EuroBond Report 07/10/2002 (1 Viewer)

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Ancora un'ottava all'insegna dell'incertezza sul fronte del reddito fisso, ed in cui i sempre più contrastati dati macroeconomici, e la continua incertezza alimentata dal susseguirsi di voci sul probabile attacco americano in Iraq, non hanno fatto altro che rendere ancor più incerta e difficile l'operatività sul mercato secondario dei corporate bond ( influenzando negativamente, come vedremo anche le emissioni sul primario ) e, sul mercato dei titoli governativi.
Sul fronte del reddito fisso, si è potuto assistere sul Bund Future ad un'ottava contraddistinta dalla tenuta del trading range definito tra i valori di 111,65-112,80.
L'andamento sempre più incerto dei principali listini azionari mondiali, ha nuovamente aumentato le aspettative per un taglio dei tassi da parte della BCE e della FED ( con a nostro avviso potenziali spinte deflazionistiche nel caso si assista ad un'impennata dei prezzi del petrolio e dei prezzi alla produzione, causa il protrarsi delle tensioni USA-Iraq ).
Conseguentemente tutto ciò ha portato del buon denaro sulle emissioni decennali ( Germania, Francia, Spagna ) tenute nell'ottava conclusa.
Manteniamo la nostra idea in merito all'estrema pericolosità dall'aprire, in questo momento, posizioni lunghe sul mercato dei titoli governativi ( in particolar modo sulla parte breve della curva ) poiché su questi strumenti, non è stata ancora negata la costruzione della figura di doppio massimo.
Sul mercato primario dei corporate bond, si è assistito ad una settimana estremamente povera di nuove emissioni, ed in cui emittenti ( Hutchison Whampoa, Brake Bros e Hewlett-Packard ) che nelle settimane passate avevano avviato il lancio di nuovi prestiti obbligazionari ( in determinati casi come ristrutturazione del debito in essere ) sono stati costretti a sospendere il lancio dei nuovi prestiti, a causa del protrarsi della difficile situazione presente sul mercato dei capitali e sui mercati azionari.
Sul mercato secondario si è assistito ad una pesante lettera sul settore dei finanziari con perdite di settore superiore alle due figure; in questo settore si è avuta una costante e pesante ( effettuata da investitori istituzionali ) lettera sulle banche tedesche.
Anche sul settore auto si è potuto assistere ad un allargamento degli spread; si è avuto tutto ciò sulla scia della diffusione dei mediocri dati sulle immatricolazioni americane.
Andamento "contrarian" per i bond Fiat che hanno in parte beneficiato della sempre più probabile cessione del settore auto verso General Motors.
Discreto allargamento degli spread, per i titoli del settore TMT su cui hanno pesato le revisioni al ribasso effettuate da alcune banche d'affari sulla redditività del settore UMTS.
Tra i telefonici, siamo stati compratori in area 95,5 del bond AT&T TV 11/2003.
Per investimenti temporanei di liquidità rammentiamo il già citato bond Parmalat 5% 12/12/2002.
Per ciò che concerne l'Asset di portafoglio manteniamo l'esposizione per un 5% del totale su Bond di emittenti sovranazionali in valuta, privilegiando il Fiorino Ungherese ed il Rand Sudafricano.
Sempre stabile la quota di portafoglio ( 5% ) sui titoli emessi da paesi emergenti ( esclusivamente dell'Est Europa ) dell'area euro.
 

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