Commodities KC Arabica Coffee C (1 Viewer)

Fleursdumal

फूल की बुराई
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Scoglio del Trader nichilista ( sez. staccata cas
Giornata tranquilla oggi attorno all'importante quota dei 70cents, in attesa del rilascio previsioni sul prossimo raccolto brasiliano

-- Brazil's Crop Forecast Might Be Issued Late Next Week

By Susan Buchanan
New York, Dec. 4 (OsterDowJones) - The Mar arabica coffee contract was 125
points lower at 69.70 cents per pound midway through Wednesday's session,
paring an early 195-point loss. The market gapped down and fell to a four-day
low, but uncovered buying.
"There's been some arbitrage buying in New York against selling in the
BM&F (Sao Paulo futures) this morning," a desk trader here said. "U.S.
roasters are buying.
"But it's a pretty quiet day."
USDA is scheduled to release a tropical products report on coffee Friday
afternoon.
Brazilian officials issue their first forecast of the 2003-04 crop soon,
possibly late next week. The Agriculture Ministry's National Crop Supply Corp.
(Conab) is surveying fields in seven states and needs to do more in Minas
Gerais and Espirito Santo.
Last week, the U.S. Department of Agriculture put Brazil's 2002-03 harvest
at a huge 51.6 million bags.
Brazil's new crop may be only half the size of the last one, however,
because of recent dry weather and the bearing cycle of trees.
Another 29 CSCE Dec notices were posted Wednesday, bringing the total to
3,362.
Chart support for CSCE Mar lies at 69.00c and 68.60c to 68.50c, while
resistance is found at 70.70c to 70.80c, 71.50c, 72.00c, 72.70c, 73.80c to
74.00c, and 75.00c, traders said.

 

fibo76

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azz mercati seri due ore intense e non se ne parla + :-D

il succo d'arancia lo dicevo per scherzare ma ha un bel grafico pure quello... :-D
 

gengiskan

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terra di guelfi e ghibellini
ciao, con che tol vengono trattati in italia e dove le quotazioni e i grafici?
sulla confezione del cafe' non c'e' scritto tanto meno sotto la cassetta delle
arance!! :D
gengiskan
 

lothar

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terra dei ciclopi
auguri fleur

magari ti aspetta u nfuturo alla onassis......anche lui cominciò dal.-----caffè!


io sono già.......alla frutta! :-D
 

Fleursdumal

फूल की बुराई
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report uscito un pò di tempo fa su clubcommodity

La situazione del caffè rimane problematica. Sono ormai diversi anni che questo mercato si trova in una fase orso.
Le cause di questa situazione sono da ascrivere anche alla scellerata politica di sussidi messa in atto dalla Banca Mondiale: infatti essa ha promosso negli anni 90, con una politica di sussidi economici, la diffusione della coltivazione del caffè in paesi che storicamente non ne avevano mai prodotto molto. Ad esempio il Vietnam è arrivato l’anno scorso a diventare, con 15 milioni di borse, il secondo produttore mondiale dopo il Brasile.
Le conseguenze di questa situazione di iperproduzione non si sono fatte attendere ed il prezzo del caffè è precipitato a valori, che, in termini reali, nessuna persona vivente ha mai visto.
Ovviamente i produttori stanno producendo in perdita, e coloro che hanno i costi più alti (i paesi del centro-america, ad esempio) hanno già ridotto le esportazioni del 20-50%.
La legge della domanda e dell’offerta fa il suo corso quindi: ma non nella maniera classica (riduzione generalizzata della produzione). Alcuni paesi sembrano voler approfittare delle difficoltà altrui per accaparrarsi quote di mercato, cioè continuando a produrre sottocosto.
Il Brasile è il principale indiziato di questo comportamento dal momento che quest’anno produrrà una quantità di caffè che non riusciva a produrre da 40 anni (circa 45 milioni di borse). Certo, da un lato questo raccolto record è dovuto alle condizioni atmosferiche eccezionali ed al favorevole ciclo della pianta del caffè (che alterna anni ‘on’ ad anni ‘off’), ma dietro ad un tale raccolto vi è sicuramente la volontà del governo brasiliano di schiacciare i paesi concorrenti nella caccia alle quote di mercato nei paesi occidentali.

Le buone notizie vengono dal fatto che peggio di così le cose non possono andare: ricordiamo che stiamo parlando di mercati future, di mercati cioè che guardano avanti. E avanti non vi può essere che un miglioramento della situazione, dal momento che il Vietnam ha già ridotto la produzione del 25%, (per problemi climatici e per i prezzi troppo bassi) i paesi del centro-america sono alla bancarotta ed il Brasile l’anno prossimo per forza di cose produrrà molto meno caffè di quest’anno (sia per l’andamento ciclico della pianta del caffè, sia per un deterioramento della produzione legato alla diminuzione delle cure dedicate alle piante, troppo care a questi prezzi per gli agricoltori).
A questo proposito è bene ricordare che proprio in questi giorni il Brasile sta sperimentando temperature molto alte per la stagione e piogge molto sotto la media stagionale: se questo trend dovesse continuare anche a Novembre la produzione del prossimo anno verrebbe seriamente danneggiata.

Il 14 Giugno l’USDA ha rilasciato le sue ultime previsioni sulla produzione mondiale nel 2002-03. La produzione dovrebbe essere di 122.1 milioni di borse, in aumento del 10% rispetto ad un anno fa e nuovo record assoluto. Gli export sono previsti a 92 milioni di borse, in aumento del 4%. Il consumo mondiale è previsto a 117,9 milioni di borse, il che dovrebbe portare le scorte finali a 24 milioni di borse, il 21% dell’uso annuale.
Ricordiamo che l’ultima volta che i prezzi sono stati così bassi (in termini relativi) le scorte finali ammontavano al 41% del consumo annuale, quindi molto più alte del valore attuale
 

Fleursdumal

फूल की बुराई
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sulla tenuta dei 70cents ieri oggi apertura in gapup e max a 72 con chiusura poco sotto i 71 ( una oscillazione di 1 cents vale 375$ essendo il tick minimo 0,05 cents=18,75$ )
Commento di metà giornata:
ODJ CSCE Coffee Midday: 2-Day High; Gaps Up On Open

-- Upper Half Of Minas Gerais, Brazil, Too Dry

By Susan Buchanan
New York, Dec. 5 (OsterDowJones) - The Mar arabica coffee contract was 110
points higher at 71.20 cents per pound midway through Thursday's session,
trimming an early surge of 190 points. The market gapped up on the open as
speculators and others bought.
"A roaster did some buying as it has for three weeks or so," a desk trader
here said. "Brazil had arbitrage selling in Mar and May."
"Jan puts and calls are being rolled forward before they expire next
week," he continued. "Some of the locals didn't come in because of the snow."
Talk was that the CSCE market might close early because of a
snowstorm, "but that seems unlikely now since it isn't really sticking," the
trader said.
The upper halves of Minas Gerais and Espirito Santo, Brazil, are too dry,
soil moisture maps show. Little rain fell across Brazil's center-south during
October. Parana and several other areas have since caught up on moisture,
however.
Brazil's new crop could be only half the size of the last harvest of over
51 million bags. Brazilian officials issue their first forecast of the 2003-04
crop soon, possibly late next week.
Another 26 CSCE Dec notices were posted Thursday, bringing the total to
3,388.
Chart support for CSCE Mar lies at 70.40c, 70.00c, 69.00c and 68.60c to
68.50c, while resistance is found at 72.00c, 72.70c, 73.80c to 74.00c, and
75.00c, traders said.


 

Fleursdumal

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tratto da materieprime.com

I PROTAGONISTI DEL MERCATO FUTURE: L’HEDGER E LO SPECULATORE
Quando si pensa ai futures siamo portati a pensare a qualcosa di estremamente pericoloso, complicato e destabilizzante: come se fossero il prodotto di una sofisticata ingegneria finanziaria, astrusa e lontana dal mondo dell’economia reale.
Nulla di piu’ sbagliato! I futures svolgono una importante funzione di stabilizzazione economica e sono nati per un motivo molto importante, diminuire il rischio d’impresa e, di conseguenza, favorire la stabilizzazione dei prezzi.
Le origini dei contratti futures, infatti, si possono far risalire a quei primi accordi di vendita a termine che alcuni commercianti erano soliti prendere con la controparte diversi secoli fa.
Il contadino, da un lato, che produceva il grano si trovava (e si trova) tutti gli anni a correre un grosso rischio che era quello di non riuscire a vendere il proprio grano ad un prezzo conveniente (cioe’ che gli coprisse le spese sostenute e gli permettesse di guadagnare). Questo rischio di solito si materializzava quando il raccolto era abbondante e vi era ampia disponibilta’ di grano, il che determinava una caduta dei prezzi.
Il mugnaio, d’altro canto, correva (e corre tutt’oggi) il rischio diametralmente opposto e cioe’ che sul mercato vi sia scarsita’ di offerta. In questo caso si trovava a pagare un prezzo elevato per acquistare il grano vedendo svanire le possibilita’ di guadagno.
E’ chiaro che queste condizioni il rischio di fallire e’ molto alto ed il gioco non vale la candela. Perche’ intraprendere una attivita’ (contadino, mugnaio) col rischio, ogni anno, di incorrere in grosse perdite?
Ecco quindi che i due soggetti in questione capiscono che possono, tra di loro, risolvere il problema. Come? Mettendosi d’accordo al momento della semina, sul prezzo al quale il grano verra’ venduto dal contadino al mugnaio al momento del raccolto parecchi mesi dopo. Si parlano e concordano, ad es., il prezzo di 120. Perche’? Se al contadino produrre il grano costa, ad es., 100, egli e’ ben felice di venderlo a 120. Infatti e’ vero che potrebbe, se il raccolto e’ scarso, venderlo a 150: pero’ e’ altrettanto vero che, se il raccolto fosse abbondante, potrebbe essere costretto a venderlo a 70, rimettendoci. Siccome il contadino non fa il contadino per "speculare" sul prezzo ma per ottenere un sicuro guadagno questo accordo gli va bene.
Anche al mugnaio l’accordo conviene. Infatti se paga il grano 120 potra’ facilmente vendere la farina a 140 e il suo guadagno sara’ assicurato. E’ vero che se il raccolto fosse abbondante potrebbe pagarlo meno ma e’ anche vero che se il raccolto fosse scarso si troverebbe a pagarlo di piu’ riducendo i suoi margini di guadagno. Anche lui non e’ in affari per "speculare" ma per garantirsi un guadagno sicuro.

In questo modo sono nati i contratti futures. Per limitare i rischi degli operatori economici. E’ chiaro poi che diminuendo i rischi nel settore della produzione e del consumo di MP (il mugnaio e’ un consumatore di grano) se ne gioveranno i prezzi al dettaglio che saranno piu’ stabili e piu’ bassi dal momento che il rischio d’impresa non viene scaricato sul consumatore finale (che siamo noi).

Col tempo poi i contratti, che inizialmente venivano presi con una stretta di mano, sono stati standardizzati ed affinati per arrivare ad essere come li conosciamo oggi.
Chi (come i personaggi del nostro esempio) usa i futures per proteggere il reddito della propria attivita’ viene definito hedger (dal termine hedge = protezione).

Come ci inseriamo in questo contesto noi speculatori?
Anche qui bisogna sfatare un altro mito. Che cioè lo speculatore sia una figura riprovevole, incapace di lavorare come fanno tutti, dedito alla scommessa finanziaria.
Lo speculatore serve invece a dare spessore al mercato future che altrimenti soffrirebbe per mancanza di un numero adeguato di compratori/venditori. Infatti senza speculatori gli hedgers sarebbero in difficolta’ non avendo la garanzia, nel momento in cui hanno bisogno, di trovare una controparte disposta a prendere una posizione sul mercato future opposta alla loro (ricordate che questo e’ un gioco a somma zero: quando uno compra ci deve essere uno che vende e viceversa). Lo speculatore si accolla un rischio (nella speranza di indovinare la direzione del mercato e guadagnare) permettendo all’hedger di ridurre il suo rischio d’impresa. Quindi la figura dello speculatore e’ benemerita. Consoliamoci, in attesa che il mondo intero ce lo riconosca.

Vediamo ora due esempi concreti di hedge eseguiti da due figure diverse: un produttore (esempio 1) ed un consumatore (esempio 2) di MP.

ESEMPIO 1
Ipotizziamo un principe arabo produttore di petrolio. All’inizio del mese di marzo sa che durante il mese produrra’ 500 barili al giorno per 24 giorni, per un totale di 12000 barili. Egli vendera’ questo petrolio il mese successivo, Aprile. La quotazione sul mercato cash e’ al momento $19 al barile mentre sul mercato future il prezzo del petrolio con scadenza maggio e’ di $19,20. Se fossimo gia’ ad aprile (il contratto di maggio scade in aprile) ricaverebbe dal suo petrolio $230.400 (12000 barili x $19.20). Questo prezzo gli sta bene per cui decide di utilizzare il mercato future per garantirselo comunque vadano le cose.
Dal momento che produce 12000 barili, vende 12 contratti (ogni contratto e’ per 1000 barili) con scadenza maggio per $230.400. Vediamo quello che può accadere.

Ipotesi A. Giunti verso la meta’ di aprile il prezzo del petrolio sul mercato cash e’ sceso di $1 e quindi e’ di $18 al barile. Dato che il mercato future tende ad allinearsi al mercato cash, diciamo che il prezzo anche sul mercato future e’ sceso di $1,2 ed e’ anch’esso di $18 al barile.
A questo punto il nostro principe vende sul mercato cash il suo petrolio ricavando $216.000 (12000 x $18). Nello stesso momento ricompra i 12 contratti che aveva venduto a $230.400: siccome ora il prezzo e’ $18 li ricompra per $216.000 con un guadagno di $14.400 (230.400 – 216.000). Questa somma va aggiunta a quella ricavata sul mercato cash (216.000 + 14.400) per cui si ottiene un ricavo totale di $230.400.
In sostanza e’ come se avesse venduto il petrolio a $19.20 al barile.

Ipotesi B. Giunti verso la meta’ di aprile il prezzo del petrolio sul mercato cash sale di $1 e quindi e’ di $20 al barile. Dato che il mercato future tende ad allinearsi al mercato cash, diciamo che il prezzo anche sul mercato future e’ salito anch’esso a $20 al barile.
A questo punto il nostro principe vende sul mercato cash il suo petrolio ricavando $240.000 (12000 x $20). Nello stesso momento ricompra i 12 contratti che aveva venduto per $230.400: siccome ora il prezzo e’ $20 li ricompra per $240.000 con una perdita di $9.600 (240.000 – 230.400). Questa somma va sottratta da quella ricavata sul mercato cash (240.000 – 9.600) per cui si ottiene un ricavo totale di $230.400.
Anche in questo caso e’ come se avesse venduto il petrolio a $19.20 al barile.

Ecco quindi che utilizzando il mercato future il produttore si garantisce un prezzo per la sua merce qualsiasi cosa succeda da quel momento alla vendita effettiva della merce.

ESEMPIO 2
Un produttore di corn flakes deve acquistare il mais per la sua azienda. Dato che che si e’ gia’ impegnato a vendere ai grossisti ogni scatola di corn flakes ad un certo prezzo, qualora il prezzo del mais dovesse aumentare, egli rischierebbe di andare in fallimento dal momento che il ricavato della vendita dei corn flakes non coprirebbe le sue spese.
Niente paura, basta rivolgersi al mercato future. In questo caso bisogna (al contrario dell’esempio precedente) che il nostro hedger vada lungo nel mercato futures. Ipotizziamo che abbia bisogno per la sua azienda di 50.000 bushels di mais. Dovra’ quindi acquistare 10 contratti future (ogni contratto sul mais e’ per 5.000 bushels). Siccome siamo a giugno ed il mais gli servira’ tra sei mesi compra 10 contratti con scadenza dicembre. Il mais (contratto di dicembre) gli costa $ 2.5/bushel.
A questo punto cosa succede?
Senza entrare nei dettagli come nell’esempio precedente si puo’ vedere che, qualsiasi cosa accada, l’hedger e’ sicuro di pagare il mais $ 2.5/bushels.
Infatti se a dicembre il prezzo (sia cash che future) sara’ salito a $3.0/bushels lui paghera’ il mais sul mercato cash $ 0.5/bushel in piu’ del previsto ma coprira’ questa somma con il guadagno sul mercato future (dove ha comprato a giugno a $ 2.5/bushel ed ha rivenduto a dicembre a $ 3.0/bushels).
Se il prezzo a dicembre sara’ sceso a $ 2.0/bushel l’hedger avra’ risparmiato $ 0.5/bushels sul mercato cash ma avra’ perso la stessa cifra sul mercato future (dove ha comprato a giugno a $ 2.5/bushel ed ha rivenduto a dicembre a $ 2.0/bushel).
In sostanza il produttore di corn flakes ha ottenuto il suo scopo: si e’ protetto da qualsiasi oscillazione di prezzo.

Per sintetizzare: il produttore di MP (ad esempio il produttore di petrolio) si tutela da variazioni indesiderate di prezzo prendendo posizioni corte sul mercato future, mentre il compratore di MP (ad esempio il produttore di corn flakes) si tutela prendendo posizioni lunghe sul mercato future.
 

Fleursdumal

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Thursday December 5th 2002, 3:55 PM
ODJ CSCE Coffee Review: Two-Day High; Uptrend Intact



-- Upper Minas, Espirito Santo, Brazil Too Dry
-- Brazil's Crop Forecast Could Be Out Late Next Week
-- USDA Issues Tropical Products Report This Friday
-- Snowstorm Kept Some CSCE Traders Home Thursday

By Susan Buchanan

New York, Dec. 5 (OsterDowJones) - Arabica coffee futures advanced on the Coffee, Sugar & Cocoa Exchange Thursday, reaching a two-day high as speculators and roasters bought.

Mar settled 100 points higher at 71.10c a pound and May ended up 100 points at 73.35c.

"It gapped up, rallied and then fell back and filled the gap," a floor broker said. "The market settled well and looks constructive, especially since we got rid of the downside gap."

CSCE Mar surged 190 points early Thursday as speculators and locals bought. Hedge selling, along with arbitrage selling from Brazil, capped the move. The market eased but stayed in positive ground, supported by roaster buying. Mar rebounded in final action.

Some of the locals stayed home because of a snowstorm.

Options traders rolled Jan puts and calls forward ahead of expiration a week from Friday.

Futures volume was 6,334 lots. In the options ring, 1,546 calls and 2,609 puts traded. Some 660 against actuals were posted, mostly in Mar and May.

"It's still too dry in parts of Minas Gerais and Espirito Santo, and the Brazilian crop will be a lot smaller," the floor broker said. "The market would really take off if Brazil has a freeze next June, like 1997 when it had a drought and freeze."

A current El Nino episode has altered weather around the globe, according to meteorologists.

Little rain fell across Brazil's center-south during October. Parana and several other areas have since caught up on moisture, but upper halves of Minas Gerais and Espirito Santo are too dry, soil moisture maps show.

Brazil's new crop could be only half the size of the last harvest of over 51 million bags. Brazilian officials issue their first forecast soon, possibly late next week.

The USDA releases a tropical products report focused on coffee Friday afternoon.

Another 26 CSCE Dec notices were posted Thursday, bringing the total to 3,388.

Chart support for CSCE Mar lies at 70.40c, 70.00c, 69.00c and 68.60c to 68.50c, while resistance is found at 72.00c, 72.70c, 73.80c to 74.00c, and 75.00c, traders said.

Jan options expire on Dec. 13.



Settlement prices in cents/pound, dollars/metric ton

CSCE Change Range Liffe Change
Mar 71.10 up 1.00 70.40-72.00 Jan 806 up 11
May 73.35 up 1.00 72.75-74.00 Mar 825 up 12

 

Fleursdumal

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un metodo per tradare le commodities è il "trading scalare":

Introduction to Scale Trading


Scale trading (also known as "interval trading") uses common price oscillations in a pre-defined range or "scale" to formulate trades. This approach to trading maps out when to buy and when to sell certain commodities trading in the lower end of their historical trading range, preferably at or below the cost of production or close to previous major turning points. Since financial assets such as currencies, bonds and stock indices do not have a "cost of production" and can be subject to devaluation (or crashes); it is highly advisable to avoid scale trading paper assets. In other words, with scale trading, we are interested in trading "tangible" commodities.

For example, it becomes more difficult for prices to drop as they approach zero. Ask yourself this, "is it easier for sugar prices to move from 12 cents to 6 cents, or 6 cents to zero?" Each move represents 6 cents, however, common sense says that we will never see sugar being given away for free! Before prices hit zero, sugar producers will be forced to close down, and as supplies shrink, prices will tend to rise in order to ration demand. The opposite is true when prices hit the upper end of historical price ranges. More producers enter the market to take advantage of fat profit margins until supplies sufficiently meet demand and prices recede again. As a result, commodity prices are always seeking price equilibrium within a relative range based upon the forces of supply and demand.

It is important to realize that scale trading does not utilize "stop" orders. Instead of exiting the market as prices drop, the scale trader systematically continues trading according to plan. As with any trading plan, there are hazards to scale trading: limit moves, contract rollovers, non-oscillating markets, or under-funded accounts can be roadblocks to a successful scale.

Capital requirements vary according to your individual scale trading plans and the particular market chosen to trade. However, it is possible to open a scale trading account with as little as $10,000.. Scale trading is one of many approaches to trading and may not be suitable for everyone.

Scale Trading - A Systematic Approach


1. Find a market that you wish to begin scale trading by comparing its current price to its historical price range over the last ten to twenty years. For those of you who are new to scale trading, we recommend consulting with an ALTAVEST broker for guidance. Select a buying scale that allows you to buy futures contracts at price intervals all the way down to your lowest anticipated price and still have plenty of money left in reserve. Use our Scale Trade Calculator or consult your broker to determine necessary capital requirements.

2. Select a selling scale to liquidate accumulated contracts (refer to the example below.)

3. Once you have decided upon a scale and are confident that you have the necessary funds to maintain your scale, simply call your ALTAVEST broker to implement your plan.

4. Now do nothing. Watch the price move up and down your scale. As prices fall, you would accumulate contracts when your buy orders are filled. As prices rally, you would sell off the contracts that you have accumulated. As each contract is sold, you would reinstate your buy orders according to your scale.


Hypothetical Example
The Mechanics of a Scale Trade


On day 1 you decide (after reviewing your historical charts and consulting with your broker) to start a 30-point scale trade for sugar starting at 880. This means that you will buy 1 contract every 30 points below 880, i.e. 850, 820, 790 etc. You also decide to place orders to sell a contract 30 points above each one you bought. On day 17 you buy your first contract at 880 and place a profit taking order at 910 and a second buy at 850. From this point if the market goes up, you take a profit. If the market goes down, you buy additional contracts according to your scale. In our example trades would occur in the following sequence:

Day Buy Sell Day Buy Sell
17 880 48 790
22 910' 50 760
36 880 51 790
37 850 52 820
43 820 58 850
46 790 59 880
47 760 60 910''

': No more contracts left in inventory, but you reinstate your buy order at 880 to continue the scale. '': No more contracts left in inventory.

If you match up each buy and sell according to last-in first-out (LIFO), you will note a profit on all 7 trades, totaling 210 points, minus transaction costs (if you are not familiar with LIFO, please call your broker for an explanation). After day 60, if you left the scale "open" for sugar, you would continue to buy and sell if sugar moves back down and then up your scale.




Click Here for an Expaned Image of Above Graphic


Risk Disclosure


No representation is being made that any particular strategy will produce profitable results. the risk of loss in commodity trading can be substantial. Before trading, one should carefully consider his or her financial position to determine if trading commodity futures is appropriate. Past performance is no guarantee of future results.




 

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