La Costituzione dal punto di vista etico e morale (1 Viewer)

genesta

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Se voi fate attenzione, potete rendervi conto che certi princìpi fondamentali, che fanno parte della morale e delle religioni più evolute, fanno parte anche della legislazione di tutte le civiltà.

Invero, certi princìpi, come <<non uccidere>>, <<non rubare>>, eccetera, hanno una ragion d'essere che si fonda tanto su motivi etico-religiosi quanto sull'indispensabile reciproco rispetto che deve essere alla base dei rapporti fra membri delle società che vogliono sopravvivere.

Infatti, come un organismo pluricellulare vive solo se le cellule che lo costituiscono vivono in stretta armonia e cooperazione - cioé non in antagonistica lotta -, allo stesso modo una nazione, una civiltà, si costituiscono tali ed evitano la disgregazione solo se fra i cittadini esiste almeno una civile convivenza basata sul reciproco rispetto.

Non è possibile affermare che la Costituzione abbia o possa avere un valore assoluto in termini morali, ma rappresenta una dottrina ancora oggi insuperata rispetto alla evoluzione sociale dell'umanità.
Dottrina alla quale non ci si può sottrarre senza richiamare all'attenzione di tutti un tentativo di disgregazione a beneficio esclusivamente proprio e personale.

Insomma, chi si votasse, chi si facesse promotore di una modifica alla costituzione, deve per forza dimostrare non il proprio potere, bensì una raggiunta consapevolezza morale ai fini collettivi, con una condotta ispirata da un sentire di unità.
Deve cioè dimostrare di essere una persona saggia piuttosto che una persona di potere.

Il significato della Costituzione non può e non deve essere a interpretazione personale. Essa deve servire a mettere d'accordo su quali sono le cose da considerare <<bene>> e quali le cose da considerare <<male>>.

Chiaro che, sul piano assoluto, bene e male non possono esistere perché, essendo termini di una contrapposizione, vicendevolmente annullerebbero il reciproco carattere assoluto.

Ma noi viviamo in una realtà relativa ed abbiamo bisogno di riferimenti precisi e qualcosa che ce li ricordi come, per esempio, la Costituzione.
Non bisogna incorrere nell'errore di credere che un valore relativo sia un <<non valore>>.

Le implicazioni sociali in essa descritte sono atte a contenere le sopraffazioni dei prepotenti.

Si deve forse concedere delle attenuanti a questi ultimi soltanto perché essi stanno al governo?

Con questa ultima riflessione vi lascio, certo che ogniuno di voi trovi un senso anche nel male, ma che non acconsentirà mai al suo trionfo.


Genesta
 

Verm & Solitair

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Non mi sembra che, ad esempio, negli artt. 83-91 Cost ci siano aspetti "morali" da tener presente. Nè la scelta tra Repubblica presidenziale e non, mi sembra, sia di tipo etico. Nè, giusto per citarne uno, lo Statuto di Pio IX è stato "eticamente" accettabile....
 

genesta

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L'argomento non si riferisce al significato etico dei singoli articoli della costituzione, bensì al significato etico-morale, comunque opinabile, della costituzione.

La tua osservazione, quindi, è fuori tema :)

Se poi vogliamo avventurarci a commentare gli articoli uno ad uno ... :rolleyes:
 

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