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Il Portogallo rinuncia all’alta velocità tra Lisbona e Madrid


By Edoardo Capuano - Posted on 27 marzo 2012

Il governo portoghese, nella morsa dell'austerità, abbandona il faraonico progetto ferroviario dentro il quale è progettata la Torino-Lione. Che fine fa il Tav su scala europea?

Addio portoghese all’Alta velocità tra Lisbona e Madrid. E forse al famoso corridoio Kiev-Lisbona di cui fa parte anche la Torino-Lione. Il progetto era già stato sospeso nel giugno di un anno fa ma ieri la Corte dei Conti lusitana ha messo la parola fine alla grande opera annullando il contratto per la tratta principale, 150 km tra Poceirao e la frontiera con la città spagnola di Badajoz. Un appalto per 1,4 miliardi di euro, aggiudicato nel 2010 dal precedente esecutivo socialista. Il ministero di Economia ha confermato la priorità data alla realizzazione di reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci dai porti di Dines e Aveiro, per stimolare la competitività delle esportazioni portoghesi. La parte spagnola, fra Madrid e Badajoz, alla frontiera con il Portogallo, è già in corso di realizzazione. Madrid e la Ue hanno fatto molte pressioni su Lisbona perché su quel versante sono a rischio 133 milioni di euro di fondi europei.
«Lo sapevamo da un po’ che in Portogallo tirava un’aria pessima per quel progetto, e per la popolazione sotto l’austerity. Sapevamo anche che non c’era un progetto preciso. Anche a Kiev, l’altro capolinea, d’altronde, non ne sanno quasi nulla. È più l’Ue che premeva sul progetto. Sono infinite le prove che non serve a nulla quel corridoio», dice da una Valsusa ormai militarizzata, Nicoletta Dosio.
Ora sarà interessante capire non solo quali saranno le conseguenze sull’erario dell’annullamento, ossia eventuali penali. Ma soprattutto le ricadute sulla compagine europea dove la decisione portoghese è considerata un «problema politico». Anche in Portogallo il progetto Tgv aveva scatenato polemiche sull’utilità di una linea che avrebbe tagliato fuori pezzi di territorio dalle comunicazioni.
Tutto ciò accade proprio mentre i trasporti pubblici in Portogallo sono praticamente paralizzati dal secondo sciopero generale - con manifestazioni di protesta nelle principali città - contro l’austerità del cosiddetto piano di salvataggio da 78 miliardi concordato con Ue e Fmi l’anno scorso. La metropolitana di Lisbona e i traghetti sul Tago sono fermi da questa notte, treni e autobus circolano solo in servizio minimo. Lo sciopero è stato deciso dal principale sindacato del paese, la Cgtp, senza l’appoggio questa volta del secondo sindacato, l’Ugt, che ha invece aderito in gennaio ad un accordo con il governo del premier conservatore Pedro Passos Coelho sulla riforma del lavoro.
Autore: Checchino Antonini / Fonte: ilmegafonoquotidiano.globalist.it
 
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Tav. La Torino-Lione contestata apertamente anche in Francia



Malgrado il recente accordo con l'Italia, in Francia ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria Torino-Lione. Le notizie provenienti dalla Savoia rafforzano la protesta della Val di Susa in vista della manifestazione popolare del prossimo 25 febbraio, che si annuncia imponente.

di Giorgio Cattaneo - 23 Febbraio 2012


Tav in Val di Susa: il 'fronte critico' si allarga alla Savoia, dove ormai si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy
La Torino-Lione non è più un tabù: il progetto ha smesso di essere 'intoccabile', perlomeno in Francia, dove ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria contro cui si batte strenuamente la Val di Susa, ritenendola un salasso finanziario devastante per l’ambiente e soprattutto inutile, come confermato dai 400 docenti universitari che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Mario Monti, promosso da Luca Mercalli e Sergio Ulgiati.
Ora il 'fronte critico' si allarga alla Savoia, dove ormai si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy. Sigle come Fapna e Fne, cartelli ecologisti fino a ieri favorevoli al progetto, hanno cambiato idea: colpa delle “rilevanti carenze” del dossier, su temi come sostenibilità ambientale e redditività di una infrastruttura faraonica, destinata all’improbabile trasporto merci Italia-Francia, ormai in declino.
In Francia, scrive il 22 febbraio il sito NoTav.eu citando svariate fonti, è in corso una consultazione pubblica sulla Torino-Lione che si concluderà all’inizio di marzo, nonostante la proroga richiesta dagli ambientalisti, per nulla convinti dal progetto dopo aver esaminato il rapporto dell’Ae, l’autorità regionale per lo sviluppo sostenibile: solo dopo il 2025, infatti, sarebbe aperto un tunnel per le merci che consentirebbe di aggirare il nodo di Chambéry, fino ad allora destinata a restare un ingolfato terminal per soli passeggeri.
“Questa programmazione degli interventi rimette in discussione la priorità del trasporto merci, che finora era stata un punto fermo del progetto”. Le organizzazioni ambientaliste, così come l’Ae e l’Ump, denunciano questo dietrofront e sottolineano che il progetto così impostato non contribuirà in alcun modo al decantato trasferimento dalla gomma alla rotaia: “Come e quando si potrà raggiungere l’obiettivo di trasportare 40 milioni di tonnellate di merci su questo asse ferroviario?”, si interroga Pierre Moreau, della Cipra francese, nelle sue “10 domande ai promotori del progetto”.

Malgrado il recente accordo con l'Italia, in Francia ambientalisti e partiti ormai contestano apertamente la super-linea ferroviaria
Ma se è la stessa agenzia che sorveglia l’attuazione della Convenzione delle Alpi a dubitare della Torino-Lione, anche il dipartimento per l’ambiente della Savoia, nel suo rapporto pubblicato nel dicembre 2011, rileva falle progettuali preoccupanti: dall’impatto sulle acque sotterranee e le zone umide, fino agli effetti per le aree incluse nel protocollo Natura 2000, che sarebbero trattate “in modo non adeguato”.
Manca inoltre una valutazione socio-economica del progetto, ovvero: non si tiene conto della globalità dell’offerta di transito transalpino, ad esempio per quanto riguarda il tunnel del Gottardo. Pierre Moreau sottolinea inoltre che, per le imprese di trasporto, i costi sono altrettanto importanti della velocità: la linea storica e il tunnel stradale, che si è deciso di ampliare, costituiranno alternative meno costose per i trasportatori.
Inoltre, fra Italia e Francia, la cosiddetta 'autostrada ferroviaria' non funziona: a febbraio la Corte dei Conti transalpina ha raccomandato di ristabilire la concorrenza tra ferrovia e strada, criticando la mancanza di redditività dell’'autostrada viaggiante' che unisce Aiton ad Orbassano, nell’hinterland di Torino. Praticamente, un binario morto.
“Ci si appresta ad avviare un progetto da 24 miliardi di euro, la cui utilità è da dimostrare e il cui completamento rimane incerto”, scrive NoTav.eu, citando fonti francesi, consapevoli che ormai il trasporto merci tra Francia e Italia è cronicamente in calo. “L’ammodernamento della linea storica - stimano gli esperti - sarebbe in grado si smaltire fino a 19 milioni di tonnellate di merci, mentre attualmente ne transitano meno di 5 milioni”.
Cifre che parlano da sole: sono quelle di una frontiera-fantasma, presidiata da soldati e miliardi. E mentre tutti gli studi dicono che la grande direttrice delle merci di oggi e di domani è quella che unisce Genova a Rotterdam, la domanda di trasporto regionale tra Grenoble, Lione e Chambery è raddoppiata nell’ultimo decennio, ma l’offerta resta al palo anche sul versante italiano.

“Ci si appresta ad avviare un progetto da 24 miliardi di euro, la cui utilità è da dimostrare e il cui completamento rimane incerto”
Quel che più ha stupito, scrive l’ambientalista valsusino Claudio Giorno sul blog DemocraziaKmZero, sono parecchi interventi pubblicati sulle pagine dei quotidiani di “palazzinari e general contractor-editori”, che cominciano a mettere in dubbio 'dall’interno' la redditività delle grandi opere ferroviarie: “Una inchiesta che non lascia adito ad alcun equivoco, finita chissà come sulle pagine del Sole 24 Ore, sostiene che la rete ad alta velocità italiana si sta rivelando fallimentare”.
La Torino-Milano, in particolare, risulta molto più in rosso delle 'frecce' (pochine, peraltro) che vi transitano sopra. “E la Torino-Lione – se mai si facesse – lo sarebbe ancora di più”. Lo dimostra una ricerca rigorosa compendiata da un lavoro di Giuseppe Berta sulla mancata integrazione di Torino e Milano attraverso il Tav: “Servono di più i treni per i pendolari, arriverà a scrivere (niente meno, su La Stampa) Luigi La Spina, autore di editoriali al vetriolo contro il movimento No Tav solo un anno fa”.
E se i francesi ormai dubitano della Torino-Lione, nonostante gli accordi rituali che si vanno rinnovando tra i due governi, le notizie che provengono dalla Savoia non fanno che rafforzare la protesta della valle di Susa in vista della manifestazione popolare del 25 febbraio, che si annuncia imponente: “Dà molto fastidio che sia stata convocata dal movimento e dagli amministratori locali”, cioè “quelli che il Pd vorrebbe espellere un giorno sì e uno anche, perché si dichiarano apertamente No Tav”. E inoltre, aggiunge Giorno, “crea altrettanto fastidio che in queste settimane si sia riaperto un dibattito che i proponenti il Tav hanno tentato in tutti i modi di dichiarare chiuso: quello sulla inutilità (dannosità) dell’opera”.
Il precipitare della crisi economica globale, che minaccia di creare una possibile 'estensione greca' per l’intera Europa, ha aperto fronti di discussione un po’ ovunque, grazie anche alla tenacia del movimento No-Tav: ma se la lotta “per la residua vivibilità della valle più infrastrutturata delle Alpi” è ormai diventata un simbolo per tutta l’Italia, osserva Claudio Giorno, non è tanto un merito dei valsusini, quanto “un demerito di Prodi, Berlusconi, Casini e oggi del professor Monti, che boccia le Olimpiadi agognate dal sindaco spalatore di Roma, ma promuove la Torino-Lione che il preventivato dissesto olimpico potrebbe moltiplicarlo per enne volte”, e senza neanche il risultato di realizzare “qualche modesto intervento a favore della mobilità e decongestione delle aree urbane”. Che sono il vero, unico problema 'trasportistico' degno di qualche opera a debito, “purché fatta con parsimonia e intelligenza”.
Articolo tratto da LIBRE
VAI ALLO SPECIALE "Tav in Val di Susa - Il tunnel della democrazia"
 

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in Italia la gente si suicida per mancanza di denaro però il governo continua con la forza bruta a sostenere la seconda tratta ferroviaria
http://www.investireoggi.it/forum/t...no-tav-ai-danni-delle-forze-dell-vt64265.html


e in PORTOGALLO?
Dossier No Tav, i legali: “Immagini di violenze sono vere”

1 Aprile 2012
Dossier No Tav
I legali: “Immagini di violenze sono vere”
a cura della Redazione Attualità
Continua la querelle relativa al dossier presentato dal movimento No Tav relativamente agli scontri di Chiomonte fra No Tav e Polizia. Le immagini diffuse dal movimento No Tav relativamente alle presunte violenze delle forze dell’ordine non sono “nè false nè artefatte”, lo dicono i legali del movimento No Tav. I legali stessi precisano di non aver nè organizzato nè preso parte alla conferenza stampa in cui il video è stato presentto, ma che esso fa parte del materiale che è in possesso alla Procura e in base al quale sono scattati gli arresti di alcuni militanti del movimento nell’estate.
 

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Desenzano e TAV. Impatto sul territorio - Incontro pubblico sabato 18 febbraio
Desenzano e TAV. Impatto sul territorio

Presso Palazzo Todeschini Piazza Malvezzi, Desenzano del Garda
Dal 18/02/2012 Al 18/02/2012
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  • Voto Redazione: 7
  • Orario: ore 17.00
  • Costo: ingresso libero
  • Dal: 18/02/2012
  • Al: 18/02/2012


Sabato 18 febbraio (ore 17) nella Sala Peler di Palazzo Todeschini in Piazza Malvezzi a Desenzano un incontro pubblico dedicato a Desenzano e alla TAV, e i conseguenti impatti sul territorio circostante.
Ospite d’onore l'ingegner Ivan Cicconi, autore del volume ‘Il libro nero dell’Alta Velocità’, che parlerà della storia della TAV, dai primi progetti ai primi finanziamenti e fino alla loro lievitazione esagerata, oltre alle possibili collusioni tra le organizzazioni mafiose e le opere pubbliche. Insieme a lui Giovanni Contiero, consigliere comunale a Lonato per la lista Lonato in Movimento, e Annamaria Damiano, candidata sindaco per le prossime amministrative di Desenzano. Modera la serata il professor Giovanni Cemmi.
“Come candidata sindaco ho fortemente voluto questo evento – racconta proprio Annamaria Damiano – Il mio progetto sulla Desenzano che vive bene prevede la trasparenza, l’informazione e la partecipazione dei cittadini. Non potevo ignorare un tema così rilevante per la vita di tutti i desenzanesi”.



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