ESODATI interessano il PDL e la LEGA? (1 Viewer)

tontolina

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e dire che i senatori intascano 21 mila eruo al mese per ASSENTARSI


Senato: i banchi vuoti di Pdl e Lega

Si parla di esodati e lavoro, in aula non c'è nessuno. E noi paghiamo



a denuncia Laura Puppato (PD) su Facebook:

"Giovedì 16 maggio, ore 11.00, Senato della Repubblica, Roma. Question time con il ministro Giovannini su esodati e lavoro. Questi i banchi del centrodestra (Pdl e Lega). Vuoti. Deserti. Come quando si parlava dei terremotati dell'Abruzzo e dell'Emilia. Il lupo perde il pelo... ma non il vizio."
 

tontolina

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ma gli interessi veri dei nostri politici ladroni è ben altro


come ridurre all'impotenza i Giudici e come tacitare le libere espressioni d'indignazione dello WEB

insomma come trasformare questa finta democrazia
in fascismo conclamato

Il senso del Pd per le intercettazioni


Il senso del Pd per le intercettazioni - International Business Times

Di Claudio Forleo | 16.05.2013 11:48 CEST
Destra e sinistra, l'inciucio potrebbe consumarsi ancora una volta sulla giustizia e sulla voglia di tagliare le unghie alle Procure. Il tema intercettazioni interessa entrambi i fronti, le dichiarazioni parlano chiaro.



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Nel centrodestra c'è una sorta di insana coerenza: le norme sulle intercettazioni vanno modificate a prescindere. A sinistra si difende la stampa e la magistratura finchè non scoppia uno scandalo nel giardino di casa.
Dopo l'ultima uscita del Pdl (ripresentare il ddl Alfano), dal centrosinistra è arrivato lo stop del segretario Pd ad interim, Guglielmo Epifani. Ma la coalzione è da sempre molto ambiguo sul tema: dalla presentazione del ddl Mastella (leggi qui) alle dichiarazioni dei principali esponenti del Pd.
Silvio Berlusconi sforna parole contro le intercettazioni da anni. Come per i suoi processi ama 'sparare cifre'. Nel 2010 disse: "50 mila telefoni sotto controllo, nell'ipotesi che ogni intercettato parli con altre 50 persone arriviamo a 7 milioni e mezzo. Ma non è lontano dal vero chi ipotizza 10 milioni, un intercettato su sei". Il Grande Fratello secondo il Cavaliere.
E' il giugno 2007. Vengono pubblicate le intercettazioni tra D'Alema, Fassino e Latorre con il numero 1 di Unipol Giovanni Consorte, impegnato nella scalata irregolare a Bnl. Il Lider Maximo va su tutte le furie: "sono rimasto colpito per lo spettacolo di questi avvocati che vanno e ricopiano le frasi e fanno su e giù per le scale per portare al giornalista le frasette... È uno spettacolo indecente, avvenuto sotto lo sguardo trascurato della magistratura. Questo è un reato e in Italia c'è l'obbligatorietà dell'azione penale. Mi aspetto che qualcuno venga perseguito". Peccato che si smentisca da solo. Se le intercettazioni vengono messe a disposizioni delle parti (gli avvocati e le difese) non c'è alcun segreto e nessuno da 'perseguire'.
Quattro anni dopo, giugno 2011, tocca a Pierluigi Bersani, al tempo segretario Pd: "Noi abbiamo una posizione sul tema delle intercettazioni ed anzi abbiamo già depositato una proposta di legge a firma Finocchiaro, che porta il problema alla fonte, e cioè che non vengano divulgate le intercettazioni che non devono essere divulgate, perché sono relative alla privacy". E cosa prevede questo ddl? Lo spiega la stessa senatrice un anno dopo: "Noi siamo perché i testi delle conversazioni penalmente irrilevanti non vengano pubblicati".
Si gioca sull'ambiguità del 'penalmente irrilevanti'. Se il parlamentare Pd, che si dice a favore dei diritti degli omosessuali, viene intercettato mentre pronuncia la frase "gay di m****", non commette reato, ma è politicamente rilevante. E se un politico Pdl che sfila al Family Day, viene intercettato mentre parla con tre amanti diverse? Non è diritto degli elettori di centrodestra, che magari lo hanno votato per le sue dichiarazioni a difesa della famiglia, esserne informati?
Luciano Violante, responsabile per le riforme del Pd (nonchè 'saggio' di Napolitano), è uno dei più ferventi sostenitori di una legge in merito: "Le intercettazioni delle telefonate del premier non dovevano essere messe agli atti, nè sui giornali. Serve una riforma: il giudice competente dev'essere non quello dell'ufficio giudiziario dove è avvenuta ma il tribunale di una diversa Corte d'Appello" (Aprile 2011, sul caso Ruby)
Febbraio 2011, sempre sul caso Ruby: "Credo che l'Italia sia un caso unico tra i Paesi avanzati in cui i media dedicano tanto spazio trascrizioni più che ai commenti c'è un'informazione fatta per trascrizione di atti processuali piuttosto che per analisi dei fatti stessi".
Se i vertici del Pd si descrivono come paladini a difesa delle intercettazioni...non credetegli.
Leggi anche: Intercettazioni, ossessione bipartisan



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