fusione Banco Pop e BPM (1 Viewer)

tontolina

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Dopo la valanga di sì registrata all’assemblea del Banco Popolare di Verona, anche Bpm ha approvato la fusione con l’appoggio del 71,79% dei soci intervenuti.

A favore delle fusione si sono espressi 7.314 soci, i contrari sono stati 2.731, gli astenuti 142 mentre 11 non hanno votato. Per approvare la fusione serviva la maggioranza dei due terzi dei votanti, dunque si è superata l’asticella di circa 500 voti: dpo la comunicazione ufficiale dell'esito, un grande e lungo applauso si è sollevato dalla sala dei lavori assembleari, svoltisi presso gli spazi di FieraMilano a Rho.


http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-10-15/banco-bpm-verona-e-milano-si-vota-la-fusione-diretta-assemblee-094829.shtml?uuid=ADGsy7cB
Anche Popolare Milano dice sì alla fusione con il Banco: nasce la terza banca italiana

L'assise dei soci, iniziata intorno alle 9.30, è durata quasi 7 ore. Come si diceva, l'assemblea dei soci del Banco Popolare ha votato pressochè all'unanimità (99,5%) il sì alla trasformazione in Spa e alla fusione. Il sì ha ottenuto 23.683 voti, contro 118 contrari e 11 astenuti. «Sicuramente in un futuro, ma penso abbastanza lontano, potremo essere un polo aggregante», ma «la nostra operazione è così complessa che oggi non abbiamo altre distrazioni o altri target. Non guardiamo a nient'altro, cerchiamo di fare bene quello che dobbiamo fare». Lo ha dichiarato il consigliere delegato di Bpm, Giuseppe Castagna, al termine dell'assemblea che ha approvato la fusione con il Banco Popolare. «È stata una giornata particolarmente bella per tutti noi ha aggiunto - Vedere oltre 10mila soci in assemblea non capita tutti i giorni ed è bello che un'operazione così importante sia stata fortemente voluta da tutti i colleghi del gruppo. Sono molto contento della partecipazione e dell'esito».

Castagna ha poi allargato il discorso all'intero sistema bancario italiano, sottolineando di essere tra «i primi tifosi della soluzione positiva di tutte le situazioni delicate che il sistema bancario sta evidenziando. Noi ci abbiamo messo del nostro - ha rivendicato - abbiamo fatto vedere che questo è un Paese che si può aiutare da solo, non è un paese che si deve salvare». Castagna ha poi ammesso che anche il futuro Banco Bpm sarà scalabile, eventualità comunque «meno probabile» di quanto sarebbe stata per una Bpm stand alone: «Penso che chiunque in un mercato globale sia esposto a grandi acquisizioni - ha notato in conferenza stampa - Noi due messi insieme valiamo 4 miliardi e non è una cifra impossibile, ma sicuramente meno probabile di quanto sarebbe stato se Bpm fosse rimasta da sola con 1,8 miliardi di capitalizzazione, le sue performance già raggiunte e il suo piano industriale già realizzato».



Banco Bpm: i numeri della terza banca italiana
Con il voto favorevole dei soci alla fusione, la nuova entità bancaria Banco-Bpm ha la strada spianata. Dal 1° gennaio 2017, l’aggregazione avrà efficacia e l'istituto diventerà la terza banca del Paese - dopo UniCredit e Intesa Sanpaolo - con un attivo di oltre 171 miliardi di euro, 4 milioni di clienti, 2.467 sportelli, circa 25mila dipendenti e quasi 120 miliardi di impieghi. Il progetto ha avuto una “gestazione” di sette mesi, prima di arrivare alle assemblee congiunte di Verona e Milano. A marzo, dopo almeno tre mesi di analisi, trattative e di “siamo sulla buona strada”, è stato firmato il primo protocollo di intesa tra Bpm e Banco Popolare, salutato con favore dallo stesso ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan.
 

tontolina

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CONCAMBIO
- 1 azione della Nuova Capogruppo per ogni azione di Banco Popolare in circolazione al momento dell’efficacia della fusione;

- 1 azione della Nuova Capogruppo per ogni 6,386 azioni di BPM in circolazione al momento dell’efficacia della fusione. ...


Leggi tutto: Bpm-Banco Popolare, i rapporti di concambio
open di BPMI=0,42
per cui il Banco dovrebbe quotare=0,42*6,386=2,682€

ecco perchè ha aperto coerentemente a 2,68€

da oggi le azioni saranno allineate
 
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ero convinta che BPMI si sarebbe svincolata dalla fusione....
guardiamoil grafico settimanale dove si evidenziano parecchie divergenze rialziste
ne metto solo una.... molto indicativa
questo per dire che nel medio periodo l'azione dovrebbe salire e raggiungere almeno il prezzo del diritto di recesso di 0,4918€
upload_2016-10-17_10-16-46.png
 

tontolina

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ieri pensavo... la Nuova banca avrà un flottante di 770.000.000 di azioni
Se la nuova banca avrà utili da 700milioni a 1 Miliardo
in pratica avrà un P/E andrà da 0,9 a 1,3
in pratica quata meno di MontedeiPacchi

SE il P/E fosse il più basso e cioè 0,9 e moltiplicando per un misero 8 volte
allora Banco Popolare dovrebbe quotare almeno 7,2€uri
 

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Banca Popolare di Milano, nei nove mesi utile della capogruppo a € 88,1 milioni (-56,4%)


FTA Online News
Il Consiglio di Gestione di Banca Popolare di Milano nella riunione odierna ha esaminato e approvato i risultati al 30 settembre 2016.

I trend operativi core del Gruppo Bipiemme nei primi nove mesi del 2016 hanno evidenziato:

* sul lato economico, un risultato netto normalizzato positivo per € 184,4 milioni, nonostante la dinamica dei tassi avversa e la ripresa economica ancora debole;

* sul lato patrimoniale:
- il trend positivo degli impieghi a clientela, in crescita A/A (+2,8%) e da inizio anno (+0,4%);
- il solido andamento del risparmio gestito (+€ 760 milioni vs. dicembre 2015 e +€ 409 milioni T/T);
- la crescita della raccolta "a vista" (che registra +€ 1,9 miliardi vs. dicembre 2015 e +€ 446 milioni T/T);

* la posizione di liquidità del Gruppo, che si conferma robusta, con un importante ammontare di attività stanziabili "libere" pari a € 6,0 miliardi (c.d. unencumbered) e un saldo netto di liquidità spot pari a ~ 12% del totale attivo;

* un ottimo livello di patrimonializzazione: a fine settembre 2016 i Fondi Propri sono pari a € 4,9 miliardi e il Common Equity Tier 1 ratio si attesta all' 11,59%.

STATO PATRIMONIALE AL 30 SETTEMBRE 2016
Raccolta diretta da clientela e titoli emessi

La raccolta diretta (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 36.529 milioni, in lieve riduzione sia rispetto a fine giugno 2016 (-0,7%) che rispetto a fine 2015 (-2,9%). L'andamento è dovuto essenzialmente alla riduzione dei Pronti Contro Termine per minori necessità di funding, mentre prosegue la dinamica positiva della raccolta a vista. Nel dettaglio, la componente debiti verso clientela (€ 29.447 milioni) registra un incremento del 2,9% rispetto a dicembre 2015, grazie all'aumento dei "conti correnti e depositi a risparmio" (+8,6%) e in particolare delle poste a vista (+8,6%) e depositi vincolati (+9,1%).
In contrazione la componente dei Pronti Contro Termine (-€ 1,3 miliardi) a fronte di minori operazioni sul mercato "MTS Repo", per minori necessità di funding. I titoli in circolazione si attestano a € 6.985 milioni, in riduzione (-€ 1,9 miliardi) rispetto alla fine dell'esercizio precedente.
Tale contrazione media:
* diminuzione dei Pronti contro Termine su titoli riacquistati (-€ 893 milioni) a seguito della scadenza delle relative operazioni;
* rimborso a fine gennaio 2016 di un EMTN per circa € 1 miliardo;
* l'emissione di un Covered Bond da € 750 milioni nel mese di giugno 2016;
* diverse scelte da parte dei sottoscrittori di obbligazioni retail (-€ 690 milioni) che hanno orientato i propri investimenti prevalentemente verso prodotti di risparmio gestito e raccolta a vista.

La quota di mercato della raccolta ad agosto 2016 si attesta all'1,70% rispetto all' 1,66% di dicembre.

Raccolta indiretta da clientela
Nei primi nove mesi del 2016, l'aggregato complessivo della raccolta indiretta da clientela si posiziona a € 32.517 milioni, in lieve crescita rispetto a giugno (+0,5%), ma in flessione rispetto a dicembre 2015 (-4,5%). Nel dettaglio, il risparmio gestito raggiunge € 21.661 milioni, pari al 67% della raccolta indiretta, ed è in aumento sia rispetto a giugno (+1,9%) che rispetto a fine 2015 (+3,6%). L'aggregato beneficia di una raccolta netta positiva nei primi nove mesi 2016 pari a € 844 milioni. Al 30 settembre 2016 il risparmio amministrato si attesta a € 10.855 milioni, in flessione rispetto a dicembre 2015 (-17,5%) e a giugno 2016 (-2,3%). Tale aggregato risente principalmente delle diverse scelte d'investimento della clientela, più orientata verso i prodotti di risparmio gestito, e dell'andamento dei mercati finanziari.

Impieghi a clientela
I crediti verso clientela sono pari a € 34.323 milioni, in aumento rispetto a dicembre 2015 (+0,4%) e in lieve flessione rispetto a giugno 2016 (-0,6%). Il dato medio gestionale evidenzia comunque un incremento su entrambi i periodi di confronto (+1,6% da fine 2015; +0,7% T/T). La crescita nei primi nove mesi è dovuta principalmente all'incremento degli impieghi a medio lungo termine. L'andamento dei crediti a clientela ha beneficiato della ripresa delle nuove erogazioni di mutui e prestiti per €3,5 miliardi nei primi nove mesi del 2016. In particolare le erogazioni di mutui nel periodo sono state pari a € 1.450 milioni (+4,6% A/A) e hanno interessato soprattutto il comparto privati (+10,7%). Anche le nuove erogazioni di prestiti segnano +9,4%, prevalentemente grazie alla crescita del comparto aziende e di Profamily. Con riferimento all'andamento per segmento di clientela, l'evoluzione degli impieghi commerciali è stata caratterizzata dalla crescita dei crediti a privati (+1,6%) e dei crediti verso aziende (+1,5%). Ad agosto 2016 la quota di mercato degli impieghi del Gruppo si attesta al 2,0%, in aumento rispetto a dicembre 2015 (1,96%).
Al 30 settembre 2016, le attività deteriorate nette del Gruppo si attestano a € 3.618 milioni. Da segnalare l'importante flessione di tale aggregato rispetto a settembre 2015 (-2,6%), che registra una sostanziale stabilità da quattro trimestri. La qualità del credito, nonostante le incertezze sul quadro macroeconomico, evidenzia alcuni segnali positivi. I dati di settore a livello nazionale (fonte ABI – dati aggiornati ad agosto 2016) evidenziano un'incidenza delle sofferenze nette sugli impieghi pari al 4,8%, in calo dal 4,9% di dicembre 2015. Il dato del Gruppo Bipiemme si conferma migliore rispetto alla media di sistema (4,6% a settembre 2016).
Al 30 settembre 2016 il totale delle attività deteriorate lorde del Gruppo si attesta a € 6.100 milioni (-0,6% A/A, +0,5% T/T), mentre i crediti dubbi netti (€ 3.618 milioni) segnano una flessione 2,6% A/A, confermandosi stabili T/T da quattro trimestri. Tale andamento riflette il rallentamento nella formazione dei crediti dubbi e l'attenta politica di accantonamento del Gruppo.

L'esame delle singole poste evidenzia le seguenti dinamiche:

- sofferenze nette +1,6% T/T;
- inadempienze probabili -1,6% T/T;
- esposizioni scadute +20,4% T/T.

Il grado complessivo di copertura delle attività deteriorate si attesta al 40,7% (+20 p.b. T/T) che aumenta a 45,3%, se si includono gli stralci già effettuati sulle singole posizioni.

In dettaglio, il grado di copertura dei singoli segmenti raggiunge un livello importante e mostra le seguenti dinamiche:
- sofferenze 54,1% , che diventa 60,1% includendo gli stralci;
- inadempienze probabili 23,8%;
- esposizioni scadute 9,2%;
- totale crediti 7,2%.

Per quanto concerne i crediti in bonis, il grado di copertura si posiziona allo 0,53%, stabile T/T.

Al 30 settembre 2016 il patrimonio netto del Gruppo raggiunge € 4.475 milioni.

Il Common Equity Tier 1 ratio si attesta all'11,59%, il Common Equity Tier 1 Basel 3 fully phased al 12,02%. L'ammontare delle attività di rischio ponderate si attesta a € 35,3 miliardi.

RISULTATI DI CONTO ECONOMICO
Totale proventi operativi

Al 30 settembre 2016 i proventi operativi del Gruppo Bipiemme sono pari a € 1.204,6 milioni segnando una crescita di 0,5% A/A.
Il margine di interesse si posiziona a € 595,4 milioni, in flessione di 1,9% A/A. Nel dettaglio si evidenzia la flessione del margine commerciale (-2,8%) - per l'effetto combinato della contrazione della forbice tra tassi attivi e passivi (-18 p.b.) non completamente compensato dalla crescita dei volumi – e il minor contributo del portafoglio titoli di BPM, cui si contrappone il minor costo del funding istituzionale e interbancario. I ricavi da servizi (€ 609,3 milioni) aumentano del 2,9% A/A.
Buono il risultato netto dell' attività finanziaria (€ 122,0 milioni, +49,4% A/A), che beneficia tra l'altro di maggiori utili su titoli di stato (+€ 32 milioni) e degli utili rivenienti da cessione di titoli di capitale (+€ 20 milioni) che ricomprendono la rettifica di prezzo (il cosiddetto "earn out") sulla cessione della quota del 4% di ICBPI effettuata nel 2015 (euro 7,4 milioni).
Il buon andamento del risultato netto dell'attività finanziaria compensa ampiamente la flessione delle commissioni nette (€ 441,7 milioni, -2,2% A/A) – dovuta principalmente a minori commissioni da servizi di gestione, intermediazione e consulenza - degli utili /perdite da partecipazioni valutate al patrimonio netto (-6,4 milioni) e degli altri oneri/proventi di gestione (-€ 6,9 milioni).

Oneri operativi
Nei primi nove mesi del 2016, gli oneri operativi si attestano a € 900,9 milioni. L'aumento è spiegato principalmente dalle spese per il personale (€ 621,0 milioni) che al 30 settembre includono l'onere non ricorrente per il nuovo Fondo di Solidarietà pari a € 165 milioni, il quale consentirà l'uscita anticipata su base volontaria a un massimo di 585 dipendenti del Gruppo Bipiemme. Tale onere è coerente con quanto previsto nel Piano Industriale del progetto di fusione. Al netto dell'onere destinato al Fondo di Solidarietà 2016 e degli adeguamenti relativi al fondo di solidarietà precedente, il costo per il personale segna un incremento più contenuto (+1,6%).
Le altre spese amministrative ammontano a € 221,5 milioni. L'incremento è dovuto per lo più al maggior onere per contributo al Single Resolution Fund (SRF) e al Deposit Guarantee Scheme (DGS), che ammontano a € 27 milioni rispetto a € 12,4 milioni di settembre 2015.
Al netto dei contributi per il SRF e il DGS nonché della quota contabilizzata dell' onere straordinario per la trasformazione e fusione (€ 5,8 milioni), le altre spese amministrative evidenziano una contrazione (-2,2%).

Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali si attestano a € 58,4 milioni, in aumento rispetto a settembre 2015 (+€ 7,7 milioni) in seguito all'aumento degli investimenti effettuati nell'esercizio 2016.

Utili da partecipazioni e investimenti
Gli utili da partecipazioni ed investimenti si posizionano nel periodo a € 32,0 milioni rispetto a € 37,5 milioni di settembre 2015, che includeva il maggior valore del patrimonio netto di SelmaBipiemme Leasing a seguito dell'intervenuta fusione con la partecipata Palladio Leasing. Il dato di settembre 2016 comprende: - un ulteriore adeguamento del valore al patrimonio netto di SelmaBipiemme Leasing (€ 21,6 milioni) a seguito dell'avvenuta fusione con la società Teleleasing; - l'utile da cessione di una quota del 2,18% della partecipazione in Anima Holding (€ 9,7 milioni); - l'utile da cessione di una quota del 5% detenuto in Etica SGR (€ 1 milione circa).

Rettifiche nette di valore, accantonamenti e altre voci
A settembre 2016 le rettifiche nette per il deterioramento crediti e altre operazioni si attestano a € 230,1 milioni, in flessione di € 16,2 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2015. Il costo del credito è pari a 89 p.b. (vs. 98 p.b. settembre 2015). Nel trimestre le rettifiche nette per il deterioramento di crediti e altre operazioni si attestano a € 74,3 milioni, in diminuzione rispetto a € 89,7 milioni del trimestre precedente. Il costo del credito trimestrale annualizzato risulta pari a 87 p.b. (-17 p.b. T/T).

Risultato di periodo
Dopo aver registrato imposte per circa € 11,2 milioni, l'utile di pertinenza della Capogruppo si attesta a € 88,1 milioni. Al netto delle componenti non ricorrenti, l'utile di pertinenza della Capogruppo è pari a € 184,4 milioni che si confronta su base omogenea con €222,9 milioni di settembre 2015.

Prevedibile evoluzione della gestione
Nei mesi estivi le incertezze politiche nell'Unione Europea e negli Stati Uniti sono aumentate, anche se il referendum sulla Brexit non ha determinato, per il momento, conseguenze rilevanti da un punto di vista economico. Nei prossimi mesi fattori quali lo sviluppo dei negoziati per l'uscita del Regno Unito dall'UE, il rilancio di una politica comune per la crescita e l'immigrazione in Europa, il referendum costituzionale in Italia e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti condizioneranno l'evoluzione dello scenario. Nel 2016, secondo le più recenti previsioni del Fondo Monetario Internazionale, il Pil dell'Area Euro dovrebbe registrare una dinamica positiva del +1,7%, mentre negli Stati Uniti l'economia dovrebbe crescere del +1,6%; con particolare riferimento all'Italia il FMI stima un aumento del Pil del +0,8%, con una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto all'Outlook di luglio. In Europa, la politica espansiva della BCE continuerà a rappresentare uno dei principali motori a sostegno della crescita economica, mentre la FED, nel corso dell'incontro di fine settembre, ha annunciato che una stretta monetaria potrebbe verificarsi già entro fine anno. Il settore bancario italiano resterà impegnato nel percorso di recupero di una redditività sostenibile nel medio termine.
Il margine di interesse permarrà sotto pressione, mentre i ricavi da servizi aumenteranno il loro contributo alla formazione dei proventi operativi, ma con tassi di crescita in probabile rallentamento. L'attenzione alla riduzione dei costi operativi, mediante la razionalizzazione e il miglioramento dell'efficienza operativa, sarà pertanto uno dei fattori di maggior attenzione, unitamente allo smaltimento dello stock di crediti deteriorati per i quali, da tempo, ne viene chiesta la riduzione sia dal mercato che dai regolatori.

In tale contesto, l'operatività del Gruppo Bipiemme nell'ultimo trimestre sarà principalmente focalizzata sulla realizzazione dell'operazione di aggregazione con il Banco Popolare, che sarà efficace dal 1 gennaio 2017. L'andamento della gestione commerciale dovrebbe confermare le tendenze recenti, con una marginalità ancora destinata ad essere condizionata dagli effetti sia della politica monetaria che della elevata pressione competitiva, soprattutto sulla clientela di più elevato standing creditizio, e commissioni derivanti da servizi di gestione, intermediazione e consulenza che risentiranno dell'incertezza dei mercati finanziari.
I costi operativi e il costo del credito si muoveranno in coerenza con le dinamiche delineate nel Piano Strategico 2016-2019 del nuovo Gruppo anche nell'ultimo trimestre 2016.

(GD)

Vai alla scheda di dettaglio di: BCA POP MILANO
 

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23/11/2016 10:10
Bpm/Banco, pesano osservazioni Bce su coperture Npl
Bpm/Banco, pesano osservazioni Bce su coperture Npl - MilanoFinanza.it


Il titolo della Banca popolare di Milano risente in borsa (sospeso con un calo teorico del 4,51% al momento) delle preoccupazioni per l'impatto dell'esito dell'ispezione che la Bce ha condotto presso il suo futuro sposo, il Banco Popolare (-4,64% a 1,786 euro). Infatti, secondo fonti di stampa, l'autorità di vigilanza avrebbe individuato la necessità di alzare le coperture sulle esposizioni non performanti (Npe) di 1-2 miliardi di euro.

Per questo motivo, Bpm si aspetta non solo che il bilancio di fine anno del Banco registri una perdita pari a 1,5 miliardi di euro dovuta a maggiori accantonamenti (una cifra peggiore della perdita netta di 1,1 miliardi di euro inclusa nelle stime di Banca Imi), ma che da Francoforte possa arrivare al nuovo gruppo bancario che nascerà dalla fusione la richiesta di alzare il minimo di capitale da detenere a fronte dei rischi, pur non richiedendo necessariamente una ricapitalizzazione che passi dal mercato.

In pratica, il tutto si tradurrebbe in un aumento dello Srep.
Quello della nuova banca era stato fissato al 9,5% contro un Cet1 ratio fully loaded oggi in area 13,5%.
In realtà è stato confermato quanto già detto nel business plan, ovvero la richiesta da parte della Bce di alzare le coperture per agevolare la cessione di Npl.

Tanto che nelle loro stime la maggior parte degli analisti ha già contemplato un aumento degli accantonamenti per 1,5 miliardi di euro lordi proprio per alzare le coperture.
Più in dettaglio, c'è chi stima oltre 2,5 miliardi di accantonamenti su crediti per il Banco Popolare quest'anno destinati a raggiungere una copertura sul totale delle sofferenze pari al 62% e sul totale dei crediti dubbi al 49%.
"Lo standard di mercato: piano industriale di Mps e voci su target di Unicredit sembra definire una copertura dei Npl del 75% e del 40% sugli unlikely to pay, livelli che determinerebbe uno shortfall di 1,7 miliardi di euro", calcolano a Equita. Naturalmente "ulteriori accantonamenti extra sarebbero una notizia negativa per Banco/Bpm e potrebbero generare un'ulteriore pressione sui prezzi di borsa", affermano a Banca Imi.

Peraltro la Bce ha recentemente approvato il piano di fusione che prevede stabilità a livello di copertura al 2019, quindi per gli analisti di Equita è improbabile che a breve possano arrivare, anche indirettamente, richieste di aggiustamento. In più l'ad di Bpm , Giuseppe Castagna, ha confermato il buon esito di recenti contatti con il regolatore, escludendo richieste di adeguamento a nuovi standard.

Un punto, quest'ultimo, rammentato anche dagli analisti di Icbpi i quali fanno anche presente che le preoccupazioni per il bilancio della nuova banca, Banco/Bpm , circolano sul mercato già da qualche tempo e questo spiega la sottoperforance del titolo in tutto l'anno. "E' inoltre attesa a breve una decisione della Bce sul capitale per chiarire la posizione del nuovo grupppo a livello di qualità dell'attivo e di capitale", precisano a Icbpi.

In ogni caso "crediamo che il contesto di mercato, i target dei competitor e i deludenti risultati riportati dal Banco Popolare sull'asset quality portino a incorporare nella valutazione, almeno in parte, uno shortfall di capitale", aggiungono gli analisti di Equita, convinti che un re-rating del titolo sia legato all'esecuzione del processo di riduzione del rischio (cessione di 8 miliardi di Npl) che, però, dovrebbe accelerare solo nel secondo semestre del prossimo anno.
Come Equita anche Banca Imi a questi prezzi consiglia l'acquisto di entrambi i titoli con target price a 0,59 euro (0,67 euro Equita) per Bpm e a 3,8 euro (4,3 euro Equita) per il Banco Popolare .
Invece Icbpi è più cauta e ha confermato il rating neutral e il target price a 3,7 euro sul Banco Popolare .
 

tontolina

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Banco/Bpm: raggiunta intesa sulle nomine (MF)
MILANO (MF-DJ)--Arrivano le nomine per la prima linea di B.Popolare/B.P.Milano, il gruppo che nascera' il prossimo primo gennaio dalla fusione tra le due ex popolari di Verona e di Milano.
Ieri sera, si legge su MF, gli istituti hanno annunciato l'organigramma a cui gli amministratori delegati Giuseppe Castagna e Pier Francesco Saviotti hanno lavorato intensamente nelle ultime settimane. Come atteso, le due banche hanno individuato unicamente risorse interne per meglio valorizzare il management gia' attivo nel gruppo. Le nomine comunque non passeranno dai due consigli, ma dovrebbero essere sottoposte al board della nuova banca dopo la fusione.
Nel dettaglio, la prima linea di Banco Bpm sara' composta da Carlo Bianchi (crediti), Carlo Palego (rischi), Gianpietro Val (amministrazione e bilancio), Roberto Speziotto (risorse umane), Sergio Sorrentino (audit), Andrea Marconi (segreteria affari societari), Angelo Lo Giudice (compliance), Francesco Minotti (istituzionali, enti e terzo settore), Ottavio Rigodanza (IT operations), Vincenzo Russo (leasing), Pietro Gaspardo (pianificazione e marketing retail), targati Verona.
Espressione di Milano sono invece Matteo Cidda (comunicazione), Luca Manzoni (corporate), Fabrizio Caputi (finanza), Roberto Giancarlo Peronaglio (investor relations), Antonia Cosenz (legale e regulatory affairs), Edoardo Ginevra (Npl), Giovanni Sordello (operations gestione asset e acquisti), Giuseppe Panetta (organizzazione), Giorgio Pellagatti (pianificazione e controllo) e Maria Louise Arscott (progetti speciali e monitoraggio). Rimangono confermati invece i vertici delle controllate, con Marco Turrina alla guida di Banca Akros, Maurizio Zancanaro a Banca Aletti e Francesco Betti per Aletti Gestielle, mentre Paolo Testi prendera' il timone della Bpm spa, la controllata in cui confluira' per un triennio l'intera rete nazionale della Bpm , che conta piu' di 600 sportelli. Confermati anche i top manager delle divisioni: Giordano Simeoni (Popolare Verona), Alberto Mauro (Popolare Novara), Fabrizio Marchetti (Popolare Lodi) e Roberto Perico (Credito Bergamasco).
red/fch

(END) Dow Jones Newswires
December 01, 2016 02:17 ET (07:17 GMT)
 

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Banche popolari, Consiglio di Stato sospende attuazione della riforma. Nel mirino i paletti al diritto di recesso
Banche popolari, Consiglio di Stato sospende attuazione della riforma. Nel mirino i paletti al diritto di recesso - Il Fatto Quotidiano


I giudici amministrativi hanno accolto in parte il ricorso presentato dai soci di un istituto: "presenta profili di non manifesta infondatezza di legittimità costituzionale" la circolare con cui la Banca d'Italia ha stabilito che agli azionisti può essere impedito di uscire dal capitale quando la banca diventa spa. La trattazione nel merito è rinviata a dopo la pronuncia della Consulta

di F. Q. | 2 dicembre 2016

Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la circolare della Banca d’Italia che contiene le misure attuative per la trasformazione delle banche popolari in società per azioni, prevista dalla riforma varata dal governo Renzi nel gennaio 2015. I giudici amministrativi hanno accolto in parte il ricorso presentato dai soci di un istituto e rinviato a una prossima camera di consiglio la trattazione nel merito della questione, dopo che la Corte costituzionale (cui il Tar del Lazio ha rimesso gli atti nell’ottobre dello scorso anno) si sarà pronunciata sulla legittimità della riforma stessa.

Nel mirino c’è la limitazione del diritto di recesso per i soci: il decreto di riforma ha disposto che via Nazionale potesse impedire ai soci di uscire dal capitale – opzione garantita dal codice civile in caso di “trasformazione della società” – nel caso ciò fosse necessario per scongiurare una riduzione del capitale sotto l’asticella fissata dalla Vigilanza bancaria unica esercitata dalla Bce. La circolare emanata su questa base da Bankitalia presenta “profili di non manifesta infondatezza” di legittimità costituzionale e “appare affetta da vizi derivati nella parte in cui disciplina l’esclusione del diritto al rimborso“, si legge nell’ordinanza. “I provvedimenti impugnati (e la disciplina legislativa sulla cui base sono stati adottati) incidono direttamente su prerogative relative allo status di socio della banca popolare, così presentando profili di immediata lesività“.

Dopo lo stop cautelare i titoli delle banche popolari sono scivolati in Borsa.
Ubi ha chiuso a -4,77%, Creval a -2,78% Bpm a -0,35%, Banco Popolare a -0,60%.
La Popolare di Sondrio, che riunisce fra due settimane l’assemblea per deliberare la trasformazione in spa, ha lasciato sul terreno il 3,58 per cento.
“La soluzione migliore adesso è rinviare le due assemblee che ancora mancano per la trasformazione in spa, Popolare di Bari e Popolare di Sondrio”. ha commentato con l’Adnkronos Fausto Capelli, uno degli avvocati che hanno presentato il ricorso. “Dobbiamo aspettare la Corte costituzionale per avere certezze sul diritto di recesso e per dire ai soci come comportarsi”.
 

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