La crisi arriva in Francia, la prossima vittima sarà la Germania? (1 Viewer)

tontolina

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A Berlino conti leggeri grazie al veicolo KfW

di Alessandro MerliCronologia articolo24 luglio 2012
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Quando è nata, nell'immediato Dopoguerra, si chiamava Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, la Banca della ricostruzione, e amministrava i fondi del piano Marshall. Oggi, è stata ribattezzata KfW Bankengruppe ed è uno dei primi tre gruppi bancari della Germania.

Una costante: nonostante sia posseduta all'80% della Repubblica federale e al 20% dagli Stati e svolga molti compiti normalmente appannaggio del settore pubblico, resta al di fuori del perimetro del bilancio federale. Attraverso la KfW, il Governo tedesco canalizza tutta una serie di operazioni che altrove figurerebbero nei conti dello Stato per cifre ingenti:

l'attivo dell'istituto con sede a Francoforte ha sfiorato lo scorso anno i 500 miliardi di euro, più del doppio che all'inizio del decennio passato, anche per effetto del trasferimento sotto il suo ombrello di molte attività in precedenza di competenza dell'amministrazione pubblica, o di nuove attività, come quelle riguardanti la protezione ambientale.

Nel 2011 la KfW ha avanzato prestiti per 70 miliardi di euro, con utile operativo di circa 2 miliardi: a titolo di confronto, si tratta di quasi il doppio di quelli approvati dalla Banca mondiale.

Quasi un terzo è andato appunto al settore ambientale.

Nel 2010 aveva toccato gli 81,4 miliardi di euro, avendo fatto da veicolo al piano di stimolo all'economia per favorirne il recupero dopo la brusca contrazione dell'anno prima, che aveva sfiorato il 5%.

Le politiche keynesiane, insomma, non dispiacciono neanche in Germania, a patto che si tengano fuori, almeno formalmente, dai conti pubblici.
Il raggio di operazioni è ampio, per un'istituzione che a ogni decennio di vita sembra aver aggiunto un nuovo mandato alla propria missione: dalla ricostruzione del 1949, si è passati al finanziamento delle piccole e medie imprese che resta tuttora uno dei principali filoni di attività. "Promozione interna" viene definita nei documenti ufficiali.

Negli anni 60 è stata la volta dei finanziamenti all'export,
nel decennio successivo del finanziamento delle infrastrutture per conto delle municipalità e delle altre amministrazioni locali, oltre che degli interventi nei Paesi in via di sviluppo,

negli anni 90 di nuovo della ricostruzione, stavolta concentrata sull'ex Germania dell'est,

dal 2000 in poi del finanziamento dell'innovazione, con un tocco "verde" soprattutto negli ultimi anni.


Queste restano le principali aree di intervento della KfW: piccole e medie imprese, infrastrutture locali e sociali, finanziamenti all'export e project financing, finanziamenti allo sviluppo, energia e ambiente.
La KfW si approvvigiona quasi esclusivamente sui mercati internazionali dei capitali, dove l'anno scorso ha realizzato emissioni per 79 miliardi di euro.

La sua tripla A consente una raccolta a costi bassissimi.

Un ulteriore sussidio governativo le consente di fare prestiti a tassi irrisori e ottenere una forte leva per i suoi interventi.

La recente ricerca della sicurezza da parte degli investitori si è estesa dai titoli del debito pubblico tedesco a quelli delle agenzie.

Nelle scadenze sotto un anno, anche il rendimento della KfW è oggi in territorio negativo e se la "fuga verso la qualità" dovesse continuare questa situazione potrebbe estendersi a scadenze più lunghe.



Alla KfW ammettono di essere beneficiari di questo stato di cose, ma qualcuno sui mercati comincia a interrogarsi sulla mancata remunerazione e l'interesse potrebbe spostarsi altrove. Finora, non ce ne sono segnali. Nell'elenco dei suoi compiti, la KfW lascia quasi a margine uno dei mandati in cui la Cassa depositi e prestiti la emula: quello di controllante di alcune delle più importanti partecipazioni pubbliche, in particolare il 30% di Deutsche Post e il 17% di Deutsche Telekom. Queste quote sono parcheggiate in attesa di privatizzazione, anche se non sembra esserci alcuna fretta. Di recente sono state scelte le banche consulenti per la cessione della partecipazione nella società postale e di logistica, ma per ora non si registrano progressi.

La marcia trionfale della KfW, che aveva cominciato con 1,4 miliardi di dollari del piano Marshall, non è stata peraltro priva di intoppi. Solo negli ultimi anni, c'è stato il salvataggio della Ikb, una delle prime istituzioni finanziarie a collassare a causa dei mutui subprime. La KfW che già ne deteneva il 30% ne ha rilevato il controllo totale, per poi cederla alla finanziaria Lone Star. E nel 2008 un'indagine europea sui sussidi incrociati ha costretto a separare in una società a parte l'attività di finanziamento all'export.
 

lorenzo63

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Guarda che dalla rete sono spariti dati ben + preoccupanti dei veri conti di KfW che pare avesse in pancia buona parte delle spese ricostruzione ex ddr e pare fossero aomeno 700 ml euro .... ma da un bel pò nn c'è traccia ....

(a proposito della supposta libertà della rete ...)
 

f4f

翠鸟科
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taglialegna da CiubeBBa;at Tokyo as Zenigata;capt
è davvero preoccupante che siano spariti i dati su kfw
stante che è questione notissima, ne parlavo giusto ieri con gente 'del mestiere' ...


chissà per informarci cosa dovremo fare ... :eek: :eek:


KfW Bankengruppe | Homepage
http://www.kfw-ipex-bank.de/ipex/en...-07-06_KfW_IPEX-Bank_AR11_EN_barrierefrei.pdf


:rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes:


il link dell'articolo di Tontolina... finchè è disponibile ...

A Berlino conti leggeri grazie al veicolo KfW - Il Sole 24 ORE






ps CESSATO ALLARME !!!!

successivamente alla segnalazione, si è trovato tutto !!
il sito istituzionale che dice exattamente quanto investono - gli articoli di giornale - le opinioni - e anche qui in IO se ne parla da anni, e senza censure o cancellazioni
anche le opinioni su quello che si suppone



mi scuso se ho creduto a una falsa informazione, ma il tono era preoccupante ... sparizione dei dati, informazioni segrete, libertà della rete
... e bastava leggere un pò in giro :)
la prossima volta, prima di preoccuparmi per niente , mi informo :) :) e magari valuto prima l'attendibilità della informazione
 
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lorenzo63

Age quod Agis
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Ma pensa ... mai saputo che c'era un sito istituzionale ... grazie eh, di fare da estensore del bilancio ufficiale :up: ... quale mestiere poi ?! ce ne sono diversi ... :D e mica tutti capiscono di economia, talvolta men che meno i mestieranti che si trovano ai vari piani delle banche... Ma giustamente c' è mestiere e mestiere eh!
 

lorenzo63

Age quod Agis
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Comunque:

1990: germania 1714 mld $pil - debto (a memo) +/- 60% - 2011 >3300 mld $; debito >80% ...
Nel mentre la riunificazione (costi) stime danno >1600 mld $ nel frattempo casini con le banche, hanno continuato a pagare pensioni stato sociale etc. etc. dato i soldi ad ue, comprato aerei carri armati ammodernato strade etcetc.. pare che versino ancora 100 mld anno ai land dell est (pare ...)cstruito centrali nuke (però quello fu un vero g rande investimento) pagato nel mentre -oggetto di grandi discussioni- 100/150 mld di euro incentivi fotovoltaico ..... insomma dei maghi.

Così, appena appena, i conti nn tornano ... o se tornano (se è ora di cena o pranzo..) di certo saranno affamati... i conti ovviamente.

chissà che ne pensano quelli del mestiere ...

Ovviamente ti lascio ultimo post ....
 
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big_boom

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ora nell'inferno delle tasse italico
nella scuola di mio figlio ho visto solo 3 cayenne nuovi qualche bmw e mercedes

ormai anche qui i ricchi comprano "pesante", l'utilitaria usa e getta o il monovolume con autista ;)
che altro vendono i tedeschi chimica, medicinali ma il resto ormai si puo' fare tutto in cina

e pensare che in italia noi abbiamo dei settori che potrebbero sbancare in asia: alimentari e tessile

abbiamo i migliori prodotti alimentari del mondo: pomodori. formaggi, vino, prosciutti, ecc..

abbiamo i prodotti tessili piu' richiesti per qualita' del mondo!!

ma cacchio non c'e' distribuzione o quella che c'e' e' gestita troppo a scatola chiusa bisogna esportare la cultura italiana. In citta' come in cina di 20/30 milioni di abitanti fare delle fiere con degustazione dei prodotti italiani esportare il sapore italiano.

ma con questi tecnici robotizzati, questa europa di tecnocrati ma dove volete andare seguono una idea dell'europa fuori dai tempi
 

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