Grecia: arrestano il giornalista ma gli evasori sono liberi (1 Viewer)

tontolina

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CHE giustizia è mai quella
un giornalista investigativo pubblica la lista degli evasori
e il governo greco che fa?
non come quello tedesco che ha preso gli evasori
ma ha arrestato il giornalista


e quella sarebbe democrazia? quella più antica?
ma non raccontassero pal le!
 

tontolina

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Grecia, Ue su reporter greco arrestato 'Importante lotta contro evasione'

Giovedi' al via il processo. Intanto Anonymous attacca il ministero delle Finanze

29 ottobre, 16:12
Il giornalista greco Costas Vaxevanis




ATENE, 29 OTT - A sei mesi di distanza dall'attacco sferrato lo scorso aprile da ignoti hacker ai danni del server del ministero delle Finanze ellenico, oggi lo stesso database è stato colpito da un attacco da parte del gruppo di hacker Anonymous che ha rivendicato l'azione trafugando e mettendo in rete documenti segreti sui colloqui fra il governo e la troika.


UE SUL REPORTER GRECO ARRESTATO, LOTTA EVASIONE IMPORTANTE - "E' importante continuare la lotta all'evasione fiscale". E' il monito del portavoce del commissario Ue agli affari economici Olli Rehn dopo l'arresto del giornalista greco che ha pubblicato i nomi dei principali evasori fiscali greci, su cui non ha voluto commentare nel merito. Proseguire nella battaglia contro chi non paga le tasse é ancora più rilevante, ha aggiunto il portavoce, soprattutto "quando si richiedono ai cittadini sacrifici per politiche a sostegno della disciplina fiscale".
Dopo l'arresto del giornalista greco Costas Vaxevanis per aver pubblicato una lista di nomi di evasori "si deve verificare se sono stati violati i diritti alla libertà di espressione e al pluralismo dei media garantiti dalla Carta fondamentale dei diritti e dal Trattato dell'Ue, nonché dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". E' quanto ha chiesto l'europarlamentare del Pd David Sassoli con un'interrogazione alla Commissione europea.
"L'arresto di Vaxevanis – ha commentato il presidente degli eurodeputati Pd in Europa – è solo l'ultimo episodio di una lunga lista che in questi ultimi anni ha visto giornalisti subire censure e limitazioni della libertà nello svolgimento del proprio mestiere. Ritengo sia urgente – ha concluso Sassoli - affrontare la questione sulla libertà di espressione in sede europea affinché sia assicurata adeguata tutela a uno dei principi cardine della democrazia".
Comincerà giovedì primo novembre il processo a carico del giornalista ed editore greco Costas Vaxevanis, accusato di violazione della privacy per aver pubblicato sul suo periodico Hot Doc la lista di 2.059 cittadini greci che, secondo Vaxevanis, avrebbero in segreto da anni conti bancari in Svizzera mai dichiarati al fisco ellenico. Lo ha deciso il tribunale di Atene accogliendo la richiesta dei legali del giornalista in un'aula gremita di giornalisti, troupe televisive e semplici cittadini.
di Furio Morroni

Il noto giornalista investigativo greco Costas Vaxevanis è stato arrestato stamani per aver pubblicato sul suo periodico Hot Doc (Documenti Scottanti) una lista di oltre 2.000 greci che egli asserisce siano quelli contenuti nell'ormai famigerata 'lista Lagarde', ovvero l'elenco segreto di nomi di correntisti greci della banca elvetica HSBC reso noto da un dipendente. I 2.059 nominativi, contenuti in un CD, erano stati consegnati nel 2010 dall'allora ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde (attuale direttore dell'Fmi), all'allora ministro greco delle Finanze Giorgos Papacostantinou (governo Papandreou, Pasok), ma da allora il CD si era misteriosamente volatilizzato. Di recente le autorità di Atene avevano ammesso che il CD originale ricevuto da Parigi era scomparso e ne avevano richiesto e ottenuto una copia. Venerdì, inoltre, l'ufficio dell'ex primo ministro George Papandreou aveva dovuto respingere l'accusa che egli fosse a conoscenza del contenuto del CD, avanzata da un deputato di Syriza (sinistra radicale, all'opposizione) secondo cui l'ex premier socialista, quando era ancora al potere, si sarebbe prestato ad organizzare un incontro con il responsabile della sede di Ginevra della HSBC. Vaxevanis, che è stato arrestato con l'accusa di violazione della privacy, dovrà comparire domani alle 12:00 davanti ai giudici che dovranno fissare la data d'inizio del processo. Ieri sera, quando si era già diffusa la notizia dell'ordine di arresto nei suoi confronti emesso dalla Procura di Atene, il giornalista ed editore ha scritto su Twitter: "Adesso (la polizia) sta entrando in casa con un magistrato. Stanno per arrestarmi. Passate parola". Ed ha descritto gli agenti inviati a prenderlo come "una milizia fascista".
"Invece di arrestare gli evasori fiscali e i ministri che avevano nelle mani la lista, adesso arrestano la verità e la libertà di stampa", ha scritto poco prima dell'arresto Vaxevanis.

Frattanto le autorità greche non hanno confermato se la lista dei 2.059 nomi pubblicati su Hot Doc corrisponde a quella fornita da Lagarde, né tantomeno Papacostantinou o il suo successore Evangelos Venizelos (attuale leader del Pasok), il quale ai primi di ottobre ha consegnato la copia dell'elenco agli inquirenti, hanno mai rivelato se esso contenga nomi di uomini politici. Nella lista però, stando a quanto pubblicato da Vaxevanis, figurerebbero almeno i nomi dell'ex ministro ed attuale presidente del Parlamento, Giorgos Voulgarakis (Nea Dimokratia) e di altri due politici, uno dei quali deceduto.

In un'immediata reazione a quanto scritto dal periodico, Voulgarakis ha categoricamente negato che il proprio nome possa trovarsi sulla 'lista Lagarde' e ha accusato Vaxevanis di "disinformazione e diffamazione" affermando via Twitter che "mia moglie ed io non abbiamo mai avuto compagnie off-shore né conti all'estero".

Dall'elenco di Hot Doc risulta che il presidente del Parlamento è titolare dal 2003 di un conto presso la HSBC che però non figura nella sua dichiarazione dei redditi. Nel citare "preoccupazioni per la privacy" degli individui nominati nella lista, Hot Doc sostiene di aver pubblicato esclusivamente i saldi dei conti bancari in alcuni dei quali sarebbero depositati sino a 500 milioni di euro. Il giornale, inoltre, ribadendo che è del tutto legale per un greco disporre di un conto bancario in Svizzera, non lancia specifiche accuse di riciclaggio di denaro contro alcuno ma fa ben capire che, negli ultimi due anni, il governo di Atene ha fatto ben poco per far luce sulla vicenda. Da stamani, subito dopo l'arresto di Vaxevanis, i social network greci sono stati invasi da commenti estremamente critici dell'operato di magistrati e polizia ed è già partita una massiccia campagna affinché vengano fatte cadere tutte le accuse contro il giornalista per il ruolo da lui svolto nel rendere di pubblico dominio la 'lista Lagarde'.
 

lorenzo63

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Giarda che in Italia siamo messi allo stesso modo ....

In Svizzera pare ci siano almeno (almeno) 50 mld euro nascosti dagli evasori - (tempo addietro si parlava di cifre ben + elevate...) ed il monti con la sua guerra alla evasione nn ha allo stato attuale portato a casa un piffero di quei quattrini - germania e uk in sei mesi hanno portato a casa il risultato, l' italia attende che facciano sparire il tutto, presumibilmente pare di capire ... e si parla di una quantità di denari impressionante altro che le manovrette su iperf iva etc. :wall::wall:

Svizzera-Italia, via libera di Berna ai negoziati sui capitali nascosti oltrefrontiera - Il Fatto Quotidiano

Fisco, niente accordo tra Italia e Svizzera. Intanto gli evasori scappano - Il Fatto Quotidiano
 

tontolina

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Mondo | Economia - 14:37
Atene trova un accordo con la troika

Il premier greco annuncia un'intesa che dovrà essere approvata dal Parlamento
ATENE - Il premier greco Antonis Samaras ha annunciato oggi di aver raggiunto l'accordo con la troika. Lo ha riferito Antenna TV. «Abbiamo ottenuto tutto il possibile. Se le misure e il bilancio saranno approvati dal Parlamento la Grecia uscirà dalla crisi», ha spiegato Samaras.
«D'ora in poi il problema è che cosa potrebbe succedere se l'accordo non sarà approvato dal Parlamento perché il paese andrebbe verso il caos», ha aggiunto Samaras.
«Una tale eventualità sarebbe molto dolorosa per l'intero popolo greco sia sotto il profilo economico ma ancor peggio sotto quello politico. Questi pericoli devono essere evitati. Adesso spetta al senso di responsabilità dei partiti e di ciascun parlamentare», ha detto il premier.
 

tontolina

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Grecia, assolto il giornalista della lista infame

02 novembre 2012 - 11.12
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Ognissanti non porta notizie solo negative da Atene, in un giorno drammatico, per la Grecia, che vede riaffacciarsi l'ipotesi di default.
La buona notizia, però, è l'assoluzione del giornalista che pubblicò la lista dell'infamia.

L'elenco in questione fu trasmesso nel 2010 al Governo greco dal direttore del FMI Christine Lagarde, allora ministro delle Finanze francese, sulla base di una verifica condotta presso una filiale della banca HSBC a Ginevra, ma venne insabbiata (persa per la versione ufficiale), perché conteneva oltre duemila nomi di grandi evasori, inclusi noti uomini d'affari, ex ministri ed un consulente dell'attuale Premier Samaras.

Il giornalista Kostas Vaxevanis, alcuni giorni fa, venne in possesso di questa lista nera, che pubblicò sul giornale da lui diretto Hot Doc, venendo subito arrestato per presunta violazione della privacy.

Il giudice, invece, ha ritenuto che non c'è stata alcuna violazione della privacy ed ha giudicato innocente il giornalista, che è stato subito scarcerato.
 

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Spariti i parenti del ministro dalla lista degli evasori greci

Spariti i parenti del ministro dalla lista degli evasori greci - Il Sole 24 ORE


Sale la polemica sull'evasione fiscale in Grecia. Il partito socialista ellenico, il Pasok, ha espulso ieri l'ex ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, 51 anni, sospettato di aver cancellato i nomi di alcuni suoi parenti dalla lista di presunti evasori fiscali nota come "lista Lagarde", la versione ellenica della lista nota in Italia come "Falciani".
Papaconstantinou, un tecnico che ha studiato alla London School of Economics e l'artefice del primo piano di salvataggio del Paese nel maggio 2010, aveva ricevuto la famosa lista nel 2010 dall'allora ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, oggi direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, composta da circa 2.059 titolari di conti alla banca HSBC in Svizzera, sui cui stanno indagando le autorità per eventuale evasione fiscale.
In un duro comunicato, il Pasok ha affermato che ci sono «chiari indizi» sul fatto che i nomi dei parenti dell'ex ministro siano stati cancellati, a fronte della smentita «categorica» arrivata dallo stesso Papaconstantinou. Ma la nuova copia giunta da Parigi ha tre nomi che nella lista greca finora non comparivano.
La lista era stata pubblicata a fine ottobre dal giornalista investigativo Costas Vaxevanis che era stato arrestato, processato per il reato di violazione della privacy e quindi prosciolto pochi giorni dopo.
Come riferisce il quotidiano Kathimerini, ai tre nuovi nomi sono collegati due conti bancari su uno dei quali sarebbero depositati 1,2 milioni di dollari.

Il Parlamento ha votato, con il sì dei tre partiti della maggioranza che sostiene il governo Samaras, la costituzione di una Commissione parlamentare sulla vicenda.
Siamo di fronte a un regolamento di conti tra ex ministri visto che anche Venizelos, oggi presidente del Pasok, è stato responsabile delle Finanze oppure si sta scoperchiando uno dei più spinosi dossier dell'economia greca, quello dell'economia sommersa e dell'evasione?

La stremata opinione pubblica greca pare credere che sia giunto il momento della resa dei conti sull'evasione fiscale di massa e sui politici che per decenni l'hanno blandita, permessa e forse a volte assecondata in prima persona affondando i conti pubblici.
La diagnosi del Brookings Institution è impietosa:

c'è in Grecia un'economia sommersa pari al 27% del Pil e una corruzione pari all'8 per cento.

Non solo.

Secondo l'Fmi «il 75% dei lavoratori autonomi greci dichiarava meno di 12mila euro, limite sotto il quale scattava l'esenzione fiscale», ora il limite è stato ridotto a 5mila euro.

Una evasione di massa, spudorata, che generava a sua volta corruzione e mancanza di senso dello Stato.

Il fisco greco sembra un groviera tanto è pieno di buchi e scappatoie. E non riesce ad incassare nemmeno un terzo di quanto eventualmente accerto.
Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart (nel libro «Questa volta è diverso: otto secoli di follia finanziaria»), citano un dato che parla chiaro: Atene ha uno dei tassi di economia sommersa più alto di tutta Europa, pari al 30% del Pil. La cifra di Rogoff, ex capo economista del Fondo monetario internazionale, è vicina a quella di altri studiosi come Friedrich Schneider (si veda il grafico in pagina) dell'Università di Linz, che nel suo studio del 2012 («La dimensione dell'economia sommersa nei maggiori paesi Ocse» stima la quota dell'economia nera greca al 27%, mentre un rapporto di Danopoulos e Znidaric dekl 2008 azzarda quote oscillanti tra il 25% e 37% del Pil.
L'ex premier greco George Papandreou aveva stimato l'evasione fiscale greca in 30 miliardi di euro l'anno su un Pil di 280 miliardi di euro. Un'evasione di massa senza vergogna, che genera a sua volta corruzione e un deficit cronico nelle entrate.
 

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