LA PARTE DIFFICILE NON E' DIMENTICARE iL PASSATO. LA PARTE DIFFICILE E' DIMENTICARE (1 Viewer)

Val

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Buongiorno ....federconsumatori ???????? ma non hanno altro a cui pensare ?

Da gennaio, secondo quanto riporta La Stampa, gli automobilisti che hanno sottoscritto l’opzione che comprende tra l’altro il soccorso meccanico gratuito in autostrada e sconti sulla polizza auto, pagheranno l’abbonamento 1,5 euro al mese contro gli attuali 0,78.

E questi fanno tutto 'sto can can per 72 centesimi di aumento ? 0,72 x 12 = 8 euro e 64 centesimi in un anno ???? :lol::lol::lol::lol:

Ma mi facciano il piacere.....vadino (come diceva qualcuno) vadino a lavorare
 

Val

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quatto quatto, lento lento, si sta imponendo un regime......

Un foto dell’inquilino formato 860×600, quasi un poster.
Bianco e blu d’ordinanza a dominare l’home page e la struttura a nido d’ape per i contenuti che è tipica dei blog e pensata per la visualizzazione su smartphone.
Dopo 16 anni il sito della Presidenza del Consiglio cambia d’abito e ne esce vestito su misura di Matteo Renzi: volutamente giovane, molto “smart” e mai così auto-referenziato e “selfie”.

Da oggi è online la nuova versione, al vecchio indirizzo www.governo.it.
L’occasione per lanciarla è stata la partecipazione del premier all’’Italian Digital Day a Torino.
Dal 1999, quando è nato il sito, ci sono state diverse versioni grafiche del portale istituzionale del governo.
Nessuna così radicale.
 

Val

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Lo scorso 19 novembre la WADA ha pubblicato la parte secretata del rapporto e – lo avreste mai detto? – scopriamo che altri cinque Paesi sono risultati non conformi: Andorra, Israele, Argentina, Bolivia e Ucraina. E altri sei sono sotto osservazione.
Mica Paesi qualunque. Trattasi di Francia, Spagna, Belgio, Grecia, Brasile e Messico.

Scopriamo voi, cari lettori, il sottoscritto e pochi altri.

Non il grande pubblico, perché nessuno dei grandi media il 19 novembre ha pubblicato la notizia, che è scivolata via.

La WADA in fondo ha compiuto il proprio dovere, le opinioni pubbliche di questi 11 Paesi non hanno saputo che anche le loro federazioni molto probabilmente dopavano gli atleti o comunque truccavano le carte.
Ma nella memoria collettiva la Russia resta l’unico, grande cattivo.

Il timing di questa operazione di spin è risultato ancora una volta perfetto.
 

Val

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"Ci sono davvero prove credibili che il grave periodo di siccità, durato circa 5-6 anni, è una delle principali cause dell’orrore in Siria", sottolinea l’erede al trono britannico secondocui la mancanza d’acqua ha costretto molte persone ad abbandonare le proprie terre e a emigrare verso le città già sovraffollate di rifugiati dall’Iraq creando una situazione molto difficile.

Nell’intervista, rilasciata prima degli attentati di Parigi, il principe Carlo correla cambiamento climatico, conflitti e terrorismo islamico.

"Solo negli ultimi anni - aggiunge il primogenito della regina Elisabetta - il Pentagono ha effettivamente iniziato a prendere in considerazione l’enorme impatto che i problemi climatici e ambientali hanno su quello che sta succedendo".

Il principe del Galles, che terrà un discorso in apertura alla Cop21, teme che il mondo si dirigerà verso "catastrofi e caos" se non si affrontano le questioni ambientali, come ad esempio l’aumento delle temperature globali, con molto più urgenza.

Da qui la richiesta a trovare i fondi economici necessari ad affrontare il problema.

"Se non li troviamo ora - incalza - più tardi sarà peggio, la vita sul pianeta diventerà molto, molto complicata".
 

rotolo

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Per una volta non ci siamo :mmmm::yeah:
Lo scorso 19 novembre la WADA ha pubblicato la parte secretata del rapporto e – lo avreste mai detto? – scopriamo che altri cinque Paesi sono risultati non conformi: Andorra, Israele, Argentina, Bolivia e Ucraina. E altri sei sono sotto osservazione.
Mica Paesi qualunque. Trattasi di Francia, Spagna, Belgio, Grecia, Brasile e Messico.

Scopriamo voi, cari lettori, il sottoscritto e pochi altri.

Non il grande pubblico, perché nessuno dei grandi media il 19 novembre ha pubblicato la notizia, che è scivolata via.

La WADA in fondo ha compiuto il proprio dovere, le opinioni pubbliche di questi 11 Paesi non hanno saputo che anche le loro federazioni molto probabilmente dopavano gli atleti o comunque truccavano le carte.
Ma nella memoria collettiva la Russia resta l’unico, grande cattivo.

Il timing di questa operazione di spin è risultato ancora una volta perfetto.
 

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Son 5 minuti che sto ridendo .......ma chi è il responsabile del ministero ?

Ma quelli che dovrebbero farlo per primi e per mestiere, cioè i poliziotti, si imbattono in un ostacolo quasi surreale: il messaggio «attenzione accesso negato».

E a impedire l'accesso sono i computer del ministero degli Interni.

Che nell'epoca del cyberterrore impediscono agli investigatori di utilizzare il più fondamentale e banale degli strumenti di conoscenza di quel che accade.
A denunciare il blocco dei computer è ieri un comunicato del Silp di Trieste, il sindacato dei poliziotti legato alla Cgil.
È una denuncia che arriva all'indomani delle polemiche sui buchi nella sicurezza nazionale, alle quali ieri il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, risponde con durezza, sostenendo che «ci sono i professionisti dell'ansia, cioè quelli che non dicono solo state attenti, che è giusto, ma vogliono mettere ansia come se il nostro Paese non fosse in grado di affrontare un grande evento o garantire la sicurezza».

Ma nelle stesse ore in cui Alfano cerca di tranquillizzare l'opinione pubblica, dalla questura del capoluogo giuliano parte il comunicato sindacale che dice esattamente il contrario:

«Ancora oggi se dagli uffici di polizia si cerca di individuare un sospetto, o l'autore di un crimine (non necessariamente grave) eventualmente presente sui social network cercando di accedere al suo profilo, oppure si cerca di acquisire un filmato dal quale rilevare elementi utili alle indagini, oppure si cerca di salvare una vita, eccolo lì, comparire l'intimidatorio messaggio: Attenzione, accesso negato».

Come se la polizia fosse un ufficio qualunque, insomma, i vertici aziendali - ovvero il Viminale - avrebbero piazzato una serie di blocchi informatici per ostacolare l'accesso a internet dei dipendenti, probabilmente per impedire che perdano troppo tempo a farsi i fatti propri sul web invece di lavorare.
Peccato che si tratti di dipendenti particolari, e che per loro navigare sui social sia uno strumento di lavoro spesso più efficace che un pedinamento o di qualche ora di appostamento.
Possibile che davvero al ministero non se ne rendano conto?
 

Val

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Le orgini del signore.....partito comunista e che altro. Dove tutto, ma proprio tutto (persone comprese) veniva messo a tacere.

Stato-mafia, gli 007 di via Arenula in campo per tutelare la privacy di Re Giorgio: "Verificare l'effettiva documentazione e la corretta custodia delle intercettazioni".

L'inchiesta di via Arenula apre anche qualche interrogativo, non ultimo quello dell'anomalia che si intervenga adesso per una vicenda ormai chiusa - quella di Napolitano - e non si sia invece mai intervenuti per altri intercettati eccellenti la cui privacy è stata violata dalle fughe di notizie, come l'ex premier Berlusconi.La storia delle telefonate Mancino-Napolitano che la Consulta ha deciso di distruggere è nota. La notizia delle quattro telefonate intercettate nel periodo tra il 7 novembre 2012 e il 9 maggio 2012 - due, di Mancino a Napolitano, il 24 e il 31 dicembre del 2011 - venne fuori all'inizio dell'estate del 2012. Risale a giugno il primo articolo, pubblicato dal Fatto Quotidiano, cui seguirono a catena, su altre testate - da Repubblica a Panorama - altri boatos e conferme. Lo scontro col Quirinale fu durissimo. Il Colle chiese alla procura - all'epoca era ancora procuratore aggiunto e deus ex machina dell'inchiesta Antonio Ingroia - di distruggerle (non erano agli atti perché irrilevanti a detta degli stessi pm), i pm si impuntarono e dissero di no, partì il conflitto di attribuzione. Risolto il 4 dicembre del 2012 dalla Consulta, che stabilì che dovevano essere distrutte.

E invece a sorpresa l'inchiesta di via Arenula lo riapre. Guarda caso a pochi giorni da un altro strano revival sul tema. Di quelle intercettazioni ha infatti parlato proprio uno dei pochi che le conosce davvero: l'ex pm Antonio Ingroia. In un'intervista, a una domanda sul contenuto di quelle intercettazioni, Ingroia ha risposto sibillino: «Non è ancora arrivato il momento, anche se, probabilmente, un giorno lo racconterò... Magari attraverso un romanzo, un mezzo che mi permetterebbe di usare certi filtri per raccontare una realtà che va ben al di là della più fervida immaginazione».
 

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