Le sanzioni conomiche contro la Russia volute da Obama (1 Viewer)

tontolina

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Soffiano venti di guerra volta dai terroristi USA+UK
PTV News 10 marzo 2015 – Europa e USA separati in casa

2 days ago
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Victoria Nuland accusa Mosca dell'abbattimento dell'MH17. Immediata la smentita del PM olandese titolare delle indagini. Ma sei navi da guerra NATO arrivano nel Mar Nero. Dopo Minsk gli USA puntano ancora sulla strate...
 

tontolina

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Sandro Terni 11 marzo 0.09.26 L'ultimo report settimanale conferma il crollo del numero degli oil rig attivi in nord America. Negli ultimi sette giorni sono spariti dalla circolazione 64 rig negli USA e 21 in Canada. Si trivella sempre meno.
Il buco nero del greggio si allarga: ora tremano le banche Usa

Scritto da Rossana Prezioso | Trend Online – dom 22 mar 2015 08:20 CE

Troppo bello per essere vero.. Forse avrebbero dovuto pensarla così le grandi banche statunitensi che a suo tempo partirono in quarta a finanziare i grandi progetti shale made in Usa quando, sull’onda dell’entusiasmo, si pensava che Washington, superato il sogno dell’autonomia energetica, potesse diventare addirittura esportatrice di petrolio.
Tutto si poteva immaginare tranne quello che poi sarebbe successo in futuro. L’attuale presente. Una merce che nessuno vuole



Non solo le grandi banche potrebbero avere seri problemi nel riuscire a rientrare dai prestiti fatti, ma stanno avendo anche gravi problemi nel riuscire a vendere i prestiti agli investitori specializzati.



Un segno chiaro che il panorama del petrolio vedrà altre scosse e che anche per chi è solitamente abituato a maneggiare crediti e sofferenze, non vale la pena affacciarsi sull’affare, almeno per il momento.



I grandi big del credito statunitense hanno elargito fondi alle grandi società (e anche alle piccole) senza riuscire a passare al patata diventata ormai bollente nelle mani degli altri investitori.
Con il risultato che oggi, come nel 2008, il pericolo di un crollo dell’intero sistema è sempre più concreto, anche perchè l’unica speranza è in un ritorno delle quotazioni ai livelli passati, cosa che attualmente sembra essere di fatto impossibile. Non solo, ma c’è da sottolineare il fatto che gran parte dei capitali è stata versata a società che offrono servizi alle aziende estrattrici e che perciò possono subire un tracollo dal rallentamento del prezzo senza avere le sponde di ammortizzamento che invece le altre hanno.
Pericolosamente interessanti le cifre1000 miliardi di prestiti in dollari da parte delle banche, molti dei quali poi venduti sul mercato secondario,in particolare ai fondi comuni specializzati e che in questo ultimo periodo hanno dovuto registrare la fuoriuscita dei capitali da parte degli investitori che, nella migliore delle ipotesi, hanno assunto un atteggiamento di attesa, nella speranza di capire una volta per tutte la piega che potrà prendere il settore del petrolio. Piega che però dipende da troppi fattori, assolutamente interdipendenti tra loro, almeno in apparenza, e che potrebbero anche solo singolarmente, portare a brevi battute o sbalzi delle quotazioni.

Un esempio arriva dalla Federal Reserve la cui scelta di allentare la presa sul rialzo dei tassi ha permesso un rialzo dele quotazioni del greggio, ma si è trattato solo di un fuoco di paglia perchè immediatamente dopo le autorità del Kuwait e nello specifico il ministro del petrolio, Ali Al-Omair hanno specificato che l’Opec non ha intenzione di cambiare la sua strategia e perciò di mantenere invariata al produzione di greggio.

Riportando il calo sulle quotazioni.
E la storia continua.
Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online
 

tontolina

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big_boom

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ora nell'inferno delle tasse italico
Gli inglesi cominciano a chiedere ai russi che hanno conti correnti nel loro paese di “dimostrare da dove vengono i soldi”…ahi ahi ahi, cattive notizie in arrivo.

Di Nuke The Whales 15:47 | Nuovo round delle sanzioni contro la Russia, come al solito è Cameron , il cagnolino scodinzolante degli americani, a fare la prima mossa.In questi giorni il governo di Londra ha contattato i ...
24 marzo 2015 / 23 commenti / Leggi
Se lo fanno ottengono il risultato opposto, ovvero gli altri ricchi lasceranno l'Inghilterra perché 'inaffidabile'
 

tontolina

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Questa volta lo ammmazzano come hanno fatto con Moro che non voleva firmare il trattato di maastricht
ormai lo sappiamo che gli americani non vanno troppo per il sottile.... e hanno le mani sporche di molto sangue


Sanzioni: all'Italia conviene fare la guerra alla Russia?

© Foto: Ed Yourdon
Politica12:57 16.06.2015(aggiornato 17:27 16.06.2015) URL abbreviato
Tatiana Santi
37491

Le sanzioni contro la Russia hanno già fatto perdere all'Italia miliardi di euro. Per questa guerra di sanzioni dell'Europa contro Mosca è stato colpito non solo il settore agroalimentare italiano, ma è calato anche il consumo da parte dei turisti russi, che si recano meno numerosi nel Bel Paese.Al G7 in Germania si parlava del probabile prolungamento delle misure restrittive contro la Russia. Ora, che Obama sia assettato di guerra è evidente, vista la sua intenzione di mandare mezzi in Europa orientale per "scoraggiare aggressioni della Russia".
Sembra che però la situazione stia un po' cambiando, infatti Forza Italia ha proposto una mozione perché il governo rimuova le sanzioni alla Russia in seno all'UE.
Ecco che cos'ha raccontato in merito a Sputnik Italia l'Onorevole Michaela Biancofiore:
"Mi auguro che la mozione venga fatta proprio da tutti i partiti dell'arco parlamentare italiano che dovrebbero lavorare nell'interesse delle imprese italiane e che possa essere l'inizio del disgelo dei rapporti Russia- UE e di una ripresa delle partnership indispensabili per la Russia quanto per l'Italia.

© AP Photo/ Andrew Medichini
Forza Italia propone mozione revoca sanzioni contro Russia alla Camera

Il maggior auspicio è che l'Italia,come fatto in passato con il vertice di Pratica di Mare presieduto dal Presidente Silvio Berlusconi sia ancora una volta promotrice di un "New Deal" delle relazioni tra Nato e Russia e dunque tra USA e Russia. L'Italia in particolare ha già perso oltre 2 miliardi di euro per le sanzioni incrociate con la Russia, le nostre imprese non possono sopportare quest'inflessione negativa e non devono subire ulteriori danni per la crisi diplomatica in corso.
Il mio presidente, Silvio Berlusconi dimostra come sempre di avere una conoscenza geo politica ed una capacità diplomatica unica in Europa promuovendo l'unica azione giusta nel momento giusto.
Sono convinta che il nostro primo alleato, la Lega Nord — appoggerà la nostra mozione, ma che ci siano ottime possibilità che come nella prassi parlamentare, ne facciano una simile o votino la nostra anche i 5stelle, Lista Civica,una parte del Pd e di Ncd- ovvero tutti coloro che hanno una qualche coscienza degli interessi del Paese. Attendiamo l'esito delle votazioni".

© Sputnik. Vladimir Sergeev
Mozione del M5S per la revoca delle sanzioni contro la Russia

Non solo il centro destra chiede al governo di rimuovere le sanzioni, misura autolesionista a tutti gli effetti.
Il Movimento 5 stelle a sua volta ha esposto una mozione in merito. Sputnik Italia ha raggiunto per un commento l'Onorevole Marta Grande:
"La mozione del M5S evidentemente mira alla revoca delle sanzioni che, di rimando, hanno innescato la muscolare risposta della Russia, con palese danno per le nostre azienda che lì operano, su tutte quelle attive nel settore agroalimentare.
Pur contestandola apertamente, tuttavia arriviamo a comprendere l'utilizzo delle controsanzioni e la volontà dell'unione Europea di voler mantenere una linea comune, poiché ciò rientra nel contesto di una scelta politica che, per quanto discutibile possa essere considerata, resta comunque tale.
Quello che però il Governo deve tenere a mente è l'ennesima ripercussione che essa può arrecare alla nostra economia interna, soprattutto in questo preciso momento storico".
Ma all'Italia conviene fare la guerra alla Russia? Finché le imprese italiane e il turismo continuano a subire perdite per le sanzioni antirusse, attendiamo la risposta del governo.




 

tontolina

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(l’impatto delle sanzioni Russe sul PIL dei paesi Europei, tratto da Die Welt)



Cose strane e inaspettate avvengono sui media sussidiati Italiani, che come noto, su certe questioni geopolitiche si muovono sempre a bacchetta. Dunque oggi un articoletto sul mega-mainstream Repubblica mi ha stupito:
Russia, con le sanzioni a Putin l’Europa brucia 100 miliardi

L’INCHIESTA LENA
Questa inchiesta è stata condotta da giornalisti del Lena (Leading European Newspaper Alliance), alleanza di cui Repubblica fa parte con Die Welt, El Pais, Le Figaro, Le Soir, Tages-Anzeiger e Tribune de Genève. Il servizio qui pubblicato è stato realizzato da: Carlo Bonini, Nicola Lombardozzi e Jenner Meletti (La Repubblica), Jörg Eigendorf, Andreas Maisch, Andre Tauber ed Eduard Steiner (Die Welt), Mario Stäuble (Tages-Anzeiger), Claudi Pérez (El Pais) e Pierre-Alexandre Sallier (Tribune de Genève)
Le sanzioni commerciali dell’Unione europea alla Russia costeranno agli Stati membri un prezzo più alto di quanto previsto e comunicato ai governi nazionali alla fine del maggio scorso dalla Commissione europea. Un’inchiesta del Lena (Leading European Newspaper Alliance) di cui La Repubblica è parte insieme ad altre sette testate europee documenta come l’Europa si prepari a fronteggiare nel lungo periodo uno scenario che comporterà la perdita di due milioni di posti di lavoro e una diminuzione di 100 miliardi di euro in valore aggiunto di beni e servizi destinati all’export.
Né la grande caccia ai capitali di oligarchi, uomini politici e funzionari dell’apparato di sicurezza russo coinvolti nella crisi ucraina e inseriti in una black-list di 150 nomi ha prodotto risultati anche solo appena soddisfacenti. Con l’eccezione dell’Italia che è riuscita a sequestrare 30 milioni di euro di beni ad Arkadj Rotenberg, multimiliardario russo intimo di Putin, in ben nove dei 27 Paesi membri (Spagna, Malta, Finlandia, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Irlanda e Lituania) non è stato trovato un solo euro. In Germania i congelamenti di beni non sono andati oltre alcuni cavalli da corsa e 124mila euro. A Cipro, storica piazza finanziaria utilizzata dai russi, sono stati “trovati” solo 120mila euro.

Due i dati del costo pagato dall’economia russa. La Banca centrale di Mosca ha bruciato riserve per 150 miliardi di dollari. Centoquaranta miliardi di dollari sono stati invece bruciati dal calo dell’export verso l’Europa e dal crollo del prezzo del petrolio.

E’ evidente che c’è una lobby europea che preme per togliere le sanzioni. Con buona pace degli Yankee.



Shhhh Diciamolo Piano, ma Forse (e dico Forse) l'Europa Toglierà le Sanzioni Alla Russia - Rischio Calcolato
 

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