La liberale e azzurra Vicenza (1 Viewer)

Josè Arcadio Buèndia

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Vicenza, decalogo sull'elemosina


L'ordinanza del sindaco: chi mendica non deve mostrare in pubblico "deformità ributtanti" e deve lasciare un metro di marciapiedi "per il transito dei pedoni". Chi trasgredisce dovrà pagare da 25 a 500 euro di multa


VICENZA – Vietato mostrare in pubblico “deformità ributtanti”. E, soprattutto, lasciare almeno un metro di marciapiede per il “transito dei pedoni”. Sono le nuove regole a cui dovrà sottostare chi chiede l’elemosina a Vicenza. Le ha disposte il sindaco Enrico Hullweck (Fi) in un'ordinanza che disciplina la mendicità sul territorio comunale. Chi disobbedisce sarà sanzionato con multe che vanno da 25 a 500 euro. Le regole prevedono anche che debba esserci almeno una distanza di 200 metri tra mendicante e mendicante e che chi chiede l' elemosina lo faccia ad almeno cento metri da manifestazioni economiche, sportive, politiche o da mercati e fiere. In particolare, il divieto di accattonaggio vige in Corso Palladio, in Piazza dei Signori e nelle altre aree pedonali del centro storico.

L’ordinanza è motivata "dall'opportunità di non consentire in talune particolari vie o piazze la mendicità per motivi di decoro". Secondo l’amministrazione comunale le nuove regole sono volte a tutelare i cittadini oggetto di “gravi episodi di molestie”. "I fenomeni lamentati - è scritto nella disposizione - provocano e riflettono una negativa immagine dell'aspetto culturale, estetico e turistico della città, patrimonio dell'Unesco". Il vescovo Pietro Nonis invita alla moderazione, ricordando che "i questuanti non si possono spianare con misure di legge o di disciplina forzata" e che "in particolare fra loro esistono persone innocue, miti, non pericolose”.

Sul piano politico intanto scoppia la polemica. Replica il capogruppo Ds in consiglio comunale, Luigi Paletto: "E' un'ordinanza ridicola e vergognosa: la mendicità viene derubricata da problema sociale della società opulenta a questione estetica". "Mentre il legislatore depenalizza - prosegue Poletto, ricordando che oggi l'accattonaggio non è più reato – a Vicenza si proibisce per decreto l'esercizio della pietà ". Secca la replica del sindaco: "Di fronte alle continue lamentele dei residenti si cerca almeno di disturbare gli accattoni di professione". Il direttore della Caritas diocesana vicentina, don Giovanni Sandonà, spiega che "elemosina ed accattonaggio non sono un modo serio di fare promozione umana, non mirano a rimuovere la situazione che crea precarietà, anzi sappiamo che dietro a un determinato accattonaggio può esserci davvero una forma di sfruttamento delinquenziale, particolarmente odioso quando vengono usati minori". Tuttavia, afferma la Caritas, "non è liberando la vetrina del centro storico che si risolve il problema”.

(4 SETTEMBRE 2003 )

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,187257,00.html
 

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