EuroBond Report 13/10/2002 (1 Viewer)

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Ottava sempre di difficile interpretazione sul mercato dei corporate bond.
L'ottava si è aperta con lettera pesante sino alla giornata di mercoledi per poi - complice la diffusione di dati macroeconomici ed aziendali superiori alle attese ed il mancato taglio di tassi da parte della BCE che hanno innestato un rally dell'azionario - chiudere con un buon afflusso di denaro, con un restringimento degli spread ( più o meno generalizzato ) di circa 50 bp per settore.
Tutto ciò ha avvalorato ancora una volta la tesi - in essere nella maggioranza delle sale operative - che l'andamento del mercato dei corporate bond, ricalchi in maniera discretamente precisa l'andamento dei listini azionari.
Andamento, oseremmo dire, da manuale per ciò che concerne il movimento del Bund Future che ancora una volta ad inizio di ottava è andato al retest in area 113 senza avere la forza di romperla; tale mancata rottura, ha rafforzata la nostra idea di doppio massimo in formazione sul reddito fisso.
Mancata la rottura dei 113, il Bund - complici i buoni dati macro diffusi - è lentamente sprofondato sotto area 111,50 chiudendo le contrattazioni in area 111,20 .
Effettuando una analisi settoriale, ancora una volta i settori maggiormente penalizzati sono stati quello del credito e quello automobilistico.
Sul settore del credito una pesante lettera si è abbattuta sulle banche tedesche.
Tra di esse particolarmente sotto pressione sono risultate essere Commerzbank, Allianz, Dresdner; da notare, in ultimo, come le stesse abbiano nell'ottava subito un downgrade.
Le emissioni di tali banche - come tutte quelle del settore del credito - se sino al I° semestre del 2002 venivano percepite, dal mercato, come emissioni difensive ed a basso rischio, vengono ora trattate alla stregua di emissioni dal futuro incerto e pericoloso.
Particolarmente bistrattate sono risultate essere le emissioni subordinate del settore creditizio; tali particolari categorie di titoli ( che risultano essere delle cartolarizzazioni di crediti in bilancio delle banche, tramite società veicolo ) hanno subito un'allargamento degli spread in media di circa 350 bp rispetto ai titoli senior.
Altro settore subissato dalle vendite è risultato essere il settore auto; tale settore che ha visto Fiat - per le sue già note vicende di debolezza strutturale e di vendite - come best player al negativo, non ha risparmiato neanche emittenti come Ford ( a causa dello scandalo sull'accantonamento dei fondi pensione ) Gmac, Daimler Chrysler, BMW e Volkswagen.
Tra esse Fiat ha accusato un allargamento degli spread di circa 220 bp mentre Ford, Gmac e Daimler Chrysler si sono attestate intorno ai 70 bp.
Risulta estremamente interessante notare come il settore - su emittenti come Fiat, ed in parte Ford - venga trattato, in termini di rendimenti, quasi alla stregua delle emissioni "spazzatura" e ad oggi "spredda" oltre 300 bp rispetto ai titoli governativi di pari durata.
Di andamento opposto i corsi del settore TMT; tale settore che ha registrato un allargamento di 20 bp rispetto alla settimana precedente, viene, a nostro avviso, visti i multipli trattato come un settore difensivo, paragonabile quasi al settore utilities .
Tra le nuove emissioni, in un'ottica puramente difensiva, risulta essere estremamente interessante l'emissione della Cassa di Risparmio di Ferrara ( BBB+ secondo S&P ); tale emissione con scadenza 10/2005 vanta uno spread di 35bp sull'Euribor.
Sicuramente degna di nota, per gli investitori desiderosi di inserire in portafoglio un titolo dall'elevato rendimento, l'emissione Gazprom 2009 10,5% in dollari.
Peculiarità di questa emissione è la presenza di un'opzione Put, a favore dei sottoscrittori, che consente di rivendere il Bond alla società, alla pari, al termine del 2005.
Normali movimenti di prezzo per i bond paesi emergenti area euro, sui quali manteniamo stabile la nostra quota di portafoglio ( 5% ) ad appannaggio esclusivo dei titoli governativi dell'Est Europa.
Per la quota di portafoglio in valuta ( 5% ), sul finire di ottava abbiamo smobilizzato ( con un gain del 5% ) la parte di portafoglio in Rand Sudafricano a vantaggio del dollaro americano.
Al momento la nostra quota di portafoglio in valuta è suddivisa per un 2% ( -1% rispetto alla scorsa ottava ) in titoli sovranazionali in Fiorini Ungherese e per un 3% da titoli governativi, e sovranazionali in dollari americani.
 

giuseppe.d'orta

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Dalla newsletter di Di Lorenzo (riferito soprattutto ai titoli di Stato, credo).

Vedo segni di rallentamento sulle obbligazioni sia in dollari che in euro; comincerei ad uscire per prudenza; sarebbe un peccato perdere i profitti fatti fino ad ora.
 

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Visti i moviementi odierni sul Bund, tutto ciò resta di drammatica attualità.......
 

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