in casi come questi, l'insulto libero è più che ammesso! (1 Viewer)

tontolina

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Superbollo auto 2012: tutto sul calcolo e il pagamento

Tutto quello che c’è da sapere sull’addizionale erariale alla tassa automobilistica per il 2012 e gli anni a seguire


Superbollo auto 2012. Sull’auto gravano molteplici spese che rendono sempre più gravoso mantenerla. Dallo scorso anno è stato introdotto infatti il c.d. superbollo auto, un addizionale erariale alla tassa automobilistica che va a colpire le autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, con potenza superiore a 225 chilowatt. L’importo del superbollo in questione è pari a 10 euro per ogni chilowatt di potenza superiore ai 225 kw.


la tassa è stata ulteriormente ritoccata o meglio raddoppiata dal governo tecnico [ma è tecnico perchè ha fatto un corso di ruberia aggravata con totale dispezzo della povera popolazione?]

Link: Superbollo auto 2012: tutto sul calcolo e il pagamento - Fisco - Investireoggi.it

 

tontolina

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Superbollo auto 2012: tutto sul calcolo e il pagamento

Tutto quello che c’è da sapere sull’addizionale erariale alla tassa automobilistica per il 2012 e gli anni a seguire


Superbollo auto 2012. Sull’auto gravano molteplici spese che rendono sempre più gravoso mantenerla. Dallo scorso anno è stato introdotto infatti il c.d. superbollo auto, un addizionale erariale alla tassa automobilistica che va a colpire le autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, con potenza superiore a 225 chilowatt. L’importo del superbollo in questione è pari a 10 euro per ogni chilowatt di potenza superiore ai 225 kw.


la tassa è stata ulteriormente ritoccata o meglio raddoppiata dal governo tecnico [ma è tecnico perchè ha fatto un corso di ruberia aggravata con totale dispezzo della povera popolazione?]

Link: Superbollo auto 2012: tutto sul calcolo e il pagamento - Fisco - Investireoggi.it

solo per mantenere a vita nel lusso una marea di nullafacenti
Parlamento, La Malfa e Pisanu da record: sono gli highlander della politica italiana – Il Fatto Quotidiano
 

tontolina

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mercoledì 22 agosto 2012

Taglio stipendio per il capo della polizia: da 55.000 euro al mese a "soli" 24.000. E lui fa ricorso!!!



Tempi di tagli in Italia, ma non proprio per tutti. Il decreto del presidente del Consiglio Mario Monti, quello con cui è stato fissato per legge che chi lavora per l'amministrazione pubblica non possa guadagnare di più del primo presidente della Corte di Cassazione (294mila euro l’anno), non è stato digerito da tutti. A guidare la fila dei ribelli ci sarebbe Antonio Manganelli: il capo della polizia, il maGnager pubblico più pagato d’Italia, avrebbe infatti presentato ricorso contro quel decreto che, di fatto, gli dimezza lo stipendio che oggi lo vede percepire qualcosa come 621mila euro all'anno.
La polemica del capo della polizia sulla notevole decurtazione della sua busta paga è solo la prima ufficiale, e non è da escludere che possa essere presto seguita da altre. La lista degli amministratori pubblici scontenti per questo nuovo (e improvviso) taglio, infatti, risulta essere molto lunga.
ecco alcuni funzionari di stato che rischiano di vedersi tagliato il loro magro stipendiuccio

1. Antonio Manganelli, capo della polizia: 621.253,75
2. Mario Canzio, ragioniere generale dello Stato: 562.331,86
3. Franco Ionta, capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: 543.954,42
4. Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto del ministero dell'Economia: 536.906,98
5. Biagio Ambrate Abate, capo di stato maggiore della Difesa: 482.019,26
6. Raffaele Ferrara, direttore monopoli di Stato: 481.214,86
7. Giuseppe Valotto, capo di Stato maggiore esercito: 481.021,78
8. Bruno Branciforte, capo di Stato maggiore marina: 481.006,65
9. Giovanni Pitruzzella, Antitrust: 475.643,38 (gli altri componenti 396.379.00)
10. Pier Paolo Borboni, presidente Energia e gas: 475.643,00 (gli altri membri 396.379,00)
11. Corrado Calabrò, presidente Agcom: 475.634,38 (gli altri membri 396.369,44)
12. Leonardo Gallitelli, comandante dei carabinieri: 462.642,56
13. Giuseppe Bernardis, capo di Stato maggiore aeronautica: 460.052,83
14. Claudio De Bertolis, segretario generale Difesa: 451.072,44
15. Giampiero Massolo, segretario generale Affari esteri: 412.560,00
16. Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto ministero dell'Interno: 395.368,40
17. Giuseppe Vegas, presidente Consob: 387.000,00 (gli altri componenti 322.000,00)
18. Mauro Nori, direttore generale Inps: 377.214,86
19. Franco Gabrielli, capo della Protezione civile: 364.196,00
20. Cesare Patrone, direttore generale del corpo forestale: 362.422,13
21. Giuliano Quattrone, direttore generale Inps: 333.416,97
22. Massimo Pianese, direttore generale Inps: 322.841,14
23. Maria Grazia Sampietro, direttore generale Inps: 314.371,92
24. Gabriella Alemanno, direttore agenzia del territorio: 307.211
25. Giuseppe Baldino, direttore generale Inps: 306.548,79
26. Marco Di Capua, vicedirettore Agenzia delle entrate: 305.558,00
27. Attilio Befera, direttore Agenzia delle entrate: 304 mila
28. Nino Di Paola, comandante guardia di finanza (in pensione): 302.939,25 euro
29. Giuseppe Serino, capo dipartimento ministero Politiche agricole: 300.753,00
30. Enrico Giovannini, presidente dell'Istat: 300 mila
31. Giuseppe Ambrosio, direttore generale ministero Politiche agricole: 297.500,00
32. Daniela Becchini, direttore generale Inps: 296.208,91
33. Bruno Brattoli, capo dipartimento giustizia minorile: 293.029,60
 

marofib

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si trovi pure un altro lavoro, e' venuto meno il rapporto di lealta' e fiducia
 

big_boom

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ora nell'inferno delle tasse italico
Renata Polverini ricoverata all'ospedale Sant'Andrea di Roma si è fatta riservare un intero reparto. Trenta posti letto monopolizzati per il Presidente della regione Lazio.

http://www.tzetze.it/2012/08/la-pol...ero-reparto-30-posti-letto---cadoinpiedi.html


Nel Mondo le donne che contano, che hanno raggiunto posti di potere stanno dimostrando di saperci fare ed i risultati si vedono: India, Brasile, Germania per esempio, tre Paesi diretti dalle donne e che donne. In Italia invece, non essendo reato prostituirsi, le donne che non-contano una cicca ma che la danno al miglior offerente, si ritrovano con una poltrona sotto le chiappe e con un bel stipendio garantito: siamo o non siamo il paese delle veline, dei calciatori, delle miss... dei politicanti, tutti mestieri dove non è importante cosa e quanto hai studiato ma come sai muoverti! Penso che il nostro paese sia uno dei pochi al Mondo, forse l'unico (almeno spero) dove gli onesti mantengono, pagando le prostitute senza godere

:lol:

che spasso i commenti notte
 

tontolina

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TU RUBY, IO VOTO - IL BANANA CON L***8217;INCUBO DELLA SENTENZA RUBY (PREVISTA TRA NOVEMBRE E DICEMBRE) E DELLE NUOVE INCHIESTE, HA FRETTA DI VOTARE - PROPOSTA INDECENTE AL PD (E A NAPOLITANO): OK ALLA LEGGE ELETTORALE ***8220;SINISTRATA***8221; IN CAMBIO DI ELEZIONI A NOVEMBRE - RE GIORGIO, BERSANI E CASINI CHIUDONO LA PORTA ALLA ***8220;TRATTATIVA***8221; E SI RICOMINCIA DA CAPO CON IL TEATRINO DEI VETI INCROCIATI - COLLEGI O PREFERENZE? ENNESIMO RINVIO DEL COMITATO RISTRETTO***8230; -

PAURA EH? BERLUSCONI CON L'INCUBO DELLA SENTENZA RUBY E DELLE NUOVE INCHIESTE HA FRETTA DI VOTARE...
Carmelo Lopapa per la Repubblica

NOVEMBRE BERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA ANNUNCIA LA NASCITA DEL POPOLO DELLA LIBERTA Berlusconi chiede il voto a novembre. «Non abbiamo scelta, il 2013 è troppo lontano, le procure mi perseguitano, i giudici vogliono condannarmi prima della campagna elettorale». L'accelerazione matura nel giro di 24 ore.
Matura sotto una coltre di palude apparente nelle trattative tra Pdl e Pd
sulla legge elettorale. Prende corpo nel fortino di Palazzo Grazioli, dove il Cavaliere si precipita dalla Sardegna chiamando d'urgenza a rapporto i suoi: Alfano, Verdini, Ghedini, Bonaiuti. Ed ecco la svolta: bisogna fare in fretta, approvarla subito, la riforma. Sul leader - ed è la novità che l'avvocato dell'ex premier porta al gabinetto di guerra - incombe il rischio assai concreto di una condanna in primo grado tra novembre e dicembre.
SILVIO BERLUSCONI - Copyright Pizzi La mannaia del processo Ruby. La maledizione che lo perseguita. L'incubo di una campagna elettorale da condurre da gennaio a marzo, da candidato presidente del Consiglio, con il fardello di una sentenza funesta per quei reati infamanti. Ai timori per il caso Ruby si aggiungono inoltre - come ha raccontato nei giorni scorsi il Giornale - quelli per nuove inchieste che, secondo il Cavaliere, sarebbero in procinto di essere formalizzate contro di lui a Napoli e a Bari.
Impiegano poco tempo, i fedelissimi seduti nel salotto di via del Plebiscito, per comprendere che passa adesso l'unico treno per evitare la catastrofe. Approvare in pochi giorni la legge elettorale, anche alle condizioni degli avversari del Pd, a patto di convincere Monti alle dimissioni e Napolitano ad anticipare il voto a novembre. È un cambio di prospettiva repentino, un'inversione totale nella strategia Pdl. Gli sherpa Quagliariello e Verdini si preoccupano di informare la segreteria dei democratici, Bersani, Migliavacca.
ruby Ma viene affidata a Gianni Letta la missione più delicata. Perché nulla può maturare se il Quirinale è all'oscuro, se non acconsente alla svolta. L'ex sottosegretario informa il Colle in via informale nello stesso pomeriggio. Fa sapere che il Pdl è disponibile alla bozza quasi concordata col Pd: piccoli collegi, premio di maggioranza del 15 per cento al partito che ottiene più voti.
A una condizione, però, che tutto avvenga nel giro di pochi giorni e si vada al voto entro novembre. Condizioni, paletti che la presidenza Napolitano non potrebbe mai accettare. Dopo molteplici appelli ai partiti caduti nel vuoto, occorre che si faccia la legge elettorale. E al più presto.
Quel che verrà dopo sarà frutto della concertazione tra i partiti, ma mai il Colle potrebbe avallare un condizionamento di quel genere. È un netto rifiuto di cui al quartier generale berlusconiano devono prendere atto. Tanto più che della «strana intesa» ai vertici dei democratici, impegnati nella festa di Reggio Emilia, dicono di non sapere nulla. In ogni caso, Pier Luigi Bersani sarebbe nettamente contrario. «A quel capestro il partito non può sottostare». Nulla ne sa Pier Ferdinando Casini: «Nessuno ci ha interpellati e siamo contenti di essere fuori da questo gioco binario, in cui non intendiamo entrare».


continua http://www.dagospia.com/rubrica-3/p...sentenza-ruby-prevista-tra-novembre-43195.htm
 

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