L'industria italiana sempre più giù verso il baratro (1 Viewer)

tontolina

Forumer storico
Registrato
12 Marzo 2002
Messaggi
43.098
[FONT=&quot]- [/FONT][FONT=&quot] La ripresa? Una chimera -[/FONT]
[FONT=&quot]di Paolo De Gregorio, 16 novembre 2012 [/FONT]
[FONT=&quot]Malgrado Monti, con la vecchia ricetta di tasse e rigore, il debito pubblico è aumentato (duemila miliardi di euro), e gli ottanta miliardi di interessi che paghiamo ogni anno a banche e privati impediscono qualsiasi intervento della mano pubblica su economia, ricerca, opere pubbliche, conducendoci a recessione, declino, fallimento.[/FONT]


[FONT=&quot]Sinceramente non capisco su quali basi i politici e il governo “tecnico” parlino di sviluppo e uscita dalla crisi, senza peraltro uscire dal generico e dallo speranzoso, mentre è chiaro che nessuno sa che pesci prendere, a fronte di una economia globalizzata che promette di premiare ulteriormente paesi come Cina e India che pensano nei prossimi 10 anni di raddoppiare la propria capacità produttiva, che stanno formando un altissimo numero di matematici, ingegneri, ricercatori, capaci già oggi di offrire sul mercato a 64 dollari un tablet di buona qualità che presto sostituirà i libri nelle loro scuole e Università e sarà offerto a 20 dollari agli studenti.[/FONT]
[FONT=&quot]La globalizzazione e la libera circolazione di capitali ci hanno regalato anche la scomparsa dall’Italia di migliaia di imprese che hanno delocalizzato verso paesi dove si pagano meno tasse e la manodopera è a basso costo, cancellando centinaia di migliaia di posti di lavoro.[/FONT]


[FONT=&quot]Molti pezzi pregiati della nostra industria sono stati acquistati da multinazionali straniere o fondi sovrani: Banca Nazionale del Lavoro, Parmalat, Galbani, Invernizzi, Cademartori, Bulgari, Gucci, Fendi, Ferrè, COIN, sono finiti in Francia, Valentino ( in Inghilterra), Standa e Ducati (in Germania), Safilo (in Olanda), Fiorucci (in Giappone), Olio Sasso, Carapelli, Bertolli, Olio Dante, Star (in Spagna), Rigamonti (in Brasile), agli anglo-olandesi della Unilever sono andati Algida, Santa Rosa, Sorbetteria Ranieri, riso Flora, mentre la svizzera Nestlè ha acquisito Buitoni, Motta, Perugina, Antica Gelateria del Corso, acque minerali come la San Pellegrino, Acqua Panna, Recoaro, Vera, Levissima, gli elettrodomestici Rex, Zoppas, Zanussi, Molteni sono passati alla svedese Electrolux.[/FONT]
[FONT=&quot]La penetrazione dei grandi gruppi della distribuzione (Carrefour, Auchan, Ikea),che fa chiudere tante imprese italiane, è affiancata da nuove imprese degli immigrati (ci sono in Italia 58.000 imprese cinesi). I nostri cantieri navali stanno chiudendo perché senza ordinativi, grazie alla concorrenza di Cina e Corea del Sud che producono a prezzi inferiori e con minori attese, Alitalia interessa ai francesi e FIAT sta andando verso gli USA. Se la crisi si aggrava anche i gioielli, Finmeccanica ed Eni, verranno ceduti. [/FONT]


[FONT=&quot]Se ci ostiniamo a restare in questa dimensione economica globalizzata, saremo stritolati e il nostro declino è sicuro, semplicemente perché la partita è già stata vinta da chi possiede multinazionali che comprano tutto, da chi ha grandi istituzioni finanziarie, chi ha centinaia di milioni di lavoratori a basso costo, da chi possiede fondi sovrani che investono in mezzo mondo. L’Italia non ha nulla di tutto questo e continuiamo a subire una immigrazione che fa pensare ad una prossima guerra tra poveri.[/FONT]
[FONT=&quot]Abbiamo bisogno di un governo che la finisca di dire balle alla gente, dica chiaramente in che situazione siamo e le scelte per uscirne. [/FONT]


[FONT=&quot]Anzitutto bisogna pensare a tagliare la spesa pubblica, non certo i servizi ai cittadini, ma abolire le province (tutte), il finanziamento ai partiti e all’editoria, abolizione del Senato, riduzione dello stipendio dei parlamentari a 5.000 euro, abolizione del vitalizio, riduzione drastica delle spese militari e ritiro da tutte le missioni internazionali, abolizione dell’8 per mille alla Chiesa e del finanziamento alle scuole private, il commissariamento di tutti quei Comuni che sforano il pareggio di bilancio, per non trovarsi più in situazioni come quella di Parma con un miliardo di euro di deficit, che rende impossibile il governo della città, abolizione di tutte le convenzioni tra Sanità pubblica e strutture ospedaliere private, che succhiano nel malaffare ingenti somme di denaro pubblico.[/FONT]


[FONT=&quot] Ma i tagli non bastano, bisogna ristrutturare l’economia, partendo da due settori fondamentali per la sopravvivenza: l’autonomia energetica e quella alimentare, con una nuova politica per la gestione dei rifiuti, la valorizzazione di tutto il nostro patrimonio artistico e ambientale per incrementare il turismo.[/FONT]

[FONT=&quot]L’autonomia energetica con le rinnovabili in Italia sarebbe una rivoluzione industriale (finanziata dai tagli sulla spesa pubblica) in cui coinvolgere ricerca, produzione, installazione, tutto made in Italy, non già per fare mega centrali, ma per creare l’autonomia energetica, a partire da tutte le realtà produttive che in Italia sono per la maggioranza medie o piccole, e che nel breve e medio periodo potrebbero avvantaggiarsi di un costo energetico nettamente inferiore, e con la microgenerazione fotovoltaica diffusa su tutto il territorio, con il minieolico al posto degli enormi pali incompatibili con bellezza e armonia del paesaggio.[/FONT]
[FONT=&quot]Dunque piccolo modo di produrre energia, senza trust nè monopoli, per aiutare l’economia reale ad essere indipendente energeticamente e dare una grandiosa mano al risanamento ambientale. Nessun partito politico, se si eccettua qualcosa del M5S, ha questa strategia energetica, indipendente dal “mercato” e dal petrogas, che significherebbe occupazione e futuro, e la certezza di essere sulla strada giusta.[/FONT]


[FONT=&quot]Altra operazione necessaria per uscire dal liberismo globale e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro, è l’autonomia alimentare, il che significa ripensare una agricoltura in grado di soddisfare sul territorio tutti i bisogni alimentari, possibilmente biologica e in piccole unità produttive, facilitando al massimo il trasferimento dei giovani in campagna con adeguati finanziamenti.[/FONT]


[FONT=&quot]Per ciò che riguarda la gestione dei rifiuti, è necessaria una legge nazionale che dichiari fuori legge inceneritori e discariche, e imponga il riciclo di tutti i rifiuti, gestito dai Comuni grandi e da piccoli Comuni in consorzio, separandoli nella raccolta differenziata e riciclandoli in modo industriale con strutture visibili sul territorio, controllabili dai cittadini, che devono essere coinvolti in una grande operazione di collaborazione e trasparenza per la propria salute e il decoro urbano.[/FONT]


[FONT=&quot]Molto denaro andrebbe investito, invece che nella follia dell’acquisto di bombardieri, ponte sullo Stretto, o TAV, nella tutela del nostro patrimonio artistico e ambientale, tenendo conto che l’80% del nostro territorio è a rischio idrogeologico, e che questa trascuratezza ci porta ogni anno miliardi di euro di danni e numerosi lutti.[/FONT]


[FONT=&quot]La ripresa può avvenire solo se sceglieremo questa strada alternativa alla globalizzazione che ci ha condannati al declino, e bisogna cominciare subito, prima che la nostra economia peggiori ulteriormente, con l’acquisto, da parte delle multinazionali e dei fondi sovrani, degli ultimi pezzi pregiati, con l’ulteriore fuga dei nostri migliori cervelli che qui non trovano strutture di ricerca né occupazione.[/FONT]
[FONT=&quot]Paolo De Gregorio[/FONT]
 

lorenzo63

Age quod Agis
Registrato
6 Gennaio 2009
Messaggi
11.747
L'industria italiana sempre più giù verso il baratro
Signori e signori l'industria italiana sta morendo. Mentre i professori farneticano dalle loro cattedre, la deindustrializzazione del nostro paese procede inesorabile.
Deindustrializzazione? ovvio.

Alcoa insegna - nn possiamo andare da nessuna parte con certi costi.
UK insegna: stanno costruendo 6 nuke entro il 2020 e le fonderanno con eolico e maree ed al fossile ... Perchè l' energia che serve alle industrie nn può essere demandata ai piccoli generatori ...
Titoli di Stato e deficit: è poco noto che il deficit ed il debito sono aumentati in modo drammatico per effetto degli aiuti ad altri paesi quando forse avremmo fatto meglio aiutarci da soli ... e mi sembra che anche a cagione degli scherzetti delle banche francia e germania (la vergognosa vendita dei tds che ha innalzato lo spread in modo delinquenziale) paghiamo circa 95mld (se nn erro) di interessi anno ...
L'imposizione di rientrare in 20 anni fino al 60% debito su pil ... che produrrà effetti ancora + devastanti.
La follia degli incentivi sul solare (pagati da noi) che hanno oltremodo innalzato i costi energetici (vedi cost di fermata e riavviamento delle centrali -notte e giorno.)lMA indispensabili onde evitare di pagare le supermulte sulle emissioni CO2 estremamente strette imposte all' Italia dal Pecoraro Scanio - ultimo governo Prodi - emissioni cui gli altri Paesi si son ben tenuti larghi, noi invece no .. e gli altri Paesi hanno le centrali elettriche ad emissioni zero, noi no.
La gestione spesa pubblica: 200 mld di appalti e la massima parte S-gestita in modo opaco .... quanto meno opaco.
Le giavcenze in Svizzera. o meglio le ex giacenze stante che per stessa ammissione degli elvetici tra trust polizze vita espatriazioni in altri lidi oramai c'è + nulla, comuque erano stimate da 250 a 350 mld euro che avrebbero fruttato dai 50 ai 100 mld euro ...
La follia ancestrale di accettare la quote di produzione per singolo Paese: ma l' Italia potrebbe essere l' orto di qalità europeo, invece, anzi sold in cambio di distruzione di colture (siamo a livello del famigerato ufficio pianificazione URSS) -GOSPLAN-
L' ILVA che difficilmente si riavrà, e quandanche partirà nn avrà + mercato ...
I rigassificatori, altra fonte di energia a buon mercato,che nn si vogliono nemmeno a piangere...
I rifiuti, che paghiamo fior di società estere per BRUCIARLI ... quando potremmo fare da noi, xchè al netto del recupero -sacrosanto- e della diffrenziata altrettanto sacrosanta- rimane pur sempre una parte il cui unico valore è termico. Possibile che ciò che aldilà del confine è una prassi normale e consolidata, da noi diventa una stregoneria da scacciare con l' aglio e le croci?! mah ...

Posso continuare per un libro intero ...

E con questo andazzo, ci stupiamo che tra 15 anni nn ci srà + nulla?
 
Ultima modifica:

Users Who Are Viewing This Discussione (Users: 0, Guests: 1)

Alto