Il codice di Manu senza bunga bunga (1 Viewer)

doncraudio

intellettuale stronzissimo
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18 Febbraio 2007
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In materia religiosa Nietzsche elogia il codice di Manu dove la figura della donna viene idealizzata in quanto portatrice del valore più sacro di tutti, qual è quello di dare alla luce un'altra vita. Per tale codice la donna simboleggia la fusione delle due sfere: umana e divina. Differentemente nell'ortodossia cristiana il peccato originale commesso da Eva denota una terrea concezione della donna. La più antica delle eresie cristiane, la gnosi, non a caso si ribella proprio a questo punto, elevando ad un rango superiore la donna, dove anche qui viene annunciata come ponte teso tra umano e divino. Essa addirittura per gli gnostici è la Pistis Sophia, fonte primigenia di ogni spiritualità.
Proprio la spinta conoscitiva di Eva, la quale vuol venire a parte dei segreti dell'albero della conoscenza del bene e del male, sta a significare la forte tensione propria di ogni donna - e secondariamente anche di ogni uomo - a volersi ricongiungere con il Dio superiore - reggente tutti i sotto-mondi secondo la comune vulgata gnostica -, che viene puntualmente ostacolato dal dio-arconte inferiore di questa terra, al quale viene scaricata ogni responsabilità circa il male in essa imperante. Con questo escamotage gli gnostici hanno risolto la spinosa questione concernente il problema del male, a tutt'oggi ancora senza risposta per il cristiano cattolico-luterano-ortodosso, convinto come San Francesco d'Assisi che questo mondo sia una benigna e incondizionata manifestazione del volere divino. Va precisato, dunque, che gli gnostici un po' come i platonici - ricordiamoci la concezione platonica del Demiurgo - erano accaniti nemici della materia, causa per essi di ogni male.​
 

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