ESM salva-euro , la vera vincitrice è.... (1 Viewer)

tontolina

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Economia


Salva-euro, la vera vincitrice è la Bundesbank


Lunedì, 2 luglio 2012 - 13:26:00
Di Angelo Baglioni*

Il risultato ottenuto dal governo italiano sul meccanismo anti-spread è più apparente che reale: lo Esm continuerà a operare secondo le regole già previste. La Bce è il vero vincitore della partita giocata al vertice di Bruxelles: ottiene la supervisione bancaria ed evita qualsiasi coinvolgimento nel meccanismo anti-spread.

L’intervento diretto dello Esm nel capitale delle banche ci sarà, ma la Spagna dovrà attendere per poterlo usare.

Le conclusioni del vertice del 28-29 giugno prevedono, per quanto riguarda i meccanismi di stabilizzazione finanziaria nella zona euro, quanto segue:

1) La supervisione sulle banche passerà dalle autorità nazionali alla Banca Centrale Europea.
2) Solo dopo che tale trasferimento di sovranità sarà attuato, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Esm) potrà intervenire direttamente nelle operazioni di salvataggio e ricapitalizzazione delle banche. “Questa procedura si baserà su un'appropriata condizionalità … che sarà formalizzata in un memorandum d'intesa”.
3) Il fondo europeo Esm potrà intervenire sul mercato dei titoli di stato per stabilizzarne i rendimenti, a patto che i paesi interessati “rispettino le raccomandazioni specifiche per paese e gli altri impegni, tra cui i rispettivi calendari, nell'ambito del semestre europeo, del patto di stabilità e crescita e delle procedure per gli squilibri eccessivi. Tali condizioni dovranno figurare in un memorandum d'intesa”.

DUE NOVITÀ SOSTANZIALI


I primi due punti rappresentano vere novità, di cui forse si potranno già avvalere Spagna e Irlanda per gestire le rispettive crisi bancarie.

Il terzo punto, meglio noto come “meccanismo anti-spread”, non comporta invece nessun sostanziale passo avanti, essendo già tutto previsto nello Statuto dello Esm: l’Italia quindi porta a casa ben poco.
Il trasferimento della supervisione bancaria alla Bce è un tassello importante del cammino verso la “unione bancaria”. Potrà essere effettuato in tempi relativamente rapidi per gli standard europei. Si potrà infatti sfruttare un articolo (127) del Trattato Ue, che dà al Consiglio europeo il potere di conferire poteri di supervisione bancaria alla Bce, previa consultazione della Commissione e del Parlamento europeo.

Dovrebbe essere un iter più veloce di quello previsto per gli altri tasselli dell’unione bancaria: assicurazione europea dei depositi e fondo europeo per la gestione delle crisi bancarie.

Questi altri elementi, se mai vedranno la luce, dovranno passare per il solito rito delle proposte formulate dalla Commissione e successiva approvazione del Consiglio e del Parlamento: un processo che può richiedere anni, come è stato per la recente proposta di direttiva in materia (che abbiamo già avuto modo di commentare).
L’intervento diretto dello Esm nelle operazioni di ricapitalizzazione delle banche in crisi ha un duplice vantaggio:

1) evita che il passaggio dei fondi europei tramite il governo nazionale del paese interessato faccia salire il debito pubblico di quel paese;

2) consente allo Esm di porre precise condizioni alle banche interessate per l’accesso ai fondi europei.
La speranza è che per questa via l’accesso ai fondi sia condizionato all’imposizione di costi ai quei soggetti che hanno deciso di incorrere in rischi elevati facendo affidamento sul salvataggio pubblico: manager, azionisti, creditori (esclusi i depositanti al dettaglio).

GERMANIA VS ITALIA

La Germania ha però ottenuto che questo accesso diretto ai fondi dello Esm possa avvenire solo dopo che sarà entrata in vigore la supervisione da parte della Bce, in omaggio al principio più volte ribadito dalla cancelliera Merkel: prima si trasferisce la sovranità, poi si ha accesso alle risorse comuni.

Di conseguenza, l’operazione in corso a favore della banche spagnole avverrà secondo le regole attuali, cioè passando per il governo spagnolo, salvo aggiustamenti successivi. La Spagna ha però ottenuto quello che voleva, cioè che lo Esm non sia creditore privilegiato: la seniority dello Esm avrebbe fatto salire il rendimento dei titoli di stato spagnoli.
Chi ha ottenuto di meno è stata l’Italia, nonostante lo sforzo diplomatico del nostro premier. Il nostro governo era partito con l’idea che l’Esm dovesse essere dotato della flessibilità e delle risorse necessarie per intervenire sul mercato dei titoli di stato, al fine di stabilizzare i famosi spread per quei paesi che, come l’Italia, sono in regola con gli accordi europei relativi ai piani di aggiustamento fiscale. Questo comporterebbe che l’Esm possa finanziarsi presso la Bce e possa agire al di fuori della normale procedura di richiesta di aiuto da parte di un governo e successiva firma di un Memorandum, con relativo monitoraggio della Troika. Viceversa, il risultato del vertice prevede proprio che per usufruire dell’intervento dello Esm, anche nella forma di acquisto di titoli sul mercato, si passi tramite la solita trattativa che porti alla firma del Memorandum: quindi non c’è nulla di più di quanto già previsto dallo statuto dello Esm. In parole povere, sul meccanismo anti-spread la signora Merkel non ha concesso nulla.

AND THE WINNER IS...

Il vero vincitore della partita è la Bce, o meglio la Bundesbank. Da un lato, la Bce ottiene la supervisione bancaria, che le consente di estendere il suo ruolo istituzionale. Dall’altro, riesce ad evitare che le sia conferito il ruolo di prestatore di ultima istanza nei confronti degli stati della zona euro, ruolo sempre fortemente osteggiato dalla banca centrale tedesca, che ha sempre rumoreggiato contro il Securities Market Program della Bce, fino ad ottenere che fosse abbandonato.
Questo atteggiamento della banca centrale rappresenta un ostacolo formidabile verso l’unico meccanismo anti-spread veramente efficace: la fissazione di un target sugli spread da parte della Bce, con l’impegno ad intervenire sul mercato per farlo rispettare. La banca centrale è l’unica istituzione dotata delle risorse e della flessibilità per mettere un freno agli spread. Tale compito rientra nella sua responsabilità di assicurare condizioni monetarie uniformi nell’area euro. Il problema dell’azzardo morale può essere risolto rendendo gli interventi condizionali al rispetto degli impegni presi dai governi nell’ambito del fiscal compact e del semestre europeo. Gli interventi non avrebbero necessariamente un impatto inflazionistico: la base monetaria creata non si tradurrebbe automaticamente in un aumento della moneta, e potrebbe essere ritirata successivamente; in ogni caso l’inflazione non è certo il problema più urgente dell’Europa in questo momento storico.
*Da Lavoce.info
 

tontolina

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Lagarde vuole superpoteri per l’Esm





Per Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, il fatto che sia l’Europa a sostenere il capitale delle banche spagnole, senza passare per il governo, è una svolta fondamentale verso la soluzione del problema del debito di Eurolandia. Perché spezza il circolo vizioso tra debito pubblico e bilanci delle banche, che porta dritto al credit crunch. Ed è significativo che Lagarde lo dichiari proprio alla vigilia dell’incontro romano tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier italiano Mario Monti.

Il testo integrale dell'intervista su MF-MilanoFinanza, in edicola domani anche in formato elettronico su pc e iPad.
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e perchè anche la spada laser NO?


se siamo in democrazia tutti devono rispondere delle loro azioni senza superpoteri


e la COMARE SECCA si interessi al FMI che all'ESM ci sono già i "MARIO" che stanno fondando il ministero europeo dell'economia
 
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Urgenza numero UNO: Unione bancaria

Scritto il 3 luglio 2012 alle 11:30 da Dream Theater

Occhi puntati su tutela dei depositi e monitoraggio del sistema finanziario Europeo

Tra i vari punti presi in seria considerazione (e da formalizzare nell’incontro di luglio) dall’Euromeeting, c’è stato sicuramente il tema dell’Unione Bancaria.
Ho ricevuto alcune email da gentili lettori che mi chiedevano cosa in realtà significa Unione bancaria e perché è così importante.
Innanzitutto Unione Bancaria non significa che tutte le banche si uniscono (capito Eugenio?) e tantomeno che si costruisce un modello federativo di banche a livello europeo.
In realtà con Unione Bancaria si intende soprattutto dare la possibilità alla BCE di diventare il vero ispettore del sistema bancario dell’Eurozona.
Inoltre con Unione Bancaria si cerca di dare una “garanzia” ed un sostegno al sistema finanziario dell’Eurozona mettendolo al riparo dalla speculazione.
Sotto questo ultimo punto di vista, la chiave di tutto resta la garanzia sulle cifre depositate.
Tutto bello? Sicuramente è un passo avanti notevole.
Peccato che non sia così naturale e diretta come soluzione.

Infatti gli amici tedeschi vogliono invece che questo sistema di monitoraggio parta non dalla BCE ma dalle singole banche centrali (nel nostro caso la Banca d’Italia) e alla BCE venga dato una funzione di monitoraggio solo in seconda battuta. Cioè, non vogliono che la BCE ficchi troppo il naso nelle loro faccende domestiche. Inoltre poi, secondo alcuni economisti, si verrebbe creare un palese conflitto di interessi proprio in casa BCE.




Come fare conciliare vigilanza e politica monetaria?
Come vedete, si presenta la solita problematica. I vertici decidono a macro linee, e tutto sembra già fatto. Ma poi quando si tratta di rendere concrete le idee, tutto si complica enormemente.Però l’argomento è di massima urgenza.
Impossibile negare il forte legame Stati-banche e la loro RECIPROCA fragilità. Tanto per cominciare esiste in europa un evidente e chiaro problema di SOTTOCAPITALIZZAZIONE del settore e delle banche. Secondo alcuni calcoli visibili sul sito VoxEu, si tratterebbe di iniettare nel sistema qualcosa come 500 miliardi di Euro per poter rendere correttamente capitalizzati gli istituti di credito. La colpa va innanzitutto, come sempre, a tutti colo che hanno sottovalutato il problema, senza ammettere i irischi verso cui si andava incontro. Qualcuno invece (USA) è stato decisamente più aggressivo e tramite stress test decisamente più rigoroso più piani straordinari (vedasi TARP) è riuscito a risistemare in modo più decoroso (anceh se a non risolvere) il problema banche.
Un gruppo di economisti (Thorsten Beck , Daniel Gros e Dirk Schoenmaker) hanno recentemente stilato un loro progetto con dei provvedimenti per poter rendere le banche europee, nel tempo, non un punto di debolezza, bensi un nuovo punto di forza:
• Costituzione di un’Autorità di risoluzione europea, per la quale la Bce può mettere a disposizione personale e uffici.
L’Autorità classificherà le banche fragili in Europa, sia quelle grandi che quelle piccole; le banche ben capitalizzate continueranno a operare, mentre quelle deboli saranno ricapitalizzate o (parzialmente) liquidate.
• Se possibile, le banche devono essere ricapitalizzate sul mercato. Se non è possibile, l’Autorità di risoluzione ricapitalizza acquisendo una partecipazione azionaria nella banca interessata.
È importante che l’Autorità di risoluzione possa trarre beneficio dall’eventualità che la banca ricapitalizzata ritorni sulla giusta strada, con anche la possibilità di realizzare profitti, come è successo in crisi precedenti. Va considerata la possibilità di introdurre restrizioni sul pagamento dei dividendi e un limite ai salari, così come il ricorso a debt-equity swap.
• L’Autorità di risoluzione dovrà godere di una garanzia (back-stop) fiscale da parte dell’Efsf/Esm per ottenere la credibilità necessaria non solo da parte delle banche che deve ricapitalizzare, ma anche da parte dei mercati.
La gestione a livello europeo della ristrutturazione delle banche ha un ulteriore vantaggio: ridurrà la pressione politica e l’interferenza a livello nazionale e renderà possibile un processo più trasparente e più efficiente a livello di costi.
La ristrutturazione e la ricapitalizzazione del sistema bancario in Europa non solo contribuirà a separare i problemi delle banche dai problemi degli stati, ma potrà anche realmente aiutare la crescita trasformando le banche da un peso sul bilancio degli stati a un motore di sviluppo attraverso il credito al settore privato. Perciò una Autorità di risoluzione europea non è solo uno strumento per la risoluzione della crisi, ma è anche una parte essenziale del patto per la crescita che è oggi ai primi posti della agenda politica europea. (Source)
E in questo post, ho parlato solo di Unione Bancaria, una tematica dove c’è comunque il consenso di tutti nel dover intervenire con urgenza. Pensate se dovessi parlarvi ora di ESM…
Ma non ve ne parlo, perché secondo me su questo argomento si sono fatti i conti senza l’oste e nei prossimi giorni ne vedremo delle belle.
STAY TUNED!​
DT​
 

tontolina

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da quel che afferma questo prof.
le nazioni che ratificano l'ESM NON POTRANBNO PIù USCIRNE anche se cambiano idea e governo
[ame=http://www.youtube.com/watch?v=gEhZMldT-FE&feature=channel&list=UL]ALBERTO BAGNAI - CE LO CHIEDE L'EUROPA- YouTube[/ame]

maaaaaaaaaaaaaaa?
ci stanno imponendo il nazismo finanziario?

vogliono rifondare il sacro romano impero CERMANICO?
 

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Sei in: Il Fatto Quotidiano > Zonaeuro > Gli stipendi de...
Gli stipendi del Fondo salva-Stati: il direttore guadagnerà più della Merkel

Secondo il domenicale Welt am Sonntag la guida del meccanismo europeo di stabilità avrà uno stipendio base di 324mila euro lordi all'anno, a cui vanno aggiunti gli extra. La Cancelliera arriva al massimo a 290mila. L'associazione dei contribuenti tedeschi: "Nessuno scandalo"
Gli stipendi del Fondo salva-Stati: il direttore guadagnerà più della Merkel – Il Fatto Quotidiano

 

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Roubini prevede che la Finlandia uscirà dall'euro prima della Grecia.

Roubini prevede che la Finlandia uscirà dall'euro prima della Grecia.
da Roubini conferma i suoi pronostici: la "tempesta perfetta" sta arrivando (e sarà peggio del 2008) - Il Sole 24 ORE
Notizie > Europa

Roubini conferma i suoi pronostici: la "tempesta perfetta" sta arrivando (e sarà peggio del 2008)

di Elysa FazzinoCronologia articolo10 luglio 2012Commenti (32)







Con un catastrofismo che spiazza perfino gli adepti del suo pessimismo, Nouriel Roubini ha avvertito il mondo: la "tempesta perfetta" da lui pronosticata per l'economia globale nel 2013 si sta sviluppando. L'economista, soprannominato sul web "Dr. Doom" ovvero "Dottor Catastrofe", ha confermato i suoi presagi via Twitter e in un'intervista video a Bloomberg Tv.

Le avvisaglie ci sono tutte e, secondo il professore, non lasciano scampo: la tempesta perfetta del prossimo anno sarà molto peggio della crisi del 2008.
Apocalittico sull'eurozona, Roubini prevede che la Finlandia uscirà dall'euro prima della Grecia. Lo segnala tra gli altri il sito economico spagnolo Expansión.com.

Roubini, professore alla New York University, aveva indicato lo scorso maggio quattro scenari che possono creare la "tempesta perfetta":
il ristagno degli Stati Uniti,
un acuirsi dei problemi del debito europei,
la decelerazione delle economie emergenti, specie della Cina,
e il conflitto militare in Iran.

A suo parere, i dati dell'inflazione in Cina e le deludenti cifre dell'occupazione negli Usa mostrano che la tempesta perfetta si sta scatenando.

Per l'economista, il problema è che gli Stati sovrani stanno esaurendo le opzioni e non hanno "conigli da tirar fuori dal cilindro".

E mentre nel 2008 la crisi si era potuta combattere con un'azione congiunta delle banche centrali, attualmente le azioni intraprese – come il ribasso dei tassi deciso dalla Bce e le iniziative delle banche centrali cinese e britannica – non hanno avuto l'effetto desiderato.

Roubini ha definito un insuccesso il vertice europeo di Bruxelles di fine giugno, "poiché i rendimenti dei titoli di Spagna e Italia restano alti" e prevede "nuove crisi del debito nei prossimi giorni". L'economista parlava prima della riunione dell'Eurogruppo che ha portato avanti gli impegni presi al vertice.

I risultati dell'Eurogruppo hanno aperto stamattina la stragrande maggioranza dei siti europei, dominando i siti spagnoli. In evidenza, in tutti i titoli, i 30 miliardi di euro di aiuti alle banche spagnole in arrivo entro fine mese. Quanto alla proroga di un anno, dal 2013 al 2014, concessa a Madrid per ridurre il deficit al di sotto del 3% del Pil, non mancano sulla stampa spagnola le polemiche su quello che viene chiesto in cambio e sulla politica economica messa sotto sorveglianza.
El Pais mette in rilievo che l'Ue chiede "più misure in cambio di un punto extra di deficit" e sottolinea che i partner europei sottopongono a supervisione la politica economica spagnola. Il ministro spagnolo Luis de Guindos definisce l'accordo molto buono per gli interessi spagnoli e afferma che l'Europa non impone nuove condizioni in cambio degli aiuti.
El Mundo ha titolato: "Bruxelles anticipa 30.000 milioni e avverte: la Spagna dovrà ottemperare". Nonostante Guindos neghi di avere accettato come contropartita "più imposizioni" o "compromessi aggiuntivi di alcun tipo" in materia di politica economica, Abc.es richiama sulla homepage la "batteria" di tagli che chiede Bruxelles: "Se il nostro Paese vuole beneficiare della proroga del deficit proposta dall'Europa, il Governo dovrà toccare l'Iva o porre fine alla deduzione sull'abitazione". E sono solo alcuni dei nuovi "aggiustamenti dolorosi".
"L'Ue allenterà le domande di bilancio alla Spagna", titola il Wall Street Journal, mentre il New York Times sottolinea che i ministri europei trovano un accordo per accelerare il salvataggio delle banche spagnole. "Gli Stati dell'euro accelerano l'aiuto alle banche spagnole, puntano a prestiti diretti", annuncia un lancio Bloomberg ripreso dal San Francisco Chronicle: sono pronti a dare fino a 100 miliardi di euro per proteggere la quarta economia dell'eurozona.
Un lancio Reuters, ripreso tra gli altri dal sito del quotidiano francese Les Echos, osserva che l'Eurogruppo accorda "tempi supplementari" a Madrid. La Bbc fa il titolo sui 30 miliardi di euro alle banche spagnole.
"L'eurozona dà alla Spagna un'ancora di salvezza da 30 miliardi di euro", titola il Times che sottolinea però che la Spagna continua a procedere verso "la zona di pericolo": nonostante gli aiuti, i rendimenti dei titoli decennali spagnoli oggi si sono attestati intorno al punto di pericolo del 7%, mentre quelli italiani sono sopra il 6%.
Rendimenti così alti, scrive il Times, rinnovano lo spettro di possibili richieste da parte di Madrid e di Roma di un salvataggio su vasta scala del tipo di quelli concessi a Grecia, Portogallo e Irlanda.
 

tontolina

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CRISI: Senato approva ratifica Esm, passa alla Camera ROMA (MF-DJ)--L'Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di ratifica del Meccanismo europeo di stabilita' (Esm) con 191 voti favorevoli, 21 contrari e 15 astenuti.
La Lega ha votato contro, l'Idv si e' astenuta. Il provvedimento passa ora alla Camera. ren [email protected]
(END) Dow Jones Newswires
July 12, 2012 07:52 ET (11:52 GMT)
 

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CRISI: Senato approva ratifica Esm, passa alla Camera ROMA (MF-DJ)--L'Aula del Senato ha approvato il disegno di legge di ratifica del Meccanismo europeo di stabilita' (Esm) con 191 voti favorevoli, 21 contrari e 15 astenuti.
La Lega ha votato contro, l'Idv si e' astenuta. Il provvedimento passa ora alla Camera. ren [email protected]
(END) Dow Jones Newswires
July 12, 2012 07:52 ET (11:52 GMT)
questo "provvedimento" in italia non passa per la corte costituzionale, come in Germania?
beh e' chiaro di no, siamo una democrazia :titanic:
 

tontolina

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le nazioni che ratificano l'ESM NON POTRANBNO PIù USCIRNE anche se cambiano idea e governo
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maaaaaaaaaaaaaaa?
ci stanno imponendo il nazismo finanziario?

vogliono rifondare il sacro romano impero CERMANICO?
ubblica di domani LO DICE IL FMI : SE TUTTO VA BENE, SIAMO ROVINATI. SERVE UNA SOLUZIONE POLITICA CON UN GOVERNO POLITICO EMERGENZIALE DI UNITA’ NAZIONALE CON DIECI PERSONE SERIE. di Antonio de Martini

SE FACCIAMO UNA FINANZIARIA AGGIUNTIVA DI 40 MILIARDI ANNUI, COME DA RICHIESTA, NEL 2017 SAREMO SEMPRE A 120% del PIL ( sempre che il PIL non scenda)

Dagli USA ci perviene un grafico del FMI ( fondo monetario internazionale) che illustra come la ripresa dell’Italia non sia possibile per parecchi anni a venire: se continuiamo a farci tosare come ora , nel duemiladiciassette saremo esattamente nella posizione del 2011 , ossia con un rapporto debito PIL del 120%. Si tratta , naturalmente , di una ipotesi ottimistica che prevede che il PIL italiano non crolli, come sta già facendo.L’estensore del grafico lo ha fatto, probabilmente, per dimostrare la debolezza dell’Euro.Personalmente ritengo che questo grafico debba farci capire a tutti che Poiché il problema è politico ( credere o meno nella solvibilità dell’Italia) la soluzione non può che essere politica ( riduzione degli interessi da parte dei paesi indebitati ).
L’altra soluzione politica potrebbe essere la valorizzazione extra bilancio dello Stato, dei beni culturali della Repubblica e delle Regioni, per i quali siamo leader nel mondo, creando un fondo sovrano che venda, affitti e valorizzi un patrimonio unico al mondo.
 

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