Macroeconomia la difficolta' di impostare posizioni rialziste o ribassiste (1 Viewer)

ferrero_maurizio

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29 Novembre 2010
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in quanto con la crisi dei debiti sovrani e la paventata disgregazione dell'euro eventuali investimenti sui mercati dell'area euro si troverebbero a pagare l'inevitabile svalutazione per l'uscita dall'euro ed il ritorno alle vecchie monete nazionali.
la soluzione che nessuno propone e' il blocco di vendite allo scoperto sui titoli di stato dei paesi euro e l'apertura di cds su tali paesi tali da rendere conveniente il fallimento degli stessi per rimpinguare le casse delle solite banche americane in primis.
dal punto di vista strettamente matematico non si capisce come uno stato come gli u.s.a. con debito al 159% del pil, o il giappone che sta al 211% del pil , con peggioramneto esponenziale nei prossimi anni, possano vivere di rendita quando le loro banche ed agenzie di rating attaccano l'area euro, per distogliere l'attenzione sui loro debiti ben piu' alti dei nostri, cio' non vuol dire che bisogna allentare l'attenzione su politiche di bilancio rigoriste, ma queste lasciano il tempo che trovano se non accompagnate da una vera riforma delle tassazioni unico vero sbocco di crescita di un paese e' aumentare il reddito di pensionati e lavoratori i quali farebbero crescere il pil del paese, al contrario dell'aumento delle entrate di industriali e professionisti che vanno solo ad aumentare i loro depositi bancari o investimenti esteri per diversificare il rischio d'impresa , 2°l'uscita di una legge che imponga una vera patrimoniale ai detentori di valori superiori ai 500 mila euro, una sanatoria per gli evasori fiscali che volontariamente denuncino mancati pagamenti di tasse per i 5 anni pregressi, senza in quel caso pagare more, in caso contrario dovrebbero essere spremuti come limoni ,e non mostrare i muscoli solo con i piccoli cristi vedi (equitalia).
La critica e che prima di fare una legge in tal senso (e come farla passare senza l'avallo del pdl?) si lamenta che i possessori di patrimoni porterebbero all'estero loro averi, cioe' a dire che prima ancora di fare una legge di equita' fiscale mettono le mani avanti per dire che la cosa sarebbe difficilmente realizzabile e come non portare ad esempio le liberalizzazioni promesse con tassisti avvocati notai etc.. mai entrate in vigore al minimo accenno di scioperi di categoria, per cui l'unica cosa realizzata e' stata la riforma del lavoro e delle pensioni a danni dei soliti fessi che mai scendono in piazza poiche' i sindacati parlano ma non fanno niente a difesa del potere d'acquisto dei salariati.
Ora dopo analisi di quanto si potrebbe fare ma non si vuol fare(vedi spese per posizioni in derivati aperte dai comuni che han prodotto perdite folli a danno della comunita', ma nessuno veine inquisito e condannato per tali follie finanziarie)(folli spese delle regioni o della sanita' con riduzione delle prestazioni a favore del cittadino e continuo aumento di ticket sanitari e quant'altro)nessuno si sogna di dire togliamo i vitalizi ai politici da subito anche quelli gia' maturati e riduciamogli lo stipendio del 50% in quanto il baratro finanziario dell'italia era prevedibile gia' nel 1996 con il governo prodi ed il debito italiano gia allora di 1.650.000 miliardi di lire italiane senza mai una politica di contenimento almeno della spesa per interessi se non proprio di attacco per la sua riduzione, quindi colpevoli a destra come a sinistra ma cio' non migliora la nostra situazione di persone con le pezze al culo mai responsabili di tali buchi di bilancio ma chiamati a risanarne le perdite e la spesa per interessi.
Concludo dicendo che analizzando ben bene la situazione internazionale, nemmeno la germania e' quel baluardo sicuro per i risparmi di chi vuol garantirsi dall'uscita dell'euro, in quanto i circa 82% di debito sul loro pil se ci si rendesse conto e nessuno comprasse i loro bund nemmeno loro potrebbero ripagare un debito che e' in cifra assoluta similare a quello italiano, motivo per cui dalla disgregazione dell'euro non si salva nemmeno la germania che avrebbe un calo del loro pil attorno al 15-20%.
Il consiglio al governo monti e' di stringere accordi con le autorita' elvetiche che dicono garantiscano introito di circa 37 miliardi di euro, e se usciamo dall'euro e i prezzi dei nostri titoli diventano ribassati del 40-50% per le valute non euro, il governo dovrebbe comprare senza strappi di prezzo il 29.95% delle azioni ordinarie delle banche come unicredit, bpm,mps,popolare,intesa, il 29.95% di azioni di fondiaria ed unipol nonche di generali, il 15% di azioni enel ed il 10% di azioni eniu, prima che il nostro sistema paese sia acquisito ai minimi prezzi di saldo dai fondi sovrani arabi cinesi etc..
 
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