Macroeconomia Macro USA e Sol Levante (1 Viewer)

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Usa: Superindice Economico +0.1%
19/05/03 17:26

Si tratta del primo rialzo messo a segno dal superindice economico, dopo due mesi di calo. Il progresso dell' indicatore e' da mettere in relazione con le aspettative migliorate relativamente all' andamento dei consumi, dopo che ad aprile si sono diradate le incertezze sugli sviluppi della guerra in Iraq. Il dato odierno viene giudicato positivamente dagli economisti, in quanto ritenuto indicativo di un incremento del tasso di sviluppo dell' economia di qui ai prossimi mesi. Fra gli elementi che hanno peraltro pesato in negativo anche sull' andamento di aprile dell' indice figurano la situazione tuttora difficile del mercato del lavoro e la caduta della spesa aziendale.
 

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SARS: CINA, SEMBRA IN DISCESA
17/05/03 07:55

SARS: CINA, SEMBRA IN DISCESA

- Beijing, 17 mag - Il numero ufficiale di casi di
SARS continua a scendere, ma l'Organizzazione Mondiale per
la Salute (WHO) avverte di stare attenti ad ogni sottostima
che potrebbe facilitare l'incremento di nuovi casi e cio'
aumenterebbe il rischio dello sviluppo della malattia. Solo
28 nuovi casi confermati di polmonite atipica sono stati
registrati oggi in Cina, il piu' basso numero da quando e'
stato confermato il primo caso il 20 di aprile. Sono stati
registrati anche sette nuovi decessi, che hanno fatto alzare
il numero totale di morti a 282.
La Cina si conferma la regione piu' colpita
dall'epidemia.
 

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PETROLIO: NEW YORK; 29,35 $ IN VISTA TAGLIO OPEC
19/05/03 20:16


- ROMA, 19 MAG - A New York il prezzo del petrolio e'
in rialzo dello 0,7%, a 29,35 dollari al barile, in vista del
taglio della produzione che l'Opec dovrebbe decidere nella
prossima riunione dell'11 giugno. L'organizzazione dei paesi
produttori intende infatti mantenere le quotazioni attorno ai 25
dollari al barile in considerazione del fatto che gli Stati
Uniti hanno annunciato che l'Iraq potrebbe riportare la
produzione di greggio ai livelli precedenti alla guerra a
partire da settembre. Nel mese di maggio i prezzi sono aumentati
del 14%. A Londra i contratti futures sul brent con consegna a
luglio segnano un rialzo di 12 cent a 26,22 dollari al barile
rispetto ai 26,10 dollari segnati in chiusura di venerdi'
scorso.
 

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DEFLAZIONE; UN LONTANO RICORDO DI 47 ANNI FA
19/05/03 20:11

USA: DEFLAZIONE; UN LONTANO RICORDO DI 47 ANNI FA

(BLOOMBERG) - ROMA, 19 MAG - La prospettiva di una
deflazione economica, che sembra farsi piu' credibile negli
Stati Uniti a seguito degli ultimi dati sull' andamento dei
prezzi, e' un lontano ricordo di ben 47 anni fa, perche' l'
ultima volta che si e' manifestata negli States e' stato nel
1955.
Prima di allora, oltre che appunto nel '55, gli Stati Uniti
conobbero una situazione deflazionistica nel 1954, nel '50, nel
'49, nel 1939 e, risalendo piu' indietro nel tempo fino al 1914,
nel corso di altri 15 anni.
I dati sono stati diffusi dall' Ufficio statistiche del
Lavoro e prendono in esame la situazione esistente da 89 anni a
questa parte. L' indice dei prezzi al consumo, che tiene conto
di un paniere di prodotti e servizi destinati al consumo
individuale, come i generi alimentari, il carburante, le case e
le assicurazioni sanitarie, ha registrato ad aprile una crescita
del 2,2% su base annua. Dallo scorso mese di agosto, il tasso d'
inflazione statunitense ha registrato incrementi dovuti piu' che
altro ai prezzi petroliferi piu' elevati.
Nelle ultime settimane gli economisti hanno appunto
prospettato la possibilita' di una deflazione, la quale a sua
volta si manifesta quando il tasso di crescita dei prezzi scende
sotto lo zero, una situazione opposta all' inflazione.
Dal 1914 al 1955, negli Usa si sono avuti 89 mesi in cui
questa situazione si e' verificata, mentre il tasso medio d'
inflazione e' stato del 2,64% in questo stesso periodo, salito
al 4,16% fra il 1956 ed il 2003. Negli ultimi 47 anni, inoltre,
non si e' avuto alcun mese caratterizzato da un tasso
inflazionistico inferiore allo zero.
Il periodo coincidente con la Grande Depressione e' stato
caratterizzato da un forte ribasso dei prezzi. Dal 29 ottobre
del 1929, cioe' dal 'crack' della Borsa, fino al 7 dicembre
1941, giorno dell' attacco a Pearl Harbour, i prezzi hanno
registrato un calo medio mensile pari all' 1,17%.
Il periodo piu' recente in cui si e' manifestata la
deflazione va invece dal settembre 1954 all' agosto 1955.
La deflazione si associa ad una crescita bassa, ad una scarsa
propensione delle aziende a fare nuovi investimenti, ad un'
economia debole per quanto riguarda il mercato del lavoro.
Tutte caratteristiche che contrassegnano l' attuale
situazione congiunturale negli Stati Uniti, anche se occorrera'
ancora aspettare prima di pronunciare eventualmente la parola
deflazione, mai adoperata del resto dalla stessa Federal
Reserve, quando di recente ha ammonito circa la possibilita' che
questo rischio si materializzi.
 

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WALL STREET: REALIZZI SU DOLLARO DEBOLE
19/05/03 20:35

19 mag - Indici in forte ribasso a Wall
Street al giro di boa di meta' seduta. Il Dow Jones cede
l'1,99% a 8.506 punti mentre lo S&P500 fa segnare un -2,23%
a 923 punti. Male anche il Nasdaq, in flessione del 2,21% a
1.504 punti.
Secondo gli analisti sul mercato sono scattati i realizzi
dopo le parole del segretario al Tesoro John Snow che, in
sostanza, giudica appropriato l'attuale livello del
biglietto verde. La politica del dollaro forte prosegue, ha
aggiunto, ma il tasso di cambio e' solo un elemento di
giudizio.
Sul fronte societario da segnalare il titolo di Genentech
che ha messo a segno un balzo del 41,69% a 53,70 dollari
dopo uno studio molto positivo su un suo farmaco
chemioterapico. Tra i farmaceutici male, invece, il gigante
Bristol Myers Squibb che cede il 5,50% a 24,41 dollari dopo
che il New York Times ha riferito che le indagini sulle
pratiche contabili della societa' stanno procedendo piu' in
profondita' rispetto a quanto annunciato dalla stessa BMS.
 

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Secondo gli analisti di Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) il recente rally del comparto tecnologico americano è la seconda parte di una ripresa divisa in tre parti dallo scoppio della bolla. Se la storia dovesse ripetersi, il Nasdaq (NASDAQ: notizie) dovrebbe recuperare il 30% del suo iniziale declino per riposizionarsi per l'autunno tra i 2,250 e i 2,300 punti. Poi dovrebbe scambiare lateralmente per alcuni anni. Ma è interessante notare che pur avendo parlato agli investitori del settore tecnologico, gli analisti a Merrill Lynch non lo suggeriscono visto che la tecnologia è un mercato sovraperformato. Queste ipotesi di analisi tecnica hanno però poche giustificazioni.
 

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USA: TORNA L'ALLARME 'ARANCIONE'
20/05/03 21:06

USA: TORNA L'ALLARME 'ARANCIONE' DOPO ATTACCHI TERRORISTICI

- Roma, 20 mag - La Casa Bianca si appresta a
riportare il livello di allarme da 'elevato' ad 'alto'
(allarme arancione) dopo la lunga serie di attentati
terroristici degli ultimi giorni. Lo riferisce la CNN.
 

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Gold Rallies To 4-Mo Highs
20/05/03 21:34

Gold Rallies To 4-Mo Highs

(From The Wall Street Journal)
By Gavin Maguire
NEW YORK -- Gold futures on the Comex division of the New York Mercantile
Exchange soared nearly $10 a troy ounce to four-month highs on strong
speculative buying.
The most active June contract climbed $9.50, or 2.7%, to $364.40 an ounce.
Pronounced weakness in the U.S. dollar relative to other currencies and the
downturn across equity markets were the main reasons traders cited for the
gains. The increase in terrorist attacks in the Middle East, as well as
long-term bearish forecasts for the U.S. dollar also enticed buyers.
U.S. Treasury Secretary John Snow's comments during the weekend that the value
of the U.S. dollar was best determined by the marketplace and that the U.S.
government wasn't particularly concerned about the currency's decline were read
by many foreign-exchange market observers as signaling an official ditching of
the U.S. strong-dollar policy.
This placed additional strategic pressure on the U.S. dollar overnight. During
the day, the euro regained for the first time the level at which it was launched
-- $1.17 -- while against the yen the dollar plumbed lows not seen since early
2001.
This dollar attrition rendered dollar-denominated gold cheaper to non-U.S.
consumers and offered another reason for would-be consumers to enter the fray.
At the same time, gold's surpassing of what traders called a key resistance
level around $360 drew in fresh buying interest from speculative funds that
follow price-chart patterns and ensured that much of the traffic was one-way
through the session.
That said, spurts of profit-taking from the brokerage community was noted
periodically to temper the ascent, but on the whole, sellers were content to
stay on the sidelines and let prices continue to rise.
Leonard Kaplan, president of brokerage firm Prospector Asset Management,
noted: ''It was all dollar-related fund buying today. There really was very
little movement from the commercials [participants involved in trading physical
gold] as the funds just dominated.''
''Of course there was some profit-taking coming through, but really the funds
controlled the show,'' Mr. Kaplan said.
He and other market participants argued that now that prices on the futures
and spot market have overcome the $360 level, fresh fund buying interest would
probably emerge that would target the $370 area initially and then the $380
mark.
But, further profit-taking is expected, particularly as momentum indicators
such as the 14-day relative-strength index have ventured deep into overbought
territory. Such indicators are used by traders to gauge the strength or weakness
of market moves.
Any pullbacks resulting from profit-taking are expected to find support around
$360 initially and then around $357 and $355.
 

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CAMBI: GREENSPAN NON SPINGE IL DOLLARO

CAMBI: GREENSPAN NON SPINGE IL DOLLARO
21/05/03 19:05

CAMBI: GREENSPAN NON SPINGE IL DOLLARO

- ROMA, 21 MAG - Il cauto ottimismo sulle prospettive
dell'economia americana manifestato dal presidente della Fed
Alan Greenspan nell'audizione davanti al Congresso, ha dato solo
una momentanea boccata di ossigeno al dollaro. Il biglietto
verde ha segnato un recupero sull'euro, peraltro modesto, per
poi ripiegare nuovamente. La moneta unica europea si e' cosi'
riportata sopra quota 1,17 dollari e ora oscilla attorno a
1,1720 (1,1714 degli ultimi scambi di ieri). Questo dopo un
contrastato saliscendi che ha portato piu' volte la valuta
europea a puntare verso i massimi (1,1744) o a ripiegare sui
minimi (1,1666). Un segno del forte nervosismo del mercato
attento a decifrare la sostanza delle indicazioni fornite da
Greenspan. Il numero uno della Fed ha indicato che la ripresa
dell'economia statunitense ''non e' irragionevole'', pur
giudicando ''deludenti'' i dati sull'occupazione e sulla
produzione Usa. A frenare il dollaro ha in particolare
contribuito il no-comment sul declino della valuta Usa e
soprattutto la delusione di quanti scommettevano su un nuovo
taglio dei tassi di riferimento a giugno. Greenspan, ha infatti
escluso tale ipotesi indicando che il livello attuale (1,25%) e'
''sufficientemente basso'' per stimolare consumi e investimenti.
Piu' in generale, il discorso del presidente della Fed non
sembra che sia riuscito a mitigare il clima di incertezza sul
potenziale della ripresa economica, su cui pesa, inoltre,la
nuova minaccia del terrorismo. Anche le assicurazioni sul
rischio deflazione (non imminente'' ma pronti a combatterla se
necessario'') non pare abbiano indicato una direzione al
mercato. Cosi', in uno scenario di forti tensioni che vede il
dollaro sempre piu' debole, oggi il franco svizzero e' balzato
ai massimi sul dollaro da quattro anni e mezzo toccando quota
1,2844 per dollaro. Parallelamente gli investitori, a caccia di
profitti sicuri, continuano a puntare sui piu' redditizi titoli
denominati in euro. A questo proposito gioca un ruolo
determinante l'attesa di un taglio dei tassi, di almeno 50 punti
base, da parte della Bce nella riunione di giugno. Un'ipotesi
non esclusa oggi dal commissario Ue agli affari monetari ed
economici Pedro Solbes, il quale ha sottolineato che la Bce
''prendera' le decisioni piu' appropriate'' soffermandosi sul
fatto che le ''nostre previsioni economiche sono meno
rosee'
 

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Usa: Greenspan, minaccia deflazione
Fed pronta a intervenire


(ANSA) - NEW YORK, 21 MAG - 'La deflazione non e' un rischio imminente per gli Stati Uniti, ma richiede la massima attenzione e, forse, un'azione della Fed'. Lo ha detto Greenspan. Il presidente della Federal Reserve ha anche dichiarato che il deficit crea preoccupazioni. Quello che accade al disavanzo deve essere una delle valutazioni principali' da affrontare all'interno della presentazione di un piano di stimolo . © ANSA
 

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