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tontolina

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Guerra e Pace
di: Alessandra Molteni D'Altavilla



L'America in mano a un buffone

Prima della caduta del muro di Berlino, essere radical-chic significava avere sposato un'ideale di sinistra ma, godere (al contempo) del privilegio di vivere in occidente, sfruttando i lussi ed i benefici di una posizione economica invidiabile.

Erano radical-chic i figli di papà sessantottini che, lasciata la Porsche nuova-fiammante all'angolo prima dell'Università, indossavano il fazzoletto rosso e l'eskimo per partecipare alle manifestazioni di lotta proletaria.

Quel tipo di radical-chic, oggi è caduto in disgrazia; il nuovo modello è quello che sbeffeggia tutti coloro che mettono in discussione il mito americano.

I nuovi radical-chic bollano come anti-americanismo qualsiasi cosa non si conformi all'idea della super-potenza vincente sia sul piano militare che su quello economico e politico (e, quindi, dev'essere migliore per definizione).

I vecchi radical-chic erano ipocriti, i nuovi sono imbecilli; sia gli uni che gli altri, molto ignoranti.

Difendere e rivendicare una statura da statista per un personaggio mediocre e squallido come George W. Bush, è come voler nascondere il sole con la rete; si fa prima ad andare a Lourdes e chiedere un miracolo alla Madonna che si rivelò a Bernardette.

Quell'uomo è imbarazzante per l'intera umanità e, i suoi difensori, si collocano al suo stesso livello morale ed intellettuale.

Il 7 ottobre scorso, in un importante discorso alla nazione, quel presidente buffone ha proclamato: "l'Iraq può attaccare gli Stati Uniti con aerei senza pilota". Con queste parole gravi e solenni, il piccolo Bush voleva premere sul Congresso, affinché autorizzasse l'uso della forza contro Saddam.

La Cia ha, successivamente smentito quelle affermazioni: l'Iraq non è assolutamente in grado di lanciare aerei senza pilota contro gli Stati Uniti; al massimo sta facendo degli esperimenti che, forse, in un improbabile futuro, potrebbe utilizzare contro gli stati confinanti.

Nello stesso discorso del 7 ottobre, Bush citò un ingegnere nucleare iracheno, rifugiatosi in America, secondo il quale nel 1998 Saddam avrebbe dato ordine ai suoi tecnici di continuare gli esperimenti nucleari. Ma quell'ingegnere disertore (Khidir Hamzah) ha lasciato il suo incarico nel programma nucleare del suo paese nel 1991 ed ha abbandonato l'Iraq nel 1995 e, quindi, nulla poteva sapere (nel 1998) dei piani nucleari di Saddam Hussein.

Su questa presunta minaccia nucleare irachena, il piccolo Bush insiste da tempo oltre ogni ragionevole pudore: a settembre scorso ha citato il rapporto degli ispettori che, nel 1998, erano stati (a suo dire) costretti a lasciare l'Iraq sostenendo (è sempre Bush a parlare) che Saddam era a sei mesi dalla bomba nucleare.

In realtà, gli ispettori dell'Onu dicevano che Saddam era a sei mesi dalla bomba nucleare nel 1991, prima della guerra del golfo, quando Bush padre, massacrò un'interà nazione ributtandola nel Medioevo.

Il figlio ha usato la stessa bugia utilizzata 11 anni prima dal padre (bella famiglia quella dei Bush).

Per il 1998, il vero rapporto degli ispettori dell'Onu indicava l'esatto contrario: Saddam non risultava in grado di costruire la bomba nucleare, né sembrava vicino a procurarsela clandestinamente. Il più recente rapporto della Cia dà a Saddam la possibilità di arrivare alla bomba in alcuni anni solo se riuscirà a trovare all'estero l'uranio arricchito.

I due Bush (padre e figlio) hanno spudoratamente mentito al popolo americano e al mondo.

Altra super-frottola del presidentino americano: "Saddam fa curare i terroristi di Al Qaeda negli ospedali di Bagdad".

Si riferisce (il piccolo Bush) al terrorista Abu Musab Zarqawi che, da tempo, non è più in Iraq e, né i servizi segreti americani, né quelli israeliani, hanno alcuna prova di suoi recenti contatti con il regime iracheno.

Bush, ancora una volta, voleva condizionare le reazioni degli americani, per ottenerne l'assenso ad un criminale piano di attacco miltare, che condurrebbe a un nuovo massacro di un popolo inerme.

Quando tu scrivi e dici queste cose, che ormai sono sotto gli occhi di tutti (il presidente francese Chirac ha, recentemente, assunto una posizione nettamente contraria alla politica di aggressione anglo-americana), i radical-chic del dopo muro, gongolano un po, alzano il sopracciglio sinistro e poi, con aria da nuovi guri sospirano: "è sempre il solito anti-americanismo".

Poi, magari, con aria annoiata, vanno al bar a prendere l'aperitivo.

Fatemi dire con grande chiarezza come la penso: "quel piccolo Bush è un presidentino pupazzo, in mano ad una organizzazione di criminali che, attraverso lui, cerca di spingere gli Stati Uniti e il resto del mondo alla guerra".

E' ammirevole il coraggio e la determinazione di Chirac a contrastare le intenzioni guerrafondaie di questa banda di moderni gangsters; in tutto l'occidente è la sola voce sensata che si alza a difesa dei diritti dell'intera umanità.

Noi italiani, invece, produciamo cori di approvazione incondizionata verso l'americanismo rampante, sia da parte del governo, che da parte dei nuovi radical-chic, i quali inneggiano orgasmaticamente a qualsiasi suono o rumore provenga dall'altra sponda dell'Atlantico: fosse pure un peto o un rutto.
 

vilasguil

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Isola che non c'è
buuuuuuurrrppppppp......
ops :ops: scusate ......era un rutto........lo so che non e' elegante.......e poi.....non sono nemmeno d'oltre altantico, ma quando sento parlare di radical chic.........mi prende un automatismo e.......buuuuurpppppp :ops: opssssss di nuovo, scusate :-D
:)
 

karisbo60

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bologna
tontolina

datti a tolstoj datti

e di migliorino ing non mi racconti niente .
quali altre dotte analisi dal prode ometto?
:p :p :-D :-D
 

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