governo Renzi con ministra di Forza Italia | Pagina 2

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 23 Febbraio 2014.

    24 Febbraio 2014
  1. tontolina

    tontolina New Member

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    Il cerchio si stringe

    Posted by Maurizio - 24 febbraio 2014 - Blog


    L’ex-Premier, Enrico Letta, l’ha ripetuto più volte nel corso del suo mandato: “I conti sono in ordine”, eppure il nuovo Governo Renzi non fa tempo a giurare che già fioccano dichiarazioni su nuove imposizioni fiscali.


    L’ultima in ordine di tempo, ma sicuramente ne seguiranno molte altre, è quella del Sottosegretario di Stato Delrio che in un’intervista ha affermato: “Se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute”.
    Ora è chiaro che non si riferiva soltanto ai Bot, ma alle rendite finanziarie in genere, dato che per quanto riguarda i Bot della “signora anziana” già oggi quei 100 mila euro rendono in un anno 86 euro, dopo che lo Stato ne ha preso in bolli e tasse 284 e la banca ne ha trattenuti 300.
    Ma la manovra è a tenaglia; il Governatore della Banca d’Italia Visco conversando a Sidney con i giornalisti sul neo-Ministro dell’Economia Padoan commenta: “viene dall’Ocse, ha appena firmato il rapporto Going to Growth e quindi sa bene, come dice il commissario europeo Olli Rehn, quel che si deve fare”.
    E di Padoan si cita la propensione per le patrimoniali, in linea con le convinzioni dei grandi enti sovranazionali (Ocse e FMI) e con l’orientamento tedesco secondo cui l’Italia ha il “dovere” di tassare i patrimoni per riportare all’equilibrio i conti pubblici.


    In buona sostanza:
    Il precedente Governo Letta ha più volte affermato che i conti erano in ordine, una convinzione che sembra non avere grande fondamento.
    Per rispettare il tetto del 3% deficit/Pil occorrono nuove tasse.
    L’obiettivo prescelto è quello delle rendite finanziarie; poco importa se sono già gravate da numerosi prelievi e che si tratti di risparmi su redditi che a suo tempo furono già tassati.
    Non si tratta di un’opzione, ma di un preciso ordine di regia già definito a livello europeo.
    Sul quarto punto si può constatare come l’Osservatorio della Mazziero Research, pubblicato 10 giorni fa, fosse in linea con i fatti di questi giorni; di seguito si riporta il commento.
    Il cerchio si stringe.
    La prima avvisaglia fu a marzo dello scorso anno, quando Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, dichiarò che il prelievo forzoso dei conti bancari a Cipro poteva costituire un modello per la soluzione della crisi in Europa; affermazione poi mitigata da una ritrattazione di circostanza.
    Poi a ottobre, nel riquadro 6 del Fiscal monitor del Fondo Monetario Internazionale si poteva leggere che: “una misura per riequilibrare la sostenibilità del debito può essere quella di applicare una tassa “una tantum” sulla ricchezza; affinché riesca deve essere applicata con tempestività, per evitare fughe di capitale, e vi deve essere la convinzione che si tratterà di una misura straordinaria che non verrà ripetuta.” Il box si concludeva con una stima dell’aliquota del prelievo necessaria a riportare una quindicina di paesi dell’Eurozona ai livelli pre-crisi: il 10%.
    Infine è stata la volta della Bundesbank che in un documento di gennaio ricordava: “sono gli Stati i principali responsabili delle politiche fiscali ed economiche nazionali, mentre è esclusa un’assunzione di responsabilità da parte di altri Stati attraverso una politica monetaria unica; sono quindi i contribuenti dei rispettivi Stati a dover rispondere del proprio debito sovrano. Pertanto qualora i problemi di solvibilità non possano essere risolti, i contribuenti stessi potranno essere chiamati a sopportare i rischi finanziari delle loro stesse decisioni di investimento in linea con i principi dell’economia di mercato. L’intervento comunitario verrà limitato alla difesa della stabilità finanziaria della zona euro nel suo insieme.”
    Il cerchio ormai lascia sempre meno margini di manovra.
    Fonti:
    Corriere.it – Visco: «Padoan viene dall’Ocse, sa bene quello che si deve fare»
    Ansa.it – Delrio, non sforiamo 3% Valutiamo tasse sui Bot
    IlGiornale.it – Prepariamoci, con Padoan ci sarà una patrimoniale
    Mazziero Research – Osservatorio sui dati economici italiani – Italia: economia a fine 2013
    All’interno dell’Osservatorio è possibile trovare numerosi dati e commenti sullo stato di salute dell’economia italiana.
     
  2. 24 Febbraio 2014
  3. tontolina

    tontolina New Member

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    Cara Lanzetta, hai distrutto la mia città. Come farai a salvare le Regioni?

    Il nuovo ministro per gli Affari regionali è stato sindaco in un piccolo paese calabrese dove non ha lasciato un buon segno. Anzi...





    [​IMG]
    Cara Lanzetta, hai distrutto la mia città. Come farai a salvare le Regioni? - IlGiornale.it



    se ho ben capito Renzi ha scelto i peggiori dei peggiori
    sarà un governo che ci farà rimpiangere quello diversamente intelligente: il gov.MONTI le cui scelte hanno portato la depressione in italia e molte persone al suicidio
     
  4. 24 Febbraio 2014
  5. marofib

    marofib New Member

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    bellissimo un commento

    "......oggi alle ore 14.00, Senato della Repubblica, andrà in onda una puntata imperdibile
    di TALE E QUALE SHOW, il tema è " anno 1994 ".
    domani la puntata sarà replicata alla Camera dei Deputati."
     
  6. 24 Febbraio 2014
  7. marofib

    marofib New Member

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  8. 24 Febbraio 2014
  9. tontolina

    tontolina New Member

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  10. 24 Febbraio 2014
  11. tontolina

    tontolina New Member

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    La fine dell’Italia? E’ già stata decisa a Bruxelles

    Nuovo governo, vecchi problemi. L’economia è ancora il tasto dolente, ma il governo non ha le idee chiare sul da farsi per un motivo preciso: è solo di facciata.

    I veri problemi e le soluzioni che ci faranno piangere lacrime amare, sono discusse a Bruxelles.

    La prova? Ce la fornisce un’interessante analisi di Giancarlo Dall’Aglio trader esperto nel settore delle commodities.
    Purtroppo Renzi non è partito con il piede giusto e ancora di meno in passato con le sue dichiarazioni circa l’aumento della tassazione sui risparmi e le rendite finanziarie. Insomma per la serie “buttiamoci dentro di tutto”.
    Parlare del nuovo Primo Ministro e parlare di non coerenza sarebbe facilissimo, quasi come sparare sulla proverbiale Croce Rossa. Basti ricordate il libro scritto recentemente da Renzi in cui lui stesso avrebbe appoggiato il governo Letta, mentre alla ed è diventato Primo Ministro cogliendo di sorpresa anche il Presidente della Repubblica con un incontro fiume tra i due prima della nomina ufficiale da parte di Napolitano, oltre gran parte della popolazione), che il problema delle poltrone non lo riguardava, mentre adesso ha creato un governo dalle nomine piuttosto discutibili.

    Cosa certa è il fatto che il nuovo governo non ha le idee chiarissime sul tema dell’economia.

    Al di là di slogan e frasi fatte, ieri l’intervista di Delrio con cui si paventava la possibilità, molto forte, di un innalzamento sulla tassazione dei Bot. Nello specifico si parlava dell’esempio di una vecchietta (i Bot sono il classico strumento di risparmio di pensionati e padri di famiglia) con 100mila euro investiti in Bot. Delrio si chiedeva: “Nel suo caso 25 o 30 in meno non faranno la differenza”. Ora in Rete sono circolate le più svariate ipotesi sia sul fatto che che Delirio non ha specificato se 25 o 30 erano euro o mila euro (ipotesi assurda per una tassazione della plusvalenza, ma non dimentichiamo che la patrimoniale voluta dall’Europa contemplare cifre non dissimili) sul meccanismo applicato per riuscire a creare una percentuale che desse un risultato del genere. Infatti i conti non tornano. Ecco perchè: portando la tassazione al 25% come si sussurra voglia fare il governo Renzi, il risultato sarà di 500€ a fronte di ogni 100mila euro di plusvalenza.

    Altra cosa invece è se si vuole tassare il capitale, ma in questo caso non si parla più di tassazione sulle rendite finanziarie ma di vera e propria patrimoniale.

    Gli ultimi dati sull’evasione fiscale parlano di una cifra ulteriormente in salita e arrivata a circa 180 miliardi e quindi da colpire. Peccato che però il settore su cui si punta il dito è quello dei piccoli artigiani, dei commercianti e delle piccole e medie imprese. Insomma da coloro che puntualmente vengono vessati da multe, controlli sulle minuzie, tassazione e burocrazia assurda.

    Invece scorporando il dato dei 180 miliardi, si scopre che
    100 miliardi deriverebbero dalla malavita organizzata,

    22 miliardi da banche ed assicurazioni,

    32 si rifanno alle grandissime industrie ovvero alle S.p.a con un capitale sociale molto grande che spesso delocalizzano

    e solo 8 miliardi sarebbero da addebitare al settore che il Fisco persegue ogni giorno.

    In tutto questo arriva anche la mancanza di idee su risparmio, plusvalenza e patrimoniale.
    Patrimoniale. Ultimamente se n’è sentito parlare spesso. Anche Weidmann non più tardi di qualche giorno fa ha parlato di una patrimoniale per i paesi in difficoltà.
    Infatti. La patrimoniale, negli ultimi mesi è stata chiesta da tutti in Europa, e sempre con il dito puntato verso l’Italia (anche se mai citata direttamente). Il motivo è semplice: l’Italia ha il più grande risparmio privato d’Europa secondo le varie statistiche che ogni giorno ci forniscono i vari istituti di statistica. La cifra parla addirittura di 8mila miliardi di ricchezza accantonati dai cittadini italiani durante i decenni dal dopo guerra in poi. Somme che sono risparmiatori per eccellenza. Al contrario dei tedeschi che non hanno il “culto” della casa di proprietà, cosa che invece è stata in Italia. Il mattone come bene rifugio per eccellenza, come la Storia ha dimostrato visto che il valore degli immobili è sempre cresciuto, almeno fino allo scoppio della bolla del 2007 partita dagli Usa e che ha poi coinvolto un po’ tutto il resto d’Europa. Intanto però sia i Bot che gli altri titoli sono tutti già tassati, se non erro.
    Esatto. Per cominciare è bene ricordare che i titoli di stato sono già tassati e non godono certo di plusvalenza gratuita.

    Tassazione che è al 12,50% a differenza del resto delle rendite finanziarie, era già stata portata dal 12,50% al 20% dal governo Monti, ma pare che Renzi voglia portare il numero ancora a livelli più alti. Purtroppo dietro c’è una questione ideologica che ha il sapore della demagogia. Il precedente più evidente, anche se meno conosciuto dalla pubblica opinione è quello della tassazione sul settore nautico, estremamente fiorente.

    Oppure la Tobin Tax: ufficialmente perchè “ce lo chiedeva l’Europa”, peccato che poi proprio l’Europa e in primis la Germania si sono defilate. Nel caso di Berlino, addirittura la si è posticipata al 2016. Ovviamente la Germania non applicherà mai la Tobin Tax soprattutto perchè a Francoforte c’è il mercato dei derivati più grande del mondo e cioè l’Eurex.
    Tornando alla questione dei risparmi, il capitale custodito in Italia fa gola a molti. A troppi? Prima il Fmi, poi la Bundesbank, poi l’Ocse e altri singoli esponenti dell’euroburocrazia europea, hanno tutti affermato che una patrimoniale potrebbe essere una buona soluzione, soprattutto se applicata una tantum per risolvere eventuali problemi che potrebbero portare a un default. Ovvio che l’Italia è troppo grande per fallire, con un debito pubblico di oltre 2 trilioni e quindi nessuno sarebbe in grado di fornire fondi e capitali per “coprire” una somma del genere. E quindi si cercano soluzioni alternative. Da qui la proposta della patrimoniale, proposta che è arrivata spesso, negli ultimi mesi, soprattutto dall’esterno. il sospetto è che il nuovo ministro dell’economia scelta non certo da Renzi ma da Bruxelles. Sono mesi che è chiaro a tutti come il parlamento italiano non abbia più nessun potere decisionale sulle questioni veramente importanti per il paese (quelle sono prese direttamente da Bruxelles) , in Italia si parla di temi “sociali” ma che non incidono sull’economia.

    A preoccuparmi è la dichiarazione del presidente della Commissione europea, il mitico Olli Rehn, spesso protagonista di dichiarazioni riguardanti le ricette, a base di austerità, che servirebbero per l’Italia. Ebbene Rehn si è affrettato a dire una frase che non lascia molti dubbi: Padoan sa cosa dev’essere fatto. Affermazione ben diversa da un “Padoan sa cosa fare”, interpretabile come un segno di stima professionale verso un economista e la sua professionalità. La frase di Rehn (Padoan sa cosa dev’essere fatto) fa invece intendere che già si è parlato in altre sedi di quanto necessario fare per l’Italia. Chi pensa che il governo Renzi possa dare una svolta all’andamento della nazione rispetto a quello degli ultimi mesi, temo si sbagli (e mi auguro per il bene dell’Italia di sbagliarmi a mia volta!). Ma le premesse non sono delle migliori.

    GPG
    La fine dell?Italia? E? già stata decisa a Bruxelles | Scenarieconomici.it
     
  12. 24 Febbraio 2014
  13. tontolina

    tontolina New Member

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  14. 25 Febbraio 2014
  15. tontolina

    tontolina New Member

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    Ecco a voi il Ministro dell'ambiente del governo Renzi


    Galletti, il ministro atomico

    Blog di Beppe Grillo - Galletti, il ministro atomico
    Renzie ama l'ambiente. A patto che sia zeppo di inceneritori e con i corsi d'acqua privatizzati. Per questo ha scelto come ministro apposito un commercialista che di ambiente non sa nulla, tale Gianluca Galletti, uomo di Casini, favorevole al nucleare e contrario all'acqua pubblica.

    "Il nuovo ministro dell’ ambiente è Gianluca Galletti, 53 anni, laurea in economia e commercio e commercialista, un uomo di Pierferdinando Casini. Dalla biografia politica di Galletti, ex deputato Udc tra 2006 e 2013, non si intravede nessuna vera competenza in campo ambientale.

    Dal 1999 al 2004 Galletti è stato assessore al bilancio della prima ed unica giunta di centro-destra del Comune di Bologna, quella del sindaco Giorgio Guazzaloca. L’impressione è che la casella del ministero dell’ambiente sia una delle ultime occupata, come tappabuchi da manuale Cencelli, durante le due ore e mezzo che il neo-premier Matteo Renzi ha passato nelle stanze del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Alla fine i casiniani, anche per la diminuzione dei ministri, si sono probabilmente accontentati della promozione del loro ex sottosegretario. Questo però la dice lunga sull’importanza che sembra si sia data ad un ministero che in altri Paesi europei è ritenuto vitale." GreenReport
     
  16. 25 Febbraio 2014
  17. tontolina

    tontolina New Member

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    concludendo:
    tutti i partiti hanno un ministro all'interno del governo tranne il MoVimento5Stelle e Lega Nord

    si può affermare senza ombra di smentita che al governo ci sta il partito unico dei Bugiardi-ladri e corrotti
     
  18. 27 Febbraio 2014
  19. tontolina

    tontolina New Member

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