destra e sinistra sono uguali: rubano e manganellano la gente che protesta (1 Viewer)

tontolina

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a Torino c'è Fassino
e alla regione c'è Trota... ops. Cota

ma l'ordine di manganellare chi l'ha dato?
NOn c'è più democrazia!

Torino: duri scontri tra polizia e studenti - video

Durissimi gli scontri in molte città d'Italia, da Milano a Palermo. Nel filmato ciò che è successo oggi a Torino.



Nella giornata in cui gli studenti manifestano contro i tagli all'istruzione, sono diverse e piuttosto intense le occasioni di scontro con la polizia. Tensioni si sono verificate nel corso di tutta la giornata anche a Milano, Roma, Bologna e Palermo.
ESCLUSIVO TORINO, duri scontri tra polizia e studenti - YouReporter.it

Nel video le immagini dei duri scontri nel capoluogo piemontese, dove al momento si registrano diversi feriti e contusi.
 

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Scuola: studente trascinato durante il corteo, ecco il video


ultimo aggiornamento: 05 ottobre, ore 14:58
Roma, 5 ott. (Adnkronos) - Nelle immagini il ragazzo del liceo Virgilio trasportato a braccia dietro ai blindati per essere identificato subito dopo gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti avvenuti oggi a Roma durante il corteo degli studenti medi.
Scuola: studente trascinato durante il corteo, ecco il video - Adnkronos Video News
 

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Il Potere


Il Potere permette tutto, dall'arricchimento facile al dominio su persone e cose.
Domandiamoci: è più facile esercitare il Potere sui bisognosi che se esprimono parere contrario vengono rovinati, oppure sugli autosufficienti che se non sono d'accordo possono infischiarsene se non piace a chi comanda?
Non vi sono dubbi, sui bisognosi.
Se ne deduce logicamente l'interesse da parte dei potenti a mantenere i comandati in posizione di bisogno e di dipendenza; ed inoltre a mantenerli impegnati e/o distratti, comunque privi del tempo e delle capacità di pensare a chi li comanda.
Chi capisce quanto sopra, comprende esattamente la situazione che ci circonda. Non solo le politiche monetarie e fiscali, ma anche quelle culturali ed educative, perseguite nel mondo. Passate, presenti, e future.
E non dovrebbe stupirsi se il Potere si esprime oggi come dalla notte dei tempi:
in forme piramidali, con un vertice che comanda;
sia nelle organizzazioni palesi (dal consiglio dei ministri nei governi ufficiali, ai consigli di amministrazione nelle società);
sia in quelle occulte (dalle "commissioni" -copyright Buscetta- nelle organizzazioni mafiose, alla Cupola che guida finanza, economia e politica nella moderna società globalizzata).
Ed il vertice, tanto più è occulto, tanto più è potente.
Pubblicato da Spallino dr.Michele alle 3:31 AM
 

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Studenti vs Monti: i manganelli e la forza protettiva della cultura


di Nadia Somma e Mario De Maglie | 7 ottobre 2012Commenti (11)

Più informazioni su: Governo Monti, Manifestazione, Scuola, Studenti.


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@LaPresse

Su internet stanno girando, da diverse ore, le foto delle cariche di polizia che hanno ricevuto gli studenti durante le manifestazioni da loro organizzate per protestare contro il governo Monti ed il suo esecutivo.


Le immagini non lasciano spazio alla messa in dubbio di un utilizzo della forza spropositato in merito a coloro che con questa forza si sono dovuti confrontare.



L’utilizzo ‘tecnico” della violenza di questo governo non sembra così diverso da quello a cui erano ricorsi i governi precedenti in altre occasioni.

Semplici studenti, dei ragazzi o poco più, identificabilissimi dal loro modo di vestire, dalle loro acconciature e da quant’altro possa richiamarsi al loro giovane mondo, vengono trattati come fossero guerriglieri urbani.




La prima cosa che ho avvertito, guardando le foto, è stata una sorta di identificazione con un mondo di cui facevo parte non tantissimo tempo fa. Pur nella diversità dei volti e delle situazioni, ho visto in loro me, i miei amici e alcuni dei miei anni migliori dedicati alla formazione.
Ho provato una sorta di indicibile silenzio interiore carico di rabbia ed indignazione.

Cosa mi rende ora diverso da quei ragazzi?
La differenza di età e la differenza dei luoghi non può rendermi assolutamente differente da loro nell’essenza del problema: vivere in un Paese dove l’utilizzo legalizzato della forza con chi è più debole, anche quando essa non è necessaria, è diventato possibile.

Anche se manifestare deve comunque rimanere indiscutibilmente un diritto di tutti, io personalmente sono molto scettico sulla sua utilità in un Paese come il nostro dove, finita la manifestazione, torniamo nella nostra casetta in affitto con il nostro lavoro precario a riprendere dallo stesso punto dal quale avevamo interrotto per partecipare all’evento.


Ci si alza poi la mattina e su facebook postiamo la nostra indignazione convinti di fare qualcosa di concreto, quando in realtà siamo solo diventati estremamente professionali nell’illuderci di fare qualcosa.


Il vecchio ‘cogito ergo sum’ viene sostituito dal moderno ‘posto ergo sum’.
Se postare, quando non proprio inutile, ha decisamente rischi di depotenziamento di azione concreti e se scendere in piazza, oltre ad avere prodotto finora pochi risultati, comincia a diventare anche seriamente pericoloso, quali reali alternative abbiamo per non arrenderci a questo futuro del quale ci stanno togliendo la capacità di esserne pienamente ed in coscienza responsabili?
La cultura tenderà sempre verso gli studenti e gli studenti tenderanno sempre verso la cultura, entrambe le parti non possono che esistere grazie ad una interazione reciproca e continua. Non c’è poliziotto in tenuta antisommossa che potrà fermare il libero pensiero con il manganello, esso ha dimostrato, in tutti i secoli ed in tutte le culture, di essere in grado di sopravvivere anche in condizioni estreme.
La cultura della forza punitiva innescherà la forza protettiva della cultura.
di Mario De Maglie
Studenti vs Monti: i manganelli e la forza protettiva della cultura - Nadia Somma e Mario De Maglie - Il Fatto Quotidiano
 

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TzeTze Politica: Protesta studenti: in piazza in tutta Italia contr

Gli studenti sono in piazza. La crisi economica e i tagli previsti dal "progetto di privatizzazione e la politica dell'istruzione pubblica del Governo" questa volta l'hanno fatta grossa. Secondo gli studenti aderenti al Fgc, infatti, il governo e l'Ue "impongono all'Italia una scuola di classe in cui va avanti chi se lo può permettere”. Inoltre “la condizione dell'edilizia scolastica italiana è pessima e il vincolo del pareggio di bilancio e la spending review non faranno che acuire questa situazione".

Guarda immagine intera
Reuters/HQ
A Torino 5 contusi, 15 identificati. Fumogeni a Milano dove sono state prese di mira le banche. Cortei anche a Roma e Palermo.


La Grecia contro l'austerity: oggi sciopero generale e grande manifestazione ad Atene
Profumo: “L'ora di religione diventerà multietnica”
Profumo: “La scuola superiore deve finire a 18 anni”
Università: "Su numero chiuso esiste norma europea"
Sciopero scuola,cortei in 90 città. A Milano uova contro Moody's


Le proteste partono dal nord fino ad arrivare a Palermo. Fumogeni sono stati lanciati di fronte alla Sede Siae di Milano, scritte e volantini sono stati apposti sulle vetrine di una banca durante il corteo degli studenti delle scuole superiori e delle Università partito oggi alle 10. L'intera zona è stata isolata dalle forze dell'ordine con un elicottero attivo per controllare la situazione. A Torino alcune decine di manifestanti sono stati dispersi dalla polizia in via XX Settembre dopo che hanno effettuato un fitto lancio di fumogeni, uova e vernice contro alcuni negozi. Nella capitale traffico in tilt e bus rallentati nel centro per i cortei di studenti dei licei romani che contemporaneamente stanno sfilando in alcune vie della capitale per raggiungere Porta San Paolo, e poi il Ministero dell'Istruzione.
La protesta è ormai in tutta Italia. Oltre alle spese aumentate e all'edilizia pericolante, c'è da aggiungere il costo dei libri di testo e dei contributi d'iscrizione chiesti alle famiglie. Per la prima volta la nostra generazione scende in piazza contro questo Governo e contro l'Unione Europea, che assieme privano milioni di giovani del diritto all'istruzione, al lavoro e al futuro" ha detto Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fgc.
A Roma gli studenti si stanno muovendo in gruppi creando disagi al traffico in via della Conciliazione, viale Trastevere, Lungotevere Ripa, piazza Belli e piazzale dei Partigiani. "Le linee bus 23, 280 e 125” informa l'Agenzia per la Mobilità di Roma “sono rallentate a causa del corteo degli studenti in corso sul Lungotevere Ripa. Gli studenti si dirigono al momento a Porta San Paolo Piramide Cestia".
Anche a Palermo è partito, da piazza Politeama, un corteo studentesco. "Contro crisi e austerità, riprendiamoci scuole e citta'" si legge sullo striscione dietro il quale sfilano migliaia di ragazzi, cinquemila secondo il Coordinamento studenti medi che ha organizzato la manifestazione.
Leggi anche:
Profumo: "L'ora di religione diventerà multietnica"


Read more: Protesta studenti: in piazza in tutta Italia contro i tagli - International Business Times
 

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Piena solidarietà con gli studenti aggrediti

E ora, il 27 ottobre in piazza tutti insieme!

di No Monti Day
Il Comitato promotore della manifestazione No Monti Day esprime piena solidarietà agli studenti che il 5 ottobre 2012 a migliaia hanno manifestato in tutta Italia, contro il governo Monti e le misure di austerity imposte dai governi e dalle istituzioni finanziarie dell’Unione Europea. Gli studenti sono stati brutalmente inseguiti e manganellati dalla polizia in diverse città [video all'interno], segno questo che tale era l’indicazione che veniva dal governo: stroncare sul nascere le proteste.
Soprattutto se vengono dalle nuove generazioni fortemente penalizzate e ipotecate sul futuro proprio dalle misure del governo Monti. I promotori del No Monti Day sono solidali con gli studenti aggrediti e li invitano ad essere insieme in piazza il prossimo 27 ottobre alla manifestazione nazionale a Roma, con gli stessi obiettivi, con la stessa determinazione e con le stesse aspettative di cambiamento per il futuro.
Roma, 5 ottobre 2012
Comitato promotore No Monti Day.
L'attacco agli studenti

ROMA - La polizia carica gli studenti che manifestano contro i fortissimi tagli decisi dal governo in nome dell'austerità. Altrettanto accade in altre città. 5 ottobre 2012.

http://www.youtube.com/watch?v=QnNp_HUVDwE&feature=channel&list=UL






http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=m5zZmkhJDcc



 
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“Licenza di spaccare le ossa”


9 ottobre 2012 |
Autore Alba Kan | Stampa articolo
Di Enrico Galoppini
Fonte: Qual è il limite degli “ordini da eseguire”? Una domanda alla coscienza dei “tutori dell’ordine”


Sono giorni di manifestazioni di massa nelle capitali delle nazioni europee maggiormente colpite dalla “crisi”. La scena che si ripete è sempre la stessa: manifestanti da una parte, forze dell’ordine dall’altra, a fare scudo tra i primi e i contestati (i cosiddetti “potenti” inutilmente identificati coi parlamentari). Col risultato che nessun manifestante riesce neppure ad intravedere questi ultimi, ma solo degli agenti bardati come dei “robocop” che per contratto si dispongono in mezzo, ricorrendo, a loro discrezione, all’uso della forza.
Questo miserrimo risultato basti a chiarire quanto può essere utile “scendere in piazza”, per giunta su impulso di chissà chi, dato che non è mai accaduto che “spontaneamente” una folla di persone si muova all’unisono, checché ne possano pensare i diretti interessati.
Abbiamo già anche espresso cosa pensiamo al riguardo di queste “proteste”, quindi invitiamo a rileggere quest’articolo.
Ma stavolta c’interessa esaminare un determinato aspetto di queste manifestazioni di dissenso condite dall’inesorabile repressione, come un film già visto. Una situazione che per abitudine vien considerata “normale”, ma che non lo è affatto e, anzi, è sintomo di una “malattia dell’anima”, di grave oscuramento interiore, di una mancanza di consapevolezza che tutti proveniamo dalla medesima Origine e che se ci mettiamo gli uni contro gli altri facciamo solo il gioco di chi – l’Avversario – intende ostacolare il nostro ritorno ad essa. Che può avvenire solo grazie ed attraverso l’Amore, cioè la capacità di ‘abbracciare’ tutte le cose, conoscendole ed identificandosi con esse, giungendo così alla Conoscenza Intellettuale. Il che implica che ogni “opposizione” e ogni “reazione contraria”, quale che sia, non fanno che alimentare un circolo vizioso all’insegna della dissociazione e della dualità. Cosa diversa dallo sforzo per capire dove e come veniamoingannati: un’azione propedeutica all’autentica “liberazione”, ma che da sola certamente non basta.
Partiamo dunque dalla specifica situazione che mi ha fornito lo spunto per scrivere quest’articolo. Dai filmati che girano su internet, tra le cose che si notano vi è che questa volta i manifestanti, benché “indignati” e comprensibilmente esasperati, non ce l’hanno in alcun modo con gli agenti che hanno di fronte.
In Portogallo sono rispuntati i garofani,

in Spagna la protesta di piazza ha assunto toni più che civili.

Solo in Grecia è sfociata nei soliti tafferugli, con lanci di molotov, cariche eccetera, ma se si considera come sono conciati si può dire che sono anche fin troppo calmi.

In Italia, calma piatta, ma questo è un altro discorso.
Però, tafferugli o meno, le botte ai manifestanti arrivano puntualmente, e che botte. Hai voglia a mettere “fiori nei cannoni”: l’unico fiore che riconoscono è il manganello.

Così ad un certo punto mi sono chiesto: ma dove sta scritto che un poliziotto deve spaccare di botte uno che manifesta pacificamente?
Questa domanda mi è venuta alla mente guardando uno dei filmati collegati ad uno degli ultimi articoli di Beppe Grillo pubblicati sul suo blog.
I [ame="http://www.youtube.com/watch?v=Geg_6Xoy04s&feature=player_embedded"]video in questione[/ame] ritraggono scene di giovani che in Spagna scendono in piazza, già da un anno (gli “Indignados”), per protestare contro questo sistema marcio, ingiusto e corrotto che sta mettendo davvero in difficoltà un numero sempre crescente di persone.
Non entro qui in tutta una serie di questioni che potrebbero essere sollevate: l’opportunità e l’effettiva utilità di queste “manifestazioni” ai fini di un concreto e sostanziale “cambiamento” (addirittura potrebbero innescare esiti opposti a quelli sperati); le notevoli perplessità sull’impostazione di fondo di chi protesta; i dubbi su ipotetici, e sempre possibili (la storia insegna abbondantemente), manipolatori del malcontento popolare. E la grande domanda che aleggia quando vedi che la maggioranza insiste a “chiedere” sempre le stesse cose: non sarebbe piuttosto il caso di “cambiare vita”? Di fare di necessità virtù e di prendere atto che “la festa” – la “festa” di questo “modello di sviluppo” – “è finita”?
Ma voglio qui limitarmi solo ad uno specifico aspetto che però a mio modo di vedere non è poi così marginale.


Sui media e nella”cultura” dei cosiddetti “paesi avanzati”, si parla a tutto spiano di “diritti umani”, a sproposito, mettendoci dentro questioni irrilevanti e pretestuose. Si sono pure inventati la “guerra umanitaria”! Eppure le autentiche necessità di ciascun essere umano non interessano ai chierici di questa religione dei “tempi ultimi”. Ma per una volta accettiamo di stare al gioco dei “diritti umani”, e pretendiamo una risposta alla seguente domanda: quale diritto ha un poliziotto, un celerino, un “agente antisommossa” di prendere a manganellate nella testa, nelle braccia, nella schiena delle persone che non stanno opponendo alcuna violenza?
Anche su questo si può discutere (ovvero se questa “non violenza” serva a qualcosa), ma da questi filmati si evidenzia inequivocabilmente che queste persone, oggetto di una gragnola di colpi, stanno esercitando una resistenza completamente passiva, a fronte della quale ricevono solo legnate.
Posso capire che prendere a randellate, schiacciare faccia a terra e poi caricare su un furgone come un salame uno che ha appena spaccato una vetrina di un negozio o dato alle fiamme un’auto possa avere una sua logica.

Lo stesso dicasi di chi lancia pietre o bottiglie incendiarie all’indirizzo delle forze dell’ordine, messe lì a fare “il loro mestiere”.

Il senso è: “Mi volevi fare del male? Ora te la faccio pagare!”.

Mettiamoci nei panni anche dell’agente e facciamo uno sforzo di comprensione, e saremo disposti a “capire” la sua reazione, pur senza condividerla.


Ma quando di fronte hai delle persone sedute per terra, inginocchiate di fronte a te, come per dire “guardate che non ce l’abbiamo con voi e sappiamo che anche voi siete messi male (o lo sarete presto) come noi”; quando hai davanti uno che potrebbe essere tuo fratello, un tuo amico, che non è attrezzato con casco e mazze come un “black block”, e chiede solo – visto che non ha accesso ai media blindati – di poter esprimere il suo dissenso, il suo disgusto verso un’intera classe dirigente, o addirittura (nei casi un po’ più consapevoli) un sistema, beh, ci vuole davvero del pelo sullo stomaco per mettersi a batterlo di santa ragione.
Che cosa diranno questi “tutori della legge”, alla loro famiglia, una volta tornati a casa dopo il “turno di lavoro”?

Che hanno spaccato un braccio ad una ragazza, della stessa età della loro figlia, seduta per terra e con le mani in alto?

Ma non gli viene mai un po’ di vergogna per quello che fanno?

Non li assale il dubbio che[ame="http://www.youtube.com/watch?v=2M-ZW9tfIkk"]stanno eseguendo degli ordini aberranti[/ame]?


Quanto alla “legalità” stessa, sempre invocata a giustificazione di queste situazioni, ci sarebbe poi da interrogarsi parecchio. Quali sono i termini di legge per poter poi affermare che i segni, le contusioni, le fratture e addirittura i danni permanenti inferti uno se li deve tenere e zitto?
Va bene che lo Stato detiene “il monopolio della forza”, ma questo non vuol dire che un esponente dei corpi incaricati dallo Stato stesso di esercitare tale monopolio ha la “licenza di spaccare le ossa”, persino nell’esercizio delle sue funzioni!

E per giunta se gli si parano davanti persone senza alcuna intenzione di fare del male.
Tutto questo è davvero molto triste, da vedere e da sopportare.
Da una parte gente che “protesta” senza avere una piena consapevolezza di cosa fa.

Dall’altra degli individui aizzati come dei pitbull contro un “pericolo” inesistente.

Messi lì a difendere non la “cosa pubblica”, “le istituzioni”, ma una cricca di traditori, felloni e magna magna che si parano dietro “lo Stato” per farsi iprivatissimi affaracci loro.
Tutto lascia presagire che questo spettacolo vergognoso – specialmente di fronte al Signore, che non ci ha certo creati per metterci l’uno contro l’altro – continueremo a vederlo ancora a lungo. Figuriamoci, hanno addirittura messo su una superpolizia europea incaricata di reprimere le sommosse, la Eurogendfor.
Inglesi mandati a battere i francesi, francesi spediti a bastonare i tedeschi, tedeschi messi a pestare a sangue gli italiani… e così via, in una spirale di follia al cubo che farà cadere anche gli ultimi freni inibitori rappresentati dalla fatto di avere comunque di fronte un connazionale.
Dopo il 1860, Massimo D’Azeglio, disse: “Fatta l’Italia, restano da fare gli italiani”. Nel 2012 si potrebbe dire: “Fatta l’Europa, restano da sfare (di botte) gli europei”.
 

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Sciopero, piazze ad alta tensione
Molti poliziotti feriti: due gravi


Aggiornato alle 13:43

Migliaia di persone e studenti in manifestazione contro le politiche di austerity. Danneggiate le vetrine delle banche, uova contro l'Agenzia delle Entrate e scontri con le forze dell'ordine

Alta tensione nelle piazze italiane dove si stanno svolgendo le manifestazioni contro le politiche di austerity messe in atto dal governo. A Torino un poliziotto è stato accerchiato e aggredito da autonomi: è ricoverato in ospedale, in gravi condizioni. Anche a Padova due agenti sono stati feriti da bombe-carta: uno è grave. Cinque poliziotti contusi a Milano.
13:43 Padova, due agenti feriti da bomba carta

Due poliziotti sono rimasti feriti nel corso degli scontri a Padova, uno in modo più serio. Il primo agente ha una gamba lacerata da una bomba-carta che ha oltrepassato la tuta di servizio, l'altro ha avuto un mancamento in seguito allo scoppio di un'analogo ordigno rudimentale.
13:40 Camusso: "La disperazione cresce e il governo non lo capisce"

"Credo che questo governo abbia molta disattenzione rispetto al moltiplicarsi delle difficoltà delle persone. Se non danno segni di cambiamento vuol dire che non capiscono che la disperazione stra crescendo". Susanna Camusso ha parlato così a margine del suo comizio, riferendosi alle riforme introdotte dal governo Monti che, secondo lei, sta facendo pagare il prezzo maggiore dei cambiamento "alle politiche sociali".
13:01 Torino, blitz dei manifestanti alla Provincia

Nuovo blitz degli studenti a Torino: i manifestanti hanno fatto irruzione nella sede della Provinci, sfondando una porta di ingresso. Una volta dentro, i dimostranti hanno preso sedie, mobili, documenti, attaccapanni e suppellettili e li hanno portati fuori, accatastandoli al centro della strada. Sono anche saliti al primo piano, dove hanno tentato di dare fuoco alla bandiera dell'Unione europea appesa al pennone, che è caduta bruciacchiata sulla catasta sottostante.
12:59 Napoli, gli studenti occupano la stazione centrale

Circa 300 studenti a Napoli hanno occupato la stazione centrale, entrando nell'atrio e percorrendo a piedi avanti e indietro pensiline e binari. Esplosi anche petardi e accesi fumogeni rossi. "Occupiamo la città" è il loro slogan insieme a "Non toccateci il futuro".
12:48 Milano, scontri nella stazione di Porta Genova

Il corteo degli studenti a Milano si sta scontrando con polizia e carabinieri nell'atrio della stazione di Porta Genova, dove un gruppo di giovani con il volto coperto è entrato nella biglietteria della stazione bersagliando le forze dell'ordine in tenuta antisommossa con il lancio di sanpietrini, bottiglie e fumogeni. Gli agenti hanno caricato gli studenti cercando di farli uscire dalla stazione. Gli scontri sono ancora in corso e la polizia sta chiudendo le porte della stazione per evitare che i manifestanti occupino i binari.
12:47 Torino, poliziotto accerchiato e ferito: è grave

12:41 Camusso: "Con Monti un anno di disastri"

12:35 Milano, 5 agenti feriti

12:33 Milano, letame contro sede Deutsche Bank

12:05 Roma: tra maltempo e cortei, trasporti in tilt

12:03 Torino, fermati due giovani

11:59 Bologna, blitz studenti in sede Cisl

11:50 Brescia, tre studenti arrestati

11:46 Milano, scontri studenti-polizia

11:43 Firenze, in corteo anche presidente Regione

Ad uno dei due cortei in corso a Firenze, quello della Cgil, partecipa anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Alla manifestazione dei Cobas, secondo i partecipanti ci sono 3 mila persone.
da Sciopero, piazze ad alta tensioneMolti poliziotti feriti: due gravi - Cronaca - Tgcom24
 

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