Cam-Fin (CMF) è lite con i Malacalza (1 Viewer)

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Camfin e quel nuovo partner che porterebbe un po' di pace


Di Francesca Gerosa



Seduta sopra le righe per Camfin a Piazza Affari. L'azione balza del 6% a quota 0,4768 eurocon lo 0,4% del capitale passato di mano in scia alle voci secondo cui sarebbero in corso contatti tra Marco Tronchetti Provera e Andrea Bonomi, fondatore del private equity InvestIndustrial (l'ultimo fondo ha recentemente raccolto 1,25 miliardi), per valutare se investire nella catena di controllo di Pirelli, probabilmente in Camfin, in sostituzione dei Malacalza.

I contatti sarebbero in fase preliminare, tanto che si parla anche di un ingresso nel patto di sindacato ma solo nel 2013. In ogni caso l'interesse di Bonomi eliminerebbe le incertezze legate all'azionariato di controllo del gruppo. "Crediamo che InvestIndustrial possa sostituire Malacalza, nel caso questi voglia monetizzare il suo investimento, riducendo il rischio di overhang sul titolo", commentano gli analisti di Mediobanca che sul titolo Camfin hanno un rating outperform e un target price a 0,56 euro.

Pre quanto riguarda la controllata Prelios (-1,86% a 0,0949 euro in borsa), i Malacalza hanno depositato una denuncia-querela contro "l'indebita sottrazione di corrispondenza riservata". Sembra inevitabile una disdetta dei patti a gennaio ma finché siederà in consiglio, Davide Malacalza, figlio di Vittorio, si è riservato "di agire contro chiunque insinui o anche solo sollevi ombre sulla correttezza formale e sostanziale del suo agire".

Il riferimento è al cda di Prelios che ha dato mandato a un legale per valutare ogni opportuna azione a tutela degli interessi della società con riguardo al comportamento e al contenuto delle affermazioni del consigliere Davide Malacalza. La scorsa settimana il cda di prelios ha esaminato le offerte ricevute lo scorso 19 settembre da parte di Feidos, la cordata guidata da Massimo Caputi e dall'imprenditore Roberto Haggiag, e dall'americana Fortress per ricapitalizzare il gruppo immobiliare.

Prelios punta a scegliere il nuovo parter non oltre la prima decade di ottobre quando il cda tornerà a riunirsi. L'esame delle proposte avverrà con il coinvolgimento formale delle banche, verso cui Prelios è esposta per oltre 500 milioni di euro, nonché dei soci aderenti al patto di sindacato, cioè Camfin (che ha già assicurato il suo sostegno), Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo ed Edizione della famiglia Benetton.
 

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Nel mentre, ci sono almeno due dossier da sistemare.
Da un lato l'emissione del bond convertibile Camfin con sottostante azioni Pirelli da 150 milioni, ancora in fase di studio e che presto dovrà passare l'esame del consiglio di amministrazione della holding. Poi, c'è la questione Prelios. La compagnia immobiliare dovrà stabilire entro il prossimo 10 ottobre con chi proseguire la trattativa per il riassetto, ossia se con la Feidos di Massimo Caputi o con l'americana Fortress.

Per Camfin spunta Bonomi - Il Sole 24 ORE
 

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FINANZA
3 ottobre 2012 - 14:15

Già manager fra i più pagati, e capitalista con meno capitali, Marco Tronchetti Provera è vicino a segnare un nuovo record. Il più grande salvataggio immobiliare della storia finanziaria italiana avverrà sotto la stella dell’uomo che per qualche tempo si cullò nel segno di essere l’erede di Gianni Agnelli nel firmamento del capitalismo italiano. Si tratta di una partita che nel complesso vale 6,5 miliardi di euro. Più delle ristrutturazioni di Risanamento, Coppola e Aedes messe insieme.

Debiti stratificati. Prelios, la ex Pirelli Real Estate nata dieci anni fa una costola del gruppo di pneumatici, è impegnata in una delicata trattativa che dovrebbe sancire l’ingresso di un nuovo socio di riferimento. Entro il 10 ottobre il cda presieduto da Tronchetti farà un primo punto sul negoziato in corso con la newyorkese Fortress e con Feidos, la cordata promossa da Massimo Caputi con la famiglia Haggiag, e fra i due candidati e le banche.

Per Pirelli Re/Prelios è la seconda ristrutturazione finanziaria in tre anni, dopo quella del 2009 che richiese anche un aumento di capitale da 400 milioni. Secondo l’ultima informativa mensile,
diffusa su richiesta della Consob,
a fine agosto 2012 i debiti lordi della capogruppo Prelios ammontano a 625 milioni, mentre in cassa ci sono 12,8 milioni.
Il primo creditore della società è la Pirelli: 160 milioni a rimborso unico nel luglio 2017, più le banche che lo scorso dicembre avevano rinnovato i finanziamenti per complessivi 359 milioni (scadenza 2014).
Le difficoltà finanziarie hanno però costretto Prelios a interrompere i pagamenti tanto nei confronti della società-cugina quanto verso le banche (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Bpm e altre).
I creditori si sono mostrati compresivi: il pagamento alle banche della prima rata di interessi, originariamente prevista per giugno 2012, è stata differita a fine anno; mentre dalla Pirelli, che è parte correlata, è stato ottenuto un rinvio addirittura al 30 giugno 2013 delle due rate previste per il 2012.
Quasi superfluo aggiungere che la società è fuori da tutti i parametri (covenants) previsti dai contratti di finanziamento.
Ma l’entità del salvataggio è ben più ampia di quella riscontrabile al piano più alto della galassia Prelios.
Il “secondo livello”.
C’è infatti un “secondo livello” di ulteriore indebitamento che sfiora 6 miliardi e fa capo a circa 200 entità giuridiche formalmente separate. Negli anni del boom immobiliare la Prelios ha infatti investito in immobili e “Npl”, non performing loan, ossia la gestione giudiziale e stragiudiziale per il recupero di crediti in sofferenza per conto di banche e investitori. Il patrimonio complessivo in gestione viene invece stimato 11,7 miliardi di euro, di cui 10,6 sono immobili e il resto Npl. Le operazioni sono state effettuati tramite fondi e veicoli ad hoc, ai quali Prelios partecipa mediamente con una quota del 25 per cento. Chiunque metta mano al salvataggio, perciò, non può non tenere in considerazione valori patrimoniali, debiti e redditività in capo a questi veicoli, da cui dipende la sostenibilità di tutta il castello immobiliare. Non a caso, più ancora che con Tronchetti, che via Camfin ha il 14,8% di Prelios, la vera trattativa corre fra i due candidati al salvataggio e banche.
L’indebitamento bancario netto al 30 giugno di questo “secondo livello” è di 5,9 miliardi di euro, di cui 4,9 miliardi gravante su beni immobiliari e 1 miliardo relativo ai “Npl”.

Patrimonio netto positivo?
Nella prima semestrale di quest’anno, viene precisato che «la quota totale di competenza di Prelios nell’indebitamento bancario dei fondi e delle società di investimento partecipati pari a 1,5 miliardi di euro è suddivisa in circa 1,2 miliardi di euro impegnati nella componente del real estate e circa 0,3 miliardi di euro negli Npl».
I principali creditori sono Intesa Sanpaolo e Unicredit, con un’esposizione complessiva (fra società a monte e veicoli) di circa 900 milioni a testa. A fronte dei debiti (per lo più mutui), ci sono attivi pro-quota il cui valore è stimato in 2,2 miliardi, da cui risulta al netto dei debiti risulterebbe un valore patrimoniale netto di 700 milioni. Dovrebbe bastare per tranquillizzare i creditori. Che però non sono per nulla tranquilli. La preoccupazione dei banchieri è il castello di investimenti non sia più in grado di sostenere l’onere del debito, e che in qualche caso gli attivi abbiano valore inferiore ai debiti. Ovviamente, sul tavolo non c’è solo la “fettina” di competenza di Prelios ma tutto l’aggregato immobiliar-creditizio gestito dalla società.

L’hub della sofferenza. I principali creditori sono Intesa Sanpaolo e Unicredit, con un’esposizione complessiva intorno a 900 milioni. E, forse, più ancora che gli immobili, è questo il vero asset del gruppo immobiliare presieduto da Tronchetti, che gli consentirà di superare quest’ennesima disavventura.
Il banchiere Enrico Cucchiani ha già preso posizione a favore di Tronchetti nella vicenda che vede il manager contrapposto alla famiglia Malacalza («Credo che siano problemini, Tronchetti è uno degli imprenditori italiani più illuminati»).
Ma Cucchiani non pensava solo a Camfin-Pirelli: nella testa dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo c’è anche Prelios.
Le principali banche non hanno nessuna intenzione di lasciar deflagrare la “bomba”.
L’attenzione è alta: dopo Telecom, il “sistema” deve intervenire di nuovo per mettere una toppa a un’avventura di Tronchetti finita male.
È probabile che, per evitare il passaggio in tribunale, necessario nel caso della procedura tecnica di ristrutturazione dei debiti vera e propria (ex 182-bis della legge fallimentare), si ricorra al più comodo piano di risanamento ex articolo 67. Soluzione che richiede solo un un perito di fiducia, di fatto indicato dai creditori, senza intervento dei giudici.

Per i banchieri, comunque, il salvataggio degli immobili di Tronchetti è un’occasione formidabile per realizzare un grande “hub delle sofferenze bancarie”: un moloch in cui affogare via via la gestione dei prestiti
andati a male, specialmente nell’immobiliare.
Un progetto per cui, più che le competenze e l’esperienza internazionale di Fortress, risulta perfetto il profilo di Caputi. Forse un po’ chiacchierato, forse un po’ distratto – si dimenticò 45mila euro in contanti nella stanza di un albergo, e disse che era per pagare gli stipendi dei dipendenti della sua tenuta agricola – ma di sicuro molto “di fiducia”.

Twitter: @lorenzodilena

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23 agosto 2012 - 08:40

ANALISI La salvezza di Tronchetti schiaccia il futuro di Pirelli
 

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Camfin avvia offerta bond convertibile in azioni Pirelli da 150 mln

venerdì 12 ottobre 2012 08:43

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MILANO, 12 ottobre (Reuters) - E' iniziata oggi l'offerta di obbligazioni Camfin senior unsecured convertibili (exchangeable) in azioni ordinarie Pirelli da 150 milioni.
Lo dice una nota della società che spiega che il bond sarà a tasso fisso con cedola annua compresa tra 5,25% e 6% e che il prezzo di conversione implicito iniziale sarà fissato con un premio compreso tra il 27,5% ed il 32,5% del prezzo medio ponderato per i volumi delle azioni Pirelli registrato in Borsa nell'arco temporale compreso tra il lancio e la determinazione dei termini finali dell'emissione.
Nella nota Camfin spiega di non poter escludere la possibilità che nuove azioni legali siano avviate dalla famiglia Malacalza ma sottolinea che non prevede che "l'azione legale avviata dai membri del CdA di Camfin designati da Malacalza Investimenti e/o eventuali possibili altre azioni possano pregiudicare l'operazione".
Le obbligazioni saranno emesse al 100% del valore nominale, pari a 100.000 euro ciascuna. Salve le ipotesi di conversione, rimborso anticipato o riacquisto e cancellazione, saranno rimborsate alla pari il 26 ottobre 2017, dice la nota.
Camfin annuncerà il prezzo e le condizioni definitive dell'offerta all'esito dell'attività di bookbuilding. La data di regolamento è prevista per il 26 ottobre. Entro il 26 novembre sarà richiesta l'ammissione a quotazione sul segmento Open market della Borsa di Francoforte.
L'emittente (CAM 2012, controllata interamente da Camfin) deterrà su un conto vincolato per tutta la durata del prestito obbligazionario 27.831.232 azioni ordinarie Pirelli, pari a circa il 5,85% del capitale ordinario.
I clienti Reuters possono leggere il comunicato integrale cliccando su
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Pirelli & C.: Consob, conferito 5,85% capitale a Cam 2012 MILANO

(MF-DJ)--E' stato effettuato il trasferimento del 5,85% del capitale di Pirelli & C. nel veicolo Cam 2012, funzionale alla conservazione di un pacchetto di azioni della Bicocca con cui, a scadenza e a discrezione della controllante Camfin, potrebbero essere saldati i titolari del bond convertibile collocato pochi giorni fa.
Lo si legge nelle comunicazioni societarie alla Consob rese note oggi, da cui si apprende anche che l'operazione risale allo scorso 18 ottobre. Nell'occasione, l'azienda ha anche aggiornato il mercato sull'attuale quota del gruppo della Bicocca

indirettamente in mano a Marco Tronchetti Provera. Nel dettaglio, il Presidente e a.d. di Pirelli detiene il 26,193% del capitale sociale, in aumento rispetto al 25,566% che era stato comunicato il 3 maggio 2006.

Il 20,32% di tale quota e' detenuto tramite Camfin,

lo 0,023% attraverso Cam Partecipazioni Spa

e il 5,85% mediante il veicolo Cam 2012. com/ofb
(END) Dow Jones Newswires
October 25, 2012 10:30 ET (14:30 GMT)
 

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Camfin: Malacalza, in vicenda falsi documenti noi parte offesa MILANO (MF-DJ)--"In relazione ai documenti riservati pubblicati da Indymedia, noto per l'ennesima volta che sono stati artatamente modificati e falsificati per poi essere pubblicati e strumentalizzati con fini del tutto estranei alla mia persona, alla mia famiglia, alla nostra societa'. In questa vicenda noi siamo persone offese da gravi condotte perpetrate anche a nostro danno per cui, da subito, abbiamo dato mandato ai legali di predisporre una nuova denuncia querela da depositare presso la competente Procura della Repubblica, ulteriore rispetto a quelle gia' depositate in data 22 agosto e 13 settembre 2012".
"Quanto alla mia posizione favorevole all'aumento di capitale in alternativa all'exchangeable", precisa Vittorio Malacalza in una nota, "confermo quanto gia' dichiarato nei consigli di amministrazione del 10 agosto e del 10/11 ottobre 2012. In particolare: l'aumento di capitale era oggetto di uno specifico impegno di Camfin s.p.a. nei confronti delle banche finanziatrici ed era sostenuto da una "Highly Confident Letter" di UBS (anche con riguardo alla sottoscrizione dell'inoptato del mercato), nonche' da un impegno di Malacalza Investimenti s.r.l. a sottoscrivere la propria quota, a finanziare la sottoscrizione da parte di Gruppo Partecipazioni Industriali S.p.A. e a sottoscrivere l'eventuale ulteriore inoptato, previa autorizzazione della stessa Gruppo Partecipazioni Industriali S.p.A. e di Marco Tronchetti Provera & C S.a.p.A. Tale proposta, su indicazione del Presidente, e' stata volutamente ignorata dal Consiglio di Camfin che il 10 agosto ha ritenuto di non doverla discutere o commentare; la critica all' "opinion" favorevole all'exchangeable espressa da Banca Leonardo e' motivata da un parere di oltre 70 pagine dei Proff. Buttignon, Caprio e Reboa ed e' riassunta nell'atto di citazione trasmesso ai Consiglieri di Camfin la sera del 9 ottobre. Non ho mai rifiutato di mettere a disposizione di Camfin tale parere della cui esistenza Camfin e il suo Presidente, al momento del Consiglio dell'11 ottobre, erano a conoscenza da oltre due giorni senza aver sentito l'esigenza di richiederne copia. Non avendone, a mia volta, la disponibilita' materiale in sede di Consiglio, non ho potuto aderire all'eccentrica richiesta del Presidente di riassumerne il contenuto o di fornirne immediatamente copia. Contestualmente ho dichiarato peraltro che quest'ultima sarebbe stata resa disponibile ai sensi di legge in occasione dell'iscrizione a ruolo".
"Quanto al vantato successo dell'emissione dell'exchangeable, lo stesso dimostra unicamente come le relative condizioni fossero particolarmente favorevoli agli investitori, con parallelo incremento del debito a carico di Camfin S.p.A. Del tutto inattendibile, infine, appare l'appello alla riservatezza da parte di chi non esita a diffondere notizie non sempre rispondenti al vero in merito all'andamento dei consigli di amministrazione della Societa' e in particolare in relazione alle mie dichiarazioni", prosegue Malacalza.
Inoltre, in una seconda nota, Davide Malacalza "deplora le ulteriori pubblicazioni di corrispondenza contraffatta che lo riguarda quale amministratore di Prelios S.p.A., carica dalla quale ha rassegnato le dimissioni in data 11 ottobre scorso. Davide Malacalza ha gia' dato mandato ai propri legali di avviare ogni opportuna iniziativa ulteriore rispetto a quelle gia' avviate". red
(END) Dow Jones Newswires
October 15, 2012 13:36 ET (17:36 GMT)
 

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La Malacalza Investimenti contesta il mancato rispetto delle pattuizioni parasociali a Gpi e a Marco Tronchetti Provera & C; chiede pertanto il trasferimento a proprio favore di un compendio patrimoniale di Gpi proporzionale alla partecipazione detenuta dalla stessa Malacalza Investimenti.
Nel compendio dovrà essere inclusa, in esecuzione dell'accordo quadro stipulato il 25 giugno 2010, una partecipazione al capitale di Camfin pari al 13%.
 

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Due piani per il riassetto Pirelli

Nel bel mezzo della battaglia legale con la famiglia Malacalza, ancora partner di Marco Tronchetti Provera in Gpi ma prossima al divorzio, spuntano due ipotesi alternative di riassetto della galassia Pirelli.

Due opzioni che prevedono un'operazione ai piani alti della catena di controllo ma con modalità differenti:

nella prima ipotesi l'imprenditore dovrebbe aprire direttamente le porte della Mtp Sapa, che sta in testa alla filiera, a un nuovo investitore;

nella seconda l'ingresso del nuovo socio si realizzerebbe con la creazione di una newco intermedia tra la Sapa e la Gpi nella quale far confluire la partecipazione di Tronchetti nel gruppo Camfin-Pirelli.

ntrambi i progetti, in ogni caso, puntano a dotare fin da subito il numero uno della Pirelli delle munizioni necessarie a preservare il controllo della Bicocca.
I due schemi, al momento, viaggiano lungo due binari paralleli e sono già stati sottoposti al vaglio dei possibili nuovi azionisti, ossia la Clessidra di Claudio Sposito e il fondo d'investimento del Qatar. Secondo alcune fonti ci sarebbero anche altri due fondi stranieri interessati all'operazione mentre la Investindustrial di Andrea Bonomi sarebbe ora più fredda sul dossier.

Gli schemi a confronto
Il punto di partenza per capire come cambierà la filiera Pirelli è la struttura della galassia post scissione della Gpi. Attualmente il veicolo, primo socio di Camfin con il 41,71%, è controllato dalla Mtp Sapa di Marco Tronchetti Provera con il 55,4% e partecipato al 30,94% dai Malacalza.

A valle della separazione Tronchetti, assieme ai partner storici Moratti e Alberto Pirelli, controllerà il 29% di Camfin. Questo pacchetto potrà essere custodito alternativamente dalla Mtp Sapa, post ingresso del nuovo investitore, oppure conferito in una newco partecipata dalla cassaforte e dal nuovo azionista.
In entrambi i casi è previsto un aumento di capitale nell'ordine dei 40-50 milioni a servizio del nuovo ingresso.

L'iniezione di liquidità diluirà inevitabilmente la presa di Tronchetti sulla galassia Pirelli. Ma secondo quanto si apprende, sia nel veicolo sia nella Sapa, l'imprenditore continuerà ad avere la maggioranza assoluta con una quota compresa, stando alle prime stime, intorno al 55%-65%. Da definire, visto che il progetto è ancora in fase embrionale, tutto il tema della governance.
Di certo, l'intenzione è quella di lasciare nella mani di Tronchetti il timone della Bicocca e di preservare l'integrità del capitale della Pirelli. Del resto, proprio quest'ultima è l'asset ambito. Complice la recente strategia portata avanti nel gruppo nel triennio 2009-2011 che, attraverso la focalizzazione sul segmento Premium, ha permesso di incrementare la capitalizzazione dai 2,2 miliardi del 2009 (media degli ultimi tre mesi dell'esercizio) ai 4 miliardi attuali.



La battaglia con i Malacalza
Chiaramente il riassetto ai piani alti della filiera si incrocia inevitabilmente con la querelle in atto con la famiglia Malacalza. Gli ultimi sviluppi della vicenda hanno visto il partner genovese chiedere il rispetto dell'accordo quadro e l'accelerazione della scissione di Gpi, sulla base della convinzione che le consultazioni previste dai patti parasociali tra i due soci non siano state rispettate. Tutte richieste prontamente rispedite al mittente da Tronchetti Provera che, sottolineando l'assoluta correttezza nel rispetto degli accordi parasociali, ha fatto sapere che non sussistono i presupposti per la scissione immediata di Gpi e di essere pronto ad andare in sede arbitrale per risolvere lo stallo. Il problema, a questo punto, sono i tempi: un eventuale arbitrato si traduce in almeno 12-14 mesi di confronto. I Malacalza saranno disposti ad aspettare? O stanno studiando strade legali alternative per evitare l'arbitrato?
Due piani per il riassetto Pirelli - Il Sole 24 ORE
 

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Camfin, titolo sale dopo ipotesi nuovo piano, ma possibili tempi lunghi

venerdì 9 novembre 2012 11:09

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MILANO, 9 novembre (Reuters) - Camfin in netto rialzo in borsa con volumi contenuti, dopo le indiscrezioni di stampa su un nuovo piano dell'adviser di Marco Tronchetti Provera per sostituire la famiglia Malacalza nell'azionariato del gruppo.
La stampa in realtà illustra un piano che diluirebbe Marco Tronchetti Provera, ipotesi praticabile, secondo gli analisti, ma che troverebbe probabilmente l'opposizione dell'interessato, almeno a guardare il suo comportamento nella vicenda finora.
Si parla anche della necessità di un'Opa sulle minoranze.
Il progetto ipotizzato prevede in sintesi l'ingresso di un nuovo socio e l'accorciamento della catena, che porterebbe a una forte diluizione degli attuali azionisti, compreso Tronchetti che oggi controlla Camfin e di conseguenza Pirelli.
E' poi da verificare se la famiglia Malacalza sarebbe disposta a uscire dal capitale. Ipotesi spesso avanzata dai promotori dei piani di riorganizzazione del gruppo, ma finora mai verificata nei fatti.
Per ora i Malacalza sembrano puntare all'esatto contrario cioè a rafforzarsi. La famiglia ha chiesto una sorta di conversione della propria partecipazione in Gpi, holding a monte della catena, in azioni Camfin, incontrando l'opposizioone ferma di Tronchetti.
Lo scontro nato con il rifinanziamento del debito Camfin, che i Malacalza volevano fosse realizzato con un aumento di capitale, sembra destinato a riservare nuove sorprese e non è così sicuro che avrà una soluzione in tempi brevi, secondo una fonte vicina alla vicenda.
Mediobanca dice che il quadro fatto dalla stampa è possibile anche se "non sappiamo se Malacalza sia realmente intenzionato a lasciare".
Alle 11 italiane Camfin è in rialzo del 5% circa a 49 cents, con scambi a poco meno del 40% della media giornaliera, a circa 1,5 milioni. Il titolo nei momenti di pressione speculativa nella prima metà di settembre scambiava tra circa 5 e oltre 15 milioni di pezzi.
 

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il riassetto

Tronchetti stringe con i fondi
per sostituire i Malacalza


Dopo un week-end di colloqui, il presidente di Pirelli accelera per chiudere le trattative con i futuri soci, in modo da completare l'operazione ai piani alti della Camfin entro fine anno. Ma le possibili mosse della famiglia Malcalza, sono un deterrente e un'incognita per chiudere le trattative

di SARA BENNEWITZ
Tronchetti stringe con i fondi per sostituire i Malacalza - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it

MILANO - Ora che Prelios è stata messa in sicurezza, Marco Tronchetti Provera accelera i colloqui con i potenziali investitori istituzionali per trovare un compagno di viaggio, pronto a sostituire la famiglia Malacalza. Questa volta il piano elaborato da Gerardo Braggiotti prevede però che i futuri soci di Tronchetti abbiano accesso ai piani altissimi della catena, ma anche nelle società operative, con la possibilità di chiedere la conversione di azioni in scatole non quotate, in titoli delle società che ogni giorno scambiano in Piazza Affari. Il dossier sarebbe ancora in mano ad Andrea Bonomi di Investindustrial, Claudio Sposito di Clessidra, a un fondo di private equity di JpMorgan, a quello sovrano del Qatar, a Changi del governo di Singapore e al magnate franco belga Albert Frere.

Il progetto prevede un aumento di capitale riservato in Mtp o in un veicolo di nuova ideazione che sta a monte della Gpi, l’iniezione da ultimarsi entro fine anno, dovrebbe essere di circa 30 milioni e servirà a portare a termine l’aumento di capitale fino a 45 milioni per estinguere i debiti della holding che controlla il 41% di Camfin. Ripianare i debiti di Gpi era infatti la condizione richiesta dalle banche per concedere l’esenzione sulle passività di Camfin, processo necessario per il lancio del bond da 150 milioni convertibile in titoli Pirelli, collocato a metà a ottobre sul mercato. Chi investirà ai piani alti, potrà però anche rilevare delle quote direttamente nel gruppo specializzato in pneumatici, in vista della scadenza del patto di sindacato prevista per metà aprile (le cui disdette sono attese tra metà dicembre e metà gennaio).

E ora che i problemi di Prelios sono stati risolti, chi dovesse investire a monte della Gpi avrà il quadro completo anche della situazione del gruppo immobiliare, per i prossimi cinque anni. Camfin resterà insieme alla Feidos di Massimo Caputi tra i soci di riferimento, e pure Pirelli sarà chiamata pari passu con le banche, a convertire parte dei suoi 160 milioni di crediti in capitale, diventando azionista di Prelios, ma sterilizzando i diritti di voto.
Per ultimare il quadro resta da capire chi deciderà di investire a fianco di Tronchetti in prospettiva di un accorciamento della catena che da Gpi porta alla Pirelli.
Anche se l’incognita Malacalza pesa su tutta la vicenda: non solo i soci genovesi non sono disposti a rivendere il loro 25% di Camfin, ma una volta che formalmente saranno sciolti tutti i patti e i vincoli con Tronchetti, c’è da aspettarsi che anche loro si muoveranno sul mercato per far valere le loro ragioni e tutelare l’investimento. Del resto Malacalza ha già creato un apposito veicolo, Mi1, che potrebbe servire proprio a rafforzare l'investimento nella galassia Camfin-Pirelli.
(11 novembre 2012)
 

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