L'angolo della poesia | Pagina 182

Discussione in 'Life is good Cafè' iniziata da Ciccioargio, 13 Ottobre 2006.

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    3 Marzo 2019
  1. nonmollare

    nonmollare Moderator

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    Molly House
    Chi non ha trovato il Paradiso − quaggiù −
    Lo mancherà lassù −
    Perché gli Angeli prendono Casa
    accanto alla nostra,
    Ovunque ci spostiamo.

    E. Dickinson
     
  2. 12 Marzo 2019
  3. popov

    popov Coito, ergo cum.

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    Ad Sextum Lapidem
    Ti ho sognata
    mi sei apparsa sopra i rami
    passando vicino alla luna
    tra una nuvola e l'altra
    andavi, e io ti seguivo
    ti fermavi e io mi fermavo,
    mi fermavo, e tu ti fermavi,
    mi guardavi e io ti guardavo
    ti guardavo e tu mi guardavi
    poi tutto è finito. Ti ho sognata.

    (Nazim Hikmet)

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  4. 29 Marzo 2019
  5. popov

    popov Coito, ergo cum.

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    Ad Sextum Lapidem
    Tu sei
    ad un tempo
    la pace
    e l’agitazione
    del mio cuore.

    (Franz Kafka)
     
  6. 7 Aprile 2019
  7. Claire

    Claire Zingaraccia sbruffoncella

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    Il mondo dei sogni
    Avevo una scatola di colori
    brillanti, decisi, vivi.
    Avevo una scatola di colori,
    alcuni caldi, altri molto freddi.
    Non avevo il rosso
    per il sangue dei feriti.
    Non avevo il nero
    per il pianto degli orfani.
    Non avevo il bianco
    per le mani e il volto dei morti.
    Non avevo il giallo
    per la sabbia ardente,
    ma avevo l’arancio
    per la gioia della vita,
    e il verde per i germogli e i nidi,
    e il celeste
    dei chiari cieli splendenti,
    e il rosa per i sogni e il riposo.
    Mi sono seduta
    e ho dipinto la pace.

    Talil Sorek
     
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  8. 16 Aprile 2019
  9. fit-tizia

    fit-tizia New Member

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  10. 16 Aprile 2019
  11. Claire

    Claire Zingaraccia sbruffoncella

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    Il mondo dei sogni
    Finchè c'è ancora tempo,
    mio amore e prima che bruci Parigi
    finchè c'è ancora tempo,
    mio amore finchè il mio cuore
    è sul suo ramo
    vorrei una notte di maggio
    una di queste notti
    sul lungosenna Voltaire
    baciarti sulla bocca
    e andando poi a Notre-Dame
    contempleremmo il suo rosone
    e a un tratto serrandoti a me
    di gioia paura stupore
    piangeresti silenziosamente
    e le stelle piangerebbero
    mischiate alla pioggia fine.

    (Nazim Hikmet, da "Prima che Bruci Parigi")
     
  12. 30 Aprile 2019
  13. meursault

    meursault lo straniero

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    József Attila - Mama

    Már egy hete csak a mamára
    gondolok mindíg, meg-megállva.
    Nyikorgó kosárral ölében,
    ment a padlásra, ment serényen.

    Én még őszinte ember voltam,
    ordítottam, toporzékoltam.
    Hagyja a dagadt ruhát másra.
    Engem vigyen föl a padlásra.

    Csak ment és teregetett némán,
    nem szidott, nem is nézett énrám
    s a ruhák fényesen, suhogva,
    keringtek, szálltak a magosba.

    Nem nyafognék, de most már késő,
    most látom, milyen óriás ő –
    szürke haja lebben az égen,
    kékítőt old az ég vizében.

    -----------------------------------------------

    Da una settimana penso solo alla mamma,
    sempre di nuovo mi fermo a ricordarla.
    Con un cesto scricchiolante in braccio,
    saliva in soffitta, tutta occupata.

    Io ero ancora un uomo sincero,
    urlavo e scalpitavo.
    Che lasciasse il bucato ad un altro.
    Che portasse me lassù, in alto.

    Ma lei andava e stendeva in silenzio,
    non mi sgridava, nemmeno mi guardava
    e i panni lucidi, fruscianti
    spiccavano il volo in alto.

    Non piangerei più adesso, ma ormai è tardi,
    vedo solo ora quanto è grande
    I suoi capelli grigi volano leggeri in alto,
    scioglie il turchinetto nell'acqua del cielo.

     
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  14. 9 Maggio 2019
  15. meursault

    meursault lo straniero

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    Weöres Sándor - Cosa sarei

    Nel fuoco sarei brace
    Nell'acqua sarei soffice muschio
    Nel vento sarei un pioppo
    Sulla terra sarei il figlio di mio padre
     
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  16. 9 Maggio 2019
  17. Claire

    Claire Zingaraccia sbruffoncella

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    Il mondo dei sogni
    Chistu unn’è me figghiu.
    Chisti un su li so manu
    chista unn’è la so facci.
    Sti quattro pizzudda di carni un li fici iu.
    Me figghiu era la vuci
    chi gridava ’nta chiazza
    eru lu rasolu ammulatu di li so paroli
    era la rabbia era l’amuri
    chi vulia nasciri chi vulia crisciri.
    Chistu era me figghiu
    quannu era vivu,
    quannu luttava cu tutti:
    mafiusi, fascisti,
    omini di panza ca un vannu mancu un suordu patri senza figghi
    lupi senza pietà.
    Parru cu iddu vivu
    un sacciu parrari cu li morti.
    L’aspettu iornu e notti,
    ora si grapi la porta trasi,
    m’abbrazza, lu chiamu,
    è nna so stanza chi studìa,
    ora nesci, ora torna,
    la facci niura come la notti,
    ma si ridi è lu suli chi spunta
    pi la prima vota,
    lu suli picciriddu.
    Chistu unn’è me figghiu.
    Stu tabbutu chinu
    di pizzudda di carni
    unn’è di Pippinu.
    Cca dintra ci sunnu
    tutti li figghi
    chi un puottiru nasciri
    di n’autra Sicilia.

    Felicia Impastato (Madre di Peppino)
     
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  18. 23 Giugno 2019
  19. Claire

    Claire Zingaraccia sbruffoncella

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    Non è facile invecchiare con garbo.
    Bisogna accertarsi della nuova carne,
    di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei. Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza,
    senza mortificarla in una nuova età
    che non le appartiene,
    occorre far la pace con il respiro più corto,
    con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi,
    con le giunture, con le arterie,
    coi capelli bianchi all’improvviso,
    che prendono il posto dei grilli per la testa. Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi,
    ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare
    come minuscole cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia,
    ricordarsi di sbagliare strada,
    scegliere con cura gli altri umani,
    allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare,
    maledire i guru, canzonare i paurosi,
    stare nudi con fierezza.
    Invecchiare come si fosse vino,
    profumando e facendo godere il palato,
    senza abituarlo agli sbadigli.
    Bisogna camminare dritti,
    saper portare le catene,
    parlare in altre lingue,
    detestarsi con parsimonia.
    Non è facile invecchiare,
    ma l’alternativa sarebbe stata di morire
    ed io ho ancora tante cose da imparare.

    Cecilia Resio - Le istruzioni
     

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