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Jackrussel

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Un po' di analisi della situazione, se si ha tempo di leggere :

Se è solo Berlino a dettare legge a Grecia ed Eurozona - Limes

La crisi di Atene può portare alla liquidazione dell’idea di Europa. O alla sua rinascita.
di Lucio Caracciolo


L’Europa tedesca è altrettanto realistica dell’acqua secca o del legno ferroso. Lo conferma la tragedia greca, di cui stiamo sperimentando solo le prime battute.

Pur di preservare la sua stabilità la Germania ha esportato instabilità nel resto d’Europa, a cominciare dalla periferia mediterranea. Sotto il profilo economico e monetario, propugnando una ricetta unica – la propria – per contesti radicalmente diversi, sicché senza le pressioni americane e il pragmatismo di Mario Draghi l’Eurozona sarebbe già saltata da tempo sotto i colpi dell’austerità.

Sotto il profilo geopolitico, rifiutandosi di assumere ogni responsabilità nelle crisi del Mediterraneo e lasciando che lo scontro sull’Ucraina fosse appaltato ai baltici, per i quali la distruzione della Russia è obiettivo appetibile. E adesso lasciando andare Atene alla deriva.

Smottamento economico, sociale e geopolitico che infragilisce l’euro e completa la destabilizzazione delle nostre frontiere mediterranee dopo la disintegrazione della Jugoslavia (incentivata dalla coppia austro-tedesca) e della Libia (follia franco-britannica), per tacere del Levante in fiamme e del solipsismo turco.

Certo, il cuore tedesco del Vecchio Continente tiene. Ma al prezzo della liquidazione dell’idea stessa di Europa. Perché questo è il verdetto della crisi greca, qualunque sia il suo esito. Ci siamo scoperti tutti avvinghiati al presunto interesse particolare. Con la massima potenza economica continentale incapace di dirimere la più acuta crisi mai vissuta dalla scoppiatissima famiglia comunitaria. E nemmeno tanto desiderosa di farlo, nell’illusione che la Grexit sia faccenda greca, destinata a risolversi da sola incentivando l’autoesclusione di Atene dall’Eurozona. Dopo di che la vita continuerà come prima, meglio di prima. Ma poi, fino a quando Berlino potrà considerarsi immune dalle crisi che ha contribuito a suscitare, non fosse che per neghittosità?

Molti in Germania ambiscono a trasformarsi in Grande Svizzera, con i ponti levatoi alzati. Fisicamente e mentalmente. Si sentono protetti dalle alte mura della propria invidiabile fortezza, che esporta deflazione e importa liquidità grazie alla potenza commerciale, surrogando gli stagnanti mercati europei con la Cina. Già la Svizzera non è più un’isola felice, figuriamoci se può diventarlo la Germania.

La galoppante deriva europea nasce da un equivoco. Caduto il Muro, francesi, italiani ed altri soci comunitari si convinsero che l’ora dell’Europa americana (e sovietica) fosse finita: toccava finalmente all’Europa europea. Per questo convincemmo i più che riluttanti tedeschi a scambiare il marco con l’euro e a diluire la Bundesbank nella Banca centrale europea, in cambio della nostra altrettanto insincera benedizione all’unificazione delle due Germanie.

Nel giro di pochi anni, la forza economica della Germania e la somma delle debolezze altrui finirono per germanizzare l’euro. Ma l’egemonia tedesca si è fermata alla politica economica e monetaria. Anche qui mostrando la corda delle sue fissazioni ordoliberiste. Nella tempesta scatenata 7 anni fa dalle dissennatezze della finanza privata americana, Berlino ha reagito infliggendo ai partner lezioni di ortodossia rigoristica dal forte retrosapore ideologico. L’austerità come bene in sé, sempre e dovunque. Come scrive Hans Kundnani, direttore delle ricerche all’European Council on Foreign Relations, nel suo The Paradox of German Power di prossima pubblicazione presso Mondadori, l’instabilità diffusa dalla Germania in Europa è figlia di «una nuova forma di nazionalismo tedesco, basato sulle esportazioni, sull’idea di ‘pace’ e sul rinnovato sentimento della ‘missione’ germanica».

Testimoniato dalle acrobazie geopolitiche di Angela Merkel, che l’hanno vista talvolta allinearsi con Pechino, Mosca, Brasilia e Pretoria, oltre che dal montante antiamericanismo nella società tedesca. Con ciò mettendo in discussione la stessa appartenenza della Bundesrepublik a ciò che resta dell’Occidente.

Qui emergono anche le nostre responsabilità. Dalla paura della strapotenza tedesca che obnubilava François Mitterrand, Margaret Thatcher e Giulio Andreotti, siamo scivolati verso una sterile corrività verso il presunto egemone. Sterile perché abbiamo pensato che ai tedeschi bastasse qualche scappellamento retorico per considerare le “cicale” mediterranee degne di appartenere all’Euronucleo – la moneta delle “formiche” evocata da Wolfgang Schaeuble nel 1994, cui l’attuale superministro delle Finanze non ha mai cessato di pensare.

Insieme, restiamo sufficientemente corrivi da rinunciare a ridisegnare l’unione monetaria in nome di un’idea politica di Europa, così condannandoci alla marginalità nel farraginoso processo decisionale comunitario. Francia compresa, perché fin troppo consapevole della sua vulnerabilità sui mercati finanziari, nel momento in cui osasse smarcarsi dall’ombra lunga della Germania.

Sui funesti errori che hanno portato la Grecia nel burrone dal quale difficilmente potrà riemergere nei prossimi anni, inutile diffonderci. Troppi, troppo evidenti, troppo ripetuti. Purché questo non diventi un alibi per accomodarci alla deriva greca (e cipriota) verso lidi mediorientali o russo-ortodossi. L’impresa sarà improbabile, ma vale la pena tentarla.

Aiutare Atene a non affogare, dismettere i panni del moralismo e della facile censura, per sporcarsi le mani con quel solidale pragmatismo che può almeno alleviare la vita quotidiana di un popolo alla disperazione.

La risalita dell’Europa passa per la salvezza della Grecia. Con il contributo di tutti, italiani in testa, in quanto prima grande nazione europea esposta alla risacca ellenica.

Non per peloso “umanitarismo”, come stizzosamente suggerito da qualche politico nordico. Per puro senso di responsabilità nazionale ed europea.
 

apino

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tommy271 è da ieri che sto notando come dai le notizie visto che le prendi dalle stesse pagine internet che ho aperto io.

voglio ricordarti che i greci hanno votato NO all'austerity con un referendum quindi il problema non è contare i dimostranti che vedi nelle foto che stanno apparendo sui siti

sono stato chiaro?
si legge nuovoforumer sotto il nick,
ma tu non sei nuovo, non è vero pazzoid?
 

cariatide

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Va bene tutto ... e sono dispiaciuto per voi che non ci sarà la Grexit :-o ... ma le notizie meglio darle esatte ... altrimenti non si è credibili (al pari dei greci? :D).

La piazza "piena" si riferisce a 600/700 manifestanti ... ;).
Tommy rimetti i piedi per terra.
I tedeschi vogliono sbattere fuori la Grecia senza se e senza ma
Tu credi veramente che la Grecia accetti e voti i diktat umilianti di ***** Schuble e il ritorno della TROIKA ad Atene solo per poter accedere ad altri negoziati ? Ma dai.

Ecco cosa devono approvare entro mercoledì:

1) riforma dell'Iva tramite la razionalizzazione del sistema di raccolta;
2) quella delle pensioni, per migliorare la sostenibilità di lungo termine del sistema pensionistico;
3) l’adozione di un nuovo codice di procedura civile per accelerare i processi e ridurne i costi;
4) una normativa che garantisca la piena indipendenza dell'Istituto di statistica nazionale (Elstat);
5) la piena attuazione alle disposizioni derivanti dal Trattato sul «fiscal compact», e in particolare rendere operativo il «consiglio di bilancio», in modo che scattino tagli automatici di spesa quando si profilino deviazioni dagli obiettivi di avanzo primario (il bilancio pubblico al netto della spesa per gli interessi sul debito) concordati nel futuro programma di salvataggio;
6) la trasposizione della nuova direttiva Ue per il salvataggio e la risoluzione bancarie (Brrd).
 

cestr1970

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Vuoi per caso dire che Tommy censura le notizie che non gli piacciono ?
le filtra e mi dispiace perchè in questo momenti bisogna essere il più imparziali possibile, per poter capire

comunque fa un grande lavoro, visto che lo fa 24/24

mi sono arrabbiato perchè lui. se leggi, mi ha accusato di riportare notizie FALSE
 

cariatide

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ZeroHedge riassume benissimo:

The Greek "Choice": Hand Over Sovereignty Or Take Five Year Euro "Time Out"

For those who missed today's festivities in Brussels, here is the 30,000 foot summary: Europe has given Greece a "choice": hand over sovereignty to Germany or undergo a 5 year Grexit "time out", which is a polite euphemism for get the hell out.
 

amorgos34

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le filtra e mi dispiace perchè in questo momenti bisogna essere il più imparziali possibile, per poter capire

comunque fa un grande lavoro, visto che lo fa 24/24
Bene,
in questo momento DELICATISSIMO ci sono due classi di forumer (potrei fare i nomi, ma evito ) : quelli che portano avanti sterili polemiche (e mai postano mezza notizia o cercano di sviscerare un problema) e quelli che si sbattono.

Non voglio quindi polemizzare, mi piacerebbe invece, per completezza di informazione, che tu colmassi il vuoto di Tommy.

Te ne sarei grato.
 

tommy271

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tommy271 è da ieri che sto notando come dai le notizie visto che le prendi dalle stesse pagine internet che ho aperto io.
voglio ricordarti che i greci hanno votato NO all'austerity con un referendum quindi il problema non è contare i dimostranti che vedi nelle foto che stanno apparendo sui siti

sono stato chiaro?
Credo che tu conosca poco la realtà greca.
 

ZioJimmy

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le filtra e mi dispiace perchè in questo momenti bisogna essere il più imparziali possibile, per poter capire

comunque fa un grande lavoro, visto che lo fa 24/24

mi sono arrabbiato perchè lui. se leggi, mi ha accusato di riportare notizie FALSE
Penso che tu nn segui da abbastanza tempo questo 3d.
Il tuo è un commento superficiale... Senza offesa
 
Stato
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