Dati macro, eventi, emiss. obblig., notizie per giovedì 21 febbraio (1 Viewer)

anonimus08

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DATI MACRO PER LA SEDUTA

Francia
Ore 09.00
Indice Pmi servizi preliminare (febbraio). Attesa: 44,4
Indice Pmi manifatturiero preliminare(febbraio). Attesa: 43,8


Germania
Ore 09.30
Indice Pmi servizi preliminare (febbraio). Attesa: 55,5
Indice Pmi manifatturiero preliminare (febbraio). Attesa: 50,5


Europa
Ore 10.00
Indice Pmi servizi preliminare (febbraio). Attesa: 49
Indice Pmi manifatturiero preliminare (febbraio). Attesa: 48,5
Indice Pmi composito febbraio preliminare (febbraio). Attesa: 49

Usa
Ore14.30
Inflazione (gennaio). Attesa: +0,1% m/m; +1,6% a/a
Inflazione escluso cibo ed energia (gennaio). Attesa: +0,2% m/m; +1,8% a/a
Richieste settimanali sussidi disoccupazione al 16 febbraio. 355mila Prec. 341mila
Richieste continue al 9 febbraio. Attesa: 3170K Prec. 3114k
Ore 15.00
Indice Pmi manifatturiero preliminare (febbraio). Attesa: 55,5
Ore 16.00
Leading indicatore (gennaio). Attesa: +0,2% m/m
Vendite di case esistenti (gennaio). Attesa: 4,9 mln , -0.8% Prec. 4.94 mln
Indice Fed Filadelfia (febbraio). Attesa: 1


EVENTI

Europa
Riunione Governatori della Bce


EVENTI SOCIETARI

Italia
Opvs
Offerta di Hera su Acegas
Aumento di capitale
Cape Live: 19 azioni nuove ogni 5 possedute al prezzi di0.0933. Diritti quotati sino al 15 febbraio. Termine operazione 22/02
Cda
BB Biotech, Fiat Industrial, Tenaris

EUROPA
Trimestrali
Allianz, Axa, Dexia, Natixis

USA
Trimestrali
Wal-Mart, HP


COLLOCAMENTI

Francia
Ore 11.05
Aste Btan, Oat, Oatei. Durata: 2, 4, 5. Ammontare massimo offerto: 10,5 mld Prec. 0.24%, 0.74%, 1.46%,

Spagna
Ore 10.45
Asta Bonos. Durata: 2, 5, 10 anni. Ammontare massimo offerto: 4 miliardi Prec. 2.823%, 4.123%, 5.290%

Gran Bretagna
Ore 11.35
Asta Tresaury Gilt. Durata: 10 anni. Ammontare massimo offerto: 2,25 mld sterline Prec. 1.90%

:ciao:
 

anonimus08

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Wall Street: attenzione!!!
21/02/2013 00:50

Le minute della Fed hanno spaventato il mercato, la Banca Centrale americana potrebbe ridurre l'allentamento quantitativo anche se non fosse raggiunto l'obiettivo prefissato del tasso di disoccupazione (6,5%), ed allora il mercato preferisce vendere precauzionalmente.
E' certo, o perlomeno molto probabile, che Bernanke ridurrà la portata di certe frasi, ma marzo sarà il mese decisivo, se l'allentamento quantitativo si dovesse ridurre è certo che i mercati subirebbero uno storno senza dubbio pesante.
E d'altronde che incidenza può avere la Fed su un parametro come il tasso di disoccupazione di un Paese? Un conto sono i proclami, un altro i fatti. Ed allora siamo alla svolta o no?
Naturalmente è presto per dirlo, ma vale la pena sottolineare come il quantitative easing sia uno strumento dal quale i mercati oggi non possono prescindere, se venisse a mancare o soltanto venisse utilizzato con maggior parsimonia ai listini potrebbe venire a mancare l'ossigeno che in questi mesi è stato profuso a volontà.
Certo che la Fed non può fare un dietro front così repentino, a nostro avviso, quindi, seguiranno precisazioni e rassicurazioni, ma certamente qualche crepa nel muro la si comincia a intravedere, ma non fasciamoci la testa prima di essersela rotta.
Dow Jones (-0,77%) i rialzi hanno riguardato soprattutto i titoli difensivi, svetta Merck (+1,04%), seguita da Verizon (+0,94%) e Wal-Mart (+0,65%). Pesanti ribasso per Alcoa (-3,41%) Bank of America (-3,20%) e Unitedhealth (-2,56). S&P500 (-1,24%) in pochi a salvarsi, tra questi Target Corp. (+1,26%), Philip Morris (+0,85%) e Amgen (+0,62%). Petrolio e materie prime a picco, Devon Energy (-6,60%), Freeport McMoran (-5,95%) e Anadarko Petroleum (-4,47%). , Nasdaq (-1,53%) i guadagni hanno riguardato pochi titoli, soltanto tre di essi hanno guadagnato oltre il punto percentuale. Monster Beverage (+1,99%), Catamaran Corp. (+1,54%) e Alexion Pharma (+1,28%). Pesantissimi i ribassi di Garmin (-9,43%), Life Technologies (-8,25%) e Staples (-7,17%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro Autore: Giancarlo Marcotti Fonte: News Trend Online
Fonte: News Trend-online
 

anonimus08

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MERCATO USA

Wall Street chiude in ribasso, giù Apple e Caterpillar
Chiusura negativa a Wall Street. Il Dow Jones evidenzia una flessione dello 0,77%, il Nasdaq Composite dell'1,53%. Dalle minute dell'ultima riunione del Fomc, il comitato esecutivo della Fed, è emerso che una eventuale modifica del programma di allentamento quantitativo sarà discusso nella prossima riunione di marzo. Dopo la notizia i principali indici statunitensi hanno accelerato al ribasso. Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio ha reso noto che i nuovi cantieri residenziali sono scesi nel mese di gennaio a 890 mila unita' da 973 mila unita' (rivisto al rialzo da 954 mila unita'). Il dato e' inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 925 mila unita'. Le Licenze edilizie hanno invece mostrato un incremento passando da 909 mila unita' a 92 5 mila unita', oltre il consensus (pari a 915 mila unita').

Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che l'indice grezzo dei prezzi alla produzione ha evidenziato nel mese di gennaio un incremento dello 0,2% a fronte di una crescita attesa di 0,4%, risultando comunque in crescita rispetto alla rilevazione precedente pari a -0,3% m/m. Su base annuale il PPI ha registrato un incremento dell' 1,4% superiore alla rilevazione precedente pari a +1,3% a/a ma in linea con il consensus. L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) e' cresciuto dello 0,2% su base mensile, in linea con le attese. Su base annuale, l'indice Core ha fatto segnare un incremento pari all'1,8%, inferiore sia al dato precedente (+2,0%) ma superiore al consensus (+1,6%). Sul fronte societario timidi acquisti su Dell (+0,18%). Il produttore di pc e stampanti ha chiuso il quarto trimestre con ricavi pari a 14,314 miliardi di dollari, in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 530 milioni (-31%). I dati sono superiori alle attese.

Crolla Garmin (-9,43%). La società attiva nei sistemi per la navigazione ha chiuso il quarto trimestre con ricavi pari a 768,5 milioni di dollari, in calo del 16% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 129,3 milioni (165,6 milioni nel 4Q 2011). A livello adjusted i profitti sono pari a 0,68 dollari per azione, 5 cent in meno rispetto alle attese. Per il 2013 il gruppo si attende un giro d’affari tra i 2,5 e i 2,6 miliardi di dollari e un Eps tra 2,3 e 2,4 dollari. Le stime sono inferiori al consensus. In leggero rialzo Boeing (+0,17%). Secondo l’agenzia Reuters il gruppo aeronautico avrebbe trovato un sistema per risolvere i problemi alla batteria dei 787 Deamliner.
Deciso ribasso per Office Max (-7%). Il gruppo dei negozi per la vendita di prodotti da ufficio e la rivale Office Depot (-16,73%) hanno raggiunto un accordo per la fusione delle due s ocietà Ogni azionista Office Max riceverà 2,69 azioni Office Depot. Lettera su Apple (-2,42%). Il titolo è zavorrato dalla notizia su Foxconn riportata dal Financial Times. Il quotidiano scrive che il principale fornitore cinese di Apple ha congelato le assunzioni di personale a causa degli ordini inferiori alle aspettative di iPhone5. In ribasso Caterpillar (-2,49%). Il gruppo delle macchine per il movimento terra chiuso il trimestre terminato lo scorso 31 gennaio con vendite globali in calo del 4% su base annua.


MERCATI ASIATICI

Borsa giapponese negativa
Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni odierne a quota 11309,13 facendo registrare un calo dell'1,39%. I prezzi non sono dunque riusciti ad avere la meglio nemmeno nel corso della seduta odierna sulla resistenza di area 11500, principale ostacolo ne l breve lungo il cammino che dovrebbe spingerli verso gli obiettivi a 12270 circa. E resta aperta anche l'ipotesi del doppio massimo in area 11500, configurazione che potrebbe interrompere bruscamente il trend rialzista degli ultimi mesi. Solo la violazione di area 11000 confermerebbe tuttavia detta ipotesi (primi segnali negativi sotto 11200) proiettando l'indice in area 10400, dove oltre ai minimi del 9 gennaio e’ posizionato anche il 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a novembre
Il ribasso e' dovuto in buona parte ai timori che la FED possa rallentare il proprio programma di acquisto di asset, politica che ha sostenuto i mercati nel recente passato.

In calo il comparto delle commodities in scia al prolungato calo dell'indice LME.
Sul fronte macro il Ministero delle Finanze giapponese ha annunciato di aver collocato 1100,2 mld yen in titoli a 20 anni. Il rendimento del JGB e' salito all'1,751% dall'1,750% dell'asta di gennaio e le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 2,56 volte contro le 3,05 volte dell'asta precedente.
Negative anche le altre principali piazze azionarie asiatiche con Hong Kong che cede l'1,7%, Shanghai il 2% e Seul lo 0,47%.


MERCATI EUROPEI

Borse europee negative in avvio, male Axa
Apertura con il segno meno per le principali Borse europee. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,95%, il Cac40 di Parigi l'1,7%, il Ftse100 di Londra lo 0,82% e l'Ibex35 di Madrid l'1,95%. Sui listini del vecchio continente pesano i verbali del Fomc pubblicati ieri sera secondo i quali la Fed starebbe pensando di terminare l'allentamento quantitativo prima del previsto.

Sul fronte societario lettera su Allianz (-1,2%). Il colosso tedesco ha annunciato di aver chiuso il quarto trimestre con un giro d'affari di 25,9 miliardi di euro, in crescita del 3,7% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un risultato operativo di 2,275 miliardi (+13,8%). L'utile netto negli ultimi tre mesi dell'anno sale a 1,289 miliardi (+130%) mentre nell'intero esercizio 2012 a 5,491 miliardi (+95,8%). Confermato il dividendo di 4,5 euro per azione. Per il 2013 il gruppo prevede un utile operativo compreso tra 8,7 e 9,7 miliardi di euro. Sale Swiss Re (+2,4%). Il gruppo di riassicurazione svizzero ha chiuso l'esercizio 2012 con un utile netto di 4,201 miliardi di dollari, in crescita del 61,5% rispetto al 2011. Nel solo quarto trimestre i profitti sono stati pari a 795 milioni di dollari contro i 983 milioni dello stesso periodo di un anno prima. Il Board ha proposto il pagamento di una cedola ordinaria di 3,5 franchi svizze ri per azione (+17%) e di un dividendo straordinario di 4 franchi per azione.

Male Axa (-3,1%). Il gruppo francese ha chiuso l’esercizio 2012 con ricavi da 90,12 miliardi di euro in crescita del 5% sul dato di un anno fa (+2% su base comparabile) al di sotto del consensus. L’utile adjusted registra un aumento del 28% a quota 4,54 miliardi di euro. L’eps adjusted si attesta a 1,81 euro in crescita del 32% sul dato di un anno fa, ma leggermente al di sotto delle attese degli analisti. Il consiglio di Axa intende proporre un innalzamento del dividendo del 4% a 0,72 euro.

Poco mossa Saint-Gobain (-0,25%). Il produttore di materiali per l'edilizia ha annunciato di aver chiuso il 2012 con un giro d'affari di 43,198 miliardi di euro, in crescita del 2,6% rispetto al 2011, e con un utile netto di 766 milioni (-40,3%). Il gruppo francese ha anche annunciato l'aumento del piano di risparmi a 1,1 miliardi di euro contro i 750 milioni previsti in preced enza. Confermato il dividendo di 1,24 euro per azione.

Vallourec (+2,5%). Il produttore francese di tubi ha annunciato di aver chiuso il quarto trimestre con un fatturato di 1,465 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, e con un utile netto di 70 milioni (-70%). L'esercizio 2012 si è chiuso con profitti di 217 milioni (-46%) leggermente sopra le attese degli analisti. Il board ha proposto un dividendo di 0,69 euro per azione contro la cedola di 1,3 euro per azione dell'anno precedente. Per il 2013 il gruppo prevede un incremento delle vendite ed un miglioramento dell'Ebitda.

Positiva Technip (+0,6%). La società francese di servizi all’industria petrolifera ha chiuso il 2012 con ricavi in crescita del 20,4% a 8,20 miliardi di euro oltre le attese e un ebitda in crescita del 15,1% a quota 1,01 miliardi di euro. L’utile operativo ha registrato un incremento del 17,1% a quota 812,2 milio ni di euro. L’utile netto si porta a 539,7 milioni di euro con un incremento del 6,4 per cento. L’eps diluted cresce del 2,1% a 4,50 euro (leggermente al di sotto delle attese). Proposto un incremento del dividendo del 6,3% a 1,68 euro. Per il 2013 attesa una crescita dei ricavi dell’11-16% a 9,1-9,5 miliardi di euro e un miglioramento del margine operativo della divisione Subsea del 15% e della divisione onshore/offshore del 6-7 per cento.

Acquisti su Bae Systems (+3,79%). Il gruppo attivo nei sistemi di difesa ha chiuso il 2012 con ricavi pari a 17,834 miliardi di sterline, in calo del 7% rispetto al 2011, e con un utile operativo di 1,640 miliardi (+3,8%). Il board ha proposto un dividendo di 19.5 pence per azione in aumento rispetto ai 18.8 pence di un anno prima.


APERTURA MERCATO ITALIANO

Piazza Affari poco sotto la parità. Deboli Finmeccanica e RCS, sale ancora BP Milano
Piazza Affari in forte calo dopo verbali Fed. Bancari e Mediaset in evidenza, TI Media in controtendenza. Il Ftse Mib segna -2,2%, il Ftse Italia All-Share -2,1%, il Ftse Italia Mid Cap -2,2%, il Ftse Italia Star -1,8%. Borse europee in rosso. Ieri sera l'S&P 500 ha chiuso a -1,24%, il Nasdaq Composite a -1,53%. Attualmente i future sui principali indici USA sono in calo dello 0,3% circa. A Tokyo il Nikkei 225 ha terminato a -1,39%, a Hong Kong l'Hang Seng ha fatto segnare -1,72%.

Pesante ribasso a Milano all'indomani della pubblicazione dei verbali della riunione della Fed di fine gennaio, verbali dai quali è emersa un'ipotesi di interruzione della politica monetaria espansiva a partire da marzo.

Sotto pressione i bancari con l'indice EURO STOXX Banks che cede quasi il 2%, mentre a Milano a soffrire di più sono BP Milano (-3,3%), Banco Popolare (-3,3%), e Intesa Sanpalo (-3,2%).

Netto calo anche per Mediaset (-3,5%) dopo la flessione di ieri mentre Ferragamo (-2,9%) ritraccia dopo il recente rally. In decisa controtendenza TI Media (+8,8%), ancora in scia ai rumor di ieri riguardo all'ipotesi di stralcio dei crediti da parte di Telecom Italia (-1,5%) nell’ambito della cessione dell’emittente televisiva La7 al gruppo Cairo.


TITOLI DEL GIORNO

Dall’inizio di febbraio Banco Popolare oscilla in un intervallo compresso tra 1,37 e 1,4630 euro, faticando tuttavia ad allontanarsi dal limite inferiore. Per credere in un ritorno dei prezzi sui massimi di periodo a circa 1,60 sarà dunque necessario il superamento del picco del 13 febbraio a 1,4630, circostanza che potrebbe indicare una rinnovata voglia di rialzo e portare i prezzi a testare nuovamente area 1,70, massimi del 2012 e lato superiore del canale disegnato a partire dai minimi di luglio. La mancata rottura di 1,4630 e la violazione di 1,37 comporterebbero invece l’avvio di una fase ribassista che potrebbe dimostrarsi anche estesa, con primo target a 1,28 euro, per la chiusura del gap del 2 gennaio.
Per chi volesse acquistare il titolo: intervenire oltre 1,4630 euro con stop sotto 1,39 euro, per i target a 1,60 e 1,70 euro.
Per chi detiene attualmente il titolo: mantenere aperta la posizione so pra 1,37 per i target a 1,60 e 1,70 euro.

Il ribasso evidenziato da Enel nella seduta di mercoledi' (minimo a 2,8920) non fa altro che confermare un quadro grafico gia' deteriorato. I prezzi hanno infatti violato il 4 febbraio, con una evidente accelerazione ribassista, la trend line crescente disegnata dai minimi di luglio, scendendo poi anche al di sotto della media mobile a 100 giorni, ora resistenza a 2,98. Se le quotazioni dovessero scendere anche al di sotto di area 2,81, dove si colloca il 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo dai minimi della scorsa estate, le prospettive peggiorerebbero ulteriormente per includere il rischio di cali verso 2,50 almeno. Per ripristinare una condizione grafica positiva sarebbe necessario il superamento almeno dei 3 euro, resistenza oltre la quale diverrebbe lecito ipotizzare un tentativo di recupero di area 3,30. Solo il superamento anche di questi livelli sarebbe comunque da intendere come un segnale di ripresa dell'uptrend di medio termine.
Per chi volesse comprare il titolo intervenire oltre i 3 euro per il test di 3,30, stop loss a 2,90.
Per chi gia' detiene il titolo mantenere uno stop sotto 2,80, incrementare oltre area 3 per il test di 3,30.

Netta flessione ieri per Italcementi, con il titolo respinto dalle resistenze posizionate sui 4,65/4,70 euro. Le ambizioni rialziste sono tutt'altro che cancellate ma occorrerà un chiusura di seduta superiore ai livelli citati per assistere a un allungo verso il picco di metà gennaio a 5,09. Una vittoria oltre questa ultima resistenza permetterebbe poi alle quotazioni di riattivare la tendenza ascendente in forza dal luglio scorso in direzione del massimo di febbraio 2012 a 6,10. Eventuali discese sotto 4,30 preannuncerebbero invece un test dei minimi di inizio mese a 4,08, supporto decisivo per scongiurare la ripresa della flessione in atto da circa un mese.
Per chi volesse acquistare il titolo: pos izioni long oltre 4,70 per 5,09, stop sotto 4,45.
Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 5,09 per 6,10, ridurre sotto 4,30 e uscire alla violazione di 4,08.


HEADLINES

La Fed potrebbe rallentare sul QE3
La FED potrebbe rallentare o addirittura bloccare la politica di allentamento quantitativo (quantitative easing). Sono emerse infatti divisioni nell'istituto guidato da Ben Bernanke su una politica monetaria considerata da alcuni troppo accomodante. La riunione del prossimo 19-20 marzo ospiterò dunque anche un confronto su un possibile cambio di strategia. E' quanto emerge dalle minute del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, relative alla riunione di fine gennaio. La Fed ha per ora deciso di proseguire con l'acquisto di 85 miliardi di dollari al mese di titoli di stato e bond garantiti da mutui, anche se dall'economia arrivano alcuni segnali positivi. Un programma studiato per rilanciare la crescita e sostenere investimenti ed assunzioni, tenendo bassi i tassi di lungo periodo, che però ha incontrato alcuni detrattori tra i membri del Fomc. Tra questi Es ther George, rappresentante della Fed di Kansas City, che ritiene che una politica monetaria troppo accomodante possa incentivare un'eccessiva assunzione di rischio in alcune aree del mercato del credito.

Francia, per la UE nel 2013 non raggiungerà target deficit
Per la Commissione Europea le stime sull'economia francese che saranno rese note venerdì non indicheranno alcuna crescita per l'anno corrente. Verrà inoltre annunciato il mancato raggiungimento del target per il deficit. E' quanto ha reso noto la radio francese Rtl, specificando che la Ue stimerà una crescita di 0,0-0,1% in Francia nel 2013 ed un deficit del 3,6% del Pil. Recentemente il Presidente Francois Hollande ha ammesso che la crescita economica di Parigi sarà inferiore alle previsioni ufficiali del suo governo dello 0,8% e lontano da un obiettivo del deficit al 3% del Pil.

Dmail: nel terzo trimestre ricavi netti in calo a 13,3 milioni di euro
Nel terzo trimestre del 2012, il Gruppo Dmail ha registrato Ricavi Netti delle attività in funzionamento pari a 13,3 milioni di Euro rispetto ai 16,1 milioni di euro conseguiti nel terzo trimestre del 2011. Il Margine Operativo Lordo delle attività in funzionamento del Gruppo del terzo trimestre 2012 è negativo e pari a 1,13 milioni di Euro, rispetto al risultato positivo di 0,3 milioni di euro conseguiti nel terzo trimestre dell’esercizio 2011. Il Risultato Operativo delle attività in funzionamento del Gruppo del terzo trimestre 2012 è negativo per 5,6 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2011 quando era negativo per 0,4 milioni di euro. Il Risultato ante imposte delle attività in funzionamento del Gruppo del terzo trimestre 2012 risulta negativo per 6,3 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2011 quando era negativo per 0,9 milioni di euro.

Premuda: cessione nave da parte di societa&nb sp; collegata
Premuda comunica che la collegata Four Jolly Spa (partecipata al 50% con Gruppo Messina Spa) ha finalizzato in data 20 febbraio 2013, contestualmente alla consegna da parte del cantiere coreano Samsung, la vendita a terzi della nuova costruzione Suezmax tanker commissionata.
L’operazione ha determinato (in ragione del prezzo di vendita, fortemente condizionato dall’attuale depresso livello dei mercati di riferimento) una minusvalenza di cui la quota Premuda ammonta a circa 9,5 milioni di euro che sarà recepita nel bilancio dell’esercizio 2012, senza impatti sulla posizione finanziaria
netta.

Axa: dati in crescita nel 2012 (ma al di sotto del consensus), cresce il dividendo
Il gruppo Axa ha chiuso l’esercizio 2012 con ricavi da 90,12 miliardi di euro in crescita del 5% sul dato di un anno fa (+2% su base comparabile) al di sotto del consensus. Il combined ratio si attesta al 97,6 per cento in calo di 0,3 punti percentuali. L’utile netto decresce di un punto percentuale (-4% su base comparabile) e si porta a 4,15 miliardi di euro, in buona parte a causa di poste positive straordinarie per 1,4 miliardi di euro registrate nel 2011. L’utile adjusted registra un crescita del 28% a quota 4,54 miliardi di euro. L’eps adjusted si attesta a 1,81 euro in crescita del 32% sul dato di un anno fa, ma leggermente al di sotto delle attese degli analisti. In crescita sia il ramo danni che il ramo vita del 3% mentre l’asset management segna una flessione di tre punti percentuali. Il consiglio di Axa intende proporre un innalzamento del dividendo del 4% a 0,72 euro.

Technip: ricavi 2012 in crescita del 20,4% sopra le attese
Technip ha chiuso il 2012 con ricavi in crescita del 20,4% a 8,20 miliardi di euro oltre le attese e un utile operativo in aumento del 17,1% a quota 812,2 milioni di euro. L’utile netto si porta a 539,7 milioni di e uro (+6,4%). L’eps diluted cresce del 2,1% a 4,50 euro (leggermente al di sotto delle attese). Proposto un incremento del dividendo del 6,3% a 1,68 euro. La società francese di servizi all’industria petrolifera ha un portafoglio ordini di 14,3 miliardi di euro dei quali 6 miliardi collegati alle operazioni Subsea. Per il 2013 attesa una crescita dei ricavi dell’11-16% a 9,1-9,5 miliardi di euro e un miglioramento del margine operativo della divisione Subsea del 15% e della divisione onshore/offshore del 6-7 per cento.

Fonte ADVFN Newsdesk
 

anonimus08

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Pmi Germania tiene la soglia dei 50 punti, non quello della Francia
Di Francesca Gerosa

Piazza Affari peggiora con le banche e scende più degli altri indici europei. Al momento il Ftse Mib arretra infatti del 2,16% a 16.171 punti, mentre il Cac40 flette dell'1,49%, il Dax dell'1,48%, il Ftse 100 dell'1,27% e l'Ibex dell'1,46%. Il trend dei mercati ha preso una brutta piega dopo i primi dati sui Pmi dell'eurozona.

In particolare, l'indice Pmi dell'istituto Markit che misura l'andamento dei settori dei servizi e del manifatturiero in Germania si è attestato a 52,7 punti a febbraio. Si tratta di un arretramento rispetto ai 54,4 punti di gennaio, ma ogni lettura sopra i 50 punti indica comunque una fase di espansione.

Anche in Francia l'indice Pmi composito è sceso, ma si conferma sotto 50 punti a 42,3 da 42,7 di gennaio, segnando in questo caso il livello più basso in quasi quattro anni. Solo l'indice dei responsabili degli acquisti per il settore dei servizi ha registrato un 42,7 a febbraio, contro attese di un 44,5, in calo da 43,6 del mese scorso, registrando il livello più basso dal febbraio 2009, segno che la seconda economia della zona euro non si sta per nulla riprendendo.

Il corrispondente indice per il settore manifatturiero è salito invece al massimo di due mesi a 43,6, contro attese di un 43,8, dal 42,9 di gennaio. Tuttavia entrambi gli indici rimangono ben al di sotto di 50 punti, spartiacque tra contrazione e espansione dell'attività. Gli economisti di Bnp Paribas si aspettavano una lieve correzione al ribasso per il Pmi composito tedesco.

Per loro quindi il calo non altera il quadro generale visto che l'economia tedesca è di nuovo in territorio di espansione. Inoltre, le indagini tedesche, come Zew e Ifo, suggeriscono che il primo trimestre sarà piuttosto forte per il pil, a meno che le turbolenze climatiche non abbiano distorto l'attività economica a gennaio.

In Europa i settori che perdono di più sono quelli delle materie prime (-2,1%), dei produttori di auto (-1,7%) e delle banche (-1,4%). A Milano con lo spread Btp/Bund in aumento a 286 punti base Unicredit scende del 3,92% a 4,064 euro, Intesa Sanpaolo (-4,14% a 1,319 euro), Monte dei Paschi (-3,45% a 0,22 euro), BP (-3,13% a 1,36 euro) e la Popolare di Milano (-4,63% a 0,53 euro).

A proposito di Bpm il sindacato Fabi, in relazione al progetto proposto dall'attuale management della banca per la trasformazione in Spa, ritiene che sia necessario un approfondimento tecnico e politico e che alla fine il progetto sia oggetto di referendum tra tutti i lavoratori dell'istituto. Il sindacato chiede, inoltre, che prima dell'eventuale assemblea, vi sia un parere chiaro e inequivocabile da parte di Banca d'Italia.

I sindacati fanno valere il proprio peso all'interno della banca e chiedono che sia fatta chiarezza sul progetto anche da parte del regolatore. L'eventuale trasformazione in Spa secondo gli analisti di Intermonte farebbe aumentare l'appeal speculativo su Bpm come possibile target di acquisizione.

Fonte Milano Finanza.it
 

anonimus08

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Scende l'attività economica dell'eurozona, mercati delusi
Di Francesca Gerosa

Le borse europee estendono le perdite, con Milano maglia nera (-2,30% a 16.147 punti). Le vendite, legate ai timori che la Federal Reserve interrompa il piano di stimoli, hanno subito un'ulteriore accelerazione dopo la poco confortante lettura dell'indice Pmi sull'eurozona. Anche Francoforte perde l'1,58%, Parigi arretra dell'1,65%, Londra segna un -1,31% e Madrid cala dell'1,58%.

L'indice Pmi sull'Eurozona calcolato dall'istituto Markit è sceso a 47,3 punti a febbraio dai 48,6 punti di gennaio. Essendo sotto i 50 punti, la lettura segnala un proseguire della fase di contrazione dell'attività. Il dato ha deluso nettamente le attese degli economisti che avevano previsto un lieve incremento a 49 punti.

Quanto al Pmi manifatturiero preliminare, sempre riferito a febbraio, è risultato pari a 47,8 punti (48,3 punti il consenso e 47,9 punti il precedente), mentre quello dei servizi è sceso a 47,3 punti (49 punti il consenso e 48,6 punti il precedente). Dopo il dato deludente, l'euro è in calo rispetto a tutte le altre valute: è scambiato a 1,3188 contro il dollaro, da 1,328 della chiusura precedente, e a 0,8661 contro la sterlina da 0,871.

Sul mercato dei titoli di Stato sale il rendimento del Btp a 10 anni al 4,48% con spread in allargamento a quota 288 punti base.

Fonte Milano Finanza.it
 

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