INPS. Assegno sociale di 442€/mese x cittadini extracomunitari (1 Viewer)

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Scheda a cura del Patronato Inac-CIA e redazione Melting Pot​
Assegno sociale INPS - L’importo per il 2013

Nuovo importo di 5.749,90 € l’anno

L’importo dell’assegno sociale per l’anno 2013 è stato ritoccato dall’INPS a 442,30 €, pari a 5.749,90 € l’anno.
Cos’è l’assegno sociale?
L’assegno sociale è una prestazione di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal versamento dei contributi. Spetta ai cittadini che si trovino in condizioni economiche disagiate ed abbiano situazioni reddituali particolari previste dalla legge. E’ erogato dall’INPS a coloro che abbiano almeno 65 anni di età e non arrivano a totalizzare un reddito annuo di 5.749,90 €, e spetta a cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari.
La verifica del possesso dei requisiti viene fatta annualmente:
’assegno sociale è sempre liquidato con carattere di provvisorietà sulla base del reddito presunto.
Nell’anno successivo l’Inps opera la liquidazione definitiva o la modifica o la sospensione sulla base delle dichiarazioni reddituali rese dagli interessati.
L’assegno sociale non è soggetto a trattenute Irpef.
L’assegno non è reversibile ai familiari superstiti e non è esportabile oltre i confini italiani
A chi spetta?
Hanno diritto all’assegno sociale i cittadini italiani che:
hanno compiuto 65 anni e 3 mesi di età;
risiedono effettivamente ed abitualmente in Italia;
sono sprovvisti di reddito, ovvero possiedono redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.
Sono equiparati ai cittadini italiani e, quindi, possono fare domanda di assegno sociale, qualora sussistano tutti i requisiti richiesti:
a) i cittadini extracomunitari - inclusi i familiari di cittadini comunitari o italiani - in possesso del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo e i rispettivi familiari ricongiunti*;
(*) La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la limitazione all’accesso alle prestazioni di assistenza sociale, anche non su base contributiva, ai soli lungo soggiornati, pertanto l’assegno sociale può essere richiesto anche dai totolari di permesso di soggiorno ordinario.}
b) i cittadini extracomunitari ai quali è stato riconosciuto lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria ed i rispettivi coniugi ricongiunti;
c) i cittadini comunitari, regolarmente iscritti all’anagrafe del Comune di residenza ed i rispettivi familiari ricongiunti, sia comunitari che extracomunitari.
Dal 1° gennaio 2009, l’assegno sociale, in presenza degli altri requisiti richiesti, è corrisposto agli aventi diritto, a condizione che abbiano soggiornato legalmente e in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale.
Come presentare la domanda?
La domanda può essere inoltrata esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:
tramite il patronato INAC
avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it
contattando il contact center integrato, al numero verde 803164
Quando spetta?
L’assegno sociale decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge (età, cittadinanza, residenza effettiva e dimora abituale in Italia, requisiti reddituali).
Quanto spetta?
La misura massima dell’assegno spettante è determinata dalla differenza tra il limite di reddito previsto annualmente e il reddito dichiarato.
In relazione all’entità del reddito personale e/o coniugale, l’assegno sociale può essere liquidato in misura intera o ridotta.
L’importo mensile dell’assegno è dato dalla misura massima spettante, divisa per 13 mensilità.
L’importo dell’assegno sociale è rilevante sotto diversi profili perché è il parametro:
per l’autorizzazione all’ingresso per il ricongiungimento familiare: lo straniero che chiede di essere autorizzato a farsi raggiungere dalle categorie stabilie dalla nuova normativa entrata in vigore il 5 novembre 2009, deve dimostrare di avere un reddito, pari almeno all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato della sua metà per ogni persona da ricongiungere;
per rilascio del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato dopo 5 anni di soggiorno regolare e subordinato al possesso di questo requisito di reddito minimo (art. 9 TU);
impossibile invece utilizzare l’importo dell’assegno sociale quale limite per il rinnovo del permesso di soggiorno o per l’iscrizione anagrafica dei cittadini comunitari, che invece devono prevedere una valutazione più complessa sulla situazione.
Ecco la nuova tabella dei redditi (L’importo annuale è calcolato sulla base di tredici mensilità)

Richiedente - 5.749,90 € annui - 442,30 € mensili
1 familiare - 8.624,85 € annui - 663,45 € mensili
2 familiari - 11.499,8 € annuali - 884,6 € mensili
3 familiari - 14.374,75 € annuali - 1.105,75 € mensili
4 familiari - 17.249,7 € annuali - 1.326,9 € mensili
2 o più minori di 14 anni - 11.449,8 € annuali - 884,6 € mensili
2 o più minori di 14 anni e un familiare - 14.374,75 € annuali - 1.105,75 € mensili
 

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e i vecchietti italiani che hanno versato una vita intera muoiono di fame.

w la corte costituzionale.
 

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Si riporta il seguente Messaggio dell’Inps che tratta dellì’argomento di cui al titolo
Messaggio n. 13983
Allegati n.1

OGGETTO:prestazioni di invalidità civile a favore dei cittadini stranieri extracomunitari – art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n° 388. Sentenze Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale è più volte intervenuta dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 80, comma 19, L. n. 388/2000, nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della Carta di soggiorno – Permesso di soggiorno CE di lungo periodo – la concessione ai cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nello stato italiano di alcune tipologie di prestazioni assistenziali richieste.
In particolare, il comma in questione, è stato censurato con riferimento all’indennità di accompagnamento (sentenze n. 306/2008 e n. 40/2013), alla pensione di inabilità (sentenze n. 11/2009 e n. 40/2013), all’assegno mensile di invalidità (sentenza n. 187/2010) e all’indennità di frequenza (sentenza n. 329/2011 e successiva ordinanza n° 588, del 12 luglio 2013, del Tribunale di Pavia).
Ciò premesso, al fine di ottemperare a quanto statuito dalla Corte Costituzionale, l’indennità di accompagnamento, la pensione di inabilità, l’assegno mensile di invalidità e l’indennità mensile di frequenza, ferme restando le verifiche degli ulteriori requisiti di legge (condizioni sanitarie, residenza in Italia ecc.), dovranno essere concesse “a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo, alla sola condizione che siano titolari del requisito del permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 TU immigrazione”.
Le pronunce della Corte non potranno trovare applicazione nelle ipotesi di situazioni ormai consolidate per effetto di sentenze passate in giudicato. Pertanto, eventuali domande di riesame potranno essere accolte, nei limiti della prescrizione decennale, e in assenza di giudicato.
Con l’occasione si fa presente che si è provveduto ad aggiornare il sito web dell’Istituto – sezione informazioni>la pensione>pensioni e prestazioni invalidi civili – precisando che le prestazioni spettano ai cittadini stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza (D. lgs. n. 30/2007) e ai cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato.
Infine, si raccomanda alle Sedi, in attesa delle necessarie implementazioni del data base pensioni, di tenere apposita evidenza delle prestazioni accolte, anche al fine di monitorare costantemente il permanere del diritto alla prestazione e la data di scadenza del titolo di soggiorno.
A tale riguardo è stato predisposto il file allegato, in cui sarà possibile annotare i dati anagrafici dei soggetti destinatari del provvedimento di concessione e la data di scadenza del titolo (inserita la data di scadenza del titolo di soggiorno, cliccare “dati” e poi “ordina” per ordinare le date di scadenza), in modo da poter attivare tempestivamente, ove ritenuto opportuno, controlli incrociati con gli uffici della Questura competente per territorio.
Al riguardo si fa riserva di fornire ulteriori istruzioni operative.
Il Direttore GeneraleNoriMESSAGGIO INPS INVALIDITA? CIVILE EXTRACOMINITARI SEGUITO SENTENZE CORTE COSTITUZIONALE
Allegato N.1
 

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Shock: da Pd e Pdl 7 miliardi di euro agli immigrati ?poveri? | VoxNews
Shock: da Pd e Pdl 7 miliardi di euro agli immigrati ‘poveri’

19-09-2013​
set. 19 BREAKING NEWS, ECONOMIA 1 comment








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Il governo Kyenge ne studia una al giorno. Così ha concepito l’ennesima rapina ai danni dei pensionati italiani, si chiama S.I.A., l’acronimo di Sostegno per l’Inclusione Attiva. Con il quale i farabutti di Pd-Pdl-Sel vogliono regalare oltre 7 miliardi di euro agli immigrati sottraendoli dai fondi INPS per le pensioni.
L’hanno presentato ieri a Roma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini e la viceministro Cecilia Guerra, che solo ieri era a distribuire altre risorse a Rom e Sinti insieme alla congolese.
Il SIA è un contributo economico che verrà elargito – immaginatevi le file di africani appena sbarcati quando avranno nozione della cosa – solo ai poveri e dovrebbe ammontare alla differenza tra le loro risorse (attestate dall’ISEE) e il livello sotto il quale, secondo la legge, si è in una situazione povertà.
Quindi, riepilogando, dovremo pagare il clandestino o il regolare per la differenza che c’è tra il suo stipendio – spesso assente almeno ufficialmente – e quello che il governo ritiene sia quello adeguato.
L’idea è ridicola. Perché la vulgata mediatica dice che l’immigrato è una ‘risorsa’ e serve all’economia. Ma se così fosse, l’immigrato che vive in Italia dovrebbe avere un permesso basato sulla capacità di sostenersi, invece qui, prima si fanno venire, poi li dobbiamo mantenere noi. Perché in realtà non servono a nulla, tanto meno alla nostra economia.
Il Sia, che a regime dovrebbe costare allo Stato 7 miliardi l’anno, verrebbe pagato dall’Inps – sottraendo quindi risorse alle pensioni – sotto forma di una carta di debito. Toccherebbe invece ai Comuni gestire tutta la macchina, prendendo in carico i poveri e avviando i percorsi di “attivazione sociale” in collaborazione con centri per l’impiego, scuole, Asl, altre amministrazioni e associazioni di volontariato e patronati sindacali che già si leccano i baffi per le marchette da rapinare.
Tra i beneficiari ci sarebbero anche gli immigrati, colpiti dalla crisi economica allo stesso modo, se non in maniera più grave, degli italiani. “L’accesso alla prestazione a regime – spiega la relazione - andrebbe condizionato a un periodo minimo di residenza in Italia, non superiore a due anni. In una fase transitoria si potrebbe limitare l’accesso a quanto previsto come standard minimo dalle norme e dalla giurisprudenza comunitaria”, quindi sarebbe necessaria la cosiddetta carta di soggiorno.
Giovannini è un incapace figlio di Kyenge, ministro di un governo di delinquenti. Mentre diminuiscono le risorse disponibili, loro ampliano la platea dei beneficiari: folli.
 

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ma i cittadini di altri paesi non dovrebbero essere tutelati dagli altri paesi?

un italiano mica danno niente se va all'estero ( nel mio caso che sono all'estero :wall: )

e se sono in difficolta' non ti aiuta nessuno


ma noi in italia abbiamo il partito anti italiano PD ...

Kyange "Stiamo cambiando il Paese" ... in peggio :D

Letta: “Con Destinazione Italia vogliamo attrarre investitori stranieri” -

infatti quelli italiani scappano :up:

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marofib

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il pd con ste politiche piene di ipocrisia, se non ci fosse sta destra disgraziatissima....non vincerebbe nemmeno nel 2050

berlusconi e tutti i suoi lacche'(non ne salvo 1) non si rendono conto che per vincere devono andare fuori dai coglioni
 

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ora nell'inferno delle tasse italico
il pd con ste politiche piene di ipocrisia, se non ci fosse sta destra disgraziatissima....non vincerebbe nemmeno nel 2050

berlusconi e tutti i suoi lacche'(non ne salvo 1) non si rendono conto che per vincere devono andare fuori dai coglioni
anche quelli del PD

ma nel parlamento il 90% e' anti italiano: mafiosi, massoni, lobby gay, lobby economiche, lobby etniche e quelli distruttivi di sinistra
 

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