L'angolo della poesia

Discussione in 'Life is good Cafè' iniziata da Ciccioargio, 13 Ottobre 2006.

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    13 Ottobre 2006
  1. Ciccioargio

    Ciccioargio New Member

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    Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
    scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
    esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
    e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

    Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
    se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
    vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
    e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

    Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
    sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
    e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
    schietto come la cima di una giovane palma...


    (Eugenio Montale, Ossi di seppia)

    :ciao:
     
  2. 13 Ottobre 2006
  3. Ciccioargio

    Ciccioargio New Member

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    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
    questa morte che ci accompagna
    dal mattino alla sera, insonne,
    sorda, come un vecchio rimorso
    o un vizio assurdo. I tuoi occhi
    saranno una vana parola,
    un grido taciuto, un silenzio.
    Così li vedi ogni mattina
    quando su te sola ti pieghi
    nello specchio. O cara speranza,
    quel giorno sapremo anche noi
    che sei la vita e sei il nulla

    Per tutti la morte ha uno sguardo.
    Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
    Sarà come smettere un vizio,
    come vedere nello specchio
    riemergere un viso morto,
    come ascoltare un labbro chiuso.
    Scenderemo nel gorgo muti.

    Cesare Pavese
     
  4. 13 Ottobre 2006
  5. Fernando'S

    Fernando'S New Member

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    NON T'AMO E T'AMO

    Saprai che non t'amo e che t'amo
    perché la vita è in due maniere,
    la parola è un'ala del silenzio,
    il fuoco ha una metà di freddo.

    Io t'amo per cominciare ad amarti,
    per ricominciare l'infinito,
    per non cessare d'amarti mai:
    per questo non t'amo ancora.

    T'amo e non t'amo come se avessi
    nelle mie mani le chiavi della gioia
    e un incerto destino sventurato.

    Il mio amore ha due vite per amarti.
    Per questo t'amo quando non t'amo
    e per questo t'amo quando t'amo.

    Pablo Neruda
     
  6. 13 Ottobre 2006
  7. Ciccioargio

    Ciccioargio New Member

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    Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
    e i mugugni dei vecchi moralisti
    tutti insieme non stimiamoli un soldo.

    I giorni tramontano e tornano;
    ma noi, quando cade la breve luce della vita,
    dobbiamo dormire un'unica, interminabile notte.

    Donami mille baci, poi altri cento
    poi altri mille, poi ancora altri cento,
    poi di seguito mille, poi di nuovo altri cento.

    Quando poi ne avremo dati migliaia,
    confonderemo le somme, per non sapere,
    e perché nessun malvagio ci invidi,
    sapendo che esiste un dono così grande di baci.



    Catullo
     
  8. 13 Ottobre 2006
  9. Ciccioargio

    Ciccioargio New Member

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    Celio, la nostra Lesbia, la bella Lesbia.
    che lei sola Catullo
    più che se stesso e tutti i suoi, ha amato
    ora negli incroci e nei vicoli la puoi trovare che
    scortica i nipoti del magnanimo Remo.
     
  10. 13 Ottobre 2006
  11. Ciccioargio

    Ciccioargio New Member

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    Simile a un dio mi sembra quell'uomo
    che siede davanti a te, e da vicino
    ti ascolta mentre tu parli
    con dolcezza
    e con incanto sorridi. E questo
    fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
    Se appena ti vedo, sùbito non posso
    più parlare:
    la lingua si spezza: un fuoco
    leggero sotto la pelle mi corre:
    nulla vedo con gli occhi e le orecchie
    mi rombano:
    un sudore freddo mi pervade: un tremore
    tutta mi scuote: sono più verde
    dell'erba; e poco lontana mi sento
    dall'essere morta.
    Ma tutto si può sopportare...

    Saffo
     
  12. 13 Ottobre 2006
  13. luigir

    luigir Liberale Radicale

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    una preghiera...

    Signore insegnaci a non amare noi stessi,

    a non amare soltanto i nostri,

    a non amare soltanto quelli che amiamo.

    Insegnaci a pensare agli altri

    ed amare in primo luogo

    quelli che nessuno ama.

    Signore, facci soffrire della sofferenza altrui.

    Facci la grazie di capire che ad ogni istante,

    mentre noi viviamo una vita troppo felice,

    protetta da Te,

    ci sono milioni di esseri umani,

    che sono pure tuoi figli e nostri fratelli,

    che muoiono di fame

    senza aver meritato di morire di fame,

    che muoiono di freddo,

    senza aver meritato di morire di freddo.

    Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo.

    Abbi pietà dei lebbrosi,

    ai quali, Tu così spesso hai sorriso

    quand’eri su questa terra;

    pietà dei milioni di lebbrosi,

    che tendono verso la tua misericordia

    le mani senza dita,

    le braccia senza mani…

    E perdona noi di averli,

    per una irragionevole paura, abbandonati.

    E non permettere più, Signore

    che noi viviamo felici da soli.

    Facci sentire l’angoscia

    della miseria universale,

    e liberaci da noi stessi.

    Così sia

    (Raul Follerau)
     
  14. 13 Ottobre 2006
  15. Fernando'S

    Fernando'S New Member

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    EROS HA SCOSSO LA MIA MENTE

    Eros ha scosso la mia mente
    come il vento che giù dal monte
    batte sulle querce.

    Dolce madre, non posso più tessere la tela
    domata nel cuore dall'amore di un giovane:
    colpa della soave Afrodite.

    Sei giunta, ti bramavo,
    hai dato ristoro alla mia anima
    bruciante di desiderio.

    Saffo
     
  16. 13 Ottobre 2006
  17. Argema

    Argema Administrator Membro dello Staff

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    Bel thread :)

    ciccioargio, ma chi sei?
    Come sei approdato qui?
     
  18. 13 Ottobre 2006
  19. Catullo

    Catullo New Member

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    Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
    finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
    temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
    seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
    quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
    Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
    spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
    aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

    Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
    quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,
    o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
    se molti inverni Giove ancor ti conceda
    o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde
    del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino
    – breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo
    e fugge il tempo geloso: cogli l'attimo, non pensare a domani.

    Orazio
     

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