LA PARTE DIFFICILE NON E' DIMENTICARE iL PASSATO. LA PARTE DIFFICILE E' DIMENTICARE (1 Viewer)

Val

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Car, non sei attento. Li prendo anche dal Fatto.
Mai da libero. Ma lo faccio per te, così ti informi.
 

Val

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Già il fatto che la Turchia faccia parte della Nato....boh, ma che qualcuno la voglia pure in europa....:lol::lol::lol::lol:



Oggi però la Turchia ha alzato i toni e ha abbattuto un caccia russo Sukhoi Su-24.


Giustamente, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha definito l’abbattimento del caccia russo "un incidente molto grave", opinione condivisa anche dal Foreign Office britannico.

Un incidente molto grave in quanto la Turchia è un Paese Nato che, come tale, gode della protezione dell'articolo V del Patto Atlantico.
Questo pomeriggio, secondo quanto hanno riferito a Efe fonti dell'Alleanza, il Consiglio del Nord Atlantico, il massimo organo decisionale della Nato composto dagli ambasciatori dei 28 Paesi alleati, si riunirà su richiesta di Ankara affinché "la Turchia possa informare gli alleati sull'abbattimento di un aereo russo".


La guerra, iniziata lo scorso 30 settembre, della Russia contro i terroristi dello Stato islamico e delle forze qaediste presenti in Siria non è mai piaciuta ad Ankara. L'obiettivo di Erdogan e Davutoglu è quello di eliminare il regime di Assad o, per lo meno, di mantenere una Siria destabilizzata.

Il vice presidente della Duma, Nikolai Levicev, ha commentato così l'abbattimento del caccia russo: "È consigliabile sospendere i voli" in Turchia "ed evacuare i russi presenti lì" dato che che "adesso è evidente il legame di Ankara con l’Isis".

Secondo Levicev, inoltre, la Turchia "dimostra solidarietà ai terroristi" proprio mentre "la comunità internazionale comincia la lotta al terrorismo a pieno titolo".
 

Val

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Toh, ora si scopre che la turchia è sempre in mezzo....come mai prima facevano finta di nulla ?

Le indagini sul barcone arrivato a Leros il 3 ottobre sono state estese a tutte le polizie europee: la Francia ha infatti inviato alle autorità di sicurezza dei paesi dell’Ue un elenco con i nominativi dei 197 migranti che erano a bordo e che sono stati identificati dalle autorità greche.





La richiesta, secondo quanto si apprende, riguarda in particolare 140 tra uomini e donne (gli altri erano minori): la polizia francese avrebbe chiesto di ricercare questi soggetti per verificarne nuovamente l’identità, individuare i loro spostamenti in Europa, scoprire come sono arrivati e da dove sono arrivati in Turchia, con chi hanno avuto contatti prima e dopo gli attentati.
 

Val

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Ma quando entrano in un centro di accoglienza, non gli chiedono i documenti ? No? E allora come fanno a sapere che hanno diritto all'accoglienza ? Mah.......

"Questa mattina intorno alle 6.30 sono arrivati quattro blindati tra polizia e carabinieri che hanno chiuso via Cupa da ambo i lati e sono scesi una sessantina di agenti in tenuta antisommossa, l'antidroga con il cane e sono entrati dentro". "La loro dichiarazione - prosegue il volontario - era di fare un censimento dei migranti presenti, in realtà hanno fatto un giro dentro col cane antidroga e non hanno trovato niente, poi hanno bloccato i migranti qui nella via uno ad uno, e chi non era in possesso di documento o di una richiesta di asilo o chi aveva bisogno di una ulteriore identificazione è stato portato all'ufficio immigrazione di Casal Bertone". Davide, un altro volontario, dice: "È il primo blitz al centro Baobab che cade in momento storico particolare. Ma dopo gli sconvolgimenti internazionali che ci sono stati, ci attendevamo ripercussioni nel nostro centro che ospita rifugiati e transitanti, alcuni senza documenti. Era nell'aria, insomma".
 

Val

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La solita figura di *****......

È una vicenda che ha dell'assurdo, quella che arriva da Asti.

Assurda perché riunisce i problemi di una giustizia dai tempi omerici, quelli di una burocrazia bizantina e quelli di una criminalità tanto diffusa quanto apparentemente imbattibile.





Il Tribunale della città piemontese, infatti, ha appena dichiarato la prescrizione dell'accusa di ricettazione di cui era imputata una banda di sinti già condannati per associazione a delinquere.

I nomadi erano finiti sotto la lente della giustizia già nel 2006, quando i carabinieri avevano sequestrato loro denaro e beni di ogni sorta, dopo mesi di pedinamenti in almeno tre Regioni d'Italia.


All'epoca il giudice applicò il sequestro preventivo, ma grazie a una strategia difensiva messa in campo con grande abilità dagli avvocati degli imputati il processo per ricettazione si è perso tra mille rivoli fino a giungere a prescrizione.


Come spiega magistralmente Massimo Coppero sul Secolo XIX, ora i legali dei sinti hanno ottenuto il dissequestro di tutto: conti correnti, terreni, preziosi, auto e camper di lusso, polizze assicurative, conti postali. Tutto restituito, per un totale di un milione di euro.
Con un'ulteriore, atroce, beffa: le spese dell'affitto del terreno scelto per custodire auto e caravan sono state messe in conto al Ministero della Giustizia.

Cioè a tutti i cittadini.
 

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