Fai da te, risparmio gestito, gestione patrimoniale o consulenza indipendente? (1 Viewer)

Ilmigliore

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Mi piacerebbe valutare gli aspetti di questi quattro modi di investire -non necessariamente complementari- dal punto di vista del risparmiatore che vuole trarre profitto dai suoi risparmi o più semplicemente non vuole permettere che l'inflazione glieli porti via.

Posto nella sezione obbligazioni perché conosco solo questa... se ho sbagliato spostate pure.

Inizio io, magari banalizzando un po'

Fai da te
Adatto a chi ha una visione dei mercati, o riesce a mettere in atto una sua strategia

Risparmio gestito
Adatto a chi non si vuole interessare più di tanto di come sono investiti i suoi risparmi in dettaglio, a chi tollera la poca trasparenza, a chi accetta un rapporto compratore/venditore con il suo promotore, e a chi accetta di delegare la responsabilità ad altri (il gestore) lasciandogli una parte dei profitti o genericamente accettare di pagare qualcuno per gestire, a prescindere dai risultati.

Gestione patrimoniale
Adatto a chi riesce a trovare un intermediario onesto. Ma esistono?

Consulenza indipendente
Adatto a chi cerca un confronto con un professionista con un'ampia visione dei mercati, che non sia legato ai prodotti di un singolo istituto ma può rivolgersi all'intero mercato
 
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Mr.Noob

dove c'è default c'è casa
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Io sono consulente finanziario indipendente.
Se la discussione prende piede parteciperò con piacere dicendo la mia.
 

c.f.i.

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anche io son consulente finanziario indipendente ma credo che nel regno del fai da te ,in cui tutti son convinti di non rischiare nulla facendo bene ,non serva il nostro apporto.
si nota dal nr delle risposte :D
la consulenza serve non per massimizzare i profitti ma per avere la tranquillita' finanziaria che e' la cosa piu' importante specie di questi tempi.
e' inutile farsi promettere il 10% sicuro o farsi dare sicurezze che non esistono se poi non si riprende il capitale.
la sfera di cristallo non ce l ha nessuno.
i consulenti non son venditori di performance ma l obiettivo principale e' di fare una pianificazione in base alle esigenze dei clienti e ognuno ha esigenze diverse.
che poi lavorando bene si riescan a superare le crisi brillantemente questo e' un fatto certo almeno finora mi e' capitato sempre cosi' negli anni.
purtroppo tanti risparmiatori son abituati a farsi illudere e a farsi dare sicurezze che non esistono.
compito del consulente e' pianificare,mettere al corrente dei rischi il risparmiatore,farlo risparmiare fiscalmente dove e' possibile ma ripeto e' un discorso lungo che non si puo fare in due parole.
 

Ilmigliore

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non mi è chiaro se parli di consulenti o promotori finanziari, o di entrambi, perché hai scritto "consulente" ma hai citato crisi ed esperienze del passato quando facevi il promotore finanziario per una banca/sim

che differenza c'è?
 

Mr.Noob

dove c'è default c'è casa
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E' notizia dell'altro ieri che il presidente Monti ha firmato il decreto sui requisiti delle società di consulenza.
Quindi i consulenti finanziari indipendenti dovrebbero finalmente avere a breve il loro albo professionale, e non dover vivere più in un limbo.
 

Mr.Noob

dove c'è default c'è casa
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anche io son consulente finanziario indipendente ma credo che nel regno del fai da te ,in cui tutti son convinti di non rischiare nulla facendo bene ,non serva il nostro apporto.
si nota dal nr delle risposte :D
la consulenza serve non per massimizzare i profitti ma per avere la tranquillita' finanziaria che e' la cosa piu' importante specie di questi tempi.
e' inutile farsi promettere il 10% sicuro o farsi dare sicurezze che non esistono se poi non si riprende il capitale.
la sfera di cristallo non ce l ha nessuno.
i consulenti non son venditori di performance ma l obiettivo principale e' di fare una pianificazione in base alle esigenze dei clienti e ognuno ha esigenze diverse.
che poi lavorando bene si riescan a superare le crisi brillantemente questo e' un fatto certo almeno finora mi e' capitato sempre cosi' negli anni.
purtroppo tanti risparmiatori son abituati a farsi illudere e a farsi dare sicurezze che non esistono.
compito del consulente e' pianificare,mettere al corrente dei rischi il risparmiatore,farlo risparmiare fiscalmente dove e' possibile ma ripeto e' un discorso lungo che non si puo fare in due parole.
Cioè lo scopo di un consulente indipendente è far risparmiare fiscalmente ? gli consigli di prendere la caldaia nuova così la detrae ?
A me, perdonami, la descrizione da te fatta del consulente finanziario indipendente ricorda molto quella del promotore finanziario.
 

Ilmigliore

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la consulenza serve non per massimizzare i profitti ma per avere la tranquillita' finanziaria che e' la cosa piu' importante specie di questi tempi.
non capisco... se chiedo consulenza devo rinunciare a massimizzare i profitti? Cioè, se il mio obiettivo fosse proprio tentare di raddoppiare i miei 100K in due anni, la consulenza non mi serve?
Se voglio tranquillità finanziaria mi prendo un mix tra fondi diversificato e asset reali e non ho bisogno di niente da nessuno... o no?


compito del consulente e' pianificare,mettere al corrente dei rischi il risparmiatore,farlo risparmiare fiscalmente dove e' possibile ma ripeto e' un discorso lungo che non si puo fare in due parole.
serve solo a questo la consulenza? Tra l'altro è tutta roba che posso trovare da solo, sempre che abbia voglia di sbattermi un po'.

e' un discorso lungo che non si puo fare in due parole.
nessuno chiede di spendere solo due parole

questo thread è dichiaratamente una vetrina per capire cosa può offrire la consulenza a chiunque abbia disponibilità di qualche soldino, e di come si differenzia rispetto agli altri modi di investire che ho citato
 

Piedi a Terra

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anche io son consulente finanziario indipendente ma credo che nel regno del fai da te ,in cui tutti son convinti di non rischiare nulla facendo bene ,non serva il nostro apporto.
si nota dal nr delle risposte :D
Sostanzialmente e' vero quanto dici, ma c'e' anche un grosso paradosso, che mi coinvolge direttamente. Sono un fai da te con un'esperienza trentennale di "sopravvivenza" sui mari procellosi dei mercati. Vorrei un grado sofisticato di consulenza che ne' il consulente finanziario mandatario ne' il consulente finanziario indipendente sono in grado di offrire.

Ad esempio il mio libro dei sogni sarebbe un consulente italiano che mi proponesse l'asset allocation non con il modello media-varianza (Markowiz, del 1953) ma con il modello Idzvorek-Litterman. Forse esiste contando sulla punta delle dita (della mano di Muzio Scevola ? :) ) qualche consulente in grado di fare l'asset allocation del mio capitale con il modello Black Litterman, ma la prassi e' sempre la solita: anche chi propone asset allocation "personalizzate" inevitabilmente vende del fumo; e' sempre il vecchio Markoviz rimaneggiato con qualche corbelleria che viene mutuata dall'AT e viene spacciata per rivoluzionaria.Non e' certo colpa del consulente, ma della mancanza di ricerca ed innovazione a monte.

Allora mi chiedo: forse non e' importante essere o non essere consulente finanziario indipendente, ma e' sicuramente importante una validazione scientifica degli strumenti analitici che il consulente propone.

Io non prenderei mai decisioni perche' il consulente finanziario indipendente e' stato nominato da Natop, Armelini, Romano, Consultique: vorrei prendere decisioni di investimento consapevoli perche' il consulente finanziario indipendente e' in grado di mostrarmi gli articoli di SSRN sui quali e' illustrata la teoria sulla quale si sostengono i modelli che mi offre.

Deludenti fino ad ora sono stati i miei tentativi di raggiungere all'estero gli stessi obiettivi che mi vengono preclusi in Italia. Se non sei una banca, un istituto di credito, una Sim nessuno ti considera.Puoi scrivere e-mail a tutte le migliori farm del mondo di finanza (provider di hedge fund, ottimizzatori di strategie Beta market neutral, etc.) che avrebbero sicuramente le soluzioni, ma nessuno ti risponde, perche' non ti calcolano.

Se vuoi il loro servizio devi pagare da istituzionale.

Un saluto e complimenti per l'iniziativa del 3D
 

Ilmigliore

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Sostanzialmente e' vero quanto dici, ma c'e' anche un grosso paradosso, che mi coinvolge direttamente. Sono un fai da te con un'esperienza trentennale di "sopravvivenza" sui mari procellosi dei mercati. Vorrei un grado sofisticato di consulenza che ne' il consulente finanziario mandatario ne' il consulente finanziario indipendente sono in grado di offrire.

Ad esempio il mio libro dei sogni sarebbe un consulente italiano che mi proponesse l'asset allocation non con il modello media-varianza (Markowiz, del 1953) ma con il modello Idzvorek-Litterman. Forse esiste contando sulla punta delle dita (della mano di Muzio Scevola ? :) ) qualche consulente in grado di fare l'asset allocation del mio capitale con il modello Black Litterman, ma la prassi e' sempre la solita: anche chi propone asset allocation "personalizzate" inevitabilmente vende del fumo; e' sempre il vecchio Markoviz rimaneggiato con qualche corbelleria che viene mutuata dall'AT e viene spacciata per rivoluzionaria.Non e' certo colpa del consulente, ma della mancanza di ricerca ed innovazione a monte.

Allora mi chiedo: forse non e' importante essere o non essere consulente finanziario indipendente, ma e' sicuramente importante una validazione scientifica degli strumenti analitici che il consulente propone.

Io non prenderei mai decisioni perche' il consulente finanziario indipendente e' stato nominato da Natop, Armelini, Romano, Consultique: vorrei prendere decisioni di investimento consapevoli perche' il consulente finanziario indipendente e' in grado di mostrarmi gli articoli di SSRN sui quali e' illustrata la teoria sulla quale si sostengono i modelli che mi offre.

Deludenti fino ad ora sono stati i miei tentativi di raggiungere all'estero gli stessi obiettivi che mi vengono preclusi in Italia. Se non sei una banca, un istituto di credito, una Sim nessuno ti considera.Puoi scrivere e-mail a tutte le migliori farm del mondo di finanza (provider di hedge fund, ottimizzatori di strategie Beta market neutral, etc.) che avrebbero sicuramente le soluzioni, ma nessuno ti risponde, perche' non ti calcolano.

Se vuoi il loro servizio devi pagare da istituzionale.

Un saluto e complimenti per l'iniziativa del 3D
Una replica veloce: un consulente di norma avrà un ventaglio di clienti, e dovrà essere mediamente preparato a servirli tutti. Il concetto insito in un "mediamente" e che non convenga essere troppo preparati perché al di là di un certo livello è inutile andare, e che bisogna essere abbastanza preparati a fronteggiare il "so tutto io" che contrappone ai ragionamenti del consulente alcuni tecnicismi o frasi fatte che se fosse alle prime armi lo potrebbero mettere in difficoltà.
Quello che sto cercando di dire è che per un servizio del genere tu debba cercare più un professore che un consulente.
 

Piedi a Terra

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Una replica veloce: un consulente di norma avrà un ventaglio di clienti, e dovrà essere mediamente preparato a servirli tutti. Il concetto insito in un "mediamente" e che non convenga essere troppo preparati perché al di là di un certo livello è inutile andare, e che bisogna essere abbastanza preparati a fronteggiare il "so tutto io" che contrappone ai ragionamenti del consulente alcuni tecnicismi o frasi fatte che se fosse alle prime armi lo potrebbero mettere in difficoltà.
Un consulente finanziario indipendente dovrebbe proporre servizi che siano universali, non per un ventaglio di clienti mediamente "ignoranti". Virgoletto giustamente "ignoranti" perche' intendo riferirmi all'archetipo di clienti facoltosi, istruiti, culturalmente elevati ma che noi sappiamo essere tipicamente ignoranti in finanza (medici, direttori d'orchestra, scrittori, notai, etc.).

Oltre all'universalita' degli strumenti con cui essi dovrebbero poter affrontare qualsiasi tipologia di cliente, il consulente finanziario indipendente dovrebbe proporre strumenti teorici e modelli "uptodate", non la teoria della diversificazione di Markowitz (1953), la teoria della piramide (di Maslow, anni 50), la finanza comportamentale (la preistoria, Tversky e Kahnemann la elaborarono negli anni 60), l'indice di Sharpe (1960, credo). In finanza un decennio e' un'era geologica, consigliare di investire ancora oggi su modelli di investimento anni 50-60 e' una procedura intollerabile, che avviene solo nel mondo della finanza e non in altri.

In qualsiasi altro campo differente della finanza c'e' stata un'evoluzione straordinaria nel tempo, con forme di sviluppo e crescita della conoscenza esponenziali. Oggi si opera nel campo della chirurgia refrattiva con tecniche lontane anni luce dagli anni 2000: se qualche medico proponesse una PRK o una Lasik classica senza tenere conto della straordinaria ricerca in campo aberrometrica avvenuta nell'ultimo decennio verrebbe preso a risate.. :D

Eppure nel campo della consulenza finanziaria tutto questo e' possibile oggi in Italia, oltre che lecito: si puo' parlare di teoria dei bisogni, di teoria del prospetto, di teoria della diversificazione media-varianza come se ne parlava ai tempi in cui l'Uomo non era ancora andato sulla Luna.
 

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