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Lori

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Ciao inizia a andare meglio ,ma e ancora strana :(

paura che scenda cataratta :rolleyes:
fastidio guida notturna :mmmm:


autorefrest automatico non conosco :no:
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dondiego49

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Germania, 18 mld di incassi dalla tassa sulle transazioni
Germania, 18 mld di incassi dalla tassa sulle transazioni
Uno studio "confidenziale" del ministero di Wolfgang Schaeuble ipotizza che tassando gli scambi di strumenti finanziari si possano arrivare a stimare 88 miliardi di nuove entrate per le Finanze federali, ma l'asticella è posta prudenzialmente più in basso. Sarebbe manna per i bilanci statali, ma la partita è aspra dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

Il dossier tedesco: dalla tassa sulle transazioni finanziarie possibili 18 miliardi di incassi
Uno studio "confidenziale" del ministero guidato da Wolfgang Schaeuble ipotizza che tassando gli scambi di strumenti finanziari si possano arrivare a stimare 88 miliardi di nuove entrate per le Finanze federali, ma l'asticella è posta prudenzialmente più in basso. Sarebbe manna per i bilanci statali, ma la partita è aspra
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
Lo leggo dopo
Il dossier tedesco: dalla tassa sulle transazioni finanziarie possibili 18 miliardi di incassi Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble
TAG tassa transazioni finanziarie, finanza, tasse, fisco, Tobin Tax, Jean-Claude Juncker, Wolfgang Schaeuble
BERLINO - La tassa sulle transazioni finanziarie, voluta da Germania, Italia, Francia, Spagna e altri paesi dell'Eurozona, sarebbe una manna dal cielo per le amministrazioni tributarie nazionali e quindi, se ne deduce, per il consolidamento dei bilanci sovrani. Lo afferma un rapporto interno del Bundesministerium der Finanzen, il ministero delle Finanze federale, di cui riferisce stamane l'autorevole quotidiano liberal di Monaco Sueddeutsche Zeitung nel servizio d'apertura della prima pagina.

Secondo i calcoli elaborati dagli esperti del ministero guidato da Wolfgang Schaeuble, il decano della politica tedesca, la sola amministrazione fiscale tedesca avrebbe entrate tributarie in più calcolabili tra i 17,6 e i 18 miliardi l'anno, e la tassa - osteggiata dagli ultraliberisti, e criticata nell'Unione europea dal governo britannico, esterno all'Eurozona - non apporterebbe danni significativi all'attività economica, né qui nella prima potenza europea né negli altri Paesi.

Teoricamente, continua il confidential paper del ministero delle Finanze federale, sarebbe possibile ipotizzare persino nuove entrate attorno agli 88 miliardi. Ma è meglio contare sul calcolo più prudente, di un aumento dei proventi tributari appunto tra i 17,6 e i 18 miliardi, perché è ovvio che alcuni operatori reagiranno all'introduzione della tassa de localizzando le operazioni finanziarie in altri Paesi.

Da tempo si parla nella Ue dell'introduzione della Financial
transactions tax (Ftt), ma non c'è unanimità tra i 28 Stati membri. Per cui a Bruxelles, anche sull'onda del clima di rinnovamento con il nuovo presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, e l'intesa in merito tra i suoi Popolari (Ppe) e i socialisti (Pse) secondo gruppo, si fa strada l'idea di cominciare introducendo la Ftt prima di tutto in alcuni paesi, che a Berlaymont e all'Europarlamento vengono definiti "coalizione della volontà". Il gruppo è di grande peso: comprende appunto Germania, Italia, Francia, Spagna, cioè i 4 pesi massimi dell'eurozona, Belgio, Austria, Estonia, Grecia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Secondo i piani della coalizione della volontà la Ftt ammonterebbe allo 0,1 per cento del valore di vendita di ogni titolo. Grande resistenza contro il piano viene ovviamente da molti istituti di credito europei che dicono di temere un calo degli affari e quindi un loro indebolimento proprio mentre si avvicinano i duri stress test delle banche europee preparati dalla Bce di Mario Draghi.
 

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