dividend yield dello S&P500: siamo a quota 2,33 (1 Viewer)

abele

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Scoglio del Trader nichilista ( sez. staccata cas
da borsari:

E se fosse ? ……….

Dopo essere rimasto assente su queste pagine da qualche anno, ritengo maturi i tempi per esprimere alcune mie considerazioni.

Molti mi ricorderanno, ma credo sia giusto spendere qualche riga anche per i nuovi ingressi nella sempre più grande famiglia Borsari.

Sin da piccolo ho avuto una forte predisposizione per la matematica ed i numeri in genere, tanto da guadagnarmi l’appellativo di Mario la percentuale, per la mia ossessione di trasformare qualsiasi cosa o persona in numero da decimale.

Sono uno dei pochi fortunati ad aver partecipato al favoloso Master Trading, famose furono le mie parole dopo aver superato l’esame finale con il massimo dei voti: ….mi sa che stavolta debba mettermi a studiare sul serio…..

A metà del 1999, su richiesta dell’Ingegner Migliorino inizia a scrivere una serie di articoli con altri colleghi sul suo sito.

Avevo una vera e propria rubrica: L’angolo del Money Management commento di Mario Aprea.

Nei miei articoli ero l’unico che parlava di bolla speculativa (chiedere conferme all’Ingegnere i file sono salvati con le date precise); avevo ampiamente previsto la caduta del Nasdaq e preannunciavo crolli paurosi.

Ma poiché l’uomo non può prevedere il futuro, ed io non ero in grado di sapere il minuto esatto dell’inversione dei mercati mondiali, ero spesso smentito dai mercati stessi.

Bastava un rialzo dell’1 % per rendere le mie teorie poco credibili o venivo definito catastrofico.

Ricevo decine e decine di e-mail che mi invitavano a smettere di jellare il mercato.

Decisi si smettere di pubblicare le mie analisi e mi concentrai sullo studio ed a creare un metodo di trading che mi permettesse di gestire tutte le varie fasi del mercato.

Ma veniamo ad oggi, consentitemi ancora una volta di non essere d’accordo con la maggior parte degli addetti ai lavori,

secondo me siamo molto vicini ai minimi di mercato; a questi prezzi i mercati sono ampiamente sottovalutati, cerchiamo di capire il perché:

1. Prima del crollo delle torri, cioè del 11 settembre 2001, i signori della Borsa stavano sgonfiando lentamente i listini, addirittura sul Dow Jones si era creata una chiara figura di distribuzione che avrebbe dovuto durare più anni per evitare crolli pericolosi (ricordate si parlava anche di atterraggio morbido dell’economia Americana ?). Nessuno poteva prevedere la tragedia delle due torri, quindi molti grossi operatori presi di sorpresa dall’evento sono rimasti ancora con titoli in mano, quindi hanno convinto tutti utilizzando i mass-media che non bisognava vendere…..Poi magistralmente, hanno impresso una falsa ripartenza e dopodiché hanno venduto senza mezzi termini tutto quello che potevano e no.

Morale della favola adesso stanno dando l’ultima spallata e cercando aiuto nei sempre meno attendibili mass media stanno facendo girare voci di catastrofi finanziarie o cose simili.

2. In un lungo articolo, il sito CbsMarketWatch.com osserva che se avesse preso il discorso, il presidente della banca centrale Usa avrebbe dovuto dire a chiare lettere che in base alla formula ufficiosa della Fed per analizzare il mercato ("Fed stock valuation model") i titoli Usa sono sottovalutati di ben il 21%.
Si tratta della stessa formula che durante la bolla high-tech di un paio di anni fa determinò che i titoli Usa erano sopravvalutati del 50% e che prima del crollo del 1987 avvertì che le azioni erano sopravvalutate del 34%.

Da allora il 17/07/02 i mercati soprattutto americani hanno continuato a scendere, di un altro 10% circa…..

3. In base all’analisi fondamentale fatta sul mercato Italiano dall’ing. Migliorino, ci risulta che il nostro mercato è sottovalutato di oltre il 35 %. Il che significa che ci sono titoli che sono sottovalutati anche del 50/60 %.

Poiché quasi tutti orami sanno che i mercati esagerano in euforia o in pessimismo, non mi meraviglierei di vedere tra qualche anno titoli che quotano anche il doppio dei prezzi di oggi.

Non dimentichiamo che Warren Buffet il re dell’investing, compra quando i titoli si trovano a – 30 dal loro valore e poi li rivende intorno a + 30 % del loro fair value, cioè prima che si formi la bolla speculativa.

4. Sono oltre 30 giorni in cui si vede il Nasdaq performare meno peggio dell’S&P e del Dow.

Ricordate la sequenza della crisi? Prima è crollato il Nasdaq, poi lo Standard & Poors e solo negli ultimi mesi si sta sgonfiando il Dow Jones.

Poiché il Dow era stato tenuto in orizzontale per oltre 2 anni, quindi a crescita zero se non negativa, è chiaro che su quest’indice può starci anche un – 30 % e ci siamo intorno agli 8.000/7.800 punti base.

Quindi poiché siamo convinti che la storia si ripete, cioè tutto è ciclico, il primo mercato a partire dovrebbe essere il Nasdaq, infatti, se guardate il nuovo indice costruito dall’ing. Migliorino, cioè il Necam, vi rendete conto che i 6 titoli rappresentativi dello stesso Nasdaq già sono al rialzo.

5. Secondo i nostri amati cicli aspettavamo la chiusura del ciclo a 4,5 anni ad ottobre del 2001, avevamo dubitato che

avesse chiuso sul minimo di settembre, ma ci troviamo di fronte ad un’anomalia dovuta al crollo delle torri.

Credo che il vero minimo sia questo in corso, e si verrebbe a formare un ciclo ad un anno anomalo e quasi piatto.

Vi ricordate il penultimo intermedio del 1999? Cioè quello che chiudeva il ciclo ad un anno, partito il 6 agosto del 99 e chiuso il 18/10, era quasi piatto ed il tutto ci faceva presagire ad un grande crollo dei mercati. Invece parti un grandissimo rialzo che ci portò ai massimi del 2000.

Era un’anomalia dovuta alla sempre più ricorrente manipolazione dei cicli da parte dell’uomo, guardate la struttura frattale dei due cicli e noterete che ci sono grosse affinità.

6. Consiglio a tutti la lettura di un libro “Triumph of the Optimists”, gli autori sono tre docenti della London School of

Ecomomics: Elroy Dimson, Paul Marsh, Mike Stauton.

Essi hanno analizzato in materia impeccabile oltre 100 anni di borsa, ed è risultato chiaramente che l’investimento azionario ha completamente travolto quello obbligazionario. Negli USA il rendimento è stato del 10,1 % lordo e del 6,7 % al netto dell’inflazione.

Noi abbiamo calcolato sul massimo storico del marzo del 2000, la media a 10 anni ed era di oltre il 16 %, quindi ampiamente al di sopra delle medie storiche.

Abbiamo rifatto i calcoli sui minimi di ieri ed abbiamo i seguenti risultati sull’S&P abbiamo un media del 6,70% circa mentre sul FTSE 100 cioè Londra siamo addirittura intorno al 4,90 %.

Anche in questa prospettiva quindi i mercati sono sottovalutati.

Concludo queste mie considerazioni ribadendo che siamo in una probabile fase di sottovalutazione dei mercati borsistici mondiali difficilmente sarà possibile sapere il giorno, l’ora ed il minuto preciso in cui ci sarà il minimo, ma siamo molto vicini.Nei momenti critici di mercato, notiamo che da diversi anni abbondano i falsi segnali.

Chi sarebbe uscito dai massimi del 2000, poco importa se fosse uscito a Febbraio, ad Aprile o Maggio e non precisamente a Marzo.

Siamo più o meno nella stessa situazione di allora ma stavolta nella direzione opposta.

Vediamo un minimo almeno di medio periodo.

Per gli obiettivi vi rimandiamo alla prossima analisi, sperando che sia già in atto il movimento di inversione.

Grazie per l’attenzione

Mario Aprea
 

gisi

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come si può leggere dal sole 24 ore di sabato, il rapporto tra rendimento delle azioni e delle obbligazioni è stato nell'ultimo decennio di 0,65; attualmente è di 1,20 - insomma le azioni rendono il doppio rispetto alla loro media storica a causa della loro sottovalutazione - chi vuole continuare a vendere venda ....
 

pierrone

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oltretutto gli utili di quest'anno sono inficiati da tagli con le cesoie: prima venivano gonfiati, ora in quest'anno orribile fanno pulizia dei bilanci. Credo che gli utili "normali" siano molto più alti di quelli che dichiarano ora
 

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