Investimenti studenteschi (1 Viewer)

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Salve a tutti, una presentazione è d'obbligo.
Mi chiamo Luca, ho vent'anni e studio Economia al secondo anno.

Vi scrivo in quanto volevo confrontare con gente più esperta di me, un'idea che mi era venuta.

Ho un parente che abita da oramai più di un'anno a Dubai e ha comprato casa là.
Parlando con questa persona, mi è stato raccontato di quanto il mercato immobiliare di questo paese sia in continua espansione e, nonostante saltuari cali (come in ogni mercato) un'idealistico grafico degli hanni passati mostra come il prezzo delle case sia sempre cresciuto.

A causa della recente crisi, i prezzi degli immobili si sono ridotti di molto rispetto a soli sei mesi fa (attualmente non ho dati precisi alla mano, ma potrei trovarli) tuttavia gli affiti sono rimasti pressoché invariati.
Gli "esperti" hanno previsto che, salvo i soliti imprevisti del mestiere, il mercato immobiliare dovrebbe riprendersi entro l'estate del prossimo anno e garantire un aumento significativo nel medio-breve periodo. (2-4anni).

Alla luce di questi dati, vi illustro la mia idea:

Ho ancora un'anno di triennale da studiare e due anni di specialistica.
Non è mia intenzione di uscire di casa appena terminati gli studi e comprare un'appartamento (al massimo affitto).
Per cui prevedo di non comprare casa per i prossimi 7-10 anni.

Potrebbe essere conveniente, come investimento, fare un mutuo e acquistare una casa a Dubai, da affittare subito?
In questo modo ripagherei il mutuo con l'affitto e nel momento in cui il prezzo della casa aumenta, la rivenderei.

Grazie a tutti in anticipo!
 

porchetto

la casa non fallisce
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carissimo benvenuto

posso portarti solo l'esempio personale io vivo a Roma ma ho investito a Perugia circa 200 km più a nord.
affitto a studenti
considera che affittare non equivale a comprare un bond ma richiede una quota seppur minima di lavoro
immagina come potresti destreggiarti con bagni che non funzionanoe seccature varie dall'affitto.

che fai parti dall'italia e corri a dubai per risolvere un problema
come si dice donne e buoi dei paesi tuoi,
aggiungerei anche case
 

alvin_angel

K-LOVER
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sara' che ci capisco poco ma un investimento a DUBAI non mi sembra un "investimento studentesco"...

+ facile comprare negli USA... no?!?!?
ci son case che porti via a 500$... :eek:

PS
per curiosita'... a DUBAI x "studenti" da che prezzo partono?!?
 
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I prezzi a dubai sono estremamente altilenanti a seconda della zona, un monolocale può andare dai 90k ai 150-170k.
In ogni caso c'è una grossissima richiesta di affitto.
Per quanto riguarda la manutenzione non è un grosso problema: è di norma nei palazzi che tutti i problemi-manutenzioni sono gestiti da persone specializzate.

E' infatti una norma oramai che la casa è in locazione a qualcuno che vive lì, ma i padroni sono russi o americani che vivono dall'altra parte del mondo e a dubai magari neanche ci vanno una volta l'anno.

Parlo per esperienza personale, in quanto sono stato un mese a settembre.
Per il discorso di arredamenti etc etc, ci potrebbe pensare il mio parente.

Quello che volevo chiedere a voi era invece un parere circa il vantaggio finanziario dell'investimento (e la possibilità di gestire un mutuo pur non lavorando, tramite il canone di locazione).
Magari c'era qualcuno che aveva un'idea del mercato di dubai un po' più chiara e realistica della mia :)

@ Alvin: ho presente la situazione immobliare in america... personalmente ora come ora, (studente o no) non investirei lì: a parità di richiesta il mercato di Dubai è 1000 volte più attivoe dinamico.
Mentre in america si fa a gara a chi offre il canone di locazone più basso perchè non c'è richiesta (Offerta maggiore della domanda), a Dubai i canoni sono alti (nonostante la crisi) proprio perchè la domanda è altissima: considerate che la maggiorparte delle case in affitto non sono di persone che vanno lì a vivere e basta, ma sono case affitatte dalle company e date agli impiegati come compounds.
 

ricpast

Sono un tipo serio
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lascia stare.

dubai è pura fuffa

se poi, con tutto il rispetto, l'idea di affare giunge all'orecchio dello studentello allora vuol dire che c'è chi ha davvero fatto affari lì, deve vendere

non farti illudere da sirene lontane.
 

porchetto

la casa non fallisce
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lascia stare.

dubai è pura fuffa

se poi, con tutto il rispetto, l'idea di affare giunge all'orecchio dello studentello allora vuol dire che c'è chi ha davvero fatto affari lì, deve vendere

non farti illudere da sirene lontane.
come non quotare ric
c'era un investitore che diceva che quando iniziano a parlare di azioni la casalinga e il barbiere è ora di vendere
 

mauro_1946

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Come non quotare ricpast o porchetto?
Guarda Luca che puoi metterti veramente nei guai. Se tu avessi un cospicuo capitale e volessi investirne una parte in un immobile a Dubai, sarebbe sempre cosa sconsigliabile, però uno i soldi li rischia come vuole. Ma addirittura farlo a debito....... Potresti rovinarti la tua vita a 20 anni. Non farlo mai!
A conferma di ciò che diceva porchetto (moglie,buoi e...case dei paesi tuoi) devo dirti che io avevo intenzione di comperare una porzione di villetta bifamiliare in Grecia, in un'isola un pò lontana ma sfortunatamente ormai molto famosa ed apprezzata. I prezzi erano di conseguenza un pò alti (250.000 euro), ma la tentazione fortissima. Poi mi sono detto: Mauro, comperati nella tua città un piccolo immobile da locare a studenti, oppure 3 o 4 boxes e con quello che percepisci ti affitti una bella villetta per 2 o 3 mesi dove ti pare. Mai scelta fu più saggia.
Se proprio vuoi disporre dei tuoi 20 anni, ti faccio una proposta. Io compero i tuoi 20 anni ed in cambio ti do i miei 62 + un paio di case a Dubai. Chessò, possiamo interpellare il dr. Faust o Bulgakov, può essere che si possa fare.............
 

maria

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dsaf
Postato da Sharnin 2 sul 3d del bund....




Bye-bye Dubai, manager in fuga e case deserte
Le auto abbandonate all’aeroporto. Gli italiani: “Navighiamo a vista”
FRANCESCO MOSCATELLI

Le carrozzerie fiammanti di Suv e berline sono coperte da un sottile strato polvere. Le chiavi sono al loro posto nel cruscotto, come se il proprietario fosse andato a pagare il parcheggio. Ma un bigliettino di scuse, scarabocchiato prima di imbarcarsi da manager e consulenti in fuga dal sogno diventato incubo, raccontano un’altra storia.
Sono le auto abbandonate all’International Airport di Dubai dagli occidentali scappati dall’Eden di grattacieli e centri commerciali cresciuto a suon di «real estate» e manodopera del sud est asiatico a basso costo. La polizia sostiene di averne contate tremila solo negli ultimi mesi. Poche o tante che siano, sono diventate il simbolo di questa Disney travolta dalla realtà, vittima di una sbornia economica a doppia cifra, con il Pil che cresceva dell’8,5% all’anno e le casse dello Stato che registravano un attivo di bilancio pari a 1,5 miliardi di dollari. L’estate scorsa, all’International Airport, atterrava un aereo pieno ogni tre minuti e tutti i giorni venivano registrati 15 mila nuovi visti d’ingresso. I cantieri lavoravano 24 ore su 24, impegnando il 20% di tutte le gru del pianeta e i paperoni correvano a comprarsi il loro posto al sole «tax free».
Accadeva sei mesi fa, ma sembra un’altra vita. Oggi la recessione è tutta in un numero: -50%, quanto sono crollati improvvisamente i prezzi degli appartamenti nell’esclusivo resort di Palm Jumeirah. «La crisi? L’ho vista dalla finestra dell’albergo osservando il cantiere di Palma Deira, uno dei tre arcipelaghi artificiali: non c’era il solito viavai di camion e betoniere, regnava un silenzio irreale - racconta un commerciante di gioielli milanese, rientrato ieri mattina da un viaggio di lavoro negli Emirati - Sui giornali locali si parla di un crollo del 15% del turismo e del 30% nel commercio, le banche stanno rinegoziando i mutui. A Dubai, se le cose vanno male, ci mettono un secondo a licenziarti. Non ci sono sindacati e hai un mese di tempo per tornare a casa».

C’è chi parte, ma c’è anche chi fugge a gambe levate. La Sharia, che ispira anche la legislazione commerciale dell’Emirato, non ammette sgarri. «É un paese piuttosto liberale, ma ti tengono in carcere un mese se ti trovano ubriaco al volante - spiega Gilda Fridegotto, 27 anni, a Dubai da oltre tre anni per la International Finance Corporation -. Qui se fai un assegno scoperto finisci dritto in prigione. Figuriamoci se qualcuno è accusato di bancarotta fraudolenta». L’ultimo a pagarne le spese, pochi giorni fa, è stato un egiziano, bloccato al check-in pochi istanti prima di salire a bordo del suo volo per Londra: ha creato un buco da un miliardo di dollari con un reticolo di società finanziarie che garantivano interessi da capogiro, fino al 20% annuo.
Ma il panico si sta diffondendo anche tra gli operatori onesti, abituati a vivere in lussuosissime ville vista mare: da Natale ad oggi i loro consumi si sono ridotti del 25%. «Ho molti amici che si preparano a rientrare in Inghilterra e in Germania - continua Gilda -. Qualche cifra? Mi dicono fino a duemila persone al giorno, così tante che gli uffici governativi non riescono a sbrigare in tempo tutte le pratiche burocratiche. Il costo della vita è esorbitante: i dati ufficiali affermano che l’inflazione è al 10% e i tassisti, per sbarcare il lunario, devono lavorare anche 13 ore al giorno».

Cerca di sdrammatizzare Roberto Bagni, reggente del consolato italiano di Dubai: «Dal nostro osservatorio vediamo connazionali che se ne vanno, ma anche qualcuno che entra nel paese. Le difficoltà ci sono, inutile negarlo, e molte società stanno sfoltendo gli organici, a tutti i livelli. Basta guardare il traffico». Gli unici progetti che si salvano sono quelli gestiti dal governo, come la nuova ferrovia da 50 km che collegherà l’aeroporto alla zona dello shopping. «Cosa farà il governo? È questo il vero punto interrogativo - analizza il commerciante di gioielli, che preferisce non esporsi -. Metterà i soldi per ricapitalizzare le banche? A Dubai decide tutto la famiglia regnante e le informazioni sono centellinate. È difficile capire cosa si muova sottobanco». I dubbi riguardano il rapporto con gli altri Emirati, in primis Abu Dhabi. «Ormai navighiamo a vista: se i lavori di costruzione hanno superato il 60% si procede, altrimenti tutto si ferma - racconta Giulio Meroni di Meritalia, uno dei volti dell’arredamento Made in Italy in Arabia, con una squadra di operai pronta a partire per l’Emirato lunedì prossimo - Era inevitabile: Dubai non poteva crescere per sempre. In Qatar, Oman e Abu Dhabi le difficoltà si sentono molto meno. Il futuro di Dubai è nelle loro mani. Cosa faranno gli Emirati conservatori, le formichine ricche di petrolio? Ascolteranno il lamento della cicala?».
 

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