EURO: solo i microcefali non capiscono ancora | Pagina 36

Discussione in 'Macroeconomia - Politiche economiche' iniziata da tontolina, 24 Aprile 2014.

    3 Marzo 2018
  1. risparmier

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    26 febbraio 2018, 15:02

    "L'Italia deve tornare sovrana, e per farlo deve uscire dall'Euro e da questa Unione Europea". A dichiararlo Riccardo Bergamini, candidato al Senato per CasaPound Italia, che spiega in una nota la posizione della propria lista: "CasaPound è l'unico movimento che chiede senza indecisioni l'uscita unilaterale dall'Unione Europea e dall'Euro. Questo perché solo fuori dalla gabbia europea l'Italia potrà tornare a crescere: prima dell'Euro eravamo la quinta economia mondiale, oggi siamo l'ottava, forse la nona. In questi anni la nostra Nazione è diventata terra di conquista per multinazionali e stati stranieri, a cui abbiamo venduto le nostre industrie, il nostro debito pubblico, il nostro futuro."
    ...
    Bergamini (CasaPound): "Uscire subito dall'Euro e dall'Unione Europea"


    Giravolte M5s: da no euro a sostenitori della moneta unica


    Salvini choc, si rimangia tutto sull’euro: “Non si può uscire” (VIDEO)
     
  2. 3 Marzo 2018
  3. risparmier

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    https://www.adviseonly.com/blog/economia-e-mercati/politica-e-societa/i-falsi-miti-dell-euro/

    ISPI - 3 MARZO 2017


    Con l'Euro l'Italia ha perso sovranità monetaria

    Formalmente è così, ma va ricordato che, con la lira, la sovranità era già più formale che sostanziale. Spesso infatti la credibilità e forza del marco imponevano all’Italia, e agli altri paesi europei, di seguire le politiche monetarie decise dalla Bundesbank, e quindi legate alle sole esigenze tedesche. Inoltre l’Italia risultava a rischio di attacchi speculativi, che il parziale scudo offerto dall’allora Sistema Monetario Europeo (SME) non era in grado di arginare.
    Indicativo, ad esempio, l’attacco del 1992, quando la lira vide crollare in poco tempo il suo valore del 20%. In generale, è bene sottolineare che il concreto esercizio della sovranità (non solo in campo monetario) non dipende esclusivamente dal fatto che questa venga formalmente esercitata da una autorità nazionale, ma anche e soprattutto dalla credibilità/forza che a questa viene riconosciuta dal resto del mondo.

    Con l’euro l’Italia ha casomai acquisito, nel concreto, una quota di sovranità perchè partecipa con gli altri paesi alla formulazione della politica monetaria (invece di subirla piuttosto passivamente) ed è riuscita anche ad esprimere il presidente della BCE.
     
    Ultima modifica: 3 Marzo 2018
  4. 3 Marzo 2018
  5. risparmier

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    11 febbraio 2018 - MARIO MARGIOCCO
    ...
    TEORIE GIÀ SENTITE. Queste cose Bagnai le ripete da un decennio. Il suo Il tramonto dell’euro è del 2012 e alla base del Bagnai-pensiero c’è la più classica delle teorie monetarie, quella alla quale i primi critici della moneta unica fecero subito appello già più di 20 anni fa: una moneta unica per Paesi economicamente diversi non può reggere a lungo. In particolare si rivela nefasta per alcuni la perdita di sovranità monetaria che non consente quegli aggiustamenti del cambio necessari a riflettere i fondamentali dell’economia. Non possiamo diventare tutti una Germania. E non potendo svalutare una moneta che non abbiamo più, dobbiamo svalutare i redditi degli italiani. Queste cose le dicevano da subito, 25 anni fa non appena il progetto europeo prese corpo preciso, economisti di fama come Rudiger Dordnbusch, Martin Feldstein e Paul Krugman. E Bagnai da lungo tempo le riecheggia.

    Svalutare la moneta nazionale equivale ugualmente, va ricordato, a svalutare i redditi, ma è operazione diversa e più complessa rispetto a una diretta limatura degli stipendi e rendite varie. Il messaggio chiaro, e spicciolo, che arriva a tutti i bar d’Italia è questo: riprendiamoci la sovranità monetaria, stampiamo la nostra moneta, e il problema del debito pubblico è risolto. E molti ripetono questa formula, convinti di essere stati introdotti dal professor Bagnai nell’arcano della politica monetaria. Dovrebbero ricordarsi che Argentina e altri Paesi con esperienze di bancarotta hanno sempre avuto la sovranità monetaria, ma hanno fatto bancarotta perché, pur avendone i pieni poteri legali, non riuscivano a governare la loro economia e la loro moneta. Sono le tesi del nazionalismo economico su cui Matteo Salvini sta conducendo la sua battaglia elettorale. Immigrazione, pilastro principale, e moneta unica, a completamento del riscoperto nazionalismo, panacea di tutti i mali. Gli interessi degli italiani in prima fila.

    LA TEORIA STORICA. Nel caso italiano la sovranità monetaria costringerebbe, in proprio, a una austerità non dissimile di quella imposta dalle regole di Bruxelles. Ma se parlare contro l’immigrazione sollecita corde profonde e non sempre razionali né tantomeno condivisibili, parlare contro l’euro è questione più complicata e, da un anno circa, più arrischiata. Non sembra infatti che gli europei, e gli italiani, siano così pronti a disfarsene. La Brexit si rivela controversa. Olandesi e francesi hanno detto sì all’euro, con le ultime elezioni. Difficilmente gli italiani diranno il 4 marzo no. Accanto alla teoria economica, Bagnai offre anche una lettura storica per spiegare come l’euro, demenziale economicamente, sia fuori tempo anche storicamente. Nato ed Europa di Bruxelles, ricorda Bagnai, hanno avuto un ruolo importante nella precedente fase storica, quando si trattativa di fare argine all’Urss. Poi il comunismo è finito ed è in quei giorni che, nel tentativo di ancorare il rapporto tra Francia e Germania, si passò all’attuazione della moneta unica.

    LA STOCCATA FINALE. «Per scongiurare il rischio di conflitti intraeuropei si ritenne necessario in Europa combinare un frettoloso matrimonio di convenienza tra Francia e Germania, che ebbe la moneta unica come anello nuziale»: questa tesi spiega meno della metà della storia. La parte più cospicua, che non viene spiegata perché alla linea Bagnai non conviene farlo, è che attorno al 1992-94 quando queste decisioni venivano prese erano almeno 15 anni che la politica monetaria dei Paesi europei si limitava a seguire quella della Bundesbank essendo il marco la moneta-guida. Tanto valeva avere una banca centrale comune dove non fossero solo le scelte tedesche a pesare. La Germania, dice Bagnai e dicono molti altri, sta traendo enormi vantaggio dall’euro perché se avesse il marco questo sarebbe enormemente apprezzato dato il surplus record con l’estero e il desiderio di tutti di tesaurizzarlo. E alla fine la stoccata finale del Bagnai-pensiero: «Nessun processo politico non soltanto democratico, ma neppure sensato può essere messo in atto in un’area che non condivide né una lingua comune né una comune identità nazionale».

    il pericolo sovietico, l’Europa non ha che da riprendere la sua storia pre-1914, che ebbe come conseguenze appunto la due Guerre Mondiali. Il professor Bagnai ha validi supporti nella dottrina economica, anche se meno solidi di quanto sembrano, ma viene bocciato all’esame di Storia europea. La teoria economica non considera infatti che i Paesi dell’euro, quasi tutti, sono arrivati alla moneta unica dopo mezzo secolo di costanti cessioni di sovranità, accelerata per alcuni che, come la Finlandia, hanno dovuto attendere il 1989 per entrare nel consesso brusellese. Non considera che si tratta di Paesi spesso piccoli, e comunque non abbastanza grandi per far sentire davvero la loro voce nel mondo di oggi, dominato dagli Stati Uniti e dalla Cina, dove gli Usa sono il vecchio potere in arretramento e la Cina il nuovo, assertivo ed espansivo. Non considera che l’Europa, nel suo insieme, ha chiara coscienza della perduta supremazia economica politica e diplomatica, riconquistata e a fatica solo sul versante economico dopo il 1945, l’unico campo dove può ancora definirsi un gigante.

    LA STORIA D'EUROPA NON È GIÀ SCRITTA. Alla base del Bagnai-pensiero c’è una lettura della storia dove solo gli egoismi nazionali comandano e dove la Germania vorrà imporre fino in fondo la sua forza e fare dell’Europa un’Europa tedesca. Ma nulla dice che sarà così. Nulla dice ancora che i tedeschi vorranno imporre questo, che la Francia e l’Italia e la Spagna e gli altri lo accetteranno, e che la storia d’Europa è già scritta. Se sarà così, la fine dell’euro è sicura. Ma dove trae Bagnai la certezza che sarà così e che chi prima esce dall’euro meglio si salva? La trae dal passato, dalla storia europea fino al 1945, una storia del suicidio economico e politico di un continente che ha dominato il mondo per due secoli e poi ha deciso di gettare la propria storia migliore alle ortiche, con fascismo, nazismo e comunismo, tutti prodotti del suicidio della Prima guerra mondiale, la più terribile di tutte le guerre.

    A BAGNAI SFUGGE IL CAMBIAMENTO. La prova del nove Bagnai la indicava nel settembre 2016 nel successo della Brexit, votata a giugno dal referendum britannico: «Mostrare che chi esce sta meglio, che non esistono apocalissi di sorta, è qualcosa che i nostri media non possono permettersi di raccontare» , diceva nel settembre del 2016. Solo che da allora la Brexit appare assai meno semplice, i suoi costi assai più alti, il partito conservatore più diviso che mai, e il dibattito sui vari tipi di Brexit e sulla ricerca di quello meno oneroso più vivo che mai. Il vizio di fondo della Brexit, proclamare le fortune britanniche disgiunte dall’appartenenza al più grande blocco economico del mondo, è sempre più evidente a tutti, fuorché al professor Bagnai e al suo mentore Salvini. La loro soluzione, inutile girarci attorno, è il nazionalismo, economico, monetario e politico. L’Italia farà da sé. C’è una parte della popolazione che, come loro, capisce solo quello che conosce e “tocca”: il Paese, i suoi confini, la sua lingua, le sue tradizioni, la sua moneta , ed è convinta che in questa “unicità” sta il futuro. Non è più vero, non più come prima, da circa un secolo. Ma non se ne sono ancora accorti.

    La Lega e l'euro: perché il Bagnai-pensiero non sta in piedi - Lettera43.it
     
  6. 5 Marzo 2018
  7. big_boom

    big_boom New Member

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    ora nell'inferno delle tasse italico
    Alcuni italiani auspicano di trasformare l'Italia in una specie di Brasile con le favelas, le prostitute ragazzine/ragazzini a basso costo per proprio tornaconto e valorizzare i quattro euro che hanno indebitamente.
    Chi vuole trasformarci in una tale società è un criminale anche con il semplice voto di partiti sovversivi contro gli interessi nazionali come quelli che hanno governato negli ultimi 10 anni.
     
  8. 5 Marzo 2018
  9. tontolina

    tontolina New Member

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    molto interessante anzi interessantissimo... istruttivo... tocca molti campi dell'economia.... dal debito pubblico alla banca d'italia per passare alla cassa depositi e prestiti ed infine tocca il problema dei derivati e della duplice funzione maligna di Siniscalco

    LE FALLE NEL SISTEMA - Alberto Micalizzi

     
    Ultima modifica: 7 Marzo 2018
  10. 5 Marzo 2018
  11. tontolina

    tontolina New Member

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    la LEGA e il M5S sono usciti dalla tornata elettorale vincenti

    se Il presidente Mattarella darà il mandato alla LEga mi piacerebbe vedere come ministro dell'economia il prof.Bagnai e come ministro delle finanza il prof.Borghi

    quei due lì hanno una bella testa e spero riescano a portar fuori dalle secche l'Italia
     
  12. 5 Marzo 2018
  13. marofib

    marofib New Member

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    con i voti di chi?
     
  14. 6 Marzo 2018
  15. big_boom

    big_boom New Member

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    ora nell'inferno delle tasse italico
    Il M5S ha ottenuto lo scopo
    Non puo esserci un governo! Il M5S farà il solito giochino noi siamo puri e voi no e ci vogliamo alleare ma anche no
    Quindi governo tecnico e nuovamente voto fra 1/2 anni, e forse quella volta anche quello con IQ a 80 circa riuscirà a capire il bluff del M5S
     
  16. 7 Marzo 2018
  17. tontolina

    tontolina New Member

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    il M5S ha una politica economica assurda..... reddito di cittadinanza e decrescita felice [delle due l'una esclude l'altra]

    preferisco Bagnai e Borghi della Lega ... speriamo glielo lascino fare.... secondo me è l'unica che può tirar fuori dalle secche l'italia

    ripropopngo il seguente video che fa pensare il cervello e non i piedi
     
  18. 7 Marzo 2018
  19. tontolina

    tontolina New Member

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    ORA TANTE POSSIBILITÀ DI GOVERNO - Claudio Borghi
     

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