Il nuovo redditometro punterà sulle uscite effettive (1 Viewer)

tontolina

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insomma potranno essere valutate dal fisco solo le spese documentate

se si paga in contanti
la spesa quotidina
la lavanderia
il dentista
la benzina
il gioiello
la colf in nero
la badante in nero
le vacanze che non sono deducibili


cosa resta?
la casa su cui accendi un mutuo che documenti, pagabile in 20000 rate mensili
la macchina in leasing che paghi in 180rate mensili

la barca? uhm sono guai per Briatore :lol: tutti gli altri sono già fuggiti e portato il natante all'estero dove sono meno oppressati dai controlli dei Finanzieri

guai per Berlusconi che ha una villa nelle isole STRANE che ha pagato ben 32 milioni ... ci fu una trasmissione della Gabanelli
 

tontolina

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Il nuovo redditometro punterà sulle uscite effettive

Il nuovo redditometro punterà sulle uscite effettive - Il Sole 24 ORE
I risultati del redditest devono essere distinti dall'attività di accertamento vera e propria che l'amministrazione può svolgere sulla base del cosiddetto "sintetico puro" e del redditometro.
Il redditest, in sostanza, rappresenta una sorta di "impulso" affinché il contribuente dichiari un reddito in linea con la sua capacità di spesa. Lo strumento agisce, quindi, più su un piano psicologico che sostanziale. Si deve pensare, peraltro, che il software darà un responso circa la "coerenza" delle spese effettuate dalla famiglia rispetto al reddito dichiarato dalla stessa, ma l'accertamento non può certo essere svolto nei confronti della famiglia: bisognerebbe cambiare la Costituzione affinché ciò risulti possibile. In altri termini, l'accertamento riguarda sempre e comunque il singolo contribuente.
Considerando quindi le possibilità di accertamento (successive) legate al redditest, occorre rilevare che quest'ultimo risulta funzionale, in primo luogo, rispetto all'accertamento sintetico cosiddetto "puro". Si tratta della possibilità che l'amministrazione ha di effettuare – in relazione ai periodi d'imposta 2009 e successivi – la rettifica del reddito complessivo delle persone fisiche sulla base delle spese effettive sostenute dalle stesse. Si tratta di un principio su cui si è sempre basato il "sintetico", cioè quello di ricostruire la ricchezza imponibile del soggetto attraverso gli atti dispositivi (le spese) della ricchezza medesima. Tuttavia, questo principio è stato utilizzato pochissimo in passato perché l'amministrazione non disponeva degli strumenti necessari per identificare gran parte delle spese sostenute dal contribuente. Si è quindi preferito utilizzare uno strumento standard e alquanto grezzo come quello del vecchio redditometro, basato sulla disponibilità di determinati beni e servizi (immobili, autovetture, eccetera).
Oggi, invece, l'agenzia è in grado di conoscere – attraverso le proprie banche dati – gran parte delle spese sostenute dai cittadini, considerando ulteriormente le informazioni che possono giungere dalle varie comunicazioni richieste ai contribuenti e agli intermediari, come quelle dello spesometro e dei beni utilizzati dai soci. Di conseguenza, la principale forma di accertamento che, in qualche modo, risulta lo sbocco del redditest, sarà quella del sintetico puro, basato sulle spese effettive sostenute dal contribuente e rintracciate dall'amministrazione finanziaria.
Tuttavia, va rilevato che prima di procedere all'accertamento, l'agenzia deve assolvere due obblighi stabiliti dalla legge: deve convocare il contribuente a fornire ulteriori dati e notizie, rispetto a quelli già in possesso dell'amministrazione, e poi, se l'ufficio riterrà di proseguire l'indagine verso quel contribuente, dovrà convocarlo al contraddittorio da accertamento con adesione. Soltanto nel caso in cui nel contraddittorio non si giungerà a un accordo, l'agenzia potrà emettere l'atto di accertamento.
Accanto all'accertamento sintetico puro, vi è poi il redditometro che, però, relativamente ai periodi d'imposta dal 2009 in poi, risulta una forma di rettifica secondaria rispetto allo stesso sintetico puro (diversamente, quindi, da quanto accadeva in passato).
Il redditometro, tuttavia, non è ancora noto in quanto deve essere emanato con apposito decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze. Da quanto si sa, si baserà comunque sulle stesse voci di spesa che rilevano ai fini del redditest. Nell'audizione alla Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, il direttore dell'agenzia Attilio Befera ha dichiarato che il redditometro sarà incentrato prevalentemente sulle spese già presenti in anagrafe tributaria, su quelle stimate il cui importo è ottenuto applicando una valorizzazione a dati certi e, in via residuale, sulla spesa media Istat. Si tratta di valori in gran parte figurativi, che però – almeno nelle intenzioni – dovrebbero essere ancorati il più possibile a dati certi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le caratteristiche
100
Voci di spesa
Il nuovo redditometro, prenderà in considerazione cento voci che includono spese e patrimoni
7
Categorie
I cento indicatori sono suddivisi in sette grandi categorie: abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi previdenziali, istruzione, attività sportive e tempo libero, investimenti immobiliari e mobiliari, altre spese significative
5
Aree geografiche
L'elaborazione tiene conto delle variabili geografiche di cinque aree: Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole
11
Nuclei familiari
Vengono presi in considerazione undici tipologie di nuclei familiari, che vanno dai giovani single con meno di 35 anni ai nuclei con un solo genitore
20%
Tolleranza
Lo scostamento massimo ammesso tra il reddito riscostruito e quello dichiarato è del 20 per cento. Al di sopra di tale valore, l'amministrazione finanziaria potrà procedere all'accertamento
4
Anni
Per il contribuente sarà fondamentale mantenere per quattro anni scontrini ed estratti conto (il tempo a disposizione del fisco per contestare il reddito dichiarato)
 

tontolina

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ritengo sbagliato il seguente articolo
[FONT=&quot]Link: [/FONT]
[FONT=&quot]http://www.investireoggi.it/fisco/redditometro-2012-al-via-oggi-quali-documenti-vanno-conservati/#ixzz2Ckng4gTT[/FONT]
[FONT=&quot]Redditometro 2012 al via oggi.
Quali documenti vanno conservati?[/FONT]

[FONT=&quot]Sarà presentato oggi il nuovo software Redditest. Quali documenti devono essere conservati per difendersi dal redditometro 2012 e dalle sue 100 voci di spesa[/FONT]

[FONT=&quot]


[/FONT]

[FONT=&quot]Redditometro 2012[/FONT] in partenza oggi, con l’avvio del nuovo software Redditest. Quali documenti deve conservare il contribuente per difendersi dal redditometro quando si avvierà l’accertamento?
Redditometro 2012: oggi il nuovo software Redditest

Oggi ci sarà la presentazione ufficiale del nuovo redditometro 2012 e in particolare del nuovo software redditometro, denominato Redditest che consentirà ai contribuenti di verificare la coerenza tra il reddito che intendono dichiarare al Fisco e il tenore di vita tenuto. 100 le voci di spesa da prendere in considerazione: dall’abitazione, ai mezzi di trasporto, alle assicurazioni e contributi previdenziali, alle attività sportive e tempo ibero, fino agli investimenti immobiliari e mobiliati. Verde, gialla o rossa sarà la spia che si accenderà dopo la compilazione del Redditest o in tutti i supoi campi. Se la spia è rossa, il Fisco inviterà il contribuente ad un confronto. Cosa fare?
Redditest: verde, giallo o rosso

Dopo aver ricordato in questa stessa sede, le “giustificazioni” che può addurre il contribuente quando dovesse risultare incoerenza tra quanto dichiarato e quanto tenuto ( si veda a tal proposito il nostro articolo Redditometro 2012: parte domani il software Redditest), il contribuente deve fornire le sue prove “documenti alla mano”. E quali sono questi documenti?
Redditometro 2012: i documenti utili per difendersi

Le regole base sono poche ma fondamentali quando si parla di difesa dal redditometro. E più che difesa dal redditometro 2012 sono regole che dovrebbero essere seguite a prescindere dall’invito al confronto tra contribuente e Fisco. Innanzitutto il contribuente deve sempre annotare quotidianamente le spese sostenute all’interno della sua famiglia. Poi deve sempre farsi consegnare e debitamente conservare scontrini, fatture, quietanze di pagamento, ricevute, attestazioni ecc. insomma tutti quei documenti che attestano gli acquisti fatti e che possono essere portati a prova della propria buona fede innanzi alle Entrate, contestando così il reddito dichiarato. Essendo 100 le voci di spesa interessate dal nuovo redditometro 2012 e che sono prese in considerazione dal software Redditest, tanti sono i documenti che il contribuente deve conservare con cura. Ad esempio si pensi alla voce di spesa riguardante il tempo libero del contribuente, o i mezzi di trasporto p le spese per l’istruzione. Cosa si deve conservare?
Redditometro 2012: i documenti da conservare per il tempo libero

Andando per ordine, per le attività rientranti nel tempo libero del contribuente che possono essere soggette al redditometro 2012, si devono conservare specifici documenti, quali:
- per attività sportive: ricevuta di iscrizione e pagamento della retta mensile della palestra,
- per la pay tv: fattura del canone mensile,
-per viaggi: fattura/ricevuta agenzia di viaggio o tour operator ovvero biglietto aereo, treno, nave, pedaggio autostradale, ecc
-alberghi, ristoranti, b&b, agriturismi: ricevuta/fattura.
Redditometro 2012: documenti per moto e auto

Per ciò che invece riguarda le spese per mezzi di trasporto, si deve conservare in caso di auto e moto, ma anche barche e aerei la fattura di acquisto, la scheda carburante, canoni di noleggio, pedaggi autostradali, ecc..
Redditometro 2012: le altre spese

Ma non bisogna dimenticare che per difendersi dal redditometro 2012, il contribuente deve anche conservare documenti riguardanti altre spese, come gli assegni periodici al coniuge ( in tal caso va conservata sia la copia della sentenza di separazione o divorzio che le ricevute del pagamento di quote mensili), donazioni ( in tal caso vanno conservate le attestazioni di pagamento), e anche spese veterinarie, conservando certificati medici, cartelle cliniche.
Redditometro 2012 e software Redditest al via. Oggi presentazione all’Agenzia delle entrate del software autodiagnostico di compliance fiscale. Vedremo che impatto avrà sulla vita dei contribuenti.



 

tontolina

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ritengo sbagliato il seguente articolo
[FONT=&quot]Link: [/FONT]
[FONT=&quot]http://www.investireoggi.it/fisco/redditometro-2012-al-via-oggi-quali-documenti-vanno-conservati/#ixzz2Ckng4gTT[/FONT]
[FONT=&quot]Redditometro 2012 al via oggi.
Quali documenti vanno conservati?[/FONT]

[FONT=&quot]Sarà presentato oggi il nuovo software Redditest. Quali documenti devono essere conservati per difendersi dal redditometro 2012 e dalle sue 100 voci di spesa[/FONT]


semmai i documenti da conservare semmai
sono quelli che dimostrano che hai guadagnato onestamente pagando il dovuto allo Stato
e non certo le ricevute della spesa
 

tontolina

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Redditometro dal primo gennaio
Come non sbagliare col Fisco



Una famiglia su cinque (4,3milioni di nuclei circa) sostiene spese "incoerenti" con il proprio reddito. Mentre in un milione circa di casi la contraddizione è a dir poco sospetta: forti spese a fronte di redditi dichiarati quasi nulli, "vicini allo zero". Sono i risultati emersi da una simulazione sull'intera platea delle famiglie italiane, secondo quanto riportato da Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Befera ha spiegato che da gennaio partirà il nuovo redditometro.
I contribuenti possono intanto scaricare dal sito dell'Agenzia il ReddiTest: il software che misura la compatibilità tra reddito familiare e spese sostenute, un test prima di presentare la dichiarazione dei redditi.
Ecco come non sbagliare col Fisco
GUARDA IL VIDEO PER CAPIRE COME FUNZIONA IL REDDITEST
 

tontolina

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Befera: useremo il nuovo redditometro solo per differenze eclatanti
«Il nuovo redditometro è già pronto, e siamo in fase di approvazione del relativo decreto ministeriale e quindi sicuramente a gennaio sarà utilizzabile». «Noi lo adopereremo - ha sottolineato Befera - con la massima cautela e soltanto per differenze eclatanti» tra le spese e i redditi dichiarati.




Befera, con nuovo redditomentro il 20% delle dichiarazioni sono incoerenti
«Da una simulazione sull'intera platea delle famiglie, oltre 4,3 milioni (circa il 20%)» delle dichiarazioni dei redditi «risultano non coerenti»: «tra le diverse categorie di reddito il tasso di irregolarità é maggiore nel reddito di impresa e nel reddito di lavoro autonomo».
 

tontolina

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Ho fatto il REDDITEST di Befera, che dovrebbe servire a stanare gli evasori. Disponibile la simulazione On-Line. Vi svelo i trucchi dell’ennesima bufala!

20 novembre 2012 Di Gpg Imperatrice

IL TEST ON LINE DEL REDDITEST
L’agenzia delle Entrate ha svelato giusto oggi il funzionamento del tanto atteso «redditest»: il software per l’auto-diagnosi della coerenza fiscale illustrato ieri alle associazioni di categoria e ai professionisti in un incontro riservato e che, da questa mattina, si può SCARICARE ON LINE DAL SITO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE (CLICCATE SUL LINK)
Citano le istruzioni sul Sito:
ReddiTest è un software che consente ai contribuenti di valutare la coerenza tra il reddito familiare e le spese sostenute nell’anno. Per utilizzare il programma è necessario scaricare il software e inserire i dati richiesti. Le informazioni, quindi, restano sul proprio computer, senza lasciare alcuna traccia sul web. Nel ReddiTest devono essere inizialmente indicati la composizione, il reddito e il comune di residenza della famiglia, e, successivamente, le spese sostenute nell’anno, suddivise in 7 categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari.
E’ possibile in qualsiasi momento modificare o integrare le informazioni riportate. Il risultato e i dati inseriti possono essere salvati e stampati.
SIMULAZIONE DEL REDDITEST
Ho provato a farlo: la simulazione richiede per una persona piuttosto sveglia 30-60 minuti e non sempre e’ intuitiva. Ti fanno anche domande strambe (hai cavalli?) e domande impossibili (ammontari per determinate categorie di spesa nel 2009, che non potrebbe ricostruire esattamente neanche l’Oracolo di Delfi). Man mano che si confermano le schermate, arrivano rassicuranti messaggi che riportano la dicitura “COERENTE”.
Befera, sostiene che con nuovo redditomentro il 20% delle dichiarazioni sono incoerenti «Da una simulazione sull’intera platea delle famiglie, oltre 4,3 milioni (circa il 20%)» delle dichiarazioni dei redditi «risultano non coerenti»: «tra le diverse categorie di reddito il tasso di irregolarità é maggiore nel reddito di impresa e nel reddito di lavoro autonomo».



GIUDIZIO TECNICO
Le prime schermate (Dati Nucleo Famigliare, Abitazioni, Mezzi di trasporto) sono semplici da compilare e razionali.
Poi iniziano una serie di schermate assurde (Istruzione, Assicurazioni, Tempo Libero, Spese Varie, Investimenti) che chiedono una serie di dati di dettaglio, tra l’altro divise per i componenti della famiglia. Ho fatto qualche simulazione, inserendo per esempio una cifra iperbolica spesa in GIOCHI ON LINE e mi ha detto COERENTE. Ho azzerato tutto e messo stessa cifra per ISTRUZIONE FIGLI e pure qui COERENTE. Facendo le 2 cose insieme mi da’ INCOERENTE. In estrema sintesi, al sistema non interessa per niente come spendi i soldi, ma interessa solo QUANTO SPENDI COMPLESSIVAMENTE, e confronta cio’ col REDDITO DICHIARATO (a naso il sistema dal Dichiarato calcola il Netto e considera su per giu’ questo come l’ammontare oltre il quale la sommatoria di tutte le spese certifica l’incoerenza).
La domanda che mi pongo e’ banale: NON BASTAVA CHIEDERE SEMPLICEMENTE LE SPESE COMPLESSIVE NELL’ANNO A LIVELLO FAMILIARE ? (Dato che piu’ o meno uno puo’ ricostruire) e non farti una sfilza di domande cui nessuno e’ in grado di dare il 100% di risposte esatte?

SE INCAPPATE NEL REDDITEST VI SVELO IL TRUCCO
Volete restare COERENTI? Allora non evadete (come dice Befera). 2 consigli banali comunque per restare tranquilli:
1) Le Spese dichiarate devono essere per un ammontare complessivo pari Reddito Netto, che altro non e’ che il Reddito Dichiarato Complessivo meno l’Irpef.
2) Fatte attenzione: su alcune voci il fisco ha strumenti di verifica precisi, perche’ puo’ incrociare i dati dichiarati con banche dati (esempio: case, automobili, assicurazioni, viaggi aerei, tasse universitarie, etc), e qui e’ bene dare dati corretti al centesimo. Su altre voci, in cui lo stesso dichiarante fara’ grande fatica a segnare cifre precise, anche il Fisco avra’ enorme difficolta’ a ricostruire la veridicita’ dei dati, per cui, su tali voci, se avete dei dubbi, non largheggiate nelle stime e siate cauti.

CONCLUSIONE: IL REDDITEST E’ ALTRA BUROCRAZIA E SPESA PUBBLICA INUTILE, COSI’ CONCEPITO
Se baseranno la lotta all’evasione su uno strumento cosi’ straordinariamente complesso (ed incerto in alcune domande), non ho dubbi che nasceranno problemi a tappeto. Inoltre piu’ il sistema e’ complesso, piu’ dati bisogna procurarsi e gestire, e piu’ burocrazia e costi deve sostenere la PA.

BUONA “INCOERENZA” A TUTTI ! ! !

GPG Imperatrice
Qui trovate MIEI ARTICOLI
 

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dopo la sentenza che stabilisce che il Redditometro è INCOSTITUZIONALE

e dopo sentenze di vari tribunali

Redditometro? Nullo senza il confronto col contribuente


Lunedì, 22 aprile 2013 - 15:07:00
Avv. Matteo Sances
Stop al Redditometro se l’Agenzia delle Entrate non valuta le motivazioni del contribuente.
A tali considerazioni è giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Torino, la quale, con sentenza n.39/04/2013, ha precisato che l’accertamento fiscale da cd. Redditometro “…non può basarsi esclusivamente sull’operatività dei coefficienti ministeriali”.
Viene chiarito, quindi, il valore meramente presuntivo di tale tipologia di accertamento fiscale – prevista dall’art. 38, comma 4, del DPR n.600/73 – la quale è sostanzialmente basata sul teorema del possesso di beni=ricchezza presunta, ossia secondo la logica che se il contribuente risulta possessore di una serie di beni (ad esempio un immobile, una vettura, un motoscafo, ecc.), egli deve necessariamente dichiarare quei redditi minimi che possano consentirgli di per poterli mantenere.
I giudici torinesi, infatti, pur riconoscendo la logica dello strumento accertativo, chiariscono che il mero possesso di beni da solo non basta poiché esso “acquisisce rilevanza soltanto in esito al contraddittorio obbligatorio, mediante il quale si realizza quel processo di adattamento degli standard alla situazione concreta del contribuente, così da integrare i requisiti di gravità, precisione e concordanza del meccanismo presuntivo adottato”.
Tale problematica, d’altronde, è già stata affrontata dalla Corte di Cassazione, con sentenza n.23554 del 20 dicembre 2012, e ribadita anche da altre commissioni tributarie (si veda Sent. Commissione Tributaria Provinciale di Sondrio n.24/02/11 liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti)



Befera che fa?
 

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