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mototopo

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fonte-rendita monetaria e democrazia


1978: ucciso Aldo Moro, in agosto si modifica la legge di bilancio...

evito la foto di moro

LEGGE balneare del 5 agosto 1978, n. 468
Riforma di alcune norme di contabilita' generale dello Stato in materia di bilancio.
(GU n.233 del 22-8-1978 )


Modifiche della riforma del 1978:


1) L’introduzione del bilancio annuale di cassa accanto a quello di competenza;
2) L’adozione del bilancio pluriennale;
3) L’introduzione della legge finanziaria (oggi denominata legge di stabilità)
4) La classificazione economico-funzionale delle spese


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I "personaggi" che abolirono i biglietti di stato nel 1998



A FUTURA E SEMPITERNA MEMORIA:

LEGGE 31 marzo 1966, n. 171
Autorizzazione al Tesoro dello Stato a fabbricare ed emettere biglietti di Stato da L. 500. (GU n.91 del 14-4-1966)
(Presidente: Giuseppe SARAGAT - Premier: Aldo MORO - Ministro del Tesoro: Emilio COLOMBO - Guardasigilli: Oronzo REALE)
Testo in vigore dal: 29-4-1966 al: 28-3-1998

abrogata da:

DECRETO LEGISLATIVO 10 marzo 1998, n. 43
Adeguamento dell'ordinamento nazionale alle disposizioni del trattato istitutivo della Comunita' europea in materia di politica monetaria e di Sistema europeo delle banche centrali. (GU n.61 del 14-3-1998)
Entrata in vigore del decreto: 14/03/1998

Presidente della Repubblica: Oscar Luigi SCALFARO (deceduto)


Romano Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri (vivente)


Carlo Azeglio Ciampi, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (vivente)


Lamberto Dini, Ministro degli affari esteri (vivente)


Vincenzo Alfonso Visco, Ministro delle finanze (vivente)


il Guardasigilli: Giovanni Maria Flick (vivente)



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Le privatizzazioni, conseguenza della truffa del debito pubblico



www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 27-11-13 - n. 476
La grande abbuffata
Un approfondimento sulle privatizzazioni
Unione Sindacale di Base | usb.it
20/11/2013

I nodi al pettine

La crisi di Alitalia a soli cinque anni dalla sua cessione ai soci privati della CAI, la contestuale vicenda della svendita di Telecom alla spagnola Telefonica, così come il nuovo pacchetto di privatizzazioni annunciato dal Governo Letta (dall'Eni alla Fincantieri ma in prospettiva anche Terna, Poste e Rai) riaccendono i riflettori sulle vicende lontane e più recenti dei processi di privatizzazione in salsa italiana.

Il piano annunciato da Letta conferma un processo di svendita di pezzi di estrema importanza nella struttura economica del nostro paese, si tratta di aziende che rivestono funzioni strategiche sia in proprio sia di supporto all'intero tessuto produttivo; con la solita retorica della riduzione del debito pubblico si mette una ulteriore ipoteca alle già esistenti "debolezze" strutturali dell'economia italiana (dalla questione energetica alla tenuta dell'export). A riprova di questo riportiamo l'elenco delle privatizzazioni finora annunciate e i settori di competenza:

- ENI (energia, petrolio e gas)
- CDP RETI (infrastrutture della rete gas metano nazionale)
- TAG (gestione della rete gas dalla Russia)
- GRANDI STAZIONI (gestione delle principali stazioni ferroviarie con 1,5 milioni di mq di immobili)
- ENAV (gestione del traffico aereo)
- SACE (assicurazioni per le aziende orientate all'export)
- FINCANTIERI (cantieristica navale, orientata come mercato soprattutto all'export)
- STM (microelettronica avanzata)



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aquilarealeatapple

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V'erano state fatte domande precise a questo articolo con le scritture ivi contenute ..

Siamo schiavi dal 1302 d.c. ? lo sapevate? | Visione Alchemica

al quesito della scrittura su pelli di animali è logico che ciò ha a che fare con riti magici neri di cui io non mi occupo , ne studio .. ma la pelle si sa che riceve nutrimento attraverso il sangue ..
per quanto concerne la richiesta del certificato di nascita IN ORIGINALE presso un ufficio adibito alla custodia ed al rilascio [ centro civico o comune ove presentare le richieste ] che farebbe decadere immediatamente il codice fiscale attribuito in fase di rilascio nel caso menzionato di restituzione , casualmente si viene a conoscenza che il bambino ha si il sacro diritto al battesimo per ricevere la spiritualità santa , il terzo elemento , ma è altresì vero che codesto bambino non è in grado di decidere per se stesso al momento dell'attribuzione del codice fiscale attraverso il certificato di nascita che nulla ha a che vedere con il santo gesto del battesimo ...
ora è altresì anche vero , che in caso di riacquisto dell'estrema consapevolezza di essere una " proprieta " , tale persona abbia la possibilità di fare immediata richiesta di revoca della propria proprietà attribuita ad altri nei termini del codice fiscale e di tutto ciò che ne discende come ad esempio il proprio nome e cognome ... altresì " Nessuno " supera barriere incredibili proprio in base alla legge del diniego e rifiuto ..

pensavi mi fossi dimenticato di te ?

rileggerò con calma e probabilmente verranno aggiunte altre .. righe ...
cordialmente , un saluto
 
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mototopo

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Le onde ELF: la spiegazione del tifone Filippino


28 novembre 2013 |
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Le onde ELF: La spiegazione del tifone Filippino.

Il Video di Dutchsinse obbliga gli scienziati filippini a negare la geofisica e la tecnologia HAARP

FONTE
Tradotto e Riadattato da Fractions of Reality

Quando il ricercatore meteo Michael Janitch (aka Dutchsinse) ha caricato un video che mostra che gli impulsi a microonde che hanno preceduto la formazione del tifone Yolanda-Haiyan prima che colpisse le Filippine, il video è andato virale, spingendo molti filippini ad inviarlo a stazioni di notizie locali chiedendo spiegazioni .

I Siti di notizie di carattere mainstream hanno raccolto le informazione di Janitch, che deve aver davvero infastidito molti ufficiali militari, perché in pochi giorni gli stessi siti di notizie hanno chiamato questa teoria ‘complottista‘ e negato con la fisica di base che le microonde possano avere un impatto diretto sul meteo

I più importanti scienziati Filippini ‘negano che le onde elettromagnetiche possano influenzare il clima o causare terremoti’. Mettetevi al riparo, cari filippino, perché il direttore esecutivo del progetto NOAH (valutazione operativa dei rischi nazionali), il dottor Alfredo Mahar Francisco A. Lagmay, si sta terribilmente sbagliando oppure volutamente sta mentendo.

Non solo le onde elettro magnetiche hanno un impatto col clima e con i terremoti, ma gli scienziati hanno imparato come utilizzare queste onde per fare proprio questo. Dalla metà degli anni 1990, con la creazione di HAARP, questa tecnologia dell’alta frequenza attiva del progetto aurorale di ricerca, è stata sviluppata e distribuita. HAARP manipola la ionosfera con onde radio dirette, che quindi interessa una zona in modo che interferiscano con le comunicazioni elettroniche, attivino rapidamente terremoti e tempeste.
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mototopo

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Bank Rothschild of America


29 novembre 2013 |
Autore Redazione | Stampa articolo

Dean Henderson

La NSC inviava armi ai contras nicaraguensi prima che la rete di rifornimento di Oliver North fosse operativa. Gli aiuti degli Stati Uniti all’Arabia Saudita venivano inviati ai contras attraverso la Banca di Credito e Commercio Internazionale (BCCI) di Karachi in Pakistan. [1] Mentre il denaro della Casa dei Saud veniva deviato verso i contras, uno dei più grandi depositanti iniziali della BCCI era lo Scià di Persia, i cui conti svizzeri della BCCI erano enormi. Con le famiglie dominanti dei “due pilastri” di Nixon nel CdA, la BCCI sarebbe diventata il ricettacolo dei petrodollari del Golfo Persico, generosamente mescolati con narcodollari, usati per finanziare in tutto il mondo le operazioni segrete della CIA e dei suoi partner del Mossad israeliano e dell’MI6 inglese. La BCCI era la banca di riferimento dei dittatori più noti del mondo, tra cui la famiglia Somoza, Saddam Hussein, l’uomo forte filippino Ferdinand Marcos e quello di Haiti Jean-Claude “Papa Doc” Duvalier. Il regime dell’apartheid sudafricano usò la BCCI, come fece Manuel Noriega, che andava regolarmente nella filiale della BCCI di Panama per ritirare il suo stipendio annuale della CIA di 200000 dollari. La BCCI era la lavanderia favorita del Cartello di Medellin e dei nuovi boss dell’eroina mondiale, i leader delle fazioni dei mujahidin afgani controllati dalla CIA. La BCCI finanziò la vendita segreta di armi di Reagan all’Iran e collaborò con Roberto Calvi del Banco Amrosiano. Fu il tramite per il denaro sporco generato dal finanziere latitante del Mossad Marc Rich e del denaro proveniente dall’oggi in bancarotta Enron, reincarnatasi nel Bank Group Pinnacle di Chicago. [2] Frequentatore della sede di Karachi della BCCI, avendo titolarità di un conto, era Usama bin Ladin.

Con filiali in 76 paesi, la BCCI trattava armi convenzionali e nucleari, oro, droga, mercenari, intelligence e contro-intelligence. Questi interessi erano spesso schermati da facciate legittime, quali il trasporto di caffè dall’Honduras o di fagioli vietnamiti. La banca aveva stretti rapporti con la CIA, l’ISI pakistano, il Mossad israeliano e le agenzie d’intelligence saudite. Fu il collante finanziario collegato a numerosi scandali pubblici apparentemente distinti. I principali azionisti della BCCI erano regnanti e ricchi petrosceicchi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ideato da Reagan. Fu fondata nel 1972 in Pakistan da Agha Hasan Abedi, un amico intimo del dittatore militare pakistano Zia ul-Haq. Abedi inizialmente sollecitò depositi nella banca dagli espatriati pakistani che lavoravano negli Emirati Arabi Uniti. La BCCI decollò quando Bank of America piazzò 2,5 milioni di dollari per una quota del 30%. In quel momento Bank of America era la più grande banca del mondo ed era controllata da NM Rothschild & Sons. [3] La “N” stava per Nathan, che una volta prestò al tiranno francese Napoleone 5000000 di sterline, mentre al tempo stesso faceva prestiti al suo avversario inglese di Waterloo, il duca di Wellington, per equipaggiarne l’esercito. Nathan Rothschild poi commentò l’accaduto, “fu il miglior affare che abbia mai fatto.” La “M” stava per Mayer, studioso di esoterismo della Cabala ebraica che lanciò la dinastia dei banchieri Rothschild con denaro sottratto e acquisì titoli nobiliari per la famiglia agli inizi del 19.mo secolo. Nel 1885 la regina Vittoria nominò baronetto il nipote di Nathan, mentre i fratelli condussero operazioni globali presso i governi di Inghilterra, Francia, Prussia, Austria, Belgio, Spagna, Italia, Portogallo, germanici e Brasile. Erano i banchieri delle Corone d’Europa con partecipazioni in Paesi lontani come Stati Uniti, India, Cuba e Australia. [4] Nel 1996 il 41.enne Amschel Rothschild, che gestiva il colosso finanziario della famiglia, morì in un misterioso suicidio. La Rothschild Asset Management, che Amschel guidava, perse 9 milioni di dollari l’anno precedente la morte. Le perdite si verificarono mentre Evelyn Rothschild stava creando una joint venture con la seconda banca più grande della Cina. Amschel fu trovato morto impiccato a un portasciugamani posto a un metro e mezzo dal pavimento del bagno, nel suo hotel di Parigi. Un giornalista scherzò, “impiccarsi non deve essere stato facile per un uomo alto un 1,85m”. [5]
L’esecutivo della Bank of America Roy P.M. Carlson orchestrò l’affare BCCI. Carlson poi entrò nella Safeer, la società di consulenza di Teheran fondata dall’ex direttore della CIA e ambasciatore in Iran Richard Helms. Carlson divenne presidente della travagliata Banca Nazionale della Georgia (NBG) di Bert Lance, segretamente acquisita dalla BCCI con l’aiuto del miliardario saudita Ghaith Pharaon. La NBG era una cliente di Kissinger Associates, che anche “consigliò” l’armamento di Saddam alla Banca Nazionale del Lavoro (BNL). Partner di Helm presso Safeer era il magnate iraniano Rahim Irvani che controllava il Gruppo Melli, dove Carlson era presidente. Irvani fondò una società off-shore per nascondere l’acquisizione della BCCI di First American Bank dell’ex-segretario alla Difesa statunitense Clark Clifford. Helms progettò l’acquisizione. I grandi investitori della BCCI erano gli sceicchi del petrolio del GCC. Il capo della famiglia regnante di Abu Dhabi, lo sceicco Zayad bin Sultan al-Nahiyan era il più grande azionista della BCCI, controllando il 77% delle azioni della BCCI. [6] Il defunto sceicco Qalid bin Mahfuz, il miliardario saudita che controllava la National Commercial Bank, la più grande banca del mondo arabo, partecipava col 20%. I monarchi al-Qalifa del Bahrain e i monarchi al-Qabu di Oman possedevano anche grandi azioni della BCCI. E la BCCI era proprietaria della Banca nazionale dell’Oman. Nel 1976 la BCCI istituì una filiale nelle Isole Cayman nota come International Credit & Investment Company (ICIC). Fu attraverso questo ramo della BCCI, così come dalla filiale di Karachi, gestita dal figlio del presidente Zia ul-Haq, che le operazioni finanziarie più avvedute ebbero luogo.
Un grafico trovato in una cassaforte della Casa Bianca relativo agli sforzi per rifornire i contras nicaraguensi di Oliver North, indicavano una “IC” nelle Isole Cayman quale epicentro della rete dell’Impresa di North. Donazioni private vennero incanalate dalla ICIC e finirono nei conti Lake Resources del Credit Suisse a Ginevra, controllati da Richard Secord. Secord era allora un alto “consulente” della Casa dei Saud. Il Washington Post riferì che “IC” aveva inviato 21182 dollari alla Gulf & Caribbean Foundation di William Blakemore III, vecchio compare di George Bush Sr. nel petrolio del Texas occidentale. [7] L’ICIC fece una quantità enorme di affari con il Banco de America Central (BAC). La traduzione inglese del nome della banca è Bank of Central America, un nome stranamente simile a quello della Bank of America, gestita dalla BCCI. In realtà, BAC fu istituita da Wells Fargo Bank (l’altra metà sulla costa occidentale delle banche dei Quattro Cavalieri, che spesso lavora in tandem con Bank of America) e dall’elite zuccheriera pro-Somoza del Nicaragua. [8] BAC diventò la più grande lavanderia dei narcodollari del Cartello di Medellin, legando il dinero della cocaina al supermercato delle armi honduregno dei contras nicaraguensi, rifornito con le armi dell’Impresa.
Ogni volta che Aga Hasan Abedi scambiava denaro con le azioni emesse della BCCI, le vendeva allo sceicco Qamal Adham, capo della Direzione Generale dell’intelligence saudita, o a AR Qalil, altro funzionario dell’intelligence saudita e agente di collegamento della CIA. Adham Qalil prendeva il denaro per acquistare azioni appaltando “prestiti” della ICIC nelle Isole Cayman, che non furono mai rimborsate. Quando Secord dirigeva l’Impresa da Riyadh, dov’era l’agente di collegamento di Reagan con l’Arabia Saudita, l’intelligence saudita era occupata a riciclare narcodollari attraverso l’ICIC. Prestiti simili furono emessi dall’ICIC allo sceicco Muhammad bin Rashid al-Maqtum, rampollo della famiglia regnante degli Emirati Arabi Uniti, e a Faisal al-Saud Fulaij, presidente della Kuwait Airways nei primi anni ’70, che ricevette oltre 300 mila dollari in tangenti dalla Boeing. Al-Fulaij era anche legato alla Kuwait International Finance Company. Questi prestiti dell’ICIC furono trasferiti dalla Banque de Commerce et de Placements, filiale svizzera della BCCI gestita dal luogotenente dei Rothschild Alfred Hartman, o dalla Banca nazionale dell’Oman, che la BCCI possedeva. [9] La ragione per cui Abedi continuava ad essere a corto di liquidi era che la filiale di Karachi della BCCI, gestito dal figlio di Zia ul-Haq, finanziava gli eserciti della CIA dei mujahidin in Afghanistan. Nel 1978 uno dei più grandi depositanti della BCCI, il tenente-generale pakistano Fazle Haq, fu nominato governatore della provincia nord-occidentale del Pakistan. Haq era il braccio destro del presidente Zia. Nella sua nuova posizione prese il controllo del finanziamento della BCCI ai mujahidin. Si fece carico anche del traffico di eroina pakistano. La BCCI trasferì milioni agli ufficiali e ai funzionari dell’ISI pakistani dai conti della CIA presso la filiale di Karachi. La BCCI era così coinvolto nello sforzo della CIA che il proprio personale avrebbe spesso trasportato armi nelle basi dei mujahidin presso Peshawar, nella provincia del nord-ovest di Haq, appena entro il confine del Pakistan con l’Afghanistan. Questi stessi dipendenti della BCCI sarebbero quindi stati i corrieri dell’eroina nel viaggio di ritorno a Karachi. La banca fu così invischiata negli affari pakistani che si potrebbe quasi dire che non c’erano differenze tra i due. Oltre ai prestiti all’ICCI, la BCCI fu mantenuta a galla da Bank of America, che trasferiva un miliardo di dollari al giorno fino al 1991. Bank of America era come un aspirapolvere globale che risucchiava i depositi della banca da tutto il mondo. La maggior parte di questi depositi furono dirottati vero la filiale di Karachi. Anche Bank of America ebbe una sua grande filiale a Karachi. Vi erano almeno 10 linee di telex tra Bank of America-Karachi e l’ICIC nelle Isole Cayman.
Nel 1980 Bank of America vendette le sue azioni della BCCI, ma continuò a gestire la maggior parte della sua attività. Nel 1984 BCCI trasferì 37,5 miliardi dollari nelle banche statunitensi, oltre la metà gestita da cinque banche del pool Bank of America, Security Pacific (poi fusa con la Bank of America), American Express (dove i membri del consiglio includevano Henry Kissinger, Edmund Safra e Sulaiman Olayan), Bank of New York (che nel 2000 fu multata per riciclaggio di oltre 10 miliardi di narcodollari della mafia russa) e First Chicago (a lungo diretta dalla CIA e in parte di proprietà della famiglia regnante al-Sabah del Kuwait). [10]

[1] The Outlaw Bank: A Wild Ride into the Secret Heart of BCCI. Jonathan Beaty and S.C. Gwynne. Random House. New York. 1993.
[2] “The Enron Black Magic: Part III”.
[3] “A System Out of Control, Not Just One Bank”. George Winslow. In These Times. October 23-29, 1991. p.8
[4] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York. 2000. p.80
[5] Ibid. p.81
[6] “Emirates Looked Other Way While al Qaeda Funds Flowed”. Judy Pasternak and Stephen Braun. Los Angeles Times. 1-20-02
[7] The Mafia, CIA and George Bush: The Untold Story of America’s Greatest Financial Debacle. Pete Brewton. SPI Books. New York. 1992
[8] Out of Control. Leslie Cockburn. Atlantic Monthly Press. New York. 1987. p.155
[9] Beaty and Gwynne
[10] Winslow. p.9

Dean Henderson è autore dei seguenti libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve e Stickin’ it to the Matrix. Potete iscrivervi al suo sito Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
 

mototopo

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La Lettera segreta della BCE all'Irlanda, che ancora non è stata resa pubblica



Forbes in un articolo di agosto 2012 pubblica delle testimonianze su una lettera della BCE in cui si fanno forti pressioni all'Irlanda perché entri nel programma di "salvataggio", minacciando di tagliarle l'accesso al sistema dei pagamenti. Ma la BCE pretende di mantenere il segreto... Grazie a Giorgio D.M. per la segnalazione





di Karl Whelan


Annunciando di essere disposta ad acquistare titoli di Stato spagnoli e italiani, solo se questi governi fanno richiesta di finanziamento al fondo di salvataggio EFSF, la BCE sta ora esercitando delle pressioni su questi paesi perché firmino degli accordi di salvataggio. Ufficialmente , la posizione di Mario Draghi su come la BCE si relaziona con i governi (come spiegato nella sua conferenza stampa di giugno) è la seguente:




"Io non considero compito della BCE quello di spingere i governi a fare qualcosa. Accedere o meno all'EFSFE è solo una loro decisione."




In realtà, i dati disponibili sul ruolo della BCE nella richiesta di salvataggio dell'Irlanda (in effetti all'epoca sotto la guida del predecessore di Draghi) suggeriscono che questo organismo non sia affatto contrario a spingere i governi nei fondi di salvataggio. Come dimostrano i fatti che seguono, questi dati non incoraggiano a credere che la BCE agisca in modo aperto e trasparente.


Nei mesi che hanno portato all'accordo di salvataggio dell'Irlanda, la BCE era sempre più preoccupata per la quantità di denaro che stava prestando alle banche irlandesi. Ai primi di novembre, sembra che la BCE abbia deciso che c'era bisogno di intervenire.



Il Venerdì 12 novembre 2010, Reuters ha riferito che l'Irlanda era in trattative con l'Unione europea per ricevere finanziamenti di emergenza. Il governo irlandese ha negato che dei colloqui ufficiali fossero in corso. Tuttavia, Brian Lenihan, l'allora ministro irlandese delle Finanze, successivamente disse in un documentario della BBC che quello stesso giorno aveva ricevuto una lettera da Jean-Claude Trichet che lo avvertiva che l'Irlanda sarebbe dovuta entrare in un programma Ue-Fmi. Lehihan ha detto chiaramente che " la principale forza di pressione per un piano di salvataggio è venuta dalla BCE ".



L' Irish Times ha riferito che:



I funzionari Dublino hanno considerato la lettera molto diretta, con la minaccia implicita che il sostegno alle banche irlandesi fosse a rischio.”



Alan Ahearne, allora consigliere economico di Lenihan, ha confermato all'Irish Independent :



"Sì, la lettera di Trichet è arrivata Venerdì. La BCE stava diventando molto aggressiva sulla quantità di denaro che doveva concedere in prestito alle banche irlandesi. La BCE ha chiesto che si facesse qualcosa in proposito e ha detto che l'Irlanda doveva entrare nel piano di salvataggio. Erano ansiosi di far entrare l'Irlanda nel programma."





Ed ha aggiunto: "Lenihan ha telefonato a Trichet quel giorno, e hanno deciso che i funzionari si sarebbero incontrati il giorno successivo a Bruxelles. Quando si incontrarono, la BCE fecedelle pressioni enormi sull'Irlanda perché entrasse nel programma."


Ahearne ha detto che Lenihan era ormai al centro del caos internazionale e che il futuro dell'Irlanda era in bilico.



"Il Martedì seguente, Lenihan è andato alla riunione dell' eurozona ... "





La storia dell'Independent non precisa la data di arrivo della lettera di Trichet, ma il riferimento ad una riunione dell'Eurozona il Martedì seguente conferma la data del 12 novembre.


A poche settimane dal ricevimento di questa lettera, l'Irlanda sarebbe entrata in un programma di assistenza finanziaria Ue-Fmi. Dato il ruolo chiave che la lettera della BCE del 12 novembre sembra aver giocato in un evento così importante della storia economica europea, si potrebbe sperare che questa lettera potesse essere ora di dominio pubblico. Tuttavia, la lettera non è stata pubblicata.



Lo scorso dicembre, un giornalista irlandese, Gavin Sheridan, ha chiesto che la BCE gli fornisca "tutte le eventuali comunicazioni della BCE indirizzate al ministro delle finanze irlandese ( o al suo ufficio), nel mese di novembre 2010".





La BCE ha risposto esibendo una lettera del 18 novembre (una comunicazione tecnica relativa ai sistemi di pagamento), ma ha rifiutato di consegnare un'altra lettera che in data 19 novembre (una settimana dopo la storia di Reuters e un giorno dopo l'ammissione del governatore della Banca Centrale d'Irlanda Patrick Honohan che un salvataggio era probabile).




La giustificazioni della BCE sul rifiuto di pubblicare la lettera sono esposte nel paragrafo seguente:


"La seconda lettera, datata 19 novembre 2010, è una comunicazione strettamente confidenziale tra il presidente della BCE e il ministro delle Finanze irlandese e riguarda le misure per affrontare la situazione straordinariamente grave e difficile del settore finanziario irlandese e la sua ripercussione sulla integrità della politica monetaria della zona euro e sulla stabilità del settore finanziario irlandese."



Si allude così al contenuto della lettera:



"La BCE deve essere in grado di trasmettere messaggi pertinenti e chiari alle autorità europee e nazionali nel modo che sia il più efficace per servire l'interesse pubblico nell'adempimento del suo mandato. Se necessario, e nel migliore interesse pubblico, deve essere possibile anche una efficace comunicazione informale e confidenziale, che non deve essere compromessa da eventuale pubblicità. In questo caso, la comunicazione riservata era volta a discutere le misure atte a proteggere l'efficacia e l'integrità della politica monetaria della BCE e promuovere un contesto che contribuisse infine a ripristinare la fiducia degli investitori nella solvibilità globale e nella sostenibilità del settore finanziario irlandese, che, a sua volta , è di rilevante importanza per la buona conduzione della politica monetaria."



Queste comunicazioni sollevano una serie di domande:



1 . La BCE ha comunicato con Brian Lenihan il 12 novembre 2010? Se sì, perché questa lettera non è stata indicata in risposta alla richiesta del signor Sheridan?



2 . La BCE ha minacciato di ritirare i finanziamenti dalle banche irlandesi a meno che l'Irlanda non entrasse in un programma UE-FMI, o nella lettera del 12 novembre o nelle riunioni del seguente fine settimana?



3 . Quali sono i contenuti della lettera del 19 novembre e perché questa lettera è considerata così sensibile, dato che era chiaro a tutti dopo le osservazioni del governatore Honohan del 18 novembre che un accordo di salvataggio era stato concluso?



Credo che l'opinione pubblica irlandese ed europea a livello più ampio meritino una migliore spiegazione degli eventi del novembre 2010 da parte della BCE. La pubblicazione di tutte le comunicazioni da parte del signor Trichet al ministro Lenihan dovrebbe far parte di questa spiegazione.

 

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Bankitalia compra sé stessa col signoraggio degli italiani



Banche, il governo prepara un regalo fino a 4 miliardi per Intesa e Unicredit

L'esecutivo vara in sordina (e in fretta e furia) l'emendamento Banca d'Italia, che oltre alla rivalutazione della partecipazione nell'istituto centrale include un compratore per la quota altrimenti invendibile. Giusto a ridosso degli esami comunitari


di Redazione Il Fatto Quotidiano | 27 novembre 2013
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/27/banche-il-governo-prepara-un-regalo-fino-a-4-miliardi-per-intesa-e-unicredit/793030/


Per Intesa SanPaolo e Unicredit il cosiddetto decreto Bankitalia che il Consiglio dei ministri ha approvato mercoledì 27 novembre in fretta e furia prima del voto sulla decadenza del Senatore Berlusconi, vale una cifra compresa tra 2,73 e 4 miliardi di euro. L’ultima mossa del governo Lettain tema di regali agli istituti di credito in trepida attesa degli esami comunitari, prevede infatti una rivalutazione del capitale della Banca centrale attraverso una ricapitalizzazione gratuita da 5-7,5 miliardi di euro fatta attingendo alle riserve della stessa Banca d’Italia.

In seguito all’aumento, il capitale dell’istituto centrale sarà rappresentato da quote nominative di partecipazione 20.000 euro ciascuna. Ma soprattutto, a partire dal completamento della ricapitalizzazione scatterà l’obbligo per gli azionisti, di non possedere una quota dell’istituto superiore al 5 per cento. Un bel problema per banche come Intesa e Unicredit che, in quanto titolari complessivamente del 64,62% della Banca d’Italia, subito dopo aver beneficiato della rivalutazione contabile della loro partecipazione che registrerà in totale una plusvalenza di almeno 2,3 miliardi,avrebbero dovuto trovare un compratore delle quote in eccesso.
Un’impresa piuttosto difficile, vista l’assenza di un mercato per questo tipo di beni. E così il governo ha ben pensato di trovare una scorciatoia: ad acquistare le quote in un primo momento sarà la stessa Banca d’Italia. La quale, “al fine di favorire il rispetto dei limiti di partecipazione al proprio capitale, può acquistare temporaneamente le proprie quote di partecipazione e stipulare contratti aventi ad oggetto le medesime”, come si nel decreto. In pratica, quindi, Bankitalia dalla ricapitalizzazione in poi avrà facoltà di versare ai suoi unici due azionisti sopra il 5 per cento, Intesa e Unicredit appunto, una somma complessiva compresa tra 2,7 e 4 miliardi di euro. In dettaglio si tratterebbe di 1,87-2,81 miliardi per la banca di Giovanni Bazoli e 855 milioni-1,28 miliardi per quella di Federico Ghizzoni.
Che potrebbero arrivare molto presto visto che nel caso di rapida conversione in legge del decreto, l’assemblea di Via Nazionale sull’aumento di capitale potrebbe essere tenuta già negli ultimissimi giorni dell’anno, come aveva rilevato nei giorni scorsi il presidente Abi Antonio Patuelli. Per poi procedere spediti verso la compravendita delle quote in eccesso che andrà comunque ultimata entro 24 mesi. E così per i due campioni nazionali del credito il 2014, che si prefigurava come un annus horribilis visti gli stress test comunitari in arrivo, si trasformerebbe per magia in un esercizio spumeggiante seguito ad uno, il 2013, chiuso col botto sempre grazie alla rivalutazione della partecipazione in Bankitalia.
Allo Stato in cambio arriverebbero i proventi della tassazione al 12% (contro il 16% inizialmente ventilato) del guadagno in conto capitale (capital gain) stimati in meno di 900 milioni di euro, meno della metà della somma necessaria per cancellare la seconda rata dell’Imu che è stata eliminata nel corso dello stesso Cdm. Per quanto riguarda, poi, l’insidiosa questione dei dividendi della Banca d’Italia che in base allo statuto dell’istituto in combinazione con la rivalutazione del capitale sarebbero saliti esponenzialmente, il governo si è limitato a stabilire che gli azionisti dell’Istituto centrale potranno ricevere esclusivamente cedole annuali a valere sugli utili netti di Bankitalia per un importo non superiore al 6% del capitale. Finora la distribuzione dei dividendi avveniva in rapporto alle riserve o ancora in base al capitale sociale, ma con una quota fissa del 10% che avrebbe significato lo stacco di una cedola annua superiore ai 700 milioni contro i 70 del solo 2012. La situazione, insomma, cambia (la cedola scende intorno ai 400 milioni). Ma di poco.
Il testo approdato in Cdm, poi, individua una serie di soggetti che possono detenere le quote e che possono cedersele fra loro: fondazioni bancarie, enti e istituti previdenza italiani e fondi pensione oltre a banche e assicurazioni italiane o con sede nell’Ue. Non esclusa, quindi, la stessa Banca Centrale Europea. Proprio quest’ultima è stata chiamata a dare un parere consultivo sulla rivalutazione delle quote degli istituti di credito italiani nel capitale di Bankitalia e “non ha ancora chiuso la sua procedura”, come ha riferito un portavoce dell’Eurotower, spiegando che la procedura si chiuderà “al più presto, all’inizio della settimana prossima”.
“Il parere deve essere formalmente approvato dal consiglio dei governatori”, ma “la proposta che conta di solito è quella della consulenza legale” che è favorevole al decreto per la rivalutazione delle quote di Bankitalia, ha detto a tal proposito il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. “Comunque – ha aggiunto – per quanto riguarda le preoccupazioni della Bce in termini di indipendenza della banca centrale” il provvedimento va nella “giusta direzione”.
“Adesso verrà ampliato il novero delle istituzioni che possono detenere quote di capitale nella Banca d’Italia”, ha aggiunto Saccomanni sottolineando che la struttura della banca centrale sarà quello di “una public company” dove “nessuno ha il controllo”. Con questo provvedimento, quindi, “non ci sarà più la situazione che, seppur involontariamente si era venuta a creare per effetto di fusioni e incorporazioni, per cui due banche avevano una quota di capitale molto rilevante”.
Applausi, infine, dal maggior beneficiario dell’operazione. “Un passaggio importante”, ha commentato l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Carlo Messima. “Mi sembra anche che lo schema, che può consentire la computabilità del patrimonio di vigilanza sia molto avanzato. L’unico motivo per cui le banche possono essere interessate a procedere con questa operazione è avere un beneficio sul coefficiente patrimoniale“, ha concluso.




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