gov:MONTI è stato il gov.che ha istigato al suicidio gli italiani

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 15 Giugno 2013.

    15 Giugno 2013
  1. tontolina

    tontolina New Member

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    Riccardi accusa Monti: “Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto”

    Segnaliamo, due articoli correlati, il primo comparso su Libero che riprende un secondo da Dagospia.
    LIBERO
    Il retroscena raccontato da Dagospia. L’ex-ministro tecnico avrebbe confidato anche che il Professore era convinto che bisognava regredire dal troppo benessere
    Scelta civica come partito non è mai esistito. Chiunque, già durante le elezioni, avrebbe potuto accorgersi che il partito di Mario Monti era nient’altro che un comitato elettorale che raggruppava diversi interessi: Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, i cattolici di Andrea Riccardi, le Acli di Andrea Oliviero, i finiani di Fli, noti imprenditori e qualche liberale sciolto. Gli italiani, a dire il vero, sono stati i primi a radiografare la natura di scelta civica, premiandolo (si fa per dire) con un misero 10% o poco più. La conferma è arrivata invece dal giorno successivo al voto, quando molti, persino Pierferdinando Casini, ne presero le distanze in maniera brutale.
    Tra i più delusi c’è il ciellino e ministro della Difesa Mario Mauro, che si sta organizzazndo un proprio movimento in diverse regioni. Andrea Riccardi, come racconta Dagospia, non perde occasione per scagliare stilettate contro Loden Monti. L’aneddoto preferito dal fondatore della Comunità Sant’Egidio, scrive Dagospia, è questo: “Più Monti assumeva provvedimenti lacrime e sangue, più esodati la Fornero creava, più saliva la protesta e la sofferenza delle classi più deboli, più a Palazzo Chigi erano soddisfatti perché proprio quella era la dimostrazione lampante di credibilità verso la signora Merkel Angela. Cioè, più legnate riuscivano a dare al Paese più pensavano di essere forti in Europa”.
    Meglio tardi che mai – Un atteggiamento, questo, che oggi l’ex-ministro Riccardi bolla come follia pura. Monti, avrebbe affermato Riccardi, era convinto che nel Paese ci fosse troppo benessere, per cui bisognava regredire. Sarebbe esagerato, ora, dire che non ce ne siamo accorti. Il fatto che le accuse giungano da un ex-ministro dal governo dei miracoli (miracoli al rovescio, evidentemente) guidato da Monti, seppur a distanza di mesi, conferma la convinzione già ben radicata negli italiani. Come dire, meglio tardi che mai.

    DAGOSPIA
    Scelta Civica, come una clessidra che lentamente ma inesorabilmente fa scorrere la sabbia del tempo sul profilo gia’ merkeliano di Monti Mario, si avvia davvero a diventare “Sciolta Civica”. Gli ultimi segnali sono due. Il primo: Mauro Mario, ministro della Difesa e ciellino si appresta a dire addio al suo capo partito poiché sta già dando vita ad una iniziativa propria nelle regioni, nel solco tradizionale del Partito Popolare Europeo.
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    Il secondo: incredibile a dirsi, Riccardi Andrea, l’uomo di S.Egidio, il ministro della cooperazione, l’uomo che aveva in mano le chiavi del partitino, ormai parla apertamente malissimo del suo ex presuntuoso leader in tutte le sedi e racconta particolari inediti di quanto il governo di cui ha fatto parte sia stato all’insegna di un sadismo politico servile alla Merkel e alla Germania come nessuno mai prima aveva fatto in Italia.
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    Mauro Mario nei prossimi giorni dirà chiaro e tondo all’ex Mose’ Monti che l’esperienza politica comune e’ finita, accodandosi in questo a Montezemolo Luca, a Casini Pierferdinando e allo stesso Riccardi. Quanto a quest’ultimo, vale la pena (visto che del governo Monti gli italiani hanno sopportato per un anno non soltanto molte decisioni sballate ma anche i fiumi di bava sui grandi giornali e le televisioni) di riportare alcune altre cose che egli racconta a chiunque gli capita di incontrare.
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    La più importante e’ questa: più Monti assumeva provvedimenti lacrime e sangue, più esodati la Fornero creava, più saliva la protesta e la sofferenza delle classi più deboli, più a Palazzo Chigi erano soddisfatti perché proprio quella era la dimostrazione lampante di credibilità verso la signora Merkel Angela. Cioè, più legnate riuscivano a dare al Paese più pensavano di essere forti in Europa.
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    Follia allo stato puro, dice oggi Riccardi Andrea. E aggiunge che Monti Mario era anche convinto di dover distribuire legnate come attività professorale/pedagogica per indurre il Paese a regredire pesantemente rispetto al suo benessere (vedi l’uso propagandistico di Equitalia contro gli indicatori di ricchezza come le auto e le barche, scoraggiandone l’uso anche a chi le tasse le pagava, unico effetto della caccia scatenata).
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    Il tutto, aggiunge ancora, mentre il benessere personale del senatore a vita Monti Mario non ne ha mai sofferto, ovviamente. E Riccardi Andrea, anche per giustificare la sua precedente “complicità”, si dice profondamente deluso dal suo ex capo proprio dal punto di vista dei rapporti umani.
    Meglio tardi che mai, ma intanto degli italiani vittime del rigore di Rigor Montis (rigore, e’ bene dirlo, in parte necessario, in parte, come vediamo proprio dai racconti dei protagonisti di un’epoca fortunatamente breve, fatto per compiacere se stessi e un interlocutore straniero) si stanno raccogliendo solo i cocci.

    articolo postato da Andrea Lenci (@andrealenci)
    segnalate eventuali articoli interessanti, di carattere economico, a: [email protected]
     
  2. 16 Giugno 2013
  3. tontolina

    tontolina New Member

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  4. 16 Giugno 2013
  5. tontolina

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    BILDERBERG ITALIA/ Tutto ruota intorno all'Aspen Institute: ecco nomi, intrecci e obiettivi

    [​IMG] [​IMG] [​IMG] Inchieste - Italia Scritto da Andrea Succi e Viviana Pizzi Martedì 04 Dicembre 2012 17:24

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    Nella centralissima Piazza Navona, al civico 114, sorge Palazzo Lancellotti, un edificio risalente al XVI° secolo, dove ha sede l’Aspen Institute Italia, una sorta di filiale “locale” – ma con ramificazioni internazionali – del Club Bilderberg. Stiamo parlando del cuore del Potere italiano, tutto concentrato nell’Aspen. Basta infatti leggere i nomi di chi ne fa parte e studiare gli intrecci tra politica, imprenditoria, finanza e media portati avanti in assoluta segretezza, a discapito del popolo sovrano, per capire che ci troviamo di fronte al Sistema, quello con la S maiuscola.


    di Andrea Succi e Viviana Pizzi
    [​IMG]In pochi si chiedono come il Bilderberg stia davvero influenzando il Potere delle nazioni. Anche perché il Club elitario incontratosi il 13 novembre a Roma non agisce direttamente sui vari governi ma piuttosto cerca di influenzare politica, economia, finanza e media tramite filiali locali ramificate ovunque, all’interno delle quali siedono gli influencers di turno.
    Nel Belpaese questo compito spetta all’Aspen Institute Italia, fondato nel 1950 dagli stessi componenti del Bilderberg che avevano bisogno di un ulteriore network internazionale con cui analizzare, controllare e manovrare la geopolitica globale attraverso interconnessioni tra i vari Paesi. L’Aspen - presente anche negli States, in Francia, Germania, Giappone, India, Romania e Spagna – serve esattamente per questo scopo.
    In Italia ha avviato la sua attività nel 1984 e ha due sedi, una nella centralissima Piazza Navona a Roma, al civico 114 del Palazzo Lancellotti, e l’altra a Milano, in via Vincenzo Monti 12, tra Corso Magenta e il Castello Sforzesco.

    Curiosità: allo stesso civico milanese dell’Aspen risulta una sezione del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri.



    ANALOGIE COL BILDERBERG: VIGE L’OMERTÀ
    I dibattiti nelle sedi nazionali infatti si tengono rigorosamente a porte chiuse e lontani da persone non appartenenti “al Sistema”. Nessuno sa infatti quando si riuniscono e non trapela mai quanto si dicono se non negli argomenti di politica economica che appaiono nella rivista specializzata “Aspenia rivista” dove è stato spiegato anche il funzionamento del Bilderberg. L’unico diktat che viene fuori è il “distruggere per creare”, che ricorda tanto da vicino quello che sta succedendo – soprattutto in Europa – dove per creare un Nuovo Ordine è necessario smantellare il precedente.
    Ed ecco che il lavoro sporco, cui i politici italiani non hanno saputo adempiere, viene realizzato in prima persona dai membri dell’Aspen.



    Tra cui, ça va sans dire, l’esimio Mario Monti.



    Come far digerire tutto questo all’opinione pubblica?

    Ci pensa la stampa, bellezza, o quantomeno quella asservita (la maggior parte) al Sistema. Basti pensare che Presidente del The Aspen Institute è Walter Isaacson, ex direttore del Time ed ex amministratore delegato della Cnn. Oggi lavora con Obama.

    L’ORGANO DIRETTIVO DI ASPEN ITALIA
    [​IMG]Al contrario del Bilderberg, però, sul sito Aspen Italia mette a disposizione dei pochi curiosi i nomi di chi ne fa parte. Solo a guardare i quattro presidenti onorari vengono i brividi, perché risulta facile comprendere come il nuovo che avanza è sempre figlio del vecchio che non muore mai: e infatti troviamo Giuliano Amato, il “tecnico” cui dobbiamo la svendita della lira; l’economista Carlo Scognamiglio, ex Ministro della Difesa sotto il Governo D’Alema (’98-’99), dopo essere stato Presidente del Senato con i voti di Forza Italia; spunta persino il nome dell’ex socialista Gianni De Michelis, travolto dallo scandalo Tangentopoli, condannato in via definitiva a 1 anno e 6 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto e 6 mesi patteggiati nell'ambito dello scandalo Enimont, ma evidentemente degno di pasteggiare con la crème del Potere italiano. Il quarto ed ultimo presidente onorario è Cesare Romiti, ex dirigente della Fiat, cui nel 2000 la Cassazione ha confermato la condanna a undici mesi e dieci giorni di reclusione per falso in bilancio, finanziamento illecito dei partiti e frode fiscale relativa al periodo in cui ricopriva la carica di amministratore delegato del gruppo Fiat, consigliere in RcsMediaGroup e Impregilo.
    Come potete notare c’è un trasversalismo politico-imprenditoriale da brividi.
    Chi è il Presidente dell’Aspen Italia? Giulio Tremonti, il potentissimo ministro dell’economia del berlusconismo. E tra i 4 vicepresidenti spuntano amici e (presunti) nemici, persone con cui Tremonti dovrebbe accapigliarsi e con le quali, evidentemente, va d’amore e d’accordo: Enrico Letta, dirigente del battagliero e antiberlusconiano Pd; John Elkann, Presidente Fiat, e Lucio Stanca, ex senatore di Forza Italia famoso per aver fondato il partito insieme a Berlusconi nel 1994. ContribuìallanascitadiForzaItaliaancheilsegretariogeneraleAngelo Maria Petroni.
    Capito ora perché l’opposizione, da chiunque venga rappresentata, non contrasta mai con veemenza le decisioni del Governo? Tutto viene anticipatamente deciso nelle riunioni dell’Aspen. O vogliamo credere alla favoletta che in quei meeting Tremonti, Elkann e Letta parlano di dove andare a sciare d’inverno o a prendere il sole d’estate?

    IL CUORE DELL’ASPEN: IL COMITATO ESECUTIVO. POLITICI, ECONOMISTI, IMPRENDITORI E GIORNALISTI.
    È proprio nell’organismo di governo dell’Aspen che si incontrano le menti finissime, elitarie e potenti che fanno capo al Bilderberg e hanno il dovere di influenzare, poi, i poteri politico, economico, imprenditoriale e mediatico.
    Tra i componenti del comitato, oltre al vicepresidente John Elkann – habitué nelle riunioni Club Biderberg - troviamo anche l’attuale presidente del Consiglio Mario Monti, altro esponente di spicco del “circolo dei potenti”. Bilderberghiano - ha partecipato anche all’incontro in Virginia – è anche il dirigente Enel Fulvio Conti, così come vicino a questo mondo è l’incompreso (ma col senno di poi tante cose si capiscono) attuale Ministro ai Beni Culturali Lorenzo Ornaghi.
    Non poteva di certo mancare Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset e “yes man” di Silvio Berlusconi. Nell'aprile 2008 viene rinviato a giudizio dal gup di Milano con l'accusa di frode fiscale: la procura contesta presunti reati commessi in un periodo compreso tra il 2001 al 2003. Il 20 febbraio dell’anno successivo è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta sulla bancarotta di Hdc, la società di sondaggi diretta da Luigi Crespi.
    L’altro che ha avuto a che fare con la giustizia, e con Berlusconi, è l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, zio del vicepresidente Enrico in quota Pd. Questa sarebbe una storia da libro cuore: lo zio berlusconiano e il nipote anti-berlusconiano s’incontrano nelle segrete stanze dell’Aspen e – chissà – sotto la regia (occulta?) di Monti, Confalonieri e Tremonti, trovano la quadra di un rapporto a dir poco ambiguo. Sarebbe da libro cuore, se non fosse che questa gente gioca a risiko sulla pelle dei cittadini.
    Anche Gianni Letta risulta indagato, dal novembre 2008, per i reati di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata in riferimento a presunti favori per l'affidamento ad una holding di cooperative, legata al movimento Comunione e Liberazione. Ma dopo un conflitto di competenza tra le Procure di Potenza e Roma, la Procura Generale presso la Corte di Cassazione ha affidato il prosieguo dell'indagine alla Procura della Repubblica di Lagonegro. Nel marzo 2011 i pm chiedono a Lagonegro di archiviare l'inchiesta "perché non sussistono reati". Pochi dubbi a riguardo.
    Presente nel cuore pulsante dell’Aspen Italia anche l’ex vicepresidente di Confindustria Luigi Abete, che in comune con gli altri ha anche un rinvio a giudizio nel 2006 per usura. Assolto nel 2008.

    GLI ALTRI SIAMO NOI.
    Chi sono gli altri? Ecco i loro nomi.
    [​IMG]Maurizio Costa, consigliere d’amministrazione Fininvest; Gabriele Galateridi Genola, ex dirigente Fiat, ora Presidente di Assicurazioni Generali e Telecom Italia, nonché consigliere e membro del comitato non esecutivo di Banca CRS, Banca Carige, Italmobiliare, Azimut-Benetti, Fiera di Genova, Edenred e dell'Istituto Europeo di Oncologia; Emma Marcegaglia, presidente Confindustria; Riccardo Perissich, dirigente Telecom e Pirelli; Giuseppe Recchi, presidente Eni; Gianfelice Rocca, presidente del Gruppo Techricht; Beatrice Trussardi e Alberto Quadrio Curzio, economista nonché membro o Presidente del Consiglio scientifico della Fondazione Edison, della Fondazione Balzan, della Fondazione Centesimus Annus, del Gruppo Etica e Finanza. Quante cariche tutte concentrate in una sol persona…
    Tra i politici ecco che spuntano i nomi di: Franco Frattini, ex ministro degli esteri nell’ultimo governo Berlusconi; l’ex presidente del consiglio Romano Prodi, anche lui membro di spicco del Bilderberg; Giuliano Urbani, fondatore di Forza Italia, e Giacomo Vaciago, ex sindaco di Piacenza con una coalizione di centrosinistra, ma con un passato da tecnico: dal 1987 al 1989 è consigliere economico del Ministro del Tesoro, dal 1992 al 1993 consigliere del Presidente del Consiglio, dal gennaio 2003 al marzo 2005 è consigliere scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
    Quando si dice che centrosinistra e centrodestra siedono allo stesso tavolo di trattative, molto probabilmente ci si riferisce a quanto accade all’interno dell’Aspen, dove risultano presenti alcuni tra i più influenti rappresentanti di entrambe le coalizioni.
    Non potevano mancare i banchieri nel comitato direttivo: si tratta di William Mayer, presidente emerito di The Aspen Institute, membro del Bilderberg, del CFR e di una serie di equità funds da far impallidire chiunque altro al suo cospetto. A rappresentare la categoria c’è anche Francesco Micheli, presidente ed Amministratore Delegato di Genextra S.p.A. e consigliere di Congenia S.p.A., Interbanca S.p.A., Sopaf S.p.A., e della Fondazione Teatro alla Scala.
    Tra i giornalistispunta il nome di Lucia Annunziata, Direttore di Huffington Italia (lo stesso gruppo Cir di Repubblica, guidato dal massone Carlo De Benedetti); Paolo Mieli, presidente Rcs libri; Angelo Maria Petroni, giornalista economico che contribuì alla nascita di Forza Italia; Mario Pirani giornalista e fondatore di Repubblica insieme a Scalfari.


    Tutti insieme appassionatamente, verrebbe da dire. Come possano coesistere poteri e figure così diversi tra loro come quello politico e mediatico, come quello del berlusconiano Confalonieri e dell’anti-berlusconiana Annunziata, resta davvero un mistero. Che forse tanto mistero non è.
    A volte basta unire i puntini per osservare quell’essenziale invisibile agli occhi di cui contava Antoine De Saint Exupery. Basta socchiudere gli occhi perché figure, strategie, trame e obiettivi prendano forma in maniera inaspettata ma repentina.
    Immaginiamo un tavolo dell’Aspen Italia a cui siedono: il “politico” Mario Monti, Presidente del Consiglio; l’imprenditore dei media Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset; la giornalista (?) Lucia Annunziata, Direttore dell’ Huff Post italiano; il “politico” Enrico Letta, dirigente del Pd; l’imprenditore John Elkann.
    Di cosa parlerebbero, secondo voi?

    I SOCI SOSTENITORI
    Potevano mai mancare in questo bel (?) quadretto para-massonico? Certamente no. Ed ecco spuntare le multinazionali, banche, grandi imprese, assicurazioni, gruppi mediatici, società di consulting e aziende farmaceutiche. L’elenco completo è scaricabile da qui.
    Il cuore del Sistema. Quello che pompa sangue in proprio favore e drena le risorse dei cittadini con un unico obiettivo: togliere sovranità all’Italia, appropriarsi degli ultimi beni restanti, perseguire l’arricchimento e definire un Nuovo Ordine - politico, economico, imprenditoriale, finanziario e mediatico.
    [​IMG]Un Nuovo Ordine dove centrosinistra e centrodestra sublimano la loro vocazione all’inciucio – l’unico partito non rappresentato all’interno dell’Aspen è Italia dei Valori – e decidono, chiusi all’interno di una stanza, il futuro degli italiani.
    Follow the money” diceva Giovanni Falcone a chi gli chiedeva come decifrare la mappatura della criminalità internazionale. Unire i puntini, aggiungiamo noi, per capire chi, come, dove, quando e perché sta progettando quello che una volta si chiamava “Colpo di Stato”. L’unica differenza è che non si spara più. Non servono le pallottole. Basta un “tavolo decisionale” dove far sedere gli influencers, assegnare ad ognuno un compito bene preciso e il gioco è (perlopiù) fatto.
    A meno che qualcuno non si metta di traverso e porti a conoscenza dell’opinione pubblica nomi, intrecci e obiettivi del Bilderberg italiano.
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  6. 17 Giugno 2013
  7. ROVIGO

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  8. 19 Giugno 2013
  9. tontolina

    tontolina New Member

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    Una Voragine nei conti pubblici 2013: Deficit verso 4%, Debito oltre 133%. Il Governo mente sui conti

    Non e’ necessario fare un grosso sforzo per capire che nel 2013 il Deficit tende al 4% ed il Debito oltre al 133%.
    Le stime governative governative (deficit 2,9% e debito 130,4%):
    A) Sono errate, visto che stimano un PIL nominale a 1.573 miliardi, mentre il PIL sara’ sui 1.551 miliardi

    [​IMG]

    B) Sono del tutto smentite da tutti i dati forniti da MEF, Banca d’Italia ed RGS sui consuntivi dei primi mesi del 2013
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    Vi rammentiamo che a Maggio 2012 svelavamo in questo articolo VERSO LA BANCAROTTA: C’e’ un BUCO di 20-25 miliardi nei conti pubblici; nuova MANOVRA all’orizzonte i TRUCCHI sui conti del Governo Monti, che si ostinava a prevedere un Deficit 2012 all’1,5%, mentre a consuntivo e’ finita al 3,0%. All’epoca scrivevamo:
    dovrebbe esserci un BUCO di 20-25 miliardi, e quindi l’indebitamento tendenziale reale, a meno di qualche altro artificio, viaggia nel 2012 tra i 47 ed i 52 miliardi, tra il 2,9% ed il 3,3% del PIL, contro il 3,9% del 2011, e contro l’1,5% promesso da Monti (corretto nel recente DEF ad 1,7%).
    Ora come allora Istituti di previsione (nazionale e non) e la Stampa, tacciono, al pari del governo. Tutti supini a dare per buone stime governative al 3% che sono evidenetemente irrealistiche.
    Vi sono anche dibattiti dei mediocri politici nostrani sul ridurre l’IMU e non aumentare l’IVA, proponendo di sfondare il 3% di Deficit. P O L L A S T R I ! ! !
    Il Deficit 2013 viaggia gia’ tra 3,7% e 4,2%. Fortissimo il Governo LETTA, che da 2 mesi rimanda qualsiasi provvedimento, e si ostina a dire al mondo che l’Italia rispettera’ il 3% di Deficit. Mi pare che Letta e Saccomanni, proseguano la politica dei predecessori, mentendo spudoratamente sulle cifre, e non prendendo provvedimenti sostanziali per modificare una tendenza dell’economia italiana tendente al progressivo impovermento.


    By GPG Imperatrice
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  10. 19 Giugno 2013
  11. tontolina

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  12. 20 Giugno 2013
  13. tontolina

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    Verso la Bancarotta:


    La7 Torna in Modalità Spariamo Cazzate per Tranquillizzare

    20 giugno 2013 Di FunnyKing




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    (Domenca 28 Aprile 2013, Nasce il Governo Letta-Berlusconi-Monti… a futura memoria)


    Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo : Monti – Secondo articolo introduttivo: Letta-Berlusconi-Monti)
    L’ex ufficio stampa di Mario Monti, al secolo il TG la7 dopo una breve parentesi in cui si è attenuta ai fatti, torna in modalità SparaCazzate allo scopo di tranquillizzare il popolo italiano.


    L’ineffabile TG oggi è riuscito a dire che gli ultimi dati Istat sulla produzione industriale sono positive, “una piccola luce”, perchè ad Aprile 2013 l’indice destagionalizzato del fatturato all’industria è salito dello 0,6% rispetto a Marzo (peraltro facendo il pappagallo del comunicato di sintesi dell’Istat)
    In realtà i dati del fatturato all’industria italiano di Aprile 2013, correggendo i dati con i giorni lavorativi è niente di meno di un disastro nucleare, ad Aprile 2013 siamo ad un rotondo -7,2% rispetto ad Aprile 2012.

    Abituiamoci la grande paura delle banche, lo spread, è tornato.
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    Ci manca solo che qualche italiano in più si convinca a NON lasciare i soldi in Italia.


    da Istat
    Ad aprile il fatturato dell’industria, al netto della stagionalità, registra un incremento dello 0,6% rispetto a marzo, con una diminuzione dello 0,3% sul mercato interno ed un aumento del 2,4% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo registra una flessione del 2,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
    Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 19 di aprile 2012), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 7,2%, con un calo dell’11,3% sul mercato interno ed un aumento del 2,1% su quello estero.
    Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un calo congiunturale per i beni strumentali (-2,3%), mentre sono in aumento l’energia (+2,6%), i beni intermedi (+1,7%) e i beni di consumo (+1,1%).
    L’indice grezzo del fatturato scende, in termini tendenziali, del 4,1%: il contributo più ampio a tale diminuzione viene dalla componente interna dei beni strumentali.
    Il maggior incremento tendenziale del fatturato si registra nell’estrazione di minerali da cave e miniere (+6,9%), mentre la diminuzione più marcata riguarda la fabbricazione di mezzi di trasporto (-29,7%).
    Per quel che riguarda gli ordinativi totali, si registra un aumento congiunturale dello 0,6%, sintesi di una riduzione dell’1,3% degli ordinativi interni ed una crescita del 3,2% di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono del 2,1% rispetto al trimestre precedente.
    Nel confronto con il mese di aprile 2012, l’indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa dell’1,6%. Gli aumenti più significativi si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,1%), mentre il calo più rilevante si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-14,2%).
     
  14. 24 Giugno 2013
  15. tontolina

    tontolina New Member

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    Alert: "debito pubblico Italia al 144% Pil"

    Grazie Monti: troppo tardi per ridurre il buco di bilancio, dopo che la ricetta di austerity ha creato una tra le peggiori recessioni della storia. E le banche italiane soffrono per la crisi dell'euro.


    [​IMG] Ingrandisci la foto
    Il ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni.





    ROMA (WSI) - Il deficit di bilancio dell'Italia si attesterà al 3 per cento del Pil nel 2013, mentre il debito pubblico segnerà un picco al 144 per cento del Pil. Le previsioni sono contenute nel rapporto annuale della Banca dei regolamenti internazionali, e sono state elaborate in base alle cifre previsionali di Ocse e Fondo monetario internazionale.

    Nell'area dell'euro le tensioni sui debiti pubblici "hanno compromesso la qualità degli attivi" delle banche, mentre il ristagno dell'economia ne ha abbassato i ricavi. "Sono cresciute le sofferenze, specie presso le banche italiane e spagnole, portando a un brusco aumento degli accantonamenti per perdite su crediti". Lo rileva la banca dei regolamenti internazionali nel capitolo sulle banche inserito nel suo rapporto annuale.

    Da una tabella, emerge che nel 2012 le banche italiane monitorate, tre, sono state le uniche a registrare come insieme un livello negativo di utili al lordo delle imposte, un meno 0,06 per cento rispetto agli attivi totali. Gli accantonamenti sulle perdite hanno raggiunto lo 0,95 per cento degli attivi, ma in questo caso il dato più elevato è quello della Spagna con un 1,49 per cento.

    Detto questo, "il culmine della crisi è passato", afferma la Banca dei regolamenti internazionali, e ora l'obiettivo deve esser quello di tornare a una crescita forte e sostenibile. Ma secondo l'istituzione, che ha sede a Basilea questo, questo non può che passare per la strata del rigore sulle finanze pubbliche e delle riforme strutturali dell'economia. E mettendosi in antitesi con coloro che chiedono di allentare l'austerità sui bilanci, la Bri afferma nel suo rapporto annuale che "i governi devono raddoppiare gli sforzi sui conti pubblici".

    Ma tutti sono chiamati a fare la loro parte. Gli organi di regolamentazione devono adeguare le regole a un sistema finanziario sempre più interconnesso e assicurare che le banche si dotino di risorse commisurate ai rischi.

    E contestando un'altra argomentazione dei fautori della linea morbida, la Bri esorta esplicitamente le Bance centrali ad orientarsi verso lo studio delle opportune strategie di uscita dalle misure anticrisi tenute negli anni passati.

    In questi anni si sono viste costrette a cercare modi per allentare maggiormente le politiche monetarie. Ma le banche centrali non possono risolvere i problemi strutturali che impediscono il ritorno a una crescita, non possono risanare i bilanci delle famiglie e delle istituzioni finanziarie, dice la Bri, non possono garantire la sostenibilità dei conti pubblici e soprattutto non possono attuare le riforme strutturali economiche e finanziarie necessarie per ricondurre le economie sulla strada della crescita reale.

    Le politiche di allentamento delle banche centrali durante la ripresa sono state un modo per "prendere in prestito" tempo: Ma ora questo tempo deve essere usato saggiamente, avverte l'istituzione, perché il saldo fra costi e benefici "si sta deteriorando".

    L'Italia è tra i paesi con il minor bisogno di correggere i conti pubblici da qui al 2040, tenendo conto delle spese legate all'invecchiamento della popolazione. E' quanto emerge dal rapporto annuale della Banca dei regolamenti internazionali, che contiene una tabella proprio sul fabbisogno di risanamento dei paesi sui periodo 2014-2040.

    Intanto l'istituzione afferma, riguardo al bisogno della correzione dei conti, che in Italia serve una correzione pari a 4 punti percentuali di Pil, il terzo dato più basso tra i paesi avanzati dopo Svezia (1,3 punti) e Germania (3,4 punti).

    La Francia ha bisogno di correggere i conti per 5,4 punti di Pil, prosegue la Bri, la Spagna per 10,4 punti, la Gran Bretagna per 13,2 punti e gli Usa per 14,1 punti. Maglia nera il Giappone, che avrà bisogno di una correzione da 14,9 punti.

    (TMNEWS)
     
  16. 24 Giugno 2013
  17. tontolina

    tontolina New Member

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  19. tontolina

    tontolina New Member

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    solo uno così poteva introdurre la Tobin tax in italia così in fretta

    ha dato il colpo di grazia all'economia italiana dopo il ventennio di mancate riforme e di ladrocinio da parte della casta politica


    Tobin Tax in Europa: se ne riparlerà fra 6 mesi

    La tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe essere introdotta a metà 2014 ma solo a patto che gli Stati membri trovino al più presto un accordo.






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    PER APPROFONDIRE: Tobin Tax
    La Commissione economica dell’Unione Europea ha deciso di rinviare di almeno sei mesi l’entrata in vigore della Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. La data prevista per l’introduzione della normativa era stata in primo momento indicata nel 1 gennaio 2014 ma il disaccordo all’interno dei Paesi membri su alcuni aspetti chiave della nuova imposta ha convinto la Ue ad un rinvio. La Commissione europea tramite il sito internet ha spiegato che la Tobin Tax “potrebbe entrare in vigore dalla metà del 2014“, nel caso in cui “si trovasse un accordo finale entro la fine del 2013, e che vi sia una veloce trasposizione della direttiva nella legislazione nazionale dei Paesi membri partecipanti“. La proposta della Commissione europea prevede un’imposta dello 0,1% su azioni e bond e dello 0,01% sui derivati. Chiesta a gran voce per combattere la speculazione finanziaria, alla luce dei primi risultati (Tobin Tax, primo bilancio: crollano gli ordini di medio e lungo termine), la Tobin Tax rischia di rallentare ancora maggiormente la ripresa delle deboli economie europee. Per questo i governi non hanno ancora trovato un accordo ed il prossimo incontro tra i rappresentati degli Stati membri è previsto per il 2 luglio.
    25 giugno 2013, ore 12:23

    STANNO MASSACRANDO I PICCOLI RISPARMIATORI
     

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