altra parte non vedo perché dovrebbe essere diverso: le banche sono imprese come le altre e ovviamente tendono alla produzione del massimo utile. Non credo che nel salone di un concessionario il venditore ti consigli l’auto di una marca diversa. Ma allora da cosa nasce il tuo grido di dolore, povero bancario in crisi? Forse da aspettative deluse. Ma allora i colpevoli sono scuola e università che hanno creato falsi miti: quando in banca entravano più ragionieri che dottori forse i sogni di gloria erano molto inferiori e quindi minori le delusioni. E per aprire gli occhi ai giovani diciamo che oggi in banca tutti, dal cassiere all’amministratore delegato, fanno prevalentemente lo stesso mestiere: quello di vendere i servizi della propria azienda.

    O forse la tua angoscia nasce dal constatare un comportamento costantemente illecito nell’esercizio della legittima attività di vendita: e allora il problema è più importante e riguarda seriamente tutti noi in veste di cittadini.
    Perché a certe banche è consentito perseverare in comportamenti scorretti? Perché tutti gli scandali finanziari degli ultimi anni finiscono sempre in una bolla di sapone?Perché un dirigente bancario, che ha alleggerito un povero pensionato, rimane a piede libero? Perché le norme per regolamentare il sistema (vedi la recente Mifid) sono totalmente contorte che sembrano fatte apposta per essere mal interpretate e quindi mai applicate?
    Anche per questi quesiti credo di avere una risposta, giovane collega: perché il potere finanziario è forte e a esso si è attaccata tutta la società politica, produttiva e consumatrice. Tutti noi abbiamo contribuito a far nascere l’ “onnipotente” dragone. Ti sembra il finale di una eroica saga cavalleresca? Beh, non è sicuramente così nobile, ma è la realtà. Tu, in quanto vassallo di questo impero,puoi serenamente approfittare del ruolo (fin che dura) e pagare tranquillo le rate mensili del tuo mutuo oppure, se preferisci per le tue ambizioni, saltare fuori.

    Alternative in banca non ne hai e non ne avrai mai.”

    L’articolo è tristemente mordente e, ahimè, veritiero. Non solo, all’ultimo periodo aggiungo che le alternative non esistono né in banca, né nel mondo della promozione finanziaria, come in quello delle compagnie assicurative.

    A questo punto c’è da chiedersi: la banca, la S.I.M., etc., possono davvero essere buone consigliere del cliente?

    Purtroppo, sino a quando l’attività della consulenza sarà legata a quella della vendita, il cliente sarà costretto a subire le scelte che qualcuno altro farà al suo posto in nome del budget.

    La storia – mi riferisco alla “saga cavalleresca” – non è certo a lieto fine per il dipendente di banca. Per il cliente invece c’è una via d’uscita che solo lui può mettere in atto: se avrà la volontà di rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente, figura “super partes”, assolutamente estranea ad ogni possibile conflitto d’interesse, toccherà con mano che si può essere salvaguardati e tutelati, anche se l’intero sistema non è stato ancora messo a punto! Informarsi è la prima difesa e soprattutto … non costa nulla.


     
    Ultima modifica di un moderatore: 18 Luglio 2009
  2. 17 Luglio 2009
  3. Garrone_71

    Garrone_71 New Member

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    Chi lavora in banca e' semplicemente un dipendente e non un missionario...

    ...come ogni dipendente di una struttura privata si deve UBBIDIRE alle direttive dell'azienda dove si lavora.

    Sembra che stiano scoprendo l'acqua calda ma quando la gente ha comprato BOND ARGENTINI E PARMALAT li ha comprati perche' dipendenti che ubbidivano alla logica di mercato e del mero profitto invogliavano i propri clienti a comprare titoli tossici (letteralmente spazzatura) in modo che le banche potessero liquidarsi proprio di qulla "MONNEZZA".

    Qualcuno dice che questo male e' figlio del fatto che i bancari sono dipendenti.

    Personalmente credo che anche gli "indipedenti" i broker vari di SIM non siano da meno.
    Per chi fa il broker si pone un grosso dilemma: "consigliare titoli buoni ma che magari riconoscono piccole commissioni al broker o titoli spazzatura ma che magari fanno guadagnare al broker cifre interessanti.

    La maggior parte dei broker dinnanzi a questo dilemma (per come la vedo io) sceglie ancora una volta la logica del mercato e del mero profitto.

    Bancari dipendenti o broker indipendenti che siano non sono missionari e non faranno mai i ns interessi.

    "Se li conosci li eviti."
     
  4. 17 Luglio 2009
  5. Consulenza

    Consulenza New Member

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    .
     
  6. 17 Luglio 2009
  7. Consulenza

    Consulenza New Member

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    ... sicuramente il dipendente deve "ubbidire" come dice Lei e la differenza con i broker non esiste: entrambi agiscono sotto lostesso impulso!

    L'unica reale differenza è con i consulenti finanziari indipendenti, che non sono broker, ma veri e propri liberi professionisti che non hanno alcun tipo di contatto con alcuna azienda finanziaria e assicurativa, consigliando il proprio cliente in modo autonomo, senza aver alcun ritorno da ciò che raccomandano.

    Comprendo anche il fatto che Lei ancora non la conosca perchè è stata da poco regolamentata e quindi ufficializzata, ma, mi creda, non è da confondere con quelle già presenti sul mercato perchè è l'unica non viziata da conflitto d'interesse.

    Un saluto.
     
  8. 17 Luglio 2009
  9. Consulenza

    Consulenza New Member

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    ... dimenticavo di dire che spesso abbiamo l'abitudine di lamentarci per le cose che non vanno, ma continuiamo ad avere gli stessi cattivi comportamenti anche quando abbiamo la possibilità di migliorare e ottenere benefici.
    Se avrà la cura di visitare alcuni siti relativi a consulenti finanziari indipendenti e all'associazione di categoria, sarà innegabile che per i clienti esiste una via d'uscita.

    Buona giornata.
     
  10. 17 Luglio 2009
  11. Garrone_71

    Garrone_71 New Member

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    Proprio su questo ho forti dubbi...

    ...dalle mie parti si dice "u putiaru abbannia piu buonu chiddu ca avi" ossia il venditore dice che e' buono quello che tratta.

    Perche' dovrei fidarmi di uno che mi dice "compra tizio anziche' sempronio..."

    ...magari mi dice di comprare tizio solo perche' su tizio gli vengono corrisposti dei guadagni extra.

    Anche i PROMOTORI DEL FARMACO sono professionisti "seri" che pero' spingono i medici a usare determinati prodotti piuttosto che altri.

    E gli assicuratori plurimandatari anche loro non sono dipendenti di una casa assicuratrice, eppure spingono su una o sull'altra a secondo dei loro interessi.


    Mi spiace ma se neppure in un forum bisogna prendere le cose come oro colato in quanto e' possibile che chi posti lo faccia con un secondo fine a maggior ragione credo che bisogna farlo da qualcuno che "consiglia" per il bene altrui.

    A parte i missionari non conosco gente che antepone l'interesse altrui a quello proprio.


    :ciao:
     
  12. 17 Luglio 2009
  13. Consulenza

    Consulenza New Member

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    ... che confusione!
    La invito a leggersi gli articoli di legge che distinguono le varie figure che Lei mi ha citato.
    Per farla breve, solo e soltanto il consulenter finanziario indipendente, mi scusi se mi ripeto, ma sono concetti giuridici, è assolutamente autonomo e percepisce una parcella solo dal cliente.
    Da altri soggetti è tecnicamente impossibile perchè non sa neppure dove il suo cliente va ad acquistare gli strumenti o i titoli oggetto della consulenza.
    Mi spego meglio: una volta che il cliente ha in mano un elenco di titoli da acquistare, il consulente indipendente non sa presso quale banca verranno acquistati e quindi come fa a percepire delle retrocessioni? Forse comunicando per telepatia con l'impiegato di banca che trsmette l'ordine di acquisto? Mi scusi la battuta, ma è per sdrammatizzare e farci insieme una risata.
    Le rinnovo comunque l'invito a informarsi meglio sulle varie differenze e a non mettere tutti nello stesso calderone. Grazie.
    Buona serata.
     
  14. 18 Luglio 2009
  15. Garrone_71

    Garrone_71 New Member

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    Semplice, non le prende dalla banca ma bensi' direttamente dalle società che emettono i titoli.

    In ogni caso la invito a rivalutare il suo concetto di FORUM.

    Il forum non e' un luogo dove si cercano clienti, ho provveduto a rimuovere la sua firma nel primo messaggio, se vorrà dare il suo contributo questo e' ben accetto, ma non certo indicando link che permettono di trarne un beneficio personale.

    Cordiali Saluti.

    Il moderatore di Sezione.


    :ciao:
     
  16. 18 Luglio 2009
  17. alvin_angel

    alvin_angel K-LOVER

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    io capisco che per dar una parvenza professionale conviene sempre dare del LEI...
    xo' mannaggetta... qui siamo su un forum... ci si da tutti del tu...:eek:

    per cui benvengano promotori finanziari e consulenti di investimento...
    [qui ho visto che praticamente non bannano nessuno... anzi...:up:]
    xo' mettiamoci pure i pinokkietti e gli infradito...
    non siamo mica in ufficio... :D

    dai Antonietta, sciogliti i capelli e vieni a tuffarti con noi!!!!!

    cia'!!!

    ALVIN

    PS
    se poi ci racconti un po' qualcosa sul difficile lavoro del CI credo che molti siano interessati...
    magari anche qualche potenziale cliente...

    PS2
    Garrone, te manifestalo prima che sei moderatore... mica tutti guardano in basso a destra...:)
     
  18. 18 Luglio 2009
  19. Consulenza

    Consulenza New Member

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    Tu mi dici che quando consiglio ad un cliente di acquistare un Cct, un Btp, etc., vado a tirare la giacchetta allo Stato Italiano per farmi pagare? FANTAECONOMIA o cosa? Sono davvero allibita.

    Ripeto, credo che abbiate in testa un po' di confusione e qualcosa ancora da sapere. Questo è il motivo per cui recentemente mi sono iscritta al Forum, solo per dare il mio contributo professionale - GRATUITO! -, ma evidentemente c'è chi preferisce non essere informato e continuare sulla vecchia strada. Attenzione alle novità che portano miglioramenti, altrimenti non possiamo continuare a lamentarci!

    Inoltre la mia firma e il mio sito erano palesati in quanto forma di responsabilità verso le cose che scrivo. Non mi piace nascondermi, nè fare le cose di nascosto (avrei potuto fingermi un utente qualunque e con il tempo e maniere subdole farmi conoscere). Ho preferito invece dire subito chi ero perchè il mio intento, che è stato FRAINTESO, era SOLO quello di fare un po' di cultura finanziaria indipendente, non viziata da conflitti d'interesse. Ma forse a voi interessano altre cose!
    Quindi ritengo che la rimozione della firma sia stato non solo un gesto che dimostra poca comprensione, ma che soprattuto toglie tutela a chi legge.

    Che poi "Garrone_71" sia il moderatore di Sezione credo abbia poca importanza quando una persona ha una parola sola! Mi rivolgo a lui come a tutti gli altri perchè quello che dico va bene per tutti e non cambio faccia a secondo della persona con cui parlo. Credo fermamente nella funzione sociale della mia attività, indipendentemente dalla vostra sfiducia di cui immagino anche l'origine!

    A questo punto mando un saluto a tutti, sperando veramente che queste discussioni siano COSTRUTTIVE e non distruttive, affinchè il motivo per cui tutti siamo qui sia davvero di grande utilità.

    Antonietta De Vito. (scusate, ma è più forte di me!)

    P.S. Scusate se mi ripeto: prima di prendere delle posizioni, informatevi presso fonti attendibili e autonome e confrontatele!
     

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