Le colpe del proletariato nella crescita aberrante e nociva del kapitalismo (1 Viewer)

Ignatius

sfumature di grigio
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I komunisti bianco-neristi sono abituati a vedere le cose in modo binario: di qua i cattivi (capitalisti), di là i bravi (proletari).

I non kapitalisti, ergo i proletari, invece, secondo noi sostenitori delle sfumature di grigio, hanno le loro colpe nella crescita delle malefatte del kapitalismo.



Mi spiego: immaginiamo di "aprire" un sistema economico precedentemente chiuso (es. l'Italia), in omaggio alle richieste del kapitalismo sfrenato liberista mondial-globalizzato.

Cosa accadrà? Il mercato sarà invaso da prodotti provenienti da nazioni dove il costo della mano d'opera è più basso (es. la Cina). Si inizierà con i prodotti di bassa qualità, a basso valore aggiunto, ma l'invasione poi crescerà.
I lavoratori del settore italiano che produceva i beni che soffrono l'invasione, non più competitivi, verranno licenziati. Se gli va bene verranno prepensionati, se sono capaci e/o flessibili e/o umili troveranno altri lavori, sennò rimarranno disoccupati.


[O.T. Secondo le teorie liberali, prima o poi l'invasione di prodotti stranieri e l'incremento di disoccupazione nazionale dovrebbe auto-arrestarsi spontaneamente: la disoccupazione nazionale, infatti, determinerebbe un incremento della disponibilità di un fattore della produzione (il lavoro); a parità di domanda, l'ecceesso di offerta dovrebbe fare calare il prezzo (il salario), mentre il contrario avverrebbe nei paesi le cui merci ci stanno invadendo, per cui tendenzialmente le differenze di stipendi tra italiani e stranieri invasori dovrebbero annullarsi, bloccando la deindustrializzazione. Prima o poi. E, prima che lo aggiunga Giovakkino, accennerei al fatto che le differenze di costo del lavoro vanno considerate tenuto conto della diversa produttività dei lavoratori].


Ora:
1) è chiaro che i capitalisti italiani malvagi licenziano i poveri lavoratori italiani innocenti, per assumere più economici (ancora più poveri) lavoratori stranieri in paesi lontani
2) è chiaro che i capitalisti ci guadagnano di più (o èvitano di fallire, se i loro concorrenti hanno scatenato una guerra di prezzi ed essi sono costretti ad adeguarsi imitandone i comportamenti).

Ma tutto ciò non potrebbe fare a meno di verificarsi se, semplicemente, i non-kapitalisti si rifiutassero di acquistare prodotti provenienti da nazioni dove la mano d'opera è pagata meno che in Italia? E magari in mercati del lavoro mooolto meno tutelati (sicurezza, malattie ecc.)?


Se nei supermercati, oltre che la bicicletta cinese da 100 euro, ci fosse la bicicletta veneta da 130 euro, l'acquirente non-capitalista italiano non dovrebbe rendersi conto che acquistando prodotti patrj tutelerebbe i suoi conterranei, e quindi - nel medio termine - anche sé stesso?


Oppure il consumatore va considerato sempre e per definizione innocente?

Semi-OT-Analogico: Voi ci credete a quella favola per cui la diffusione tra i risparmiatori delle obbligazioni Parmalat e della Repubblica Argentina è stata tutta e solo colpa delle Banche, e che i risparmiatori, potendo scegliere tra un titolo obbligazionario ("sicuro") che rendeva il 5% e un altro titolo ("bidone") che rendeva il 9%, avevano il diritto di credere che non ci fossero rischi?

Ovvero: il non-kapitalista ha diritto istituzionale, a differenza del kapitalista DOC, di essere avido?

:-?

Prevedo che, prima che il gallo canti tre volte, Gipa comparirà IQT.
 

Claire

ἰοίην
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Ho appena deciso che, la prima volta che un feroce attacco di insonnia mi terrà sveglia, come ieri notte (nemmeno "Il solipsismo sessuale di Sigmund Freud" ha avuto effetto soporifero :( ), inizierò a pensare a questo thread :-o

(Ce ne sono anche altri, eh.... quanti benefattori che si occupano del mio sano e corretto riposo IQSF! :bow: )
 

Ignatius

sfumature di grigio
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Ho appena deciso che, la prima volta che un feroce attacco di insonnia mi terrà sveglia, come ieri notte (nemmeno "Il solipsismo sessuale di Sigmund Freud" ha avuto effetto soporifero :( ), inizierò a pensare a questo thread :-o

(Ce ne sono anche altri, eh.... quanti benefattori che si occupano del mio sano e corretto riposo IQSF! :bow: )
Se ti par soporifero ora, vedrai con gli interventi di Gipa!

E, se poi volessi un colpo di grazia per la tua insonnia, qualche elucubrazione di f4f4f4f4f4f4 sarebbe "la morte sua" (del thread, non di Gipa).
 

patatina 77

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I non capitalisti sono abituati a non guadagnare liberamente. Ergo non possono rivendicare un diritto che non conoscono.

Sarà quello che succederà nel nostro paese. I giovani si abituerànno a non guadagnare e quando noi moriremo questa che noi chiamiamo crisi sarà una cosa normale, sarà normale lavorare un mese per comprarsi solo il necessario.

Che poi ci saranno pure quelli che oltre a credere che ciò è normale penseranno pure che è giusto perchè così si emette meno CO2
 

Giovakkino indentity

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[O.T. Secondo le teorie liberali, prima o poi l'invasione di prodotti stranieri e l'incremento di disoccupazione nazionale dovrebbe auto-arrestarsi spontaneamente: la disoccupazione nazionale, infatti, determinerebbe un incremento della disponibilità di un fattore della produzione (il lavoro); a parità di domanda, l'ecceesso di offerta dovrebbe fare calare il prezzo (il salario), mentre il contrario avverrebbe nei paesi le cui merci ci stanno invadendo, per cui tendenzialmente le differenze di stipendi tra italiani e stranieri invasori dovrebbero annullarsi, bloccando la deindustrializzazione. Prima o poi. E, prima che lo aggiunga Giovakkino, accennerei al fatto che le differenze di costo del lavoro vanno considerate tenuto conto della diversa produttività dei lavoratori].
un accenno ai costi transattivi mi avrebbe mandato in estasi fancendo nello stesso momento un' analisi empirika e contrpponendo visioni dottrinali quasi antitetike tra la vekkia marcia italia e la nuova intraprendete frontiera asiatika
 
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superbaffone

Guest
Ho appena deciso che, la prima volta che un feroce attacco di insonnia mi terrà sveglia, come ieri notte (nemmeno "Il solipsismo sessuale di Sigmund Freud" ha avuto effetto soporifero :( ), inizierò a pensare a questo thread :-o
non sono riuscito ad arrivare alla fine della prima riga :-o
 

Ignatius

sfumature di grigio
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Irrispettosi. :rolleyes:

Son quasi tentato di spinoffare gli interventi irriguardosi e spedire il thread appena ripulito nella sezione Economia, dove esso sarebbe trattato con molto più rispetto da autentici e coltissimi studiosi di Sociologia ed MacroEconomia Comparata, che concluderebbero che comunque, se le biciclette costano troppo, la colpa è di MarioMonti. :up:
 

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