la guerra dei conigli (1 Viewer)

great gatsby

Guest
Scoppia la guerra dei coniglietti (di cioccolato)
Il colosso svizzero Lindt & Spruengli vince il braccio di ferro con un'azienda austriaca per la tutela del «Gold bunny»


A sinistra il coniglietto della Lindt, a destra quello dell'austriaca Hauswirth (Reuters)
MILANO - Hanno prodotto coniglietti di cioccolato per oltre mezzo secolo, affiancandoli alle tradizionali produzioni di tavolette e barrette e alle diverse sagome cioccolatose distribuite a Natale, Halloween e altre ricorrenze, facendone un punto di forza della propria strategia commerciale. Ma a pochi giorni dalla Pasqua un giudice ha detto loro che non lo potranno più fare. O, meglio, non potranno più produrre coniglietti con quelle specifiche sembianze: accovacciati, ricoperti di carta dorata e decorati con un bel nastro al collo. Troppo simili ai «Gold bunny» svizzeri del colosso Lindt & Spruengli che si era rivolto al tribunale lamentando l'eccessiva somiglianza del concorrente austriaco, che porta la firma della Konditor Hauswirth, storica azienda dolciaria fondata nel 1949 nel centro di Vienna da Franz Hauswirth senior.
SOMIGLIANZA SOSPETTA - Il giudice ha riconosciuto le ragioni degli svizzeri e rilevato come vi sia effettivamente la possibilità che i consumatori possano essere indotti in confusione. Una decisione che non è piaciuta ai cioccolatieri austriaci, che incassano un colpo da 56mila euro in spese legali e che puntano il dito contro il potere e il peso specifico del marchio Lindt che, a loro dire, avrebbe avuto un ruolo sull'esito della vicenda. I responsabili dell'azienda hanno spiegato che non c'è stato alcun plagio e fatto notare che è una tradizione che i coniglietti pasquali, così come le uova e altri dolci tipici, siano ricoperti di carta dorata e che, una volta deciso di rappresentarli seduti, una vaga somiglianza sia possibile perché le sagome di animali alla fine non possono poi essere tanto diverse le une dalle altre. Per il giudice, tuttavia, la somiglianza non era poi così vaga e dunque agli eredi Hauswirth toccherà ora correre ai ripari trovando una soluzione che eviti di cancellare per sempre la produzione dell'animaletto dalle lunghe orecchie. Con tutta probabilità verrà studiato un packaging un po' diverso, con il marchio dell'azienda bene in evidenza sul fianco (come è già nel caso del «Gold bunny» della Lindt), mentre ora si trova nella parte bassa corrispondente alla pianta delle zampe e praticamente non si vede.

«LO FACCIAMO DA 60 ANNI» - Lindt, dal canto suo, ha sempre sostenuto che il coniglietto austriaco avesse tratto più che una semplice ispirazione dal proprio prodotto di punta il quale, ricorda il sito del colosso svizzero, «da 60 anni continua a tenerci compagnia il giorno di Pasqua e durante la primavera, portando allegria, tenerezza e tanta golosità». Del «Gold bunny», a scanso di equivoci, viene ribadita anche l'assoluta singolarità: «Incarto dorato, collarino rosso e un vero campanellino lo rendono unico e prezioso».


Il coniglietto «oscurato» sul sito della Hauswirth
SAGOMA OSCURATA- Resta ora da vedere come la Hauswirth riuscirà a correggere il tiro e ad evitare contraccolpi troppo pesanti, considerando che tra le conseguenze della decisione del giudice potrebbe esserci anche una richiesta di indennizzo da parte dei concorrenti. Nelle dichiarazioni ai media i titolari ostentano tranquillità. Intanto però l'azienda non ha rinuncia a mostrare platealmente la propria amarezza per quanto stabilito dalla corte. L'home page del sito web si apre con l'immagine di due sagome di cioccolato natalizie affiancate dalla quella annerita del coniglietto su cui compare la scritta: «Vietato dalla Lindt».
Alessandro Sala
twitter: @alsfiles
26 marzo 2012 | 21:13
 

Allegati

Users Who Are Viewing This Discussione (Users: 0, Guests: 1)

Alto