EURO: solo i microcefali non capiscono ancora | Pagina 4

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 24 Aprile 2014.

    2 Agosto 2014
  1. tontolina

    tontolina New Member

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    le strategie inglesi preoccupano Obama che tuona contro le società che se ne vanno trattate come disertori della patria... insomma non cià più cartucce e spara a salve....

    http://www.investireoggi.it/forum/u...-uccide-il-tramonto-degli-states-vt83242.html
     
  2. 3 Agosto 2014
  3. big_boom

    big_boom New Member

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    ora nell'inferno delle tasse italico
    Non è solo un problema di tasse ma di stato che tutela gli interessi dei propri cittadini
    e alle lobby occidentali questo non interessa.

    La situazione sociale occidentale è da far west
     
  4. 19 Agosto 2014
  5. tontolina

    tontolina New Member

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    Nino Galloni: vi racconto perché è nato l’euro

    08 Maggio 2014 Scritto da Redazione dimensione font [​IMG] [​IMG]
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    [​IMG]Poniamo il caso che un pomeriggio, un "qualunque" grande economista italiano vi dicesse che l'Euro è stato inventato per impedire all'Italia di rafforzarsi, ci credereste?

    Gli credereste se dicesse che, dalla fine della primavera del 2001 i grandi ecomomisti, i premi Nobel, i centri di ricerca, i grandi esperti avevano previsto che "dal prossimo trimestre ci sarà la ripresa".

    E che questa ripresa "slitterà al semestre successivo", poi "all'anno successivo" e poi ancora a quello venturo senza alcuna spiegazione sulle logiche che avrebbero dovuto guidare questa ripresa? A questo, certamente, credereste!

    Ma della ripresa, nemmeno l'ombra.


    E vi pare possibile che, di trimestre in trimestre come di anno in anno per 13 anni – siamo, per inciso, nel 2014 - le banche abbiano emesso 800.000 miliardi di dollari di titoli derivati e altri 3 milioni di miliardi di dollari di derivati sui derivati, quindi di titoli tossici?

    E che il totale possa sfiorare i 4 quadrilioni di miliardi di dollari pari a 55 volte il PIL del mondo?







    [​IMG]"Lacrime e sangue": quante ne hanno davvero versate gli italiani obbedendo ai diktat degli ultimi Governi? Nella fase storica in cui la politica è stata superata dall'economia e le scelte operate seguono il paradigma della speculazione internazionale piuttosto che del rilancio dello sviluppo senza far virare i conti in area negativa, il grande economista Prof. Nino Galloni, scalzando ogni ideologia cara ai politici di tutte le epoche, racconta come stanno realmente le cose.
    Ex Direttore Generale del Ministero del Lavoro e docente in diverse facoltà italiane, Galloni ha ripercorso – nella conferenza tenuta il 24 aprile a Noale in provincia di Venezia – la storia economica dal 1944 a oggi:

    dopo l'individuazione di tre grandi periodi economici e dopo aver motivato l'attuale congiuntura,

    ha indicato anche la via da percorrere per risalire la china.
    Sempre in tema di moneta unica,

    si può uscirne rimanendo in Europa o è pura utopia?
    Banca Centrale Europea e Banca d'Italia,

    divorzio tra Tesoro e Governo – motivo quest'ultimo trattato con enfasi dall'ex Premier Enrico Letta – sono argomenti toccati con semplicità di linguaggio dal Professore.


    E ancora, cosa sono i derivati, i titoli tossici e perché sono stati introdotti dal sistema bancario?


    Come possiamo uscire veramente da questa situazione di crisi?


    "Chi ha tradito l'economia italiana", edito da Editori Riuniti, è il titolo del libro del Professore che ha tenuto, in conferenza, una grande lezione di economia.
    Per chi ha perso l'appuntamento, proponiamo la registrazione integrale dell'evento.
    https://www.youtube.com/watch?v=gQopapP90t4







    In estrema sintesi:
    I 35 anni che vanno dal 1944 al 1979 sono lo specchio di uno stabile modello di capitalismo espansionista keynesiano che ha centrato l'obiettivo di massimizzare le vendite, i profitti complessivi e l'occupazione focalizzando la lente sulla valorizzazione delle grandi imprese a discapito però dei proprietari. Nel 1979, in concomitanza con il G7 di Tokio, l'uscita dal sistema della solidarietà internazionale, dà luogo alla genesi di un nuovo tipo di capitalismo, definito di "rivincita dei proprietari", che durerà fino agli inizi degli anni '90 con l'avvento della crisi del sistema monetario europeo.

    Dalla fine degli anni '70 la svolta liberista anti-keynesiana trova il suo apice devastatore nella logica del salvataggio bancario che spinge le Istituzioni e le banche stesse ad assoggettarsi, nel tempo, al sistema ultra speculativo voluto dalla grande finanza.
    Dal 2001 quindi, le banche, affondano l'acceleratore nell'emissione di derivati e dei derivati sui derivati, generando così i titoli tossici. L'obiettivo raggiunto coincide con la massimizzazione del guadagno non sul rendimento del titolo ma sul numero delle emissioni.
    Articolo di Gianluca Scorla
    Fonte: Nino Galloni: vi racconto perché è nato l?euro
     
  6. 21 Agosto 2014
  7. tontolina

    tontolina New Member

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  9. tontolina

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    e magari scatenerà pure la TERZA guerra mondiale

    SE NON DISTRUGGIAMO L'EUROPA, L'EUROPA DISTRUGGERA' NOI

    [​IMG]


    Spagna: proteste anti-Ue - Europa
    Alcune centinaia di manifestanti, convocati dal partito galiziano Bng a Santiago di Compostela, per protestare contro le politiche della Ue, in concomitanza della visita della cancelliera tedesca Angela Merkel, sono stati oggi caricati dalla polizia. (ANSA)
    ansa.it
     
  10. 3 Settembre 2014
  11. tontolina

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  13. tontolina

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    La mia tesi di laurea, come sapete, con il professor ‪#‎FedericoCaffè‬, si intitolava ‘Avvio verso la moneta unica’ ed era molto critica’
    Ha cambiato pensiero? “La tesi populista ( populista? ) che consiste nel pensare che uscendo dall’euro, un’economia nazionale beneficerebbe all’istante di una svalutazione competitiva come ai vecchi tempi non sta in piedi. Vorrei ricordare che tre i populisti ci sono 6 PREMI NOBEL PER L'ECONOMIA: ‪#‎PaulKrugman‬ , ‪#‎JosephStiglitz‬ , ‪#‎ChristopherPissarides‬ , ‪#‎JamesMirrless‬, ‪#‎AmartyaSen‬, ‪#‎MiltonFriedman‬ ![​IMG]



    MARIO DRAGHI ERA CONTRO L'EURO: " La mia tesi di laurea criticava la moneta unica " | DANNI...
    Mario Draghi, si è laureato con 110 e lode: " La mia...
    dannicollaterali.altervista.org
     
  14. 11 Novembre 2014
  15. tontolina

    tontolina New Member

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    Crisi economica: se volete l’euro, volete la recessione

    Che sorpresa: siamo in recessione! Guardandovi intorno vi chiederete: perché, ne eravamo usciti? Tecnicamente sì. Nel 4° trimestre 2013 il Pil italiano era aumentato dello 0,13 % rispetto al terzo trimestre, portando il risultato annuo a un “esaltante” -1.85 %. Questo aumento, dopo nove diminuzioni consecutive, era il raggio di luce in fondo al tunnel che scacciava i gufi. Poi il primo trimestre 2014 era stato negativo, ora sappiamo che lo è stato anche il secondo: siamo nuovamente in recessione, e non una qualsiasi.
    Negli ultimi tre anni il Pil è cresciuto in un solo trimestre. Una cosa simile non si è mai verificata nella storia dell’Italia unitaria, escludendo i periodi bellici.
    Perché succede adesso? Basta ascoltare l’autore di questo disastro, che ne ha confessato la ferrea logica economica.

    Nel primo trimestre del 2012 il Pil italiano aveva fatto -1%, un tonfo paragonabile solo a quello successivo al default Lehman.

    Nel maggio successivo, a un giornalista della Cnn che gli chiedeva dove pensasse di andare a parare con l’austerità, Mario Monti disse una frase da manuale di economia (ma non di politica): “Stiamo guadagnando una migliore posizione competitiva a causa delle riforme strutturali: stiamo in effetti distruggendo la domanda interna attraverso un consolidamento fiscale”. Cosa voleva dire l’allora premier? Prima dell’euro per comprare una Audi o una Bmw occorreva comprare marchi: se tutti gli italiani si innamoravano delle “tedesche”, il valore del marco saliva, e magari qualcuno ripiegava su un’Alfa Romeo. Al cuore non si comanda, ma anche col portafoglio non si scherza. L’euro impedisce il funzionamento di questo meccanismo di mercato e così alimenta le importazioni nel Sud di prodotti del Nord.


    Un paese è in effetti come una famiglia: se esce per le importazioni più di quello che entra dalle esportazioni, la differenza va coperta con debiti.

    Avrete visto finanziarie tedesche offrire finanziamenti a prezzi stracciati per comprare auto tedesche? Se n’è lamentato perfino Marchionne! Chi approfittava della cortese offerta, contribuiva ad aumentare il debito estero italiano. Notate che per il Nord prestare al Sud non è un problema, perché l’euro, oltre a drogare la competitività, elimina il rischio di cambio.

    Ma arriva il momento nel quale i crediti bisogna riscuoterli, magari perché scoppia una crisi, e i debitori devono “rientrare”. La prima cosa in questi casi è smettere di indebitarsi, e quindi, per un paese, ridurre le importazioni. Ma come si fa, se i rapporti di prezzo sono favorevoli ai beni esteri, e il cambio non può correggerli perché non risponde alle leggi del mercato? Semplice: si tagliano i redditi dei cittadini (aumentando le tasse o bloccando i rinnovi contrattuali). Se non hai soldi, non puoi spenderli, non puoi esprimere “domanda” di beni, nemmeno di beni esteri. “Distruggere domanda” significa tagliare redditi per ridurre le importazioni in modo da bilanciare i conti esteri.


    Mica avrete creduto che l’austerità servisse a ridurre il debito pubblico? Ogni economista sa che non è così: in recessione l’austerità riduce redditi e gettito, peggiorando la situazione.



    E poi prima di Monti il debito pubblico non era un problema: l’ha ricordato il ministro Padoan! Sui conti esteri, però, l’austerità fa miracoli. Fra 2011 e 2013 Monti ha ridotto il rapporto fabbisogno-Pil di soli 0, 7 punti percentuali, ma il Prodotto interno lordo è crollato in due anni di più del 4 %, e quindi il rapporto debito-Pil è aumentato di 12 punti. Una catastrofe? Per noi sì, per i creditori esteri no: il saldo estero infatti è andato in surplus. Certo, i crediti vanno rimborsati.

    Ma perfino il vicepresidente della Bce ha detto che le banche del Nord sono state incaute! Distruggere l’economia di un paese per obbedire ai diktat di creditori incauti è immorale (perché anche i creditori avrebbero dovuto sopportare il peso delle proprie scelte sbagliate), e soprattutto sciocco. Il risultato infatti qual è? Quello che vediamo oggi in un’altra notizia: nell’ultimo mese gli ordinativi all’industria tedesca sono crollati di più del 3 %. Strozzando i propri debitori, che sono il suo principale mercato, la Germania sta strozzando se stessa. L’unica prospettiva di salvezza è quella cortesemente offerta dai promotori del referendum “anti-austerità”.
    Eh già! Perché dopo averci sbriciolato per riavere indietro “il suo tesoro”, ora il Gollum tedesco, se vuole che qualcuno compri i suoi beni, deve far ripartire la domanda in Europa.

    Che c’è di meglio del permettere al Sud di ricominciare a indebitarsi?
    Vedrete: la Merkel sfoggerà presto il suo volto umano, non per far contenti i colleghi “anti-austerity”, perché le conviene. Ma a noi, invece di riprendere a indebitarci per aiutarla, converrebbe abbandonare l’euro, un sistema nel quale l’austerità è l’unico meccanismo di aggiustamento degli squilibri con l’estero.
    Crisi economica: se volete l?euro, volete la recessione - Il Fatto Quotidiano
     
  16. 26 Novembre 2014
  17. tontolina

    tontolina New Member

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    Croazia, il Premier Milanovic: “A causa dell’UE, non saremo mai più un paese ricco”

    [​IMG]




    Mondo | 25 novembre 2014 - 14:37 | 13 Commenti
    La Croazia si è già pentita di essere entrata nella fallita Unione Europea. Il premier Zoran Milanovic, durante la conferenza sugli incentivi all’export organizzato dalla Banca croata per la ricostruzione e lo sviluppo:
    La Croazia non sarà mai più un paese ricco. Nel 1991 alcune nostre città erano quelle con il più elevato sviluppo dell’ex Jugoslavia, ma la guerra allora ci impedì di andare avanti. Ora però facciamo parte dell’UE, dove vigono regole severe: non possiamo più agire come prima. E il risultato è che la nostra società sta diventando statica, per non dire stagnante.
    MS
    da Croazia, il Premier Milanovic: "A causa dell'UE, non saremo mai più un paese ricco" - Mattinonline : Mattinonline
     
  18. 26 Novembre 2014
  19. tontolina

    tontolina New Member

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