Le mani straniere sui nostri vigneti (1 Viewer)

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Salve
pochi giorni fa è uscito su Repubblica un articolo che mi ha fatto molto riflettere dal titolo "Le mani straniere sui nostri vigneti Qui la campagna vale come l' oro" > sapere le vostre opinioni sul mercato mercato vinicolo e quanto sia veritiero il pensiero citato nell'articolo "Terra come bene rifugio, come investimento per chi non si fida più delle Borse di Zurigo o di Wall Street."
Cosa ne pensate?
 

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gipa69

collegio dei patafisici
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Salve
pochi giorni fa è uscito su Repubblica un articolo che mi ha fatto molto riflettere dal titolo "Le mani straniere sui nostri vigneti Qui la campagna vale come l' oro" > sapere le vostre opinioni sul mercato mercato vinicolo e quanto sia veritiero il pensiero citato nell'articolo "Terra come bene rifugio, come investimento per chi non si fida più delle Borse di Zurigo o di Wall Street."
Cosa ne pensate?
A mio modo di vedere può essere un mercato profittevole ma questo grazie soprattuto ai molti contributi a cui un produttore agricolo puo acedere e che non è detto che saranno confermati ad libitum.

La produzione mondiale quest0anno e' risultata in calo ma non per una riduzione del terreno coltivato ma perchè in alcuni paesi chiave il raccolto ha avuto molte difficoltà mentre in Italia il raccolto è stato molto buono anche se la qualità del vino medio (ma naturalmente dipende anche dalle zone). In realtà nel mondo sembra che ci sia sovrapproduzione di vino per cui se uno non segmenta molto bene la sua offerta e non si ritaglia uno spazio significativo sul mercato può avere difficoltà a piazzare una produzione di media qualità...
 
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sicuramente definire la Terra come bene rifugio è un po' forte dipende da troppi fattori per essere considerata tale.
Un altro discorso invece è investire su un prodotto come quello del vino e dell'enogastronomia più in generale, garantendone elevata qualità e con il polso sulle vendite nei mercati emergenti.... si può essere dei bravi viticoltori, ma per aver successo bisogna creare una struttura imprenditoriale.
 
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Grazie gipa69 e Fabio_V,
sicuramente se si parla di tasse e su profitti sono d'accordo con giapa69, vorrei che La Repubblica intervistasse di nuovo i viticoltori... per sapere com'è andata!
In effetti Fabio_V, se non hai un minimo senso del business è difficile aver successo... in tutti i campi!
 
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Grazie Michele_M per aver aperto questa discussione.
Sinceramente in Italia abbiamo veramente bisogno di bravi manager.... ma non dello star system! Caspita, per esserlo bisogna avere tanta intuizione quanta competenza ed al giorno d'oggi sembra una merce molto rara! Naturalmente nel settore dell'enogastronomia ed in particolare del vino, girano numeri molto interessanti legati all'export ma soprattutto alla domanda internazionale di prodotti made in Italy!
Con tutto questo potenziale bisogna avere figure chiave in modo che riescano ad apportare un vero e tangibile riscontro nazionale ed internazionale. Se rimaniamo nel settore vinicolo, significativa è l'esperienza di Lorenzo Tersi che spazia da resp. marketing Consorzio Chianti a fusioni e acquisizioni di importanti aziende del settore, dall'ideazione di eventi volti alla promozione del suo territorio ad aver "tuffato" Fendi nel mondo del vino... insomma, non basta la passione se non c'è molta competenza e capacità, e meno male che c'è sempre qualcuno che riesce sempre a dimostrarle!
 
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Grazie a te Nicomassari,
concordo pienamente che abbiamo grandi potenzialità nel settore dell'enogastronomia, i dati e gli investimenti di stranieri lo dimostrano. è certo che se non si ha la "stoffa" del manager i risultati mica arrivano!
 
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Ciao Nico,
bello il tuo commento, impossibile non essere d'accordo!
Tra l'altro (bravo per averlo nominato) conosco anche Tersi che nell'ambiente è chiamato il Richelieu del vino! Ha anche appena vinto il Premio del Gambero Rosso - Sua eccellenza Italia - per riconoscere il suo contributo al made in italy... alla faccia di tutti i manager di nome ma non di fatto!
 

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