Giornalismo finanziario italiano: piuttosto scadente. (1 Viewer)

Charlie

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Mi spiace sparare a zero sul Corriere della Sera, di cui sono lettore, e che ha molti giornalisti e opinionisti capaci di cui condivido le idee.
Ma in campo economico (giornalismo finanziario) il corsera ha purtroppo scritto castronerie enormi, dovute all'impreparazione dei sedicenti giornalisti economici.
Sabato scorso c'era un articolo sul crollo delle borse, su tiscali e-planet e.biscom con evidentissimi errori.
In particolare su tiscali sostenevano che il titolo dopo essere stato collocato a 46 euro era poi raddoppiato nel giro di pochi mesi e adesso che è a circa 5 euro AVREBBE perso il 90% dal collocamento: castroneria enorme, chi ha scritto l'articolo non sa neanche cos'è uno split. E anche su e.biscom c'è l'errore, sostengono che agli attuali livelli ha perso pochissimo dal collocamento, quando invece ha perso moltissimo. Praticamente hanno considerato il minimo della forchetta dell'ipo che era 25-160 quando tutti sanno che il titolo è stato appioppato ai risparmiatori a 160 euro e non a 25 e quindi ha perso tantissimo non pochissimo.
Praticamente l'articolo contiene una doppia castroneria, e cioè che tiscali AVREBBE perso il 90% dal collocamento e invece e.biscom sarebbe quasi in pari! :eek: :eek: :eek:

Mi domando: ma chi scrive questi articoli economici ha mai dato un'occhiata non dico ad un grafico ma almeno ad una lista di quotazioni della borsa????? :confused: :confused:

Charlie
 

giuseppe.d'orta

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Charlie ha scritto:
ha mai dato un'occhiata non dico ad un grafico ma almeno ad una lista di quotazioni della borsa?????


Mica solo sul "Corriere"...strafalcioni sono anche sugli organi "specializzati": l'altro sabato il segmento STAR è stato definito il segmento dei "Titoli ad alto rendimento", anziché dei "Titoli ad alti requisiti"...ed era un articolo de Il Sole 24 Ore.
 

Sasso

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E pure in tv mica scherzano....ieri su bloomberg un consulente ha manifestato la speranza che su tutte le borse occidentali si applichi il blocco delle vendite allo scoperto e che i vari stati acquistino azioni, aiutando così i listini ! Alla faccia del libero mercato !!
 

abele

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..l'ultima affermazione non è un errore ma una opinione: con tutto questo proliferare di strumenti derivati, di ingenierie finanziarie, di finanza aziendale spericolata, altro che libero mercato, avremo il far west, caro Sasso

il libero mercato non significa un mercato senza regole ne freni inibitori, perchè altrimenti il più grosso mangia il più piccolo
dal mio punto di vista porre un freno alla speculazione in entrambe le direzioni non sarebbe una bestemmia, soprattutto dopo le evidenti distorsioni introdotte dalle stock options ai managers

i mangers tornino ad occuparsi di piani industriali, e non a giocare in borsa: dovrebbe valere per tutti al regola della Lehman, dove i dipendenti non possono vendere azioni della società in loro possesso se non al termine del loro rapporto di lavoro
quello che conta è al creazione di valore stabile, duratura, non effimera, per il tornaconto personale
e questo andrà a detrimento dei fondi pensione e quindi del futuro di molte persone
è venuto il momento di un opera di moralizzazione, senza la quale, la fiducia sara difficle recuperarla

la vecchia storia della mano invisibile è una mera panzana: se gli lasci fare, abbiamo visto cosa combinano, alla faccia dell'etica anglosassone
 

silvia 80

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lune galileiane di Giove
anche sul sole non scerzano...ormai sono quasi al livello di milano finanza....giovedì o venerdì c'era un articolo sull'indebitamento delle società italiane e avevano messo ericsson italia a -86 mln di euro quando quello è solo l'indebitamento di lungo a fronte di una cassa positiva per 628 mln....quelli non sanno neanche leggere un bilancio.
 

silvia 80

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lune galileiane di Giove
silvia 80 ha scritto:
anche sul sole non scerzano...ormai sono quasi al livello di milano finanza....giovedì o venerdì c'era un articolo sull'indebitamento delle società italiane e avevano messo ericsson italia a -86 mln di euro quando quello è solo l'indebitamento di lungo a fronte di una cassa positiva per 628 mln....quelli non sanno neanche leggere un bilancio.


Situazione al 31 dicembre 2001; in milioni di €

Gruppi e Raggruppamenti
Capitale netto
(esclusi terzi)
Capitale netto
di terzi
Debiti finanziari
Debiti finan. in % del Cap. netto

(a)
(b)
(c)
(a+b) / (c) %

Ericsson
712
0
87
12,2



dal sole del 26/7 complimenti....

premesso che usare dati vecchi di 7 mesi è di un'utilità.....
 

Charlie

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Devono pur riempire le pagine economiche dei quotidiani: se poi i dati sono errati, pazienza, tanto sanno benissimo che il 99% dei lettori non sanno neanche cos'è il p/e! ;)

Charlie
 

Sasso

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abele ha scritto:
.. con tutto questo proliferare di strumenti derivati, di ingenierie finanziarie, di finanza aziendale spericolata, altro che libero mercato, avremo il far west...
il libero mercato non significa un mercato senza regole ne freni inibitori, perchè altrimenti il più grosso mangia il più piccolo
dal mio punto di vista porre un freno alla speculazione in entrambe le direzioni non sarebbe una bestemmia, soprattutto dopo le evidenti distorsioni introdotte dalle stock options ai managers
è venuto il momento di un opera di moralizzazione, senza la quale, la fiducia sara difficle recuperarla...
Ciao Abele :)

Più che un opinione tale "proposta" era una evidente richiesta visto il colore del viso (...) del proponente...
Dovunque leggo che gli strumenti derivati sono una "fregatura " per il piccolo investitore, eppure il "piccolo" continua ad investirci... "Nuove regole" vengono invocate sempre quando ci sono pesanti ribassi, ma nessuno si sognava di chiederle quando c'erano pesanti rialzi. Quando c'erano diffusi rialzi i sorrisi a 32 denti si sprecavano...A quanto pare la massa degli investitori vorrebbe sempre e solo un trend costantemente al rialzo, e ciò mi sembra assurdo oltre che ridicolo. Quando la borsa saliva...saliva, tutti erano felici che gli shortisti prendessero botte da orbi, ma ora che è il loro turno di suonarle non piace a molti il cambiamento. Si è sempre detto che "il parco buoi" è destinato al sacrificio ed è accaduto anche questa volta, ma la colpa è stata solo del "parco buoi" che si è chiuso gli occhi davanti a evidenti segnali di cedimento intervenuti nel 2000. Non si può togliere la possibilità di vendere allo scoperto perchè sarebbe come se si impedisse di acquistare in presenza di un trend rialzista (e del resto, in questo caso, viene travolto il ribassista). Acquisti e vendite "fanno" quotidianamente il mercato e impedire l'uno o l'altro significherebbe la resa del sistema. Per libero mercato intendo questo e non il permettere l'artefazione di situazioni contabili o quant'altro di simile, che è tutt'altra cosa ( da ergastolo x me ).

salutoni

Sasso :cool:
 

giuseppe.d'orta

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Sasso ha scritto:
nessuno si sognava di chiederle quando c'erano pesanti rialzi


Come sempre: quando si guadagna siamo noi ad essere bravi, quando si perde la colpa è del mercato truccato, delle mani forti, degli hedge funds, dei derivati, delle banche, ecc.

Sul tema derivati, inoltre, suggerisco alle persone che hanno redatto tali proposte (vedi comunicato Adusbef, roba da fucilazione immediata) di aprire un qualunque libro sui derivati e leggere come sono nati... non crederanno al fatto che i primi contratti futures sono stati creati, oltre un secolo fa, come strumento di copertura per i raccolti agricoli.

Ci si può certamente interrogare sui mercati contemporanei, sempre meno lavorati sul fisso e sempre più lavorati sui derivati e sui risvolti che ciò comporta quanto alla stabilità dell'intero sistema dei mercati, ma il discorso non deve essere affrontato con intenti punitivi per chi shorta, né tantomeno deve essere affrontato solo perché le borse scendono.
 

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