ITALIA nella Repressione fiscale (1 Viewer)

tontolina

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STA ARRIVANDO


Durante il periodo estivo la mia attività di comunicazione mediatica dal vivo rallenta, complice anche l'interruzione temporale a cui è soggetto il mio tour itinerante in Italia, in compenso invece aumenta vistosamente l'attività di ricerca e studio grazie ad una maggior quantità di tempo disponibile associata ad una maggiore concentrazione professionale. Durante l'estate gran parte del mio tempo è dedicato ad interviste ed incontri professionali con colleghi e con imprenditori italiani ed esteri, con i quali nascono spesso non solo occasioni di confronto, ma anche momenti di approfondimento e proiezione sul futuro che verrà. Su questo fronte sto evidenziando ormai sempre più un allineamento e una simbiosi di pensiero uniforme tra categorie professionali ed imprenditoriali fra di loro variegate. Sta arrivando una depressione economica di portata storica. Questa potrebbe essere la frase con cui riassumere il quadro e la view di tutti, lasciando veramente poco spazio all'interpretazione o all'immaginazione. Spending review, fiscal compact, scudo antispread, austerity, default, downgrade, rating, total tax rate: saranno tutte terminologie riportate nei prossimi libri di storia, non solo economica.




Ricevo centinaia di email ogni settimana di imprenditori italiani che mi chiedono dove scappare con la loro famiglia o dove insediarsi con la loro azienda, preoccupati per il clima che loro stessi percepiscono giorno dopo giorno e stanchi del solito teatrino della politica italiana. Madri disperate in cerca di una risposta sensata e di conforto alla domanda “che cosa conviene che faccia studiare mio figlio”.

Un paese come l'Italia non si risolleverà mai più se non si tamponeranno quanto prima queste emorragie di capitali e di imprenditori in fuga.

Per citare Pansa, eravamo poveri e torneremo poveri. Ma molto più poveri di quello che immagina ogni italiano medio. Veramente il 2012 darà ragione ai Maya, quasi a dimostrare le tesi delle profezie auto avverantisi. La convergenza di più crisi sistemiche in uno stesso periodo storico fanno precludere al peggio:
con la crisi del debito,
prima delle famiglie e ora degli stati,
adesso arriviamo alla crisi dei consumi in quasi tutta Europa
e questo impatta profondamente sulle basi di solidità di paesi ormai troppo grandi per rallentare e pagarne il prezzo.




India e Brasile sentono già il fiato sul collo, per la Cina si parla ormai di hard landing (con implicazioni sociali devastanti), Canada e Australia risentono delle minori esportazioni di materie prime: il cerchio si chiude da solo.

Se si ferma l'Europa, dopo tocca agli Usa e dopo via con il domino.

Sta arrivando una grande depressione a livello mondiale, solo che stavolta gli organismi sovranazionali con tutta la loro potenza di fuoco poco potranno per risollevare le sorti dell'economia mondiale.

La storia si ripete
e a distanza di oltre ottant'anni vivremo i peggiori incubi per ognuno di noi. Bankitalia parla di fine della attuale recessione per il 2013.
Chi vuole credere a queste proiezioni, si accomodi.
Tutti i settori sono in profonda contrazione, dal turismo all'immobiliare, dal credito al consumo alla vendita di automobili: la lettura è semplice, non circola denaro, vi è timore per un peggioramento dello stile di vita, si limitano i consumi e le tasse assorbono troppe risorse per il volano economico complessivo.




Correndo il rischio di essere impopolare, mi sento in sintonia con chi invoca temporaneamente il congelamento della democrazia in questo momento di gravità economica (tanto il tutto sta già avvenendo informalmente): Italia, Spagna, Francia & Company, anche se sono protette sul piano finanziario (per adesso), stanno rischiando tantissimo sul piano sociale. Non sarà la concertazione dei partiti con il nuovo lifting facciale a mutare le sorti ed il futuro per questi paesi. Pensate che tra qualche mese in Italia si inizierà a parlare di Berlusconi 2.0 e Bersani 2.0 ! Come ho già ricordato solo un super ministro economico in Europa, libero di agire su ogni fronte, può realmente coordinare e sviluppare un piano di risanamento e rinascita per tutto il vecchio continente, istituendo le politiche e gli strumenti di difesa nei confronti dei suoi principali competitors odierni. Per l'Italia invece sto aspettando l'uomo dei tagli, il vero uomo dei tagli, colui il quale dichiarerà guerra a quella parte elitaria della popolazione (circa 3,5 milioni) che con i suoi privilegi e poteri sta condannando a una lenta morte per agonia fiscale la restante parte della popolazione.

Eugenio Benetazzo .:::. Economista indipendente in Italia e Malta
 

tontolina

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VIVIAMO DI RENDITA


Premetto che per questo articolo devo ringraziare L.C. che a Malta di fronte a un aperitivo dissetante mi ha fornito lo spunto per scrivere questo mio nuovo redazionale: siamo in piena estate e ancora in piena crisi del debito sovrano europeo. Le autorità sovranazionali con un tempismo machiavellico guardano al nostro paese e si accorgono che oltre alla mole del debito pubblico vi è anche un lento e progressivo sfacelo e disintegrazione del potenziale economico italiano.
Mentre la maggioranza degli italiani è in vacanza o è in procinto di partire, cercando di dimenticare la propria indignazione per quanto sta accadendo, passeggiando su qualche lungomare ingolfato di venditori extracomunitari, la classe politica italiana, o meglio quel poco che ne rimane, adesso inizia a proporre fantomatiche operazioni faraoniche o vessatorie nel tentativo di far rientrare il debito pubblico italiano di almeno qualche decina di punti percentuali in breve tempo.

Emerge la proposta di un grande piano di dismissioni immobiliari a carico del patrimonio statale e demaniale, creando quindi le premesse per stroncare definitivamente il già moribondo mercato immobiliare italiano.




Oltre a questo si paventano super patrimoniali, riduzione degli enti locali, accorpamenti amministrativi e privatizzazione di servizi pubblici (in netto contrasto con il plebiscito del referendum di aprile 2011): la medicina che si vuole far ingerire all'Italia ricorda molto quella adottata dalla Thatcher durante il suo secondo mandato, di profonda ispirazione fridmaniana.
In un momento così difficile il Parlamento italiano si ferma per la tanto attesa pausa estiva (in altre nazioni probabilmente farebbero gli straordinari anche il giorno di Ferragosto). I proclami di quello che resta della politica italiana si riassumono in tutti contro tutti e in un basta corale alla spending review e ad altre manovre di austerity.

Dalla BCE arrivano sempre con il solito tempismo sospetto moniti ed allarmi sulla tenuta del sistema imprenditoriale della piccola e media impresa, sugli aumenti senza controllo delle sofferenze bancarie e sul solito rischio di contagio finanziario proveniente dalla Spagna. L'immobilismo politico europeo ormai sta facendo storia, sembra proprio che si stia aspettando il divampare di un incendio prima di intervenire con le pompe ad acqua. Pensate che adesso saremo in balia dei germanesi sino alla metà di settembre aspettando che si esprima la corte costituzionale sul funzionamento dello European Stability Mechanism.

L'estate 2011 si appresta ad essere una delle caldi estati del nuovo decennio, ma anche il 2012 non scherza affatto, riproponendo le paure e i timori di una grande depressione per tutta l'Eurozona negli anni che ci attendono. Di questo infatti si parla poco, soprattutto in Italia, il focus mediatico è incentrato solo alla critica e al commento di questa o quella misura, continuando a ripetere come un mantra quando si uscirà dalla crisi (sempre se si uscirà).

In vero un paese come l'Italia che ha vissuto di rendita in questi ultimi vent'anni beneficiando del lavoro e del risparmio di intere generazioni precedenti che hanno potuto contare su un clima economico costantemente in crescita e con un apparato statale molto protettivo ha ben poco da sperare di poter uscire dal tunnel.
Le giovani generazioni sono la prova del nove di questa tesi: in Italia non abbiamo avuto fenomeni di protesta sociale al pari degli indignados proprio grazie alla sfera protettiva della welfamily (ovvero gli ammortizzatori economci che ha garantito la famiglia italiana ai suoi figli). Oggi per cambiare il paese in meglio ci vuole come ho avuto modo di ribadire in più occasioni solo un uomo forte al comando, un nuovo Lorenzo il Maginfico contro i poteri forti: nessun partito o coalizione riuscirà a rompere gli schemi protezionistici e conservatori delle centinaia di lobby che controllano il paese.

Chi ha il potere non lo vuole perdere, per nessuna ragione:
i recenti episodi di province che chiedono a piccoli comuni di trasferirsi sotto la loro sfera per avere i requisiti territoriali che consentano di mantenere lo status di provincia rappresentano l'ennesima volta il marcio del costume italiano. Il mio orto è mio e non lo tocca neanche mio zio. Recentemente ho proposto l'istituzioni di nuovi strumenti di politica fiscale e monetaria (come la Health Tax e l'istituzione degli OTIF) con l'intento di fornire soluzioni pratiche di immediate realizzazione; le risposte arrivate hanno questa cantilena: sono proposte troppo audaci, questo è avanguardismo finanziario, non siamo in America, sono soluzioni che richiedono anni prima di poter essere applicate e cosi via.

In sintesi non si vuole cambiare, si vuole continuare a vivere di rendita sino a quando sarà posibile.
Il futuro pertanto che attende il paese è presto che segnato, chi ha risorse, competenze e denaro in qualche modo sopravviverà, gli altri saranno condannati, chi a lavori mal pagati gestititi dalle nuove mafie (from China e Russia) che stanno lentamente invadendo la nazione, chi invece avrà lungimiranza e coraggio prenderà il primo aereo e andrà altrove a costruirsi un nuovo percorso di vita.
Eugenio Benetazzo .:::. Economista indipendente in Italia e Malta
 

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[ame=http://www.youtube.com/watch?v=9u_m2E791B0&feature=autoplay&list=ULf24MmRnd4lo&playnext=1]VolPirates 28-06-2012 - A cura di Maurizio Piglia & Roberto Malnati - YouTube[/ame]
 

tontolina

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e se le tasse sono esorbitanti.....
Italia: produzione industria crolla -8,2%

di: WSI-Ansa Pubblicato il 14 agosto 2012| Ora 11:25


E' il dato peggiore di tutta l'Unione Europea a 27 (-2,2%). In giugno l'Eurozona registra un calo del 2,1%. In Germania la flessione e' stata dello 0,4%, in Francia del 2,6%, nel Regno Unito del 4,6%.
Roma - La produzione industriale italiana e' crollata a giugno, quando, rileva Eurostat, ha registrato un -8,2% rispetto allo stesso mese del 2011.

E' il dato peggiore dell'intera Europa a 27 (-2,2%) e dell'Eurozona (-2,1%).

In Germania la flessione e' stata dello 0,4%, in Francia del 2,6%, nel Regno Unito del 4,6%.(ANSA).
 

tontolina

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Aragorn

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Buongiorno a tutti e a Tontolina in particolare. Desidero segnalare che ieri sono stato per la prima volta in vita mia a Livigno, dove ho acquistato esentasse ben 20 euro di cioccolata fondente e fatto il pieno di diesel ad 1 € al litro. :wall:
Sarebbe ora che anche i signori residenti in questa amena località venissero privati di questi assurdi privilegi fiscali, non hanno più motivo di esistere. :rolleyes:
 

big_boom

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ora nell'inferno delle tasse italico
Buongiorno a tutti e a Tontolina in particolare. Desidero segnalare che ieri sono stato per la prima volta in vita mia a Livigno, dove ho acquistato esentasse ben 20 euro di cioccolata fondente e fatto il pieno di diesel ad 1 € al litro. :wall:
Sarebbe ora che anche i signori residenti in questa amena località venissero privati di questi assurdi privilegi fiscali, non hanno più motivo di esistere. :rolleyes:
perche' ragioni in sadomaso, ti correggo la conclusione: "sarebbe ora che anche noi pagassimo meno tasse e la benzina ad 1 euro a litro"

l'anomalia non e' Livigno ma il resto dell'Italia :cool:
 

tontolina

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La verde sfiora i 2 euro in autostrada

Scritto il 16 agosto 2012 alle 16:18 da [email protected]
Lo denuncia il Codacons, sulle autostrade la benzina tocca 1,98 al litro, vicino ai 2 euro, ennesimo rincaro che si somma ai precedenti. Carlo Rienzi, il presidente dell’associazione dei consumatori, afferma che: “Con i prezzi di benzina e gasolio a questi livelli, per un pieno di benzina occorre spendere 18,6 euro in più rispetto ad un anno fa. Una vera e propria sciagura per gli italiani che si accingono a partire per le vacanze e per quelli alle prese col rientro. Una stangata complessiva per gli automobilisti che il Codacons stima attualmente in 560 milioni di euro, ma la cui entità si aggrava di giorno in giorno“.
Il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, sottolinea: “Il governo avrebbe potuto inasprire il prelievo alla pompa in altra data ma non lo ha fatto, colpendo ulteriormente gli automobilisti in un momento delicato come le vacanze estive“. E’ vero, poteva, ma non lo ha fatto. Ha colpito proprio al momento giusto……………
 

tontolina

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Da oggi benzina più cara, aumento di 0,51 centesimi al litro grazie all’Agenzia delle Dogane

Scritto il 11 agosto 2012 alle 13:18 da [email protected]

Ci mancava pure questa, altro aumento sulla benzina che si innalzerà di 0,51 centesimi al litro circa a causa dell’ Agenzia delle Dogane. Infatti l’ Agenzia, ha annunciato che a partire dall’11 agosto fino al 31 dicembre 2012, le aliquote dell’accisa sulla benzina saliranno da 724,20 a 728,40 euro ogni mille litri e quelle sul diesel dello stesso importo da 613,20 a 617,40. Incrementi quindi che si tradurrano in +0,42 centesimi al litro che includendo anche l’Iva al 21%, in circa 0,51 centesimi al litro. L’incremento, previsto dalla legge Stabilita’2012, genererà maggiori entrate per le casse statali pari a 65 milioni di euro per rendere strutturale il bonus per i gestori carburanti e fare fronte alla riscossione agevolata delle imposte nelle zone terremotate dell’Abruzzo. La decisione è stata presa il 9 agosto e và ad aumentare i già tanti rincari degli anni passati:
Dall’inizio del 2011 le accise sulla benzina sono aumentate di 16,44 centesimi, mentre quelle sul diesel di 19,44 cent, a cui va ad aggiungersi l’effetto moltiplicatore dell’Iva. L’ultimo incremento, di 2,42 centesimi Iva compresa su entrambi i prodotti a favore del terremoto in Emilia, risale allo scorso giugno.
E menomale che si doveva favorire i consumi e tentare di abbassare la pressione fiscale……………………… Mah!!
Secondo Codacons, si tratta di “un furto con destrezza, destrezza dovuta al fatto che la decisione vergognosa ed irresponsabile è stata tenuta ben nascosta fino ad ora“, ed “è scandaloso che il Governo, dove aver tassato tutto tranne l’aria che respiriamo e aver promesso agli italiani e alle forze politiche della sua maggioranza di non voler introdurre nuove tasse o fare manovre correttive, abbia deciso di aumentare nuovamente le accise sui carburanti che finiscono per tassare la vecchietta che va a fare la spesa al mercato“.
Ecco la lista di tutti gli aumenti delle accise sulla benzina, IVA esclusa(fonte ANSA)
1935 +1,90 lire per la guerra di Abissinia
1956 +14 lire per la crisi di Suez
1963 +10 lire per il disastro del Vajont
1966 +10 lire per l’alluvione di Firenze
1969 +10 lire per il terremoto del Belice
1976 +99 lire per il terremoto del Friuli
1980 +75 lire per il terremoto dell’Irpinia
1982 +100 lire per la missione in Libano
1983 +105 lire per la missione in Libano
1996 +22 lire per la missione in Bosnia
2003 +0,017 euro per contratto autoferrotranvieri
2005 +0,005 euro per rinnovo autobus pubblici
2011
6 aprile +0,0073 euro per finanziamento FUS
1 giugno +0,0400 euro per emergenza immigrati
1 luglio +0,0019 euro per finanziamento FUS
1 novembre +0,0089 euro per alluvioni Liguria e Toscana
6 dicembre +0,0820 euro con il decreto Salva Italia
2012
8 giugno +0,0200 euro per terremoto in Emilia
11 agosto +0,0042 euro per bonus gestori e terremoto Abruzzo
 

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