Journal to portfolio afterlife (13 lettori)

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Come bene esemplifica questo grafico, questa volta sarà diverso? Alcuni pensano di no, come me.

The median P/E ratio of the top 10 largest stocks in the US is now as high as it was at the peak of the Tech Bubble, 37 times earnings.
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The common refrain is that it is different this time, that P/E ratios are reasonable, that earnings are stronger, and that growth is more sustainable. P/Es had been the one area still not quite at 2000 top levels but that is not true anymore. It is true that earnings are strong, but they are anything but sustainable.
Il Nasdaq è sorretto solo da un terzo dei titoli che hanno un prezzo di mercato superiore alla propria media mobile 200gg.

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Bill Bengen è l'inventore della 4% rule. Secondo i suoi ultimi studi...

Recently, I developed a more sophisticated approach to the problem of the initial withdrawal rate (an enhancement of earlier research results by others, see the references section). It emerged from the recognition that historical withdrawal rates have a very high correlation (about 86 percent) with inflation and stock market valuations at the beginning of the plan.
 

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Individuare le azioni che nel lungo periodo saranno le top performer è statisticamente molto ma molto difficile.

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Solo i bond cinesi offrono un rendimento reale positivo.

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La digitalizzazione assume un peso sempre più importante.

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I possibili settori di business dove potrebbe impattare la tecnologia blockchain.

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Le faamg non manterranno la leadership per sempre.

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La forza cinese nelle esportazioni rimane elevata.

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Entro il 2042 gli americani trasferiranno ricchezza per 70 T$ in eredità e donazioni.

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Questo articolo affronta due argomenti: la diversificazione e l'orizzonte temporale, per un investimento buy and hold.

Sulla diversificazione commenterei dicendo: è vero che con molta probabilità il mercato più performante in un determinato periodo temporale straccia gli investimenti più diversificati che sullo stesso orizzonte temporale hanno reso meno, perché anche se se si hanno benefici dati dalla decorrelazione, purtroppo con i ribilanciamenti si pagano commissioni, spread e tasse. Però aggiungerei anche:
  • il fatto che un mercato sia più performante di un altro lo sai ex-post
  • se si crede che esista la mean reversion (le valutazioni contano!) non necessariamente il mercato che è stato più performante continuerà ad esserlo in futuro
  • le performance misurate col solo rendimento non tengono conto di altre metriche importanti come volatilità e drawdown
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E' evidente che il rendimento che conta per l'investitore è mwrr e che questo non ha nulla a che vedere con il rendimento di mercato, anche perché l'investitore paga commissioni spread e tasse, che tanto più incidono quanto più si eseguono operazioni sul portafoglio. E poi è il mercato (benchmark) con cui ci si confronta che fa la differenza, oltre che per le asset class che si considerano.

Molti credono che per l'azionaario ci si dovrebbe confrontare con l'indice mondiale pesato per capitalizzazione. Se lo prendiamo per buono, allora estendiamo il ragionamento alle altre asset class, allora tutte andrebbero pesate per la propria capitalizzazione, e per tutti gli asset su cui si può investire. Un po' quello che fa the capital spectator con l'indice Global Market Index (GMI), dove però mancano ad es. le cryptocurrencies.
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Questa è una intervista al Dr. Wade Pfau, uno dei massimi esperti sull'argomento retirement.


In linea generale quando si parla della percentuale di prelievo trovo che la teoria sia ottima per valutare gli aspetti probabilistici ma la vita reale è una cosa diversa.
Ad esempio il ridurre i consumi quando i mercati vanno male e posticipare le spese pazze a quando i mercati vanno bene è semplice buonsenso dell' uomo comune che sia un minimo avveduto dal punto di vista finanziario. Ci sono le spese comprimibili e spese inconprimibili, perché le spese incomprimibili non sono discrezionali e rappresentano uno zoccolo duro per le necessità di base, mentre altre spese sono discrezionali e gestibili senza impattare drasticamente sullo stile di vita: se devo cambiare auto posso programmare quando farlo a meno che non capitino guasti improvvisi e seri, oppure posso decidere il periodo e il luogo per una vacanza e la spesa che ne consegue, ecc.

I primi 5-10 anni di retirement sono quelli fondamentali per determinare la sostenibilità del piano e il livello di successo (es. la dimensione di una eventuale eredità che rimarrà a disposizione degli eredi), e questo è dovuto al seqence of return risk.

Tutta la parte del video dedicata alle rendite vitalizie non ha molto senso per la realtà italiana, dove le opzioni disponibili sono limitate (e a mio parere non proprio convenienti). Però dipende dalle situazioni personali, ad esempio se si teme che le persone a noi vicine possano approffittarsi di noi, convertire una parte del capitale in rendita vitalizia potrebbe essere saggio.

La considerazione sui buffer assets mi lascia un po’ perplesso: il cash fa parte comunque dell’asset allocation, le altre due non sono praticabili per il mercato italiano che io sappia, salvo pensare come ultima risorsa alla vendita della nuda proprietà, che comunque ti priva di una parte del partimonio.
 

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