Libia (1 Viewer)

tontolina

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non trovo più il 3d che avevo aperto e che era soecificatamente dedicato

pertanto ne apro uno nuovo

avevo concluso che il governo in particolare la Lega non voleva la Gueraas in Libia

e deve essere riuscita a far ragionare seriamente anche quelli del PDL
e che tutta la rivoluzione in cirenaica era ben orchestrata da francesi e dinglesi.... ovviamente ci sono i detrattori che non hanno mai assunto fosforo nelle giuste quentità e non riescono a pensare
pertanto
segnalo l'articolo
Libia, come i servizi francesi prepararono la rivolta




Scritto da Miguel Martinez Giovedì 24 Marzo 2011 00:43


Guerra e verità
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di Miguel Martinez - kelebeklerblog.com
.
L’attacco alla Libia ha probabilmente molte cause, che non conosceremo finché non potremo leggere le carte segrete; e quando potremo leggere le carte segrete, non gliene importerà più niente a nessuno, come avviene oggi con il Vietnam.


La nostra ipotesi – non la verità, la nostra ipotesi - è che l’attacco alla Libia sia in buona parte quello che la buonanima di Lenin avrebbe chiamato un conflitto inter-imperialista.

In sostanza – le grandi imprese italiane, fortemente appoggiate dal governo, hanno investito fortemente in Libia; e la Libia ha garantito l’energia che manda avanti la famosa Azienda Italia. Che poi è quella che permette al centrodestra di sopravvivere elettoralmente. Per farlo, le aziende italiane hanno accettato condizioni molto favorevoli al governo libico, creando problemi seri alle aziende francesi. E queste ultime hanno un rapporto storico con uno Stato ben più serio di quello italiano.
Sia chiaro, se gli imprenditori francesi decidono di scippare quelli italiani, la cosa non ci fa soffrire particolarmente, e non tifiamo minimamente per i secondi.

Però, più che tifare, a noi interessa capire.
Mentre l’Italia poteva permettersi il lusso di tifare per gli attacchi all’Iraq o all’Afghanistan, qui per la prima volta dovrà pagare un prezzo altissimo; e i primi a doverlo pagare saranno gli imprenditori italiani.
Da qui, una conseguenza assolutamente sorprendente.

Certo, ci sono voci isolate di sinistra contro la guerra; ma la vera opposizione, dovuta a cause molto materiali, proviene dalla base del centrodestra, e viene cavalcata dalla Lega e dal quotidiano Libero.
Franco Bechis è un giornalista di Libero che fa da guardia del corpo mediatico di Silvio Berlusconi.
Lo fa però documentando le contraddizioni e le meschinità degli avversari del barzellettiere nazionale, e quindi presenta spesso materiali interessanti per chi, come noi, considera con lo stesso disprezzo gli esponenti di entrambe le fazioni.


Basandosi su documenti dei servizi francesi e su un articolo della newsletter (a pagamento) Maghreb Confidential, Bechis racconta la storia di Nouri Mesmari, capo del protocollo di Gheddafi, fuggito in Francia dove lavora con il Dsge - i servizi segreti francesi – alla preparazione di una curiosa spedizione mista di imprenditori e militari francesi a Benghasi. La delegazione incontra a Benghasi Abdallah Gehani, un colonnello dell’aeronautica che avrebbe poi preparato la rivolta libica.
Bechis racconta poi degli incontri tra Mesmari, il Dsge e i futuri dirigenti della rivolta…
Noi non crediamo, in genere, che una singola pista o una singola serie di incontri spieghi realtà enormi come una guerra.
Ma Franco Bechis presenta comunque un’interessante documentazione per una futura ricerca sulle vere cause di questa guerra: come sempre, noi ci troviamo già in guerra, prima ancora di sapere perché.
Fools rush in, where angels fear to tread.

Fonte: Libia, come i servizi francesi prepararono la rivolta | Kelebek Blog.
Sarkozy-Libia-guerra-all’Italia
Sarkozy manovra la rivolta libica.



di Franco Bechis - libero-news.it

Prima tappa del viaggio. Venti ottobre 2010, Tunisi. Qui è sceso con tutta la sua famiglia da un aereo della Lybian Airlines Nouri Mesmari (nella foto sopra), capo del protocollo della corte del colonnello Muammar El Gheddafi. È uno dei più alti papaveri del regime libico, da sempre a fianco del colonnello.

L`unico- per capirci- che insieme al ministro degli Esteri Mussa Koussa aveva accesso diretto alle residence del raìs senza bisogno di bussare.
L`unico a potere varcare la soglia della suite 204 del vecchio circolo ufficiale di Bengasi, dove il colonnello libico ha ospitato con grandi onori il premier italiano Silvio Berlusconi durante le visite ufficiali in Libia. Quello sbarco a Tunisi di Mesmari dura poche ore. Non si sa chi incontri nella capitale dove ancora la rivolta contro Ben Ali cova sotto le ceneri.
Ma è ormai certo che proprio in quelle ore e in quelle immediatamente successive Mesmari getti i ponti di quella che a metà febbraio sarebbe diventata la ribellione della Cirenaica.
E prepara la possibile spallata a Gheddafi cercando e ottenendo l`alleanza su due fronti: il primo è quello della dissidenza tunisina. Il secondo è quello della Francia di Nicholas Sarkozy.
Ed entrambe le alleanze gli riescono.

Lo testimoniano alcuni clamorosi documenti della Dgse (direzione generale della sicurezza estera), il servizio segreto francese e una clamorosa serie di notizie fatte circolare in ambienti diplomatici francesi da una news letter loro dedicata, Maghreb Confindential (di cui esiste una versione sintetica e accessibile a pagamento).

Mesmari arriva a Parigi il giorno successivo, 21 ottobre. E da lì non si muoverà più. In Libia non ha nascosto il suo viaggio in Francia, visto che si è portato dietro tutta la famiglia. La versione è che è a Parigi per delicate cure mediche e probabilmente per un`operazione. Ma di medici non ne vedrai mai nemmeno uno. Quel che vedrà invece ogni giorno sono funzionari del servizio segreto francese.

La riunione Sicuramente ai primi di novembre sono visti entrare all`Hotel Concorde Lafayette di Parigi, dove Mesmari soggiorna, alcuni stretti collaboratori del presidente francese Sarkozy. Il 16 novembre c`è una fila di auto blu fuori dall`hotel. Nella suite di Mesmari si svolge una lunga e fitta riunione. Due giorni dopo parte per Bengasi una strana e fitta delegazione commerciale francese. Ci sono funzionari del ministero dell`Agricoltura, dirigenti della France Export Cereales e della France Agrimer e manager della Soufflet, della Louis Dreyfus, della Glencore, della Cani Cereales, della Cargill e della Conagra.

Una spedizione commerciale, sulla carta, per cercare di ottenere proprio a Bengasi ricche commesse libiche. Ma nel gruppo sono mescolati anche militari della sicurezza francese, travestiti da business man.

A Bengasi incontreranno un colonnello dell`aereonautica libica indicato da Mesmari: Abdallah Gehani. È un insospettabile, ma l`ex capo del protocollo di Gheddafi ha rivelato che è disposto a disertare e che ha anche buoni contatti con la dissidenza tunisina.

L`operazione è condotta in gran segreto, ma qualcosa giunge agli uomini più vicini a Gheddafi. Il colonnello intuisce qualcosa. Il 28 novembre firma un mandato di cattura internazionale nei confronti di Mesmari.

L`ordine viene trasmesso anche alla Francia attraverso i canali protocollari.

I francesi si allarmano, e decidono di eseguire formalmente l`arresto.

Quattro giorni dopo, i12 dicembre, viene fatta filtrare la notizia proprio da Parigi. Non si indica il nome, ma si rivela che la polizia francese ha arrestato uno dei principali collaboratori di Gheddafi. La Libia si tranquillizza sulle prime. Poi viene a sapere che Mesmari è in realtà agli arresti domiciliari nella suite del Concorde Lafayette. E il raìs comincia ad agitarsi.

La furia del raìs Quando arriva la notizia che Mesmari ha chiesto ufficialmente alla Fancia asilo politico, Gheddafi si infuria fa ritirare il passaporto perfino al suo ministro degli Esteri, Mussa Kussa, accusato di responsabilità nella defezione e nel tradimento di Mesmari.
Poi prova a inviare suoi uomini a Parigi con messaggi per il traditore: "torna, sarai perdonato". Il 16 dicembre ci prova Abdallah Mansour, capo della redio-televisione libica. I francesi però lo fermano all`ingresso dell`Hotel. I123 dicembre arrivano altri libici a Parigi. Sono Farj Charrant, Fathi Boukhris e All Ounes Mansouri.

Li conosceremo meglio dopo il 17 febbraio: perché proprio loro insieme ad Al Hajji guideranno la rivolta di Bengasi contro i miliziani del colonnello.
I tre sono autorizzati dai francesi a uscire a pranzo con Mesmari in un elegante ristorante sugli Champs Elysèes. Ci sono anche funzionari dell`Eliseo e alcuni dirigenti del servizio segreto francese. Tra Natale e Capodanno esce su Maghreb Confidential la notizia che Bengasi ribolle (in quel momento non lo sa nessuno nel mondo), e perfino l`indiscrezione su alcuni aiuti logistici e militari che sarebbero arrivati nella seconda città della Libia proprio dalla Francia. Oramai è chiaro che Mesmari è diventato la leva in mano a Sarkozy per fare saltare Gheddafi in Libia. La newsletter riservata su Maghreb comincia a fare trapelare i contenuti della sua collaborazione.

Mesmari viene soprannominato " Libyan Wikileak", perché uno dopo l`altro svela i segreti della difesa militare del colonnello e racconta ogni particolare sulle alleanze diplomatiche e finanziarie del regime, descrivendo pure la mappa del dissenso e le forze che sono in campo.
A metà gennaio la Francia ha in mano tutte le chiavi per tentare di ribaltare il colonnello. Ma qualcosa sfugge. Il 22 gennaio il capo dei servizi di intelligence della Cirenaica, un fedelissimo del colonnello, generale Aoudh Saaiti, arresta il colonnello dell`aeronautica Gehani, il referente segreto dei francesi fin dal 18 novembre.

Il 24 gennaio viene trasferito in un carcere di Tripoli, con l`accusa di avere creato una rete di social network in Cirenaica che inneggiava alla protesta tunisina contro Ben Alì. È troppo tardi però: Gehani con i francesi ha già preparato la rivolta di Bengasi.


Fonte: http://www.libero-news.it/.
Tratto da: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-23869.htm.
 

tontolina

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SEGRETO: La Repubblica Cirenaica, il nuovo Stato di Total e BP


L'esercito franco-britannico, i nuovi conferenzieri di pace, non si fermerà dinanzi al comando della NATO, e premerà per gestire l'operazione in libia in prima linea e in via diretta. L'obiettivo di Francia e Inghilterra - secondo analisi dell'Osservatorio Italiano - è quello di dividere la Libia e creare un nuovo Stato con la Repubblica Cirenaica, dietro il via libera della Casa Bianca. Il futuro dell'insurrezione della Libia sarà deciso nei prossimi giorni, non appena gli aerei della Coalizione comincerà ad attaccare le colonne dei carro armati dell'esercito libico.

I ribelli, intanto, non marciano su Tripoli, ma sono completamente intenti a prendere il controllo della Cirenaica e ad istituire un governo alternativo, che abbia Bengasi come capitale e si affacci sul Mediterraneo. E' questa la regione in cui viene prodotto l'80 per cento della ricchezza della Libia, e che detiene il 50% delle riserve di gas.
La Libia produce 1,6 milioni di barili e solo 1,2 venivano estratti in Cirenaica, commercializzati da un gran numero di compagnie petrolifere, ma l'ENI è senz'altro il maggior produttore e ha contratti fino al 2042, oltre ad avere un gasdotto diretto con il Greenstream.

Ecco quindi gli ingredienti di un'altra guerra per il petrolio, e così anche dell'ostilità tra Italia e Francia. A parte il fatto che gli italiani si son visti passare davanti i Rafale, e si sono accorti troppo tardi che i francesi erano pronti a bombardare Tripoli, ma questa è un'altra storia.

L'obiettivo della Francia e dell'Inghiterra era sin dall'inizio quello di dare un nuovo Stato alla Total e alla BP, e per far questo hanno incendiato tutto il Nord Africa.
Il problema è che, una volta innescato, questo meccanismo infernale non si fermerà, e nuove rivolte si preparano in Siria, ma se si arriva alla Giordania non si torna più indietro. D'altro canto, occorre tenersi pronto al contraccolpo, che si traduce nella reazione dei Governi aggrediti con il terrorismo. Sono molte le reti create dalle intelligence occidentali nei Paesi difficili da stabilizzare e da controllare, e una volta che vengono spezzate e 'abbandonate' diventano armi micidiali e imprevedibili.

E' ovvio che questa nuova guerra può essere un passo falso per l'alleanza franco-britannica, perchè questa politica della Regionalizzazione - una sorta di evoluzione della balcanizzazione che porta alla scomparsa degli Stati Nazione - può essere un'arma a doppio taglio, portando la guerra sino in Europa. Infatti non esistono solo Palestina, Cisgiordania, Kurdistan, Sangiaccato, ma anche Corsica, Scozia, Paesi Baschi, Fiandre.

All'Italia ora non resta che tamponare una crisi che è solo agli inizi, e diventerà sempre peggiore ed esasperata. Se Frattini vuole fermare l'immigrazione e stanziare 1500 euro per ogni rimpatrio allora deve andare a battare cassa da Total e BP, che vogliono riversare il peso del piano di pace sulle tasche dei cittadini europei. In alternativa, possiamo continuare a fare da tappabuchi e riparare ai danni di altri, oppure è ora che le nostre intelligence - quelle da 10 mila euro al mese - si muovano, smettano di fare conferenze e scrivere libri e comincino a lavorare. L'Italia deve reagire con forza e determinazione, creando un sistema suo di informazioni, e non copiare e incollare cosa dice il Times, Reuters o l'AFP , che non sono altro che dei comitati d'Affari. La coalizione di Francia e Inghilterra, con l'Ok dell'America, ha ingannato l'Italia, e per questo ora occorre diffidare e cominciare a dare un "Niet!" alle richieste della NATO: l'Alleanza Atlantica o vale per tutti oppure non vale per nessuno.
Etichette: balcanizzazione, Libia, regionalizzazione
 

lorenzo63

Age quod Agis
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Bestie!

E questo lo hanno voluto gli occidentali. L'impero del male colpisce ancora.
:no:


I tuoi amici franzosi et inglisc et ammaracani che sotto l' egida del vostro ex idolo l'abrunzè hanno tirata giù la mascherina hanno mostrato di essere fatti di una pasterella ben peggiore .... ed il tutto a danno degli interessi di un loro alleato: l' italia .... a cui si rimprovera il baciamano .... .gli inglisc dopo avere liberato un terrorista che ha ammazzato 283 persone a Locherbie, nn avendo ottenuto quanto pensavano hanno ribaltato il governo libico ....
 

tontolina

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Uranio impoverito: uno strano modo per proteggere i civili libici



di David Wilson
Stop the War Coalition
"[Missili con la punta all'uranio impoverito] corrispondono alla descrizione di una bomba sporca sotto ogni aspetto ... direi che è l'arma perfetta per uccidere molte persone". - Marion Falk, fisico chimico (in pensione), Lawrence Livermore Lab, California, USA


Nelle prime 24 ore dell'attacco libico, i B-2 degli Stati Uniti hanno lanciato quarantacinque bombe da 2.000 libbre. Queste imponenti bombe, come i missili da crociera lanciati da aerei e navi inglesi e francesi, avevano tutte testate all'uranio impoverito (DU).
L'Uranio Impoverito è il prodotto di scarto del processo di arricchimento del minerale uranio. E 'utilizzato nelle armi e nei reattori nucleari. Poiché è una sostanza molto pesante, 1,7 volte più denso del piombo, è molto apprezzato dai militari per la capacità di perforare mezzi corazzati ed edifici. Quando un'arma fatta con una punta di Uranio Impoverito colpisce un oggetto solido come il fianco di un carro armato, lo attraversa direttamente, poi esplode in una nuvola di vapore ardente. Il vapore si deposita sotto forma di polvere, che non solo è velenosa, ma anche radioattiva.
Un missile all'uranio impoverito quando colpisce, brucia a 10.000° C. Quando colpisce una bersaglio, il 30% si frammenta in schegge. Il restante 70% evapora in tre ossidi altamente tossici, tra cui l'ossido di uranio. Questa polvere nera resta sospesa in aria e, a seconda del vento e delle condizioni meteo, può viaggiare a grandi distanze. Se pensate che l'Iraq e la Libia sono lontani, ricordate che le radiazioni di Chernobyl hanno raggiunto il Galles.


Le particelle inferiori a 5 micron di diametro vengono facilmente inalate e possono rimanere nei polmoni o altri organi per anni. L'Uranio Impoverito all'interno può causare danni renali, il cancro ai polmoni e delle ossa, malattie della pelle, disturbi neurocognitivi, danni cromosomici, sindromi da immunodeficienza e malattie rare renali e intestinali. Le donne in gravidanza esposte al DU possono dare alla luce bambini con difetti genetici.



Una volta che la polvere si è vaporizzata, non aspettatevi che il problema finisca presto. Essendo un emettitore di particelle alfa, il DU ha un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni.


Nell'attacco di tipo "colpisci e terrorizza" all'Iraq, più di 1.500 bombe e missili sono stati lanciati sulla sola Baghdad. Seymour Hersh ha affermato che la Terza Aerobrigata della marina degli Stati Uniti ha lanciato da sola più di "cinquecento mila tonnellate di ordigni". Tutti con la punta all'uranio impoverito.
Al Jazeera ha riferito che le truppe di invasione degli Stati Uniti hanno sparato duecento tonnellate di materiale radioattivo in edifici, case, strade e giardini di Baghdad. Un giornalista del Christian Science Monitor ha portato un contatore Geiger nei luoghi della città che erano stati sottoposti a pesanti bombardamenti da parte delle truppe statunitensi. Ha riscontrato livelli di radiazione da 1.000 a 1.900 volte superiori al normale in aree residenziali. Con una popolazione di 26 milioni, gli Stati Uniti hanno sganciato una bomba da una tonnellata ogni 52 cittadini iracheni o 40 libbre di esplosivi a persona.


William Hague ha detto che siamo in Libia "per proteggere i civili e le aree civili popolate ". Non c'è bisogno di guardare lontano per trovare chi e che cosa è 'protetto'.
Nelle prime 24 ore gli 'Alleati' hanno 'speso' 100.000.000 di Euro in ordigni all'uranio impoverito.

La relazione sul controllo degli armamenti dell'Unione europea ha dichiarato che gli Stati membri hanno rilasciato nel 2009 licenze per la vendita di 293.200.000 di Euro in armi e sistemi di armi alla Libia.

La Gran Bretagna ha rilasciato licenze alle imprese di armi per 21.700.000 Euro di armamenti verso la Libia e sono stati anche pagati dal colonnello Gheddafi per inviare il SAS ad addestrare la sua 32a Brigata.
Per i prossimi 4,5 miliardi di anni, scommetto che William Hague non andrà in vacanza in Nord Africa.




Una nota sulle fonti
I militari ed i politici sono molto reticenti sugli usi dell'uranio impoverito, ma sappiamo che il DU viene utilizzzato o è stato utilizzato nei seguenti ordigni. L'elenco non è esaustivo:

  • Munizioni M919 25 millimetri usate nel Bradley Fighting Vehicle141
  • Munizioni PGU-14 30 millimetri usate dal Thunderbolt II A-10
  • M900 105 millimetri tank round utilizzato dall'esercito e dai Corpi dei Marines degli Stati
  • Munizioni M829A1/M829A2 120 millimetri utilizzate dalla M1 Abrams Main Battle Tank
  • Missili cruise Tomahawk
  • GBU-28 'Bunker Buster'
  • Munizioni CHARM 3 APFSDS L27 in uso presso l'esercito britannico
  • BLU-122/BA/B penetrator 5000 libbre
  • BLU-113 A / B penetrator 4700 libbre
Fonte ...
L'unica prova di un allontanamento dall'uso di uranio impoverito sono le munizioni MK149 20 millimetri, precedentemente utilizzate dal Phalanx Anti-Ship Missile Defense System della Marina degli Stati Uniti, sostituite da una versione non-DU con un penetratore al tungsteno.
Il ministero della Difesa britannico e il Dipartimento della Difesa statunitense sono attenti al modo in cui si riferiscono all'uranio impoverito e preferiscono non rispondere alle domande sul suo utilizzo. Ma in quei documenti 'ufficiali', che siamo stati in grado di esaminare, è chiaro che il DU è lodato per le sue eccellenti qualità di penetrazione e si deve presumere che, ciò che è considerato di valore militare, sta per essere utilizzato, soprattutto quando i portavoce politici dei militari sono ansiosi di negare che il DU ha effetti nocivi sugli esseri umani.


Se è innocuo ed efficace, perché non usarlo? Così il Segretario alla Difesa britannico, Liam Fox, in uno scambio di lettere con Bill Wilson (nessuna relazione), membro del parlamento scozzese nel febbraio 2011, ha detto:
"Il Regno Unito non supporta risoluzioni che presuppongono che il DU è pericoloso ... La politica del Governo è che il DU può essere utilizzato all'interno delle armi; non è vietato dagli attuali o probabilmente futuri vigenti accordi internazionali. Le forze armate del Regno Unito usano munizioni all'uranio impoverito in conformità con la legge umanitaria internazionale. Sarebbe sbagliato negare al nostro personale in servizio una facoltà legittima".
Liam Fox sta ripetendo il punto di vista dei precedenti segretari della Difesa del Regno Unito. Questo è un estratto di una lettera dell'allora Segretario alla Difesa, Des Brown, a Tony Benn, datata 21 aprile 2008
"In conclusione, la nostra visione rimane che il DU può essere legittimamente utilizzato all'interno di armi e che sarebbe un grave errore per il governo del Regno Unito negare alle nostre truppe una facoltà legittima che fornisce la migliore protezione possibile per loro durante i conflitti armati".
La mia opinione è che dobbiamo presumere che l'uranio impoverito rimane in uso negli ordigni di cui sopra e che l'elenco è probabilmente incompleto. Dato che ci viene detto, quando ci viene detto qualcosa, che il DU non è pericoloso ed è uno strumento efficace per la guerra, perché non dovrebbero continuare ad usarlo?. Finché questo è il parere ufficiale dei militari e dei politici dobbiamo prenderlo alla lettera e costringerli a confermare con prove che abbiamo torto e che l'uranio impoverito non è più utilizzato.
Mi piacerebbe essere smentito come anche, ancora di più, piacerebbe alle persone che sono sotto i bombardamenti. I militari e i politici ci danno tutte le ragioni per supporre il peggio.
Nota:
Quando si esaminano i documenti ufficiali sulle armi sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito si trovano pochi riferimenti agli usi del DU, preferiscono parlare di 'miglioramenti' e 'modifiche di progetto' a 'migliorare penetrazioni' come qui:
"L'Air Force sta migliorando la capacità di attaccare obiettivi robusti e/o profondamente sepolti in condizioni ambientali avverse. Le prestazioni degli attuali BLU-113 4.700-lb, utilizzati dallla GBU-28/bomba laser-guidata GPS, sono notevolmente migliorate attraverso la modifica del progetto della testata BLU-122, migliorandone la penetrazione, la letalità, e capacità di sopravvivenza. Questa modifica aumenta il numero degli obiettivi nascosti in profondità ritenuti a rischio. Inoltre, alcuni obiettivi ritenuti a rischio richiederanno un minor numero di armi, riducendo pertanto il numero delle missioni necessarie per abbattere un bersaglio ".
Tuttavia, il think-tank Global Security a Washington fornisce un'ottima storia degli usi militari dell'uranio impoverito.
Fonte: Stop the War Coalition 24 Marzo 2011
Traduzione: Dakota Jones
 

tontolina

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AL VERTICE SULLA LIBIA L'ITALIA NON C'E'!!!

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CAMERON, SARKOZY, OBAMA E MERKEL IN VIDEOCONFERENZA...

EPPURE SONO NOSTRI GLI AEREOPORTI DA CUI PARTONO GLI AEREI PER BOMBARDARE.....


La coalizione in teleconferenza. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron hanno inquadrato in una dichiarazione congiunta gli obiettivi della riunione, poi condivisi in serata in una teleconferenza con Obama e la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Spicca l'assenza del premier italiano Silvio Berlusconi, una situazione che il ministro degli Esteri Franco Frattini sminuisce: "In quella riunione non si stabilisce niente di importante".

AH BEH ALLORA SIAMO TRANQUILLI
 

tontolina

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HU A SARKOZY, RAID POTREBBERO VIOLARE RISOLUZIONE - Gli attacchi aerei della coalizione in Libia potrebbero violare il mandato dell'Onu, secondo il presidente cinese Hu Jintao, che oggi ha ricevuto quello francese Nicolas Sarkozy. "Se le azioni militari colpiscono popolazioni innocenti e provocano gravi crisi umanitarie, allora violano il mandato originale del Consiglio di sicurezza dell' Onu, ha affermato Hu citato dalla Cctv, la tv di Stato cinese. "La storia ha dimostrato che l' uso della forza non risolve i problemi, ma che anzi non fa che complicarli", ha aggiunto Hu. Ricevendo il presidente francese, uno dei promotori della risoluzione che ha autorizzato gli attacchi aerei contro le forze di Muammar Gheddafi, Hu ha sottolineato che "sono il dialogo e gli altri mezzi pacifici a fornire la risoluzione ultima dei problemi". Il presidente cinese ha aggiunto che Pechino "appoggia gli sforzi politici per il miglioramento della situazione in Libia". Sarkozy è in Cina per partecipare ad un seminario informale dei ministri economici e dei banchieri centrali del G20 sul sistema monetario internazionale che si terrà a Nanchino, nel sud del Paese.

tratto da http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1102099
 

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