Incisioni antiche e moderne: Galleria di immagini (2 lettori)

kiappo

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Hokusai
(continua)

Le Cento vedute del monte Fuji furono realizzate in tre volumi, di cui i primi due uscirono nel 1834 e 1835 e contengono, nel colophon, il celebre testamento spirituale di Hokusai (vedi post #421 - pagina 43), all'epoca già ultrasettantenne. Il terzo, la cui matrice di base era stata incisa insieme ai primi due, fu pubblicato verso il 1849 (l'anno della sua morte) con le matrici dei grigi probabilmente disegnate da altri e reincise. Esistono diverse tirature delle matrici originali, la più importante delle quali è la prima del primo e secondo volume, contraddistinta da una copertina in rosa salmone decorata in rilievo con le Otto vedute della provincia di Omi e da un cartiglio in forma di penna di falco. Le Cento vedute del monte Fuji sono universalmente considerate uno dei capolavori assoluti dell'incisione monocroma. Come ho già avuto modo di dire (vedi post # 428 - pag.43), ho vissuto l'emozione di sfogliare tutti e tre i volumi domenica scorsa a Milano allo stand della galleria di Lella e Gianni Morra presso la Mostra internazionale del libro antico e di pregio. Le immagini che pubblico qui sono tratte dal loro sito:
Stampe giapponesi, libri e antiquariato - Lella & Gianni Morra.

Vedi l'allegato 425844 Vedi l'allegato 425845 Vedi l'allegato 425846
Guarda...devo farti i complimenti, stai postando cose interessantissime..davvero:bow::bow::bow:
 

vecchio frank

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Hokusai (fine)

(sempre dal libro Cento vedute del monte Fuji)

hokusai_100j.jpg
hokusai_100m.jpg
hokusai100n.jpg

 
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vecchio frank

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Utagawa Kuniyoshi (1797-1861)
Figlio di un tintore di Nihonbashi, visse e lavorò a Edo. Il suo primo grande successo fu una raccolta di eroi del Suikōden, il classico cinese dove si narrano le avventure di centootto briganti eroi nella Cina medievale.
Qui preferisco presentare qualche sua stampa di paesaggio.

Le prime due fanno parte della serie Luoghi celebri della capitale orientale, pubblicata tra il 1830 e il 1844.

kuniyoshi319a.jpg
kuniyoshi319b.jpg


L'ultima è Il Fuji di sera da una riva del Sumida, 1843 ca., ōban.

kuniyoshi236.jpg
 
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Utagawa Hiroshige (1797-1858)
Nacque a Edo nel 1797. Fu allievo di Toyohiro e studiò lo stile occidentale introdotto da Toyoharu, fondatore della scuola Utagawa. La sua produzione artistica annovera diversi generi, tra cui stampe di attori, guerrieri, cortigiane. Ma Hiroshige sviluppò maggiormente le immagini della natura: stampe di fiori, uccelli e pesci, e soprattutto, dagli anni Trenta, il paesaggio, in cui introdusse un nuovo stile che lo portò al successo immediato e a misurarsi con Hokusai. Con le Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō ebbe un successo strepitoso che lo portò a produrre moltissime altre scene paesistiche. Nel 1837 iniziò a collaborare alla realizzazione delle Sessantanove vedute del Kisokaidō, già iniziata da Eisen, a cui finì per subentrare del tutto creando quarantasette delle settantuno tavole totali. Così dagli anni Trenta divenne il paesaggista più in voga e lavorò a molte altre serie, dalle Otto vedute del 1834 alle Cento vedute celebri di Edo, dal 1856 al 1858. Agli anni tra il 1856 e il 1858 sono ascrivibili tre trittici sul tema tradizionale dei tre bianchi (neve, luna, fiori): Monti e fiumi lungo la strada Kisō, Veduta notturna degli otto luoghi celebri dei Kanazawa e Paesaggio dei gorghi di Awa. Morì a Edo nell’epidemia di colera del 1858.

Questa di oggi è solo un assaggio:

hiro_jp171.jpg

Anatra selvatica nella neve, 1832-34 ca., tanzaku-ban.
 
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Hiroshige
(continua)

Il successo di Hiroshige si deve alla pubblicazione della sua monumentale serie delle 53 Stazioni del Tokaido. Era così chiamata la strada che portava da Edo (la residenza dello shogun) a Kyoto (la residenza dell’imperatore) costeggiando il Pacifico, lungo la quale erano poste appunto cinquantatré stazioni di posta dove i viandanti potevano sostare. Il percorso era lungo poco meno di 500 km e il viaggio richiedeva all’epoca quattordici/quindici giorni se il tempo era buono. Se pioveva forte e i fiumi si ingrossavano, i tempi di percorrenza potevano dilatarsi. Nonostante i rischi e le difficoltà del viaggio, la via era trafficatissima, percorsa com’era in un senso e nell’altro da daimyo (i signori feudali) col loro largo seguito di servitori, da mercanti in affari con le loro merci e da semplici cittadini in visita ai templi e alle pagode. Secondo il racconto di un suo allievo, Hiroshige avrebbe percorso la via nel 1832 facendo parte della scorta che accompagnava annualmente da Edo a Tokyo i cavalli donati all’imperatore dallo shogun. Dopo essere tornato a Edo, Hiroshige diede alle stampe la serie, basata sugli schizzi che aveva fatto durante il viaggio. Qualche anno dopo Hiroshige terminò anche la serie (iniziata da Eisen) delle 69 Stazioni del Kisokaido, la strada che collegava Edo a Kyoto passando per l’interno, meno usata dell’altra perché più lunga e assai montagnosa. Questa serie è ritenuta in genere inferiore alla prima, anche se contiene molte belle immagini di paesaggi al chiar di luna.

Dalla serie Cinquantatré stazioni del Tokaidō, 1833-34.

hiro160.jpg


Veduta di primo mattino presso il ponte di Nihonbashi, ōban.
Oggi Nihonbashi è uno dei distretti più importanti di Tokyo, pieno di banche, attività e centri commerciali.
L'immagine ritrae l'inizio del viaggio verso Kyoto di un daimyo (signore feudale) col suo seguito di servitori e portatori (li si vede spuntare dal ponte) mentre in basso si vedono pescatori diretti al mercato. Di questa stampa esiste un'altra versione pubblicata da un editore diverso e molto più affollata, secondo me troppo. Le preferisco questa.

hiro168.jpg


L'incrocio con la strada di Kamakura a Totsuka, ōban.
Stazione n.6 del percorso.

hiro173.jpg



Il lago nei pressi di Hakone, ōban.
Undicesima stazione sulla strada del Tokaido. Dopo aver lasciato Odawara, la strada si inerpicava per circa nove miglia per superare il passo di Hakone. Era la parte più difficoltosa di tutto il viaggio ed offriva panorami spettacolari.
 

vecchio frank

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Hiroshige
(continua - serie Cinquantatré stazioni del Tokaido, 1833-34)

hiro176.jpg


Il Fuji al mattino visto da Hara, ōban.
Quella da Hara è considerata la vista più bella che si può avere del Fuji.

hiro178.jpg


Nevicata di notte a Kambara, ōban.
Questa scena notturna di una nevicata è considerata da molti conoscitori la stampa più bella di Hiroshige.

hiro179.jpg


Una seconda versione della stampa precedente. A tuttora la critica non è riuscita a stabilire se sia stata tratta dalla stessa matrice (si tratterebbe allora di un secondo stato) o da un’altra. La stampa differisce principalmente nel trattamento del cielo, che nella prima è scuro nella parte in alto (tembokashi), nella seconda verso l'orizzonte (fuki-bokashi).
 
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vecchio frank

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Hiroshige

Dalle Cinquantatré stazioni del Tokaido, 1833-34.

hiro184.jpg


La famosa casa del tè a Mariko, ōban.


hiro209.jpg


Acquazzone improvviso a Shōno, ōban.
Stampa famosa quanto la Nevicata di notte pubblicata ieri.
 

vecchio frank

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Hiroshige
(continua)
Le Cento famose vedute di Edo costituiscono il capolavoro della maturità di Hiroshige. Le prime di esse furono dare alle stampe nel 1856 e la loro popolarità si deve anche alla scelta dei luoghi ritratti. Templi e santuari con i loro dintorni, strade trafficate, parchi pubblici e scene puramente paesaggistiche, spesso con uno sfondo che si perde in lontananza, e un gran numero di fiumi, canali e ponti. Le stampe sono in formato ōban verticale, il che rappresentava una novità per le stampe paesaggistiche. Grazie all'impiego di delicate gradazioni cromatiche e altre speciali tecniche di stampa, queste xilografie somigliavano a dipinti. I colori intensi e in forte contrasto (blu, rossi e verdi, ma talvolta anche gialli - accompagnati da sfumature tonali magistralmente accostate, appartengono agli stilemi delle xilografie ukiyoe di metà Ottocento e rivelano al contempo la familiarità di Hiroshige con le tradizionali scuole pittoriche del suo tempo.

hiro228.jpg


Fioritura dei ciliegi a Kameido, ōban verticale.
Una delle stampe sicuramente più celebri dell'intera serie.


hiro231.jpg


Acquazzone improvviso sul ponte di Ohashi ad Atake, ōban verticale.
Almeno altrettanto famosa della precedente, fu ripresa da Van Gogh.
 
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