La polveriera in Medio Oriente | Pagina 3

Discussione in 'L'Isola dei Forumers' iniziata da MissT, 14 Novembre 2018.

    30 Ottobre 2019
  1. MissT

    MissT A bit nincompoop

    Registrato:
    7 Novembre 2008
    Messaggi:
    9.730
    Al Baghdadi stanato grazie al comandante curdo siriano Mazloum Abdi proprio quando la Turchia lo chiedeva agli US. Una coincidenza? Erdogan calls on US to hand over Kurdish commander Mazloum Abdi
    SDF: Al-Baghdadi's underwear stolen and DNA tested before US raid

    Claudio Khaled Ser

    23 hrs ·
    LA MORTE DEL "CALIFFO"

    Cosa cambia nell'Isis dopo la morte del “califfo” Abu Bakr Al Baghdadi ?

    La morte di un leader non significa la fine strutturale di un’organizzazione.
    Lo Stato islamico potrebbe seguire la stessa parabola di Al Qaeda dopo l’uccisione di Osama Bin Laden.
    La morte di un leader, sebbene significativa dal punto di vista simbolico, non significa necessariamente il suo declino strutturale e infatti, Al Qaeda, dopo un periodo di riassestamento, è tornata a crescere.

    Il successore di Al Baghdadi dovrebbe essere il terrorista iracheno Abdullah Qardash, noto col soprannome di Abu Omar al Turkmani.
    Una scelta che sarebbe stata indicata dallo stesso Baghdadi, il quale avrebbe insistito su una figura irachena come Qardash, che è originario di Tal Afar, roccaforte sunnita a ovest della città irachena settentrionale di Mosul.

    Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto sono ‘wilaya’ cioé le ‘province’ del califfato più distanti dal Comando Generale e per questo, abituate a operare in modo indipendente.
    L’ideologia, gli obiettivi e gli ordini generali (ad esempio quando intraprendere una ‘campagna di vendetta’) provengono dal Comando Generale, ma spetta alle wilaya interpretarle nel modo più opportuno rispetto al contesto in cui operano”.

    In altre parole, le province dello Stato islamico in Nord Africa già da tempo si erano “staccate” dalle capitali in Siria (Raqqa prima, Baghuz poi) e in Iraq (Mosul), operando in piena autosufficienza in termini di risorse e manodopera.
    Resta da vedere ora quanti sostenitori perderà o guadagnerà lo Stato islamico dopo la morte di Baghdadi e quale sarà la nuova strategia ideologica.

    Ma chi pensa che l'Isis scomparirà dopo la morte del Califfo, dimostra di non aver capito nulla di come é strutturato questo gruppo terrorista.

    Vale la pena di ricordare che la TUNISIA é il Paese che detiene il primato di foreign fighters andati a combattere per l'Isis in Libia, in Iraq e in Siria.
    "Combattenti" che oggi sono di ritorno in Patria dato che lo Stato Islamico non ha più i fondi necessari per mantenerli.

    L' ALGERIA spende ogni anno miliardi di dollari per proteggere una frontiera lunga ben 6.343 chilometri, la maggior parte dei quali in pieno deserto.
    Recentemente flussi di combattenti, reduci dalla Siria e dall’Iraq, sono in movimento verso la Libia e l’Algeria attraverso il Sudan. Le autorità algerine hanno intercettato ed espulso, nell'ultimo anno, circa 500 "combattenti" che hanno tentato di entrare nel Paese da sud dopo aver transitato in Turchia e Sudan, usando passaporti falsi e con l’aiuto di reti criminali algerine.

    In MAROCCO, oltre 20 cellule affiliate all’autoproclamato califfato sono state smantellate negli ultimi due anni.
    L’intreccio fra reti criminali e gruppi terroristici preoccupa ancora di più se si considera che la rotta del Mediterraneo occidentale Marocco-Spagna rappresenta la seconda principale porta d’ingresso dei migranti illegali in Europa con oltre 24 ingressi via mare dall' inizio dell'anno.

    L’EGITTO è teatro di una lunga serie di attentati di matrice jihadista contro obiettivi militari e civili che riguardano soprattutto la parte settentrionale del Sinai.
    Il Regno delle Piramidi, ha assistito ad una progressiva infiltrazione di miliziani islamisti, dominati dal gruppo Ansar Beit al Maqdis, che ha annunciato la propria affiliazione allo Stato islamico creando “Wilayat Sinai”, provincia del sedicente “califfato”.
    Il Governo minimizza la consistenza del gruppo ed afferma che le loro attività sono sotto controllo (???) ma, nonostante queste assicurazioni, i terroristi continuano a colpire indisturbati e a poco e niente servono i raid dell'esercito egiziano deciso a sterminarli.

    La situazione quindi resta in "divenire" ma ribadisco, sarebbe un errore ritenere che l'Isis muoia per la morte del califfo.
    Se scomparirà del tutto sarà solo perché l'embargo sulle armi decretato e mai realizzato, funziona.
    Sarà perché il flusso di capitali illeciti destinati ai combattenti neri, sarà interrotto.
    Sarà perché alcuni Stati Occidentali la smetteranno col ritenere al sicuro i propri pozzi petroliferi pagando le milizie del califfo.
    Solo cosi' verrà stroncato.
    Altrimenti, come si dice a Roma, morto un papa se ne fa un altro.
    E niente cambia.
     
  2. 30 Ottobre 2019
  3. MissT

    MissT A bit nincompoop

    Registrato:
    7 Novembre 2008
    Messaggi:
    9.730
    PS: sto cercando di capire chi sia questo
    Claudio Khaled Ser

    ma non ne vengo a capo....
     
  4. 28 Dicembre 2019
  5. MissT

    MissT A bit nincompoop

    Registrato:
    7 Novembre 2008
    Messaggi:
    9.730
    Claudio Khaled Ser
    16 mins ·
    LA CADUTA DI TRIPOLI

    La resa dei conti tra Haftar e Serraj é iniziata.
    Dopo tre mesi d'accerchiamento, dopo aver conquistato l'aeroporto di Tripoli e dopo aver bloccato ogni via di comunicazione, le truppe del Generale stanno entrando in città.

    I quartieri a sud, Bab Ben Ghashir e Ras Hassan sono caduti, un fronte ad ovest della città Bab Hakkarah sta cedendo sotto i colpi dell'artiglieria.

    Milizie della Cirenaica, guidate dai commando russi, stanno entrando anche da Gorje lungo la via costiera.

    Per Tripoli non c'é più scampo.

    I droni turchi che garantivano un minimo di sicurezza sulle strade periferiche intorno alla Capitale, sono stati abbattuti dai russi.

    Fayez al Sarraj, il Presidente di nessuno, é fuggito e lo stesso hanno fatto molti esponenti del suo pseudo Governo.
    Tre milizie a lui fedeli, si sono arrese dopo esser state circondate.
    La popolazione si é chiusa in casa, chiunque si aggiri in queste ore per la Capitale, viene giudicato ostile e fucilato.

    La Mezzaluna Rossa sta cercando di aiutare i feriti ma il suo compito é reso difficile dalle continue esplosioni in vari punti della Città e dalla battaglia che infuria verso An Nasr Forrest dove si sono radunati i soldati di Sarraj.

    Haftar l'aveva annunciato "Il nuovo Anno sorgerà sulle macerie di Tripoli" e pare che la promessa verrà mantenuta.

    La Turchia continua a minacciare l'invio di truppe.
    A parte il fatto che già da due mesi due brigate turche sono in Libia e in fuga, non si vede a quale scopo.
    La violenza e l'impatto devastante delle truppe russe non concede nessuna speranza.

    Da circa un'ora Tripoli é senza luce, da stamattina senza acqua e gas.

    L'Europa é rimasta a guardare, a parlare inutilmente, a proporre cose insensate e riunioni di inutili personaggi in cerca d'autore.
    Adesso le parole non servono più.

    Quale Libia sorgerà dalle macerie ?
    Presto per dirlo, ma l'avvento al potere di Haftar é una bottiglia di glicerina messa a lato di una scodella di nitro.
     
  6. 31 Dicembre 2019
  7. Gianpiero Asara Cottu

    Gianpiero Asara Cottu Er New Member

    Registrato:
    21 Maggio 2014
    Messaggi:
    469
    Occupazione:
    wwwvid
    Località:
    Italia
    come dice il proverbio che mi sto inventando adesso di male in guerra.
     

Utenti che hanno già letto questo Thread (Totale: 4)

Condividi questa Pagina