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Con l’introduzione del canone Rai nella bolletta elettrica, il governo ha dichiarato di puntare ad una dura lotta all’evasione del canone stesso in modo tale che “si paghi meno ma si paghi tutti”, dove quel “pagare meno” è declinato con la promessa di una riduzione dagli attuali 113,50 euro all’anno a 100,00 euro per il 2016, con un ulteriore decremento per i successivi anni. Promessa che, però, non è stata inserita nelle legge di Stabilità, bensì lasciata alle manovre dei prossimi anni e infine “rimangiata” in sede di esame degli emendamenti al Senato.

Infatti, con le nuove modifiche, la riduzione del canone Rai per uso privato da 113,5 euro a 100 euro varrà solo per il 2016 mentre, dal 2017, l’importo sale di nuovo e si ritornerà a pagare i consueti 113,50 euro.

AUMENTO PER FINANZIARE LE ESENZIONI – L’aumento del gettito del canone Rai, per gli anni dal 2017 al 2018, dovrà servire per ampliare la platea dei soggetti destinatari dell’esenzione del pagamento. Attualmente, infatti, non pagano l’imposta sulla TV i soggetti:
con almeno 75 anni
il cui reddito, sommato a quello del coniuge non superi i 516,46 euro al mese, per un totale di 6.713,98 euro all’anno, a condizione che non convivano (oltre al coniuge) con altri soggetti titolari di un proprio reddito.
A partire dal prossimo anno, invece, la soglia del reddito sotto la quale scatterà l’esenzione verrà portata dagli attuali 6.713,98 euro a 8.000 euro. Per finanziare questa agevolazione, tutti gli altri italiani saranno però chiamati a pagare 13,50 euro in più di imposta all’anno.
 

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