Funzionario Nato: "Quest'estate saremo in guerra" | Pagina 2

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 5 Giugno 2015.

    7 Giugno 2015
  1. tontolina

    tontolina New Member

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    Guerra Totale, Yemen, Libia, Arabia Saudita, Iraq

    Di FunnyKing , il 7 giugno 2015 15 Comment
    Guerra Totale, Yemen, Libia, Arabia Saudita, Iraq - Rischio Calcolato






    Cominciamo da segnalazioni allarmanti dal nostro consulente per il Medio Oriente, U.Z.:
    Ti segnalo una notizia abbastanza importante e di poche ore fa.
    L’ISIS ha rivendicato il suo primo attacco contro Israele con rockets contro la cittadina di Ashkelon. In questo Tweet il la foto del messaggio di rivendicazione https://twitter.com/RamiAlLolah/status/607327314767187968
    La news non e’ ancora stata pubblicata da quasi nessuno ed e’ affidabile
    Se ci dovessero essere altri attacchi dell’ISIS contro Israele la situazione in medio oriente potrebbe cambiare significativamente
    1- Altra news dall’Iraq di ieri: “Coalition forces bombard ‘mistakenly’ convoys of Iraq|i army and Shiite PM militias near Fallujah. Reports of mass casualties.. ISIS
    2- Ieri lo Yemen ha lanciato Scud contro l’Arabia Saudita e stanotte i sauditi stanno bombardando Sanaa, la capitale dello Yemen
    Sto seguendo quello che succede nella zona medio orientale e ci sono un sacco di atrocita’ (e di video in rete) sia da parte dell’ISIS (sunnita) che da parte sciita.
    3- La Spagna sta prendendo in considerazione l’intervento militare in Libia se l’ISIS continua la sua avanzata
    E dunque, nella mia opinione, si sta realizzando lo scenario necessario per realizzare due obbiettivi:
    Aumentare le spese militari dei paesi occidentali, oramai pericolosamente compresse
    Compattare il fronte occidentale contro due pericoli artificiali, la Russia e l’Isis
    Lo ripeto, il fenomeno Isis e ogni forma di instabilità geopolitica implica dovere armare e addestrare guerriglieri che comunque vadano le cosa tra pochi anni ( o mesi) scorrazzeranno ai confini dell’Europa o dentro l’Europa stessa (a proposito… fare entrare l’Ucraina nell’Unione Europa? Sul serio? Ma ve lo immaginate? Prima li addestriamo, li armiamo, diamo legittimità politica a nazisti cerebrolesi, feccia da stadio, e poi gli apriamo le porte? Io a volte devo pizzicarmi per sapere s sto sognando)
    Buona domenica a tutti
     
  2. 8 Giugno 2015
  3. marofib

    marofib New Member

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    condizionati o no...ma lo devono chiedere!!
    non e' che mi trovo in guerra in ucraina dove non mi frega un *****!
    ci chiamano al voto per fregnacce mentre sti coglioni giocano alla guerra fredda a ns insaputa?!
     
  4. 8 Giugno 2015
  5. big_boom

    big_boom New Member

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    questa e' la nostra democrazia, votate per il matrimonio gay :mumble:
     
  6. 10 Giugno 2015
  7. tontolina

    tontolina New Member

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    Ritornano i missili a Comiso?

    [​IMG]



    Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATOItalia



    9 giu 2015 — di Manlio Dinucci

    Il presidente Obama e la cancelliera Merkel, incontrandosi a quattrocchi prima del G7, hanno ribadito che manterranno le sanzioni contro la Russia. Obama però, appena arrivato in Baviera, aveva dichiarato che «bisogna contrastare con fermezza l'aggressione all'Ucraina», lasciando intendere che contro la Russia si devono prendere misure non solo economiche. Esiste quindi una agenda segreta che Obama ha portato al G7, in particolare ai maggiori alleati Nato (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia) che ne fanno parte? Quale potrebbe essere si deduce dalle dichiarazioni rilasciate a Washington il 5 giugno, due giorni prima del G7, da funzionari del Pentagono, riportate dall’Agence France-Presse.

    Essi hanno dichiarato che «gli Stati uniti stanno considerando una serie di mosse per contrastare la violazione del Trattato sulle armi nucleari da parte della Russia, tra cui il potenziamento delle difese missilistiche o anche lo spiegamento in Europa di missili con base a terra». Ossia di missili nucleari come quelli schierati dagli Usa in Europa durante la guerra fredda: i Pershing 2 balistici, in Germania, e i Tomahawk (missili da crociera) lanciati da terra, in Italia a Comiso. Missili che sono stati eliminati, insieme agli SS-20 balistici schierati in Urss, dal Trattato sulle forze nucleari intermedie firmato da Usa e Urss nel 1987. Esso proibisce lo schieramento di missili con gittata compresa tra 500 e 5500 km.

    Washington accusa Mosca di aver sperimentato un missile da crociera di questa categoria. Mosca, a sua volta, accusa Washington di installare in Polonia e Romania rampe di lancio di missili intercettori (quelli dello «scudo»), che possono essere usate per lanciare missili Tomahawk a testata nucleare. Va inoltre considerato che gli Stati uniti mantengono in Germania, Italia, Belgio, Olanda e Turchia circa 200 bombe nucleari B-61, che si aggiungono alle oltre 500 testate francesi e britanniche pronte al lancio.

    In Italia, violando il Trattato di non-proliferazione, ve ne sono 70-90 ad Aviano e Ghedi-Torre. Ma ce ne potrebbero essere di più, anche in altri siti e a bordo delle navi Usa. Le B-61 saranno trasformate, tra non molto, da bombe a caduta libera in bombe «intelligenti» B61-12 che potranno essere sganciate a grande distanza dall’obiettivo. In Italia, nel 2013 e 2014, si è svolta la Steadfast Noon (Mezzogiorno risoluto), l’esercitazione Nato di guerra nucleare, a cui l’anno scorso hanno partecipato anche F-16 polacchi.

    Washington ribadisce che «la Nato resterà una alleanza nucleare» e che, «anche se la Nato si accordasse con la Russia per una riduzione delle armi nucleari in Europa, avremmo sempre l’esigenza di completare il programma della B61-12».

    La possibilità che ora vengano di nuovo schierati in Italia missili nucleari Usa con base a terra, non è così remota. Il colonnello Sowers, portavoce del Pentagono, ha dichiarato che «l’Amministrazione Obama sta considerando una gamma di potenziali risposte militari alla Russia, tutte dirette ad assicurare che essa non acquisti alcun significativo vantaggio militare». Tali «opzioni», compresa quella dell’«installazione di missili con base a terra in Europa», sono state «discusse a una riunione di alti ufficiali e diplomatici convocata il 5 giugno a Stoccarda, in Germania, dal segretario Usa alla difesa Ashton Carter».

    Vorremmo sapere dal premier Renzi, appena rientrato dalla Germania, se sa qualcosa sulla riunione convocata a Stoccarda dal capo del Pentagono, a cui hanno partecipato probabilmente anche alti ufficiali e diplomatici italiani. O se dobbiamo attendere il comunicato con cui il Pentagono annuncia l’installazione di missili nucleari in Italia.

    (il manifesto, 9 giugno 2015)
     
  8. 10 Giugno 2015
  9. tontolina

    tontolina New Member

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  10. 13 Giugno 2015
  11. tontolina

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  12. 14 Giugno 2015
  13. tontolina

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    La Germania non muoverà un dito per la Nato.

    Putin il Grande. La Germania non muoverà un dito per la Nato. - SENZANUBI
     
  14. 14 Giugno 2015
  15. big_boom

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    Ultima modifica: 15 Giugno 2015
  16. 15 Giugno 2015
  17. tontolina

    tontolina New Member

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    Obama continua con le sue provocazioni alla Russia: si avvicina la possibilità di un conflitto in Europa

    Obama continua con le sue provocazioni alla Russia: si avvicina la possibilità di un conflitto in Europa | Sapere è un Dovere
    di Luciano Lago

    Mentre l’attenzione dell’opinione pubblica si trova concentrata nelle tante situazioni negative createsi in Italia per l’incompetenza e la subordinazione del governo Renzi /Alfano alle centrali sovranazionali da cui riceve le direttive, immigrazione clandestina incontrollata, riforme economiche con abolizione di diritti, privatizzazioni dei servizi pubblici, ecc..,
    nuvole tempestose si addensano all’orizzonte europeo grazie alla sciagurata politica bellicista e di diffusione del caos realizzata dagli Stati Uniti guidati dall’Amministrazione del “premio nobel” Barack Obama.
    Con le ultime notizie arrivate, la ripresa del conflitto in Ucraina e la decisione del Dipartimento di Stato USA di inviare armi pesanti nei paesi baltici (ai confini della Russia), rivelata dal New York Times (vedi: Pressing di Obama su Putin: armi pesanti nell’Europa dell’Est) , di fatto la situazione internazionale in Europa e nel mondo sta rapidamente avvicinando ad un conflitto generale, innescato dalla crisi in Ucraina, che diventa sempre più probabile ed in cui l’Italia, grazie alla sua stretta alleanza con la NATO, sarà inevitabilmente coinvolta.
    Come molti analisti avevano già predetto da tempo, gli USA non sono interessati a mantenere la tregua in Ucraina ed a far rispettare gli accordi di Minsk, raggiunti grazie all’intermediazione di Germania, Francia e Russia. Ad Obama ed ai suoi consiglieri strategici interessa provocare un intervento militare scoperto della Russia in Ucraina mediante le azioni di provocazione militare pilotate dal Pentagono ed attuate dal governo fantoccio di Poroshenko, in modo da far impantanare la Russia in un conflitto alle porte di casa e sobillare dall’interno la compattezza della Federazione Russa ed il potere di Putin.
    Poco importa se questo causerà un allargamento del conflitto anche ai paesi baltici o alla Polonia, con possibilità di una guerra mondiale combattuta con armi termonucleari. Gli strateghi USA sono convinti di muoversi da una posizione di forza e di poter assestare il primo colpo (“the first strike”) e mettere fuori uso l’arsenale strategico russo. Per questo hanno disseminato basi militari nell’Europa dell’est a ridosso dei confini della Federazione russa.
    Sembra di avere a che fare con un branco di psicopatici che hanno preso possesso del potere a Washington, come sostiene anche l’analista americano Paul Craig Roberts ed altri studiosi del comportamento. (.”… la determinazione e la spregiudicatezza nel mantenere la posizione dominante, che rinvia alla sfrontatezza associata alla personalità psicopatica, sono collegabili a molti atteggiamenti del presidente Obama “).
    Di fatto le politiche militariste ed aggressive condotte dall’Amministrazione USA, con riferimento sia alla Russia che alla Cina, ed i piani per circondare con forze aeronavali e basi militari le due superpotenze, possono condurre ad un prossimo conflitto globale che, nell’epoca termonucleare, potrebbe avere conseguenze irreparabili.
    L’amministrazione Obama sembra voler seguire una linea di confronto a tutto campo su scala planetaria, nel tentativo disperato di non perdere la propria supremazia globale in un mondo dove gli equilibri economici e militari stanno rapidamente cambiando.
    In questa linea si deve spiegare non solo l’aggressività contro la Russia per la questione ucraina, creata dal golpe a Kiev sobillato dagli USA e dalla UE, ma anche le azioni di appoggio su larga scala da parte di Washington alle organizzazioni terroristiche in Medio Oriente, per rovesciare il governo della Siria, appoggiato dalla Russia, per arrivare ad un nuovo assetto dell’Iraq, da suddividere in tre stati e sottrarlo all’influenza iraniana, si capisce anche il sostegno incondizionato, da parte degli USA, alla Monarchia Saudita che sponsorizza e sostiene le organizzazioni terroristiche takfiri e che conduce operazioni aggressive contro gli stati vicini come lo Yemen per portarli nella propria orbita politica. (Vedi: Il piano di balcanizzazione del Medio Oriente ).
    Una sfacciata politica di dominio dietro pretesti di propaganda (“lotta al terrorismo” o “esportazione della democrazia”) ormai del tutto screditati di fronte all’opinione pubblica internazionale.
     
  18. 16 Giugno 2015
  19. tontolina

    tontolina New Member

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